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	<title>daw &#187; zucconi</title>
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		<title>Venerando il dio Obama</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 08:01:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1291" class="wp-caption alignleft" style="width: 314px"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-full wp-image-1291" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/07/ZUCCONI1.jpg" alt="l'adorante Vittorio Zucconi" width="304" height="304" /><p class="wp-caption-text">l&#39;adorante Vittorio Zucconi</p></div>
<p>Si sa, Obama ha effetti sconvolgenti sulle persone. C’è chi come Maria Laura Rodotà ha passato mesi a dirci quanto è straordinariamente sexy il primo presidente afro-americano degli States. Altri, appena la CNN diede la notizia dell’avvenuta elezione del Santone dell’Illinois, si buttarono a terra in lacrime, manco fosse apparsa la Madonna! Due giorni fa, <strong>un altro caso ai limiti dell’orgasmo</strong>: il maturo <strong>Vittorio Zucconi</strong>, quello che aveva giudicato l’uragano Katrina come un <strong>castigo di Dio caduto sugli infami repubblicani peccatori</strong>, ha messo anima e corpo in un <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MSE8T">editoriale</a> che definire <strong>delirante</strong> è assai eufemistico. Già il titolo fa capire che qualcosa di pericoloso c’è, <em><strong>“Il guerriero Obama”</strong></em>. Ma è leggendo il pezzo che si viene colti da un sussulto che ti fa cadere tutto, non solo le mascelle. Con uno<strong> slancio retorico</strong> da Istituto Luce, Zucconi racconta la <strong>missione dei marines</strong> nella pericolosissima valle dell’Helmand, quella dove albergano i talebani dediti alla coltivazione dell’oppio.<em> “Gli <strong>ordini </strong>della Casa Bianca sono <strong>tassativi</strong>, e questa è la prima offensiva militare importante ordinata dal nuovo comandante supremo delle forze armate, Barack Obama”</em>. Pomposo e genuflesso alla divinità come neanche i sacerdoti nell’Antico Egitto, non perde occasione per marcare la differenza tra <em>Mr Change</em> e il perfido Bush:</p>
<blockquote><p><em>“Spostando gli stivali americani dalle sabbie della Mesopotamia alle nevi di Kandahar per colpire il nemico dov’è realmente e non dove Bush e Cheney avevano immaginato che fosse”.</em></p></blockquote>
<p>Insomma, la descrizione di un Leonida dei tempi contemporanei; un <strong>eroe in piena regola</strong> che (dallo Studio Ovale) conduce fiero le truppe in battaglia. Però uno potrebbe pensare che questo ritratto contrasti con l’<strong>immagine pacifista </strong>del caro Barack. E allora, il nostro illuminato Zucconi, spiega che</p>
<blockquote><p><em>“<strong>l’Obama guerriero è una figura incongrua</strong>. Guardandolo e ascoltandolo, si capisce come il suo modus operandi, la sua personalità, la sua storia non possano essere quelli di condottieri bellici”.</em></p></blockquote>
<p>Già, perché <strong><em>“per la sua storia biologica Obama non è come Bush il texano”</em></strong>. Insomma, è una questione di “storia biologica”, secondo l’inviato speciale di <strong>Repubblica</strong>. In pratica, prevede Zucconi, nonostante i quattromila marines mandati a combattere “battaglie infernali”, questa offensiva non farà morti, non si risolverà in stragi o devastazioni. No, perché tutto questo <em>“<strong>ha qualcosa di molto obamiano</strong>, il sapore di una mossa da giocatore di scacchi, <strong>non da duellante all’ultimo sangue</strong>”</em>. Bla bla bla, uno sbrodolamento di zucchero che avremmo potuto leggere in Italia durante il ventennio. Il Presidente bello, bravo e pacifista; il Presidente <em>“che sa fare anche la parte del commander in chief, <strong>purchè l’azione non costi troppo in vite</strong> e non precluda vie di uscite politiche”</em>.  Già, lui non può far male. Il fatto che un giorno sì e l’altro pure dalla Casa Bianca partano ordini di bombardare regioni del Pakistan, che l’unico precedente paragonabile all’operazione nell’Helmand sia stato il Vietnam, non conta. Sottigliezze che non devono importare.</p>
<p>Quel che conta, per quelli come Zucconi, è che Bush era il male. <strong>Le guerre con Obama sono più belle, più pulite</strong>. Oggi i morti, evidentemente, contano meno.</p>
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