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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; tv</title>
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		<title>A Matrix c&#8217;è Omar (senza Erica), autore del massacro di Novi Ligure</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/10/05/a-matrix-ce-omar-senza-erica-autore-del-massacro-di-novi-ligure/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 21:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ILSECOLOXIX) Omar Favaro, autore assieme ad Erica Nardo del duplice omicidio di Novi Ligure, sarà ospite questa sera a Matrx, il programma di canale 5 condotto da Alessio Vinci. Ripercorrerà gli attimi in cui, complice della fidanzatina Erika De Nardo, ha ucciso la madre di lei e il fratellino nella loro casa a Novi Ligure, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ILSECOLOXIX) <strong>Omar Favaro, autore assieme ad Erica Nardo del duplice omicidio di Novi Ligure, sarà ospite questa sera a Matrx</strong>, il programma di canale 5 condotto da Alessio Vinci. Ripercorrerà gli attimi in cui, complice della fidanzatina Erika De Nardo, ha ucciso la madre di lei e il fratellino nella loro casa a Novi Ligure, in provincia di Alessandra, il 21 febbraio 2001.</p>
<div id="banner_little_box"> <strong>«Per anni ho avuto l’incubo delle urla di Gianluca e della madre di Erika che le diceva “ti perdono</strong>, ti perdono” &#8211; è il racconto di Omar &#8211; sentivo quelle parole e andavo avanti e indietro nella cucina». A distanza di anni c’è il <strong>rammarico «di non aver avuto la forza di aiutarla nel modo giusto»</strong>. E ricorda che Erika voleva attendere il rientro in casa del padre per uccidere anche lui. «Ma io ho detto: `me ne vado´. Lei non voleva. Si è arrabbiata. Ma io ho detto ancora che andavo via e lei mi ha chiesto di prendere i coltelli». Solo così Erika, sempre secondo quanto riferito da Omar &#8211; rinunciò al suo proposito.</div>
<p>«Mi chiedo ancora &#8211; dice il giovane &#8211; <strong>perché Erika odiasse così tanto la sua famiglia</strong>. Pensavo fosse gelosia nei confronti del fratellino, ma ora sono convinto che ci dovesse essere altro, perché quello non è un motivo sufficiente per uccidere». Omar dice che Erika gli chiedeva «ossessivamente di uccidere la sua famiglia anche mentre avevano rapporti sessuali per dimostrare di essere un vero uomo e amarla veramente». Oggi &#8211; conclude &#8211; «io non sono più quel ragazzo. Ora so cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ho lavorato molto su me stesso e chiedo la possibilità di tornare a vivere, ma temo il pregiudizio».</p>
<p><strong>Omar è stato condannato a 14 anni di reclusione </strong>e ora è libero, mentre <strong>Erika</strong>, condannata a <strong>16 anni</strong>, ora è in una comunità e <strong>potrà uscire il prossimo 5 dicembre. </strong></p>
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		<title>Santoro Martire passa dalla RAI a TeleCapri</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/10/05/santoro-martire-passa-dalla-rai-a-telecapri/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 09:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci siamo, è ufficiale: Santoro Martire ha trovato una nuova casa. Televisiva, si intende. Michele Santoro passa da Rai2 a TeleCapri, emittente che trasmetterà il suo nuovo programma &#8220;Comizi d&#8217;Amore&#8221;. A tal proposito, siamo molto curiosi di vedere tutto questo &#8220;amore&#8221; di Santoro, visto che negli ultimi anni ne abbiamo visto ben poco. Nel nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="santoro" src="http://farm7.static.flickr.com/6221/6213410195_f04b0cd390.jpg" alt="" width="480" height="260" /></p>
<p>Ci siamo, è ufficiale: Santoro Martire ha trovato una nuova casa. Televisiva, si intende. Michele Santoro passa da Rai2 a TeleCapri, emittente che trasmetterà il suo nuovo programma &#8220;Comizi d&#8217;Amore&#8221;. A tal proposito, siamo molto curiosi di vedere tutto questo &#8220;amore&#8221; di Santoro, visto che negli ultimi anni ne abbiamo visto ben poco.</p>
<p>Nel nuovo programma ci saranno anche Marco Travaglio e Giulia Innocenzi, già protagonisti l&#8217;anno scorso ad Annozero. Sarà un programma, dice Santoro, &#8220;contro il sistema del duopolio che tenta di limitare la libertà d&#8217;espressione e che&#8230;&#8221;. No vabbè, fermi. Vi risparmiamo il resto del comunicato stampa. Lo riassumiamo così, che facciamo prima: &#8220;Sarà un programma contro Berlusconi&#8221;. Ecco dove stava l&#8217;amore&#8230;.</p>
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		<title>Ma una multa a loro, mai?</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/05/24/ma-una-multa-a-loro-mai/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 12:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Che miseria. &#8220;Berlusconi in tv, condannati i tg&#8221; titolava Repubblica: e ormai è così, il Presidente del Consiglio non può parlare in tv, altrimenti i programmi che lo ospitano vengono multati. Però di Berlusconi se ne può parlare, e su di lui si possono costruire intere puntate di programmi-processo, si può dire che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5066/5754213481_87d7467c66_z.jpg"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2101/5754760602_bdb14d69fe.jpg" alt="santoro floris" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Che miseria. &#8220;Berlusconi in tv, condannati i tg&#8221; titolava Repubblica: e ormai è così, il Presidente del Consiglio non può parlare in tv, altrimenti i programmi che lo ospitano vengono multati. Però di Berlusconi se ne può parlare, e su di lui si possono costruire intere puntate di programmi-processo, si può dire che è un vecchio porco. E questo tutti i giorni, tutte le settimane, tutto l&#8217;anno. Con o senza elezioni. E&#8217; un regime, è vero, ma al contrario. Italian style.</p>
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<p>Strano Regime, il  nostro. <strong>Strana dittatura</strong>, l’Italia. Una Repubblica plebiscitaria, ormai ridotta “in miseria” (stando alle parole di Di Pietro), dove il tiranno <strong>non può aprire bocca</strong> neppure per tre minuti e trentatre secondi sui principali telegiornali del Paese. No, non può. Non può commentare i risultati elettorali, non può e non deve dire come la pensa.</p>
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<p>Non può farlo, perché altrimenti dall’opposizione si levano le solite e ormai ridicole <strong>grida disperate ed indignate </strong>contro il potere del satrapo, contro il Berlusconi che controlla tutti i mezzi di informazione. Non può parlare,  il Presidente del Consiglio, perché subito l’<strong>AGCOM</strong> presenta il conto: <strong>centinaia di migliaia di euro di multa</strong> a chi osasse ospitare i commenti del leader del principale partito italiano alle elezioni amministrative.</p>
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<p>Un Regime che <strong>fa acqua da tutte le parti</strong>, insomma. Una dittatura che viene sanzionata da un’autorità garante non appena da sinistra qualcuno grida allo schifo per le interviste al Cavaliere. I dittatori, quelli veri, si staranno rivoltando nella tomba. Un Regime, il nostro, dove invece è consentito liberamente (senza sanzioni, sia mai!) <strong>sparlare del Presidente del Consiglio</strong>, senza che tutto ciò faccia scalpore, notizia. <a href="http://www.daw-blog.com/2011/05/20/berlusconi-vecchio-porco-stupratore/">Ad Annozero si può accusare (in campagna elettorale) Berlusconi di essere un <strong>vecchio porco</strong></a>, lo si può paragonare a Strauss-Kahn, lo si può infangare in ogni modo, gli si può dire di tutto.</p>
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<p>Stesso copione il martedì su Raitre, quando va in scena la ridicolizzazione del centrodestra e del Governo. Il tutto mascherato, per carità, dal <strong>sorrisone irritante</strong> di Floris. Nessuno, però, si indigna. Il massacro in questo caso è consentito, la tribuna riservata ai Bersani e ai Di Pietro (il più presente ai cosiddetti talk show d’approfondimento) è garantita, magari in nome di quella <strong>libertà d’espressione</strong> ovviamente minacciata dalla dittatura berlusconiana.</p>
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<p>Siamo al surreale, al patetico, al ridicolo. Siamo giunti ad una situazione preoccupante se in un Paese democratico e libero arriviamo a leggere titoli come quello di Repubblica: <em><strong>“Berlusconi in tv, condannati i tg”</strong></em>. Il Presidente del Consiglio non può parlare, e chi ospita le sue affermazioni viene <strong>“condannato”</strong>. Un Regime davvero al contrario, in pieno stile italiano.</p>
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<p>(C) RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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<p><em>Vi ricordiamo che siamo costantemente in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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		<title>I problemi del Paese secondo il PD</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/05/19/i-problemi-del-paese-secondo-il-pd/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2011/05/19/i-problemi-del-paese-secondo-il-pd/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 16:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Incredibile. Il programma di Vittorio Sgarbi è stato sospeso e sapete che fa il Pd? Festeggia con un bel comunicato stampa. Sì, il Pd ci tiene a far sapere che la cancellazione di Sgarbi è giusta, perchè il vento è cambiato, il pubblico è nauesato. Mah. Ma vi immaginate se un comunicato del genere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5110/5737276312_911ce9d003_z.jpg"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2763/5736724789_bd64970a15.jpg" alt="sgarbi" width="280" height="391" /><br />
</a></p>
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<p>Incredibile. Il programma di Vittorio Sgarbi è stato sospeso e sapete che fa il Pd? Festeggia con un bel comunicato stampa. Sì, il Pd ci tiene a far sapere che la cancellazione di Sgarbi è giusta, perchè il vento è cambiato, il pubblico è nauesato. Mah. Ma vi immaginate se un comunicato del genere l&#8217;avesse fatto Berlusconi? E poi, quelli che oggi festeggiano per la chiusura di Sgarbi, sono gli stessi che si indignano per la chiusura di Current su Sky. Perchè per loro non tutti hanno lo stesso diritto di parlare.</p>
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<p>Hanno s<strong>ospeso Sgarbi </strong>e c’è chi festeggia. Addirittura con un comunicato stampa. Volete saperlo chi ha stappato lo champagne per la misera fine del programma di Vittorio Sgarbi dopo una sola puntata? Il <strong>Partito Democratico</strong>. Eh sì, proprio loro. Sentite un po’ Migliavacca, coordinatore della Segreteria Nazionale del Pd: <em>“I contenuti della trasmissione <strong>non giustificano la prima serata </strong>sulla rete ammiraglia, il <strong>pubblico italiano è nauseato</strong> da un modo di fare televisione basato sulle <strong>chiacchiere</strong> e distante dalla vita reale”.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>Insomma, al Partito Democratico quel programma non piaceva per niente, ed è giusto che sia stato soppresso. Non tanto per i <strong>bassissimi ascolti</strong> (8% di share, un disastro), ma esclusivamente per i temi trattati. <em>“Una bocciatura che è un ulteriore segnale di insofferenza nei confronti di chi urla ed una richiesta di maggiore attenzione ai problemi veri delle persone”</em>. <strong>Allucinante</strong>.</p>
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<p>Ma vi immaginate se un comunicato del genere l’avesse fatto <strong>Berlusconi</strong>? Vi immaginate se all’indomani della chiusura di un<strong> programma faziosamente orientato a sinistra</strong>, il Pdl emanasse una nota esprimendo soddisfazione per la soppressione del format? Ci sarebbero appelli al Quirinale, alla Corte Costituzionale, all’Onu. Si <strong>griderebbe al golpe</strong>, al Minculpop, alla dittatura strisciante e soffocante del Cavaliere. La faccia tosta del Pd è senza precedenti, incredibile: danno del fazioso a Sgarbi, ne contestano i monologhi, e poi sono i primi ad indignarsi se qualcuno dall’altra parte osa contestare i <strong>deliri di Travaglio</strong> e i canti della Resistenza intonati da<strong> Santoro </strong>ad Annozero.</p>
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<p>Ecco uno <strong>spaccato esemplare</strong> di questo Paese, ecco la vera natura dei <strong>finti democratici </strong>moderati e riformisti. Nient’altro che vecchi comunisti usciti da una seduta di <strong>chirurgia plastica</strong>.</p>
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<p>(C) RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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<p><em>Vi ricordiamo che siamo costantemente in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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		<title>Ma non eravamo rincoglioniti dalle tv?</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/05/18/ma-non-eravamo-rincoglioniti-dalle-tv/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2011/05/18/ma-non-eravamo-rincoglioniti-dalle-tv/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 13:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Falcioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Fermi tutti. Ma non eravamo un Paese composto da milioni di rincoglioniti davanti alle tv di Berlusconi? Quelle tv non offuscavano da venti anni le menti degli italiani? Poi succede che Pisapia trionfi (per ora) a Milano e il regime delle tv non c&#8217;è più. Nessuno è più rincoglionito. Anzi. Adesso ci dicono che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2086/5733128345_4a20473ca9_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5062/5733673434_80c5ffbf7d.jpg" alt="berlusconi tv" width="280" height="391" /><br />
</a></p>
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<p>Fermi tutti. Ma non eravamo un Paese composto da milioni di rincoglioniti davanti alle tv di Berlusconi? Quelle tv non offuscavano da venti anni le menti degli italiani? Poi succede che Pisapia trionfi (per ora) a Milano e il regime delle tv non c&#8217;è più. Nessuno è più rincoglionito. Anzi. Adesso ci dicono che l&#8217;aria è cambiata e che c&#8217;è voglia di cambiamento. Ma il potere delle tv, dov&#8217;è finito?</p>
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<p>Allora ricapitoliamo un momento: siamo un Paese composto da milioni di rincoglioniti dalle televisioni berlusconiane, che da venti anni offuscano le menti e le opinioni degli italiani. Siamo un Paese che vota in base ai diktat dei tg berlusconiani, da Fede a Minzolini, passando per Mimun. Siamo un Paese succube dal regime berlusconiano che, come Mussolini, vela la realtà, edulcorandola in maniera bieca, turpe, ignobile. Siamo il Paese degli elettori che non vanno su internet a cercarsi la verità vera, quella di Grillo, Travaglio, Ricca. Siamo un Paese morto, piatto culturalmente, che si orienta solo sulla base dei talk show berlusconiani.</p>
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<p>Poi però succede che Giuliano Pisapia trionfi per ora a Milano. Che annienti al primo turno Letizia Moratti con un sonante 48 a 41%. Che il Cavaliere dimezzi il consenso personale a Milano, passando da 53 mila preferenze ad appena 28 mila.</p>
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<p>Ed il commento degli stessi intellettualoni, che fino a ieri accampavano scuse ed alibi, qual è? Che c’è “voglia di cambiamento”, che “Berlusconi è finito”. Scusate, <strong>ma il potere della tv dov’è finito? Che fine ha fatto?</strong></p>
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<p>E’ semplicemente andato in vacanza. Momentaneamente, s’intende. Fino alla prossima sconfitta di Bersani &amp; Co…</p>
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		<item>
		<title>Il mio nome è Bindi, Rosy Bindi</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/02/03/il-mio-nome-e-bindi-rosy-bindi/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2011/02/03/il-mio-nome-e-bindi-rosy-bindi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 14:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rosy bindi]]></category>
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		<description><![CDATA[“Lei non deve fare un uso politico dello spazio di cui dispone per questo tipo di trasmissioni&#8221;. E dopo tale invito, ha interrotto bruscamente la telefonata. Di chi stiamo parlando? Di Silvio Berlusconi? Di Mauro Masi? Sbagliato. Si tratta di una Signora di mezza età. Ebbene sì, colei che, dopo aver intimato allo sventurato conduttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="bindi" src="http://farm5.static.flickr.com/4043/4483118503_fb860d8d89_o.jpg" alt="" width="520" height="336" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><em>“Lei non deve fare un <strong>uso politico</strong> dello spazio di cui dispone per questo tipo di trasmissioni&#8221;</em>. E dopo tale invito, ha interrotto bruscamente la telefonata.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Di chi stiamo parlando?</strong> Di Silvio Berlusconi? Di Mauro Masi? Sbagliato. Si tratta di una <strong>Signora</strong> di mezza età. Ebbene sì, colei che, dopo aver intimato allo sventurato conduttore di non far più trasmissioni del genere, riattaccò in malo modo la cornetta senza attendere neppure una replica, fu <strong>Rosy Bindi</strong>. Qualche anno fa, siamo su Raiuno. <strong>Fabrizio Frizzi </strong>conduce il varietà <em>“Per tutta la vita”</em>, ospite della serata è<strong> Gianfranco Funari</strong>. Ad un certo punto, quest’ultimo racconta la sua esperienza negli ospedali, racconta il dramma della sua operazione al cuore, dei 96 milioni di lire spesi per <strong>farsi operare</strong> urgentemente in una struttura privata. A quel punto, l’allora Ministro della Sanità alza la cornetta ed irrompe in trasmissione, redarguendo Funari  (il quale le risponde a tono) e minacciando il povero Frizzi. Insomma, per la Bindi <strong>non bisogna fare un uso politico dei programmi</strong> televisivi, specie se in onda sulle reti pubbliche.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Però, che strano… Non si capisce allora tutto questo clamore, tutta questa indignazione, questo urlare agli editti bulgari e alla <strong>democrazia minacciata</strong> quando a ripetere esattamente le stesse parole è Silvio Berlusconi. Oppure, quando il Direttore Generale della Rai si sente in dovere di intervenire per dire a Santoro che un processo mediatico e pubblico contro il Presidente del Consiglio (con tanto di finte prostitute a testimoniare sul funzionamento della pompetta del Cavaliere) è disdicevole.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Questo, ovviamente è <strong>consentito</strong>. Come sono consentite le performance della <strong>Dandini</strong> su Raitre (anche la sola proposta di cambiarle l’orario è stata vista in passato come un tentativo di golpe), i teatrini della iena ridens Floris a <strong>Ballarò</strong> con gli show di Crozza, gli interrogatori da Santa Inquisizione dell’<strong>Annunziata</strong>. E potremmo andare avanti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>No, per la Rosy d’Italia, in queste trasmissioni non v’è traccia di uso politico. L’importante, come sempre, è <strong>andare contro Berlusconi</strong>. Se osi dire mezza parola su di loro, diventano i peggiori censori che si siano mai visti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Rai non può dire no a Maroni</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/11/18/la-rai-non-puo-dire-no-a-maroni/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 12:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P. Mancini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sia consentito di auspicare, dal profondo Sud, dalla aspra Calabria, Italia e non Padania, che il confronto, su &#8220;tele Kabul&#8221;, tra Roberto Maroni e l&#8217;ambizioso, e un po&#8217; presuntuoso, scrittore Saviano si faccia. E, soprattutto, che, su un tema così delicato, non si contribuisca a delegittimare quanti, sul territorio, lavorano alacremente contro i mafiosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/09/logo_rai.jpg"><img class="alignnone" title="rai" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/09/logo_rai.jpg" alt="" width="349" height="229" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Mi sia consentito di auspicare</strong>, dal profondo Sud, dalla aspra Calabria, Italia e non Padania, <strong>che il confronto</strong>, su &#8220;tele Kabul&#8221;, tra Roberto Maroni e l&#8217;ambizioso, e un po&#8217; presuntuoso, scrittore Saviano<strong> si faccia</strong>. E, soprattutto, che, su un tema così delicato, non si contribuisca a delegittimare quanti, sul territorio, lavorano alacremente contro i mafiosi e i picciotti delle &#8216;ndrine, spietate a Reggio e a Palmi, come in Lombardia. E della pericolosità delle cosche, nella nostra regione come al Nord del Paese, ne eravamo consapevoli, ben prima della esternazione, chez il veltroniano buonista Fazio, dell&#8217;autore progressista, of course, della Mondadori, presieduta dalla figlia dell&#8217;odiato &#8220;Caimano&#8221;.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Sarebbe grave e pericoloso allargare il solco tra la società civile e il governo: si farebbe il gioco dei poteri illegali.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E sarebbe incredibile se la RAI,<strong> dopo aver dato spazio</strong>, in primis in<strong> alcuni &#8220;tele-processi&#8221; di Michele Sant&#8217; oro</strong>, pubblico ministero Ruotolo e giudice (&#8220;terzo&#8221;?) Travaglio &#8211; <em>dove brillavano, per assenza,  gli imputati e i loro difensori</em> &#8211; alle presunte &#8220;verità&#8221; di noti e specchiati galantuomini, quali Ciancimino e Spatuzza, la negasse a chi è, istituzionalmente, incaricato, con la fiducia del Parlamento e degli elettori, di combattere la &#8216;ndrangheta, la camorra (complimenti, Bobo, per le <a href="http://www.daw-blog.com/2010/11/17/chi-parla-e-chi-arresta/" target="_blank">manette</a> a &#8220;<em>&#8216;O ninno&#8221;</em>!) e tutte le mafie.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Trombata la Busi</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 12:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Protestava perché le impedivano di condurre il Tg1 come voleva lei, con toni censori quando si parlava del Governo e sguardi sereni e rilassati quando sugli schermi alle sue spalle comparivano i leader della sinistra. Sbraitava perché il suo direttore, Augusto Minzolini, si era permesso di varare un ricambio dei conduttori, destinando ad altri incarichi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4028/5161241128_426b2128f9_z.jpg"><img class="alignnone" title="busi" src="http://farm5.static.flickr.com/4028/5161241128_426b2128f9.jpg" alt="" width="391" height="500" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Protestava perché le impedivano di condurre il Tg1 come voleva lei, con toni censori quando si parlava del Governo e sguardi sereni e rilassati quando sugli schermi alle sue spalle comparivano i leader della sinistra. Sbraitava perché il suo direttore, <strong>Augusto Minzolini</strong>, si era permesso di varare un ricambio dei conduttori, destinando ad altri incarichi chi il tg lo conduceva da studio da qualche decennio. Andava in giro a parlar male della propria azienda e dei suoi superiori, definendo <strong>“irrespirabile”</strong> il clima a Saxa Rubra. E, perla delle perle, pontificava sul <em>“sempre più <strong>evidente calo degli ascolti del Tg1</strong>, ormai in costante declino”</em>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Peccato che, sei mesi dopo l’addio al principale telegiornale italiano, <strong>Maria Luisa Busi</strong> abbia già visto svanire i sogni di conduzione in prime time di un programma tutto suo. Sì, Articolotre, l’erede dei vari <em>Mi Manda Lubrano</em> e <em>Mi Manda Raitre</em>, <strong>è stato chiuso</strong> per “scarso rendimento”. Il motivo? Auditel impietoso, <strong>ascolti bassissimi</strong>, sempre al 4% o giù di lì.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ma come? Come ha potuto toppare lei, la dama bionda del giornalismo italiano, la donna che, dopo aver <strong>condotto il Tg1 per 18 anni </strong>e aver <strong>firmato 16 servizi in 10 anni</strong>, si dilettava nello sparlare del proprio direttore, della propria azienda, del proprio posto di lavoro? Lei che sapeva tutto, che aveva la sapienza innata, lei che passava le giornate a calcolare quanti ascoltatori e quanti punti di share perdeva il Tg1, si è vista chiudere il programma perché la sua creatura è 5 punti sotto la media di rete.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong><em>“E’ difficile lavorare sotto assedio”</em></strong>, si giustifica ora. Peccato che l’altro martire per eccellenza della sinistra televisivamente impegnata, Michele Santoro, faccia costantemente il quintuplo dei suoi ascolti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Siamo sicuri che ora la colpa sarà ovviamente di Masi, e quindi di Berlusconi. Perché una cosa è chiara, ormai: <strong>non è mai colpa loro</strong>, loro non sbagliano mai. Palloni gonfiati che pretendono di avere assicurato a vita un posto di prestigio, un programma in prima serata come minimo. <strong>Altrimenti gridano allo scandalo</strong>, al sopruso, al regime. Pronti a chiamare in causa pure l’Onu. Ma prima o poi il cerchio si chiude, e si sbatte contro la realtà, che spesso è ben diversa da come la si vorrebbe. <strong>Come stavolta</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le vittime sono solo a sinistra</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/10/27/9482/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 14:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendersi un pugno in faccia, finire all&#8217;ospedale con qualche giorno di prognosi significa &#8220;fare la vittima&#8221;. Piangere in tv, gridare al regime ogni due ore, scrivere editoriali indignati sui giornali perchè il direttore generale della RAI ha detto no a contratti milionari, è puro eroismo. E&#8217; l&#8217;Italia di oggi, quella dei Santoro e dei Saviano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="paese nomale" src="http://farm5.static.flickr.com/4107/5019831651_dce7fe5760.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Prendersi un pugno in faccia, finire all&#8217;ospedale con qualche giorno di prognosi significa <strong>&#8220;fare la vittima&#8221;</strong>. Piangere in tv, gridare al regime ogni due ore, scrivere editoriali indignati sui giornali perchè il direttore generale della RAI <strong>ha detto no</strong> a contratti milionari, è puro eroismo. E&#8217; l&#8217;Italia di oggi, quella dei Santoro e dei Saviano, delle Gabanelli e degli pseudo-martiri rossi fatti fuori da Berlusconi, come Biagi e Luttazzi. E&#8217; <strong>paradossale</strong>, ovviamente, ma non è altro che la realtà. Triste quanto si vuole, ma desolatamente vera. C&#8217;è già chi dice, e lo sapevamo, che Capezzone, nonostante tutto, un po&#8217; <strong>se l&#8217;è cercata</strong>. Perchè sì, fare il portavoce del partito di Berlusconi è qualcosa di disdicevole, di squallido. Per cui <strong>tutto diventa legittimo</strong>, anche il ricorso agli agguati.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>No, ecco, Capezzone non può ricevere solidarietà, perchè gioca a fare la vittima. E come lui, Berlusconi (lo sappiamo tutti che è stato lui a tirarsi addosso la statuina del Duomo, l&#8217;abbiamo visto su YouTube), Bonanni (beh, se va a parlare dove non dovrebbe, significa che se l&#8217;è cercata), Belpietro (tutta una finta per farsi notare, per vendere qualche copia in più di Libero). Le <strong>vittime vere</strong>, invece, sono lo scrittore, l&#8217;attore, il comico che vedono messo in dubbio il proprio lauto stipendio dal servo Mauro Masi. E allora, per loro, per denunciare questa <strong>censura</strong> che neppure quel bravo uomo di Ceausescu si sarebbe mai sognato di fare, si organizzano trasmissioni in prima serata, si lanciano appelli sul web, si riempiono pagine su pagine dei quotidiani. No, <strong>questo non è vittimismo</strong>, ovviamente.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Questa è solo una <strong>denuncia del regime </strong>che impedisce a Saviano di parlare, perchè così il Cavaliere vuole. Anche se Saviano celebre e ricco lo è diventato grazie alla Mondadori di Berlusconi, l&#8217;uomo che tramite i suoi tentacoli in RAI vorrebbe negargli il diritto di parlare&#8230; E pure Benigni! Altra vittima, ovviamente. E pure <strong>Santoro</strong>, che vittima lo è da secoli e nonostante tutto continua ad andare in onda in prima serata sulla seconda rete nazionale, potendo dire di tutto, perfino mandare a quel Paese il proprio capo, senza che questi possa reagire. Perchè se si incavola, se punisce il sottoposto che lo insulta in diretta televisiva, ﻿diventa automaticamente il cagnolino di Berlusconi.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Insomma, <strong>c&#8217;è vittima e vittima</strong>. C&#8217;è chi si scandalizza e si indigna se un uomo, chiunque sia e a qualunque orientamento politico appartenga, viene picchiato in mezzo alla strada. E poi c&#8217;è chi si scandalizza e si indigna perchè Saviano non becca i suoi <strong>50mila euro lordi a puntata</strong>. Dov&#8217;è l&#8217;errore? A voi la risposta.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ora la sinistra è per la tv commerciale</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/10/18/ora-la-sinistra-e-per-la-tv-commerciale/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 09:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Falcioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti di loro, soprattutto operai disperati, alle ultime tornate elettorali si sono affidati alla Lega. Altri si sono pazzamente invaghiti di un post-fascista, con il solo scopo di abbattere il Cavaliere. Ma la svolta ‘consumistica’ delle ore recenti dei vecchi cari comunisti davvero non ce l’aspettavamo. Tutta colpa del solito Santoro, che nella serata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4126/5093014388_d54fb9dc4e.jpg"><img class="alignnone" title="consumismo" src="http://farm5.static.flickr.com/4126/5093014388_d54fb9dc4e.jpg" alt="" width="274" height="400" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Molti di loro, soprattutto operai disperati, alle ultime tornate elettorali si sono affidati alla Lega. Altri si sono pazzamente invaghiti di un post-fascista, con il solo scopo di abbattere il Cavaliere. Ma la svolta ‘<em>consumistica</em>’ delle ore recenti dei vecchi cari comunisti davvero non ce l’aspettavamo.</p>
<p>
Tutta <strong>colpa del solito Santoro</strong>, che nella serata di giovedì ha rianimato i propri fedelissimi con l’ennesima sceneggiata nel corso di “<em>Annozero</em>”, conclusasi con la citazione libertaria di Giorgio Gaber. Scene che hanno raccolto davanti al piccolo schermo un bottino di <strong>6 milioni 283 mila spettatori</strong>, pari al 23,47% di share. Un successo netto, insindacabile quanto prevedibile ed in perfetta coerenza con le medie classiche del talk-show, da sempre un toccasana per la seconda rete di Viale Mazzini.  Nulla di nuovo dunque, se non proprio la sorprendente metamorfosi culturale della sinistra, che da tre giorni non smette di rinfacciare ai nemici numeri e record.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Loro</strong>,<strong> </strong>da sempre allergici alla logica quantistica<strong> </strong>che facesse riferimento all’audience di un determinato prodotto. <strong>Loro</strong>, che perennemente correvano in difesa del programma di nicchia, sinonimo di levatura intellettuale. <strong>Loro</strong>, che al contempo disprezzavano qualunque fenomeno fosse solo minimamente etichettabile come nazional-popolare. <strong>Loro</strong>,<strong> pronti a demonizzare la televisione commerciale</strong> e la sua mentalità ‘<em>affaristica</em>’ legata alla raccolta pubblicitaria. Loro, che di conseguenza consideravano l’Auditel un sistema diabolico, falso, inattendibile e nelle mani di loschi individui. <strong>Loro</strong>, che Biagi volevano per forza vederlo in onda al posto di Paolo Bonolis, nonostante (‘<em>editto bulgaro</em>’ a parte) i pacchi totalizzassero ben 10 punti percentuali in più rispetto allo stantio e antiquato “Fatto” del buon Enzo. <strong>Loro</strong>, che adesso esigono l’immunità basandosi esclusivamente sulle cifre della “casa di vetro”. <strong>Loro</strong>, che lo <em>share</em> non sanno manco cosa sia.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Eccoli qui, intenti a rivendicare esultanti l’exploit del “martire anarchico”.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Loro</strong>, che <strong>cambiano faccia ripetutamente</strong>, senza provare mai<strong> un minimo di vergogna.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ha vinto lo schema Santoro</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/10/15/ha-vinto-lo-schema-santoro/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 14:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P. Mancini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rientri, o meno, la discussa ma legittima sospensione di Sant&#8217;oro per 10 giorni, decisa da Mauro Masi, il conduttore campano ha già vinto la sua ennesima sfida ai partiti e alla direzione della Rai, di cui è una delle star più pagate (poco meno di 1 milione di euro all&#8217;anno). E si può parlare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="santoro" src="http://farm5.static.flickr.com/4005/5077542257_974fc8b3ce.jpg" alt="" width="280" height="187" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Rientri, o meno, la discussa ma legittima sospensione di <strong>Sant&#8217;oro</strong> per 10 giorni, decisa da <strong>Mauro Masi,</strong> il conduttore campano ha già vinto la sua ennesima sfida ai partiti e alla direzione della Rai, di cui è una delle star più pagate (poco meno di 1 milione di euro all&#8217;anno). E si può parlare di <strong>nuovo trionfo di Michele</strong>, non solo in virtù dell&#8217; audience-boom della ultima puntata di Annozero (che ha battuto il declinante Bonolis, in onda su Canale 5, ed è stato seguito da 6.300.000 telespettatori) e delle tante firme dei cittadini, che verranno raccolte pro-immediato, e già certo, rientro in video del giornalista di Salerno.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>
Ancora una volta, con abilità, Sant&#8217;oro è riuscito a imporre ai leader dei partiti la collocazione, al primo punto dell&#8217; agenda politica, pur fitta di impegni e di scadenze, il presunto, liberticida tentativo dei dirigenti di viale Mazzini di oscurare uno dei pochi giornalisti non asserviti al Cavaliere, che realizza &#8211; <em>come ha rivendicato, con orgoglio e in polemica con il &#8220;nemico&#8221; Vespa </em>- &#8220;il primo programma di informazione della tv italiana&#8221;.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>
Per uno dei paradossi, non rari nel teatrino politico e mediatico ,<strong> il grande sconfitto </strong>- <em>tanto che già circolano voci su un suo imminente siluramento </em>- <strong>è proprio Mauro Masi,</strong> l&#8217;unico direttore generale, che ha tentato, seppure in modo maldestro e intempestivo, di far osservare all&#8217;ex europarlamentare dei Ds le regole aziendali. Evidentemente, nella RAI sempre più caotica &#8211; <em>con il presidente, il Re Travicello, Garimberti, e i rappresentanti dei partiti, interni ed esterni a viale Mazzini, impegnati a dividersi poltrone e strapuntini</em> &#8211; nessuno ha provveduto a illustrare a Masi l&#8217;anomalia, da sempre, del &#8220;caso Santoro&#8221;.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E, pertanto, il direttore generale -<em> bersaglio di critiche, in parte eccessive,  anche dalla maggioranza</em> &#8211; ha pensato di dover gestire il carrozzone radiotelevisivo con criteri manageriali, illudendosi che sarebbe riuscito a frenare le intemperanze di Michele e la sua tendenza, da sempre, a muoversi come un ras, incurante dei controlli interni, delle elementari regole giornalistiche, nelle sue trasmissioni, e del rispetto del contraddittorio. E ai telespettatori, divisi tra i tifosi e gli antipatizzanti di Sant&#8217;oro -<em> nonostante la ininfluente sospensione di 10 giorni di &#8220;Annozero&#8221;</em>- verrà servita, da giovedì prossimo, la solita minestra: mitragliate a Berlusoni e ai leader non graditi dell&#8217;opposizione, inflessibili processi mediatici a imputati quasi sempre assenti &#8211; <em>ultimo, il governatore della Calabria, Scopelliti</em>- e privi di difensori nell&#8217;urlante arena televisiva e nelle piazze, gestite dai &#8220;pubblici ministeri&#8221; Ruotolo e Formigli.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E, forse, a Bersani -<em> che giovedi&#8217; era in studio a solidarizzare con il &#8220;coraggioso conduttore epurato&#8221; </em>- qualcuno, nel PD &#8211; <em>in primis Veltroni, l&#8217;ultima &#8220;vittima&#8221; del Cavaliere </em>- avrebbe dovuto spiegare che, quasi sempre, le impostazioni, violentemente anti-berlusconiane dei programmi del &#8220;Gran Fazioso di Salerno&#8221;, si sono rivelate, alle elezioni, dei boomerang per il centro-sinistra.<br />
Conviene, dunque, alla attuale opposizione e ai finiani &#8220;morire&#8221; per Michele, che continua a presentarsi nella veste di vittima innocente del &#8220;bieco regime berlusconiano&#8221;, e far proprio lo schema sant&#8217;oriano: sono <em>infami</em> e <em>servi</em> quanti, politici e giornalisti, si oppongono, ma con le armi della polemica, delle proposte alternative e della dialettica civile, a Berlusconi e, invece, dei benemeriti quelli, in primis Travaglio e Vauro, che lo additano al pubblico ludibrio come un puttaniere, un corruttore e un colluso con i clan mafiosi?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>
Forse, il centro-sinistra -<em> che in RAI ha scritto pagine, non esaltanti, nella lottizzazione dei giornalisti, dei dirigenti e persino degli uscieri</em> &#8211; dovrebbe sforzarsi di occuparsi dei reali e gravi problemi dell&#8217; azienda pubblica e di quelli dell&#8217;informazione. Cominciando a liberarsi delle visioni apocalittiche e senza immaginare scenari inquietanti, sinora non realistici, che prevederebbero l&#8217;annessione, da parte di Mediaset, della RAI e la creazione di un unico mega-polo televisivo, guidato da Confalonieri.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Certo, il problema del conflitto di interessi esiste, ma perchè la maggioranza di Prodi, nella scorsa legislatura, non ha approvato una legge equilibrata? L&#8217;opposizione potrebbe, nelle prossime settimane, proporre alcune, significative, modifiche al testo, che fu elaborato da Frattini, con l&#8217;apporto di esperti bipartisan di diritto e di economia. Lo <em>stop</em> alle sterili risse, in Parlamento e negli studi tv, sarebbe molto gradito dall&#8217;opinione pubblica e verrebbe considerata la prima risposta, convincente, alla richiesta di Napolitano di farla finita con l&#8217;Italia dell&#8217; odio permanente e delle liti tra i partiti, che continuano ad azzannarsi, senza mai arrivare a concordare soluzioni ragionevoli e utili per tutti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Reality per aspiranti Imam</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/06/30/reality-per-aspiranti-imam/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 15:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni Paese ha il reality che si merita. Se da noi spopola il Grande Fratello e in Gran Bretagna X Factor, in Malaysia il programma del momento è “Young Imam”, una via di mezzo tra “America’s Got Talent” e i programmi per bambini della Clerici o di Gerry Scotti. In pratica, ragazzi e ragazzini devono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4118/4745699562_7afa8c541f.jpg"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4118/4745699562_7afa8c541f_m.jpg" alt="" width="240" height="183" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ogni Paese ha il reality che si merita. Se da noi spopola il Grande Fratello e in Gran Bretagna X Factor, in <strong>Malaysia</strong> il programma del momento è <strong><em>“<a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704911704575326623895421154.html?KEYWORDS=imam" target="_blank">Young Imam</a>”</em></strong>, una via di mezzo tra “America’s Got Talent” e i programmi per bambini della Clerici o di Gerry Scotti. In pratica, ragazzi e ragazzini devono sfidarsi in varie prove per aggiudicarsi il titolo di <em>Giovane Imam</em>, che comporta una borsa studio per l’Università di Medina, guidare le preghiere alla Moschea di Kuala Lumpur e un viaggio premio a La Mecca. Il concorso, seppur televisivo, è serissimo. A giudicare i giovanotti è<strong> l’ex mufti </strong>della Moschea Nazionale malaysiana, tale Hasan Mahmood, il quale, come la nostra Mara  Maionchi, stronca i concorrenti impreparati o scarsi. E’ stato questo il caso di Sharafuddin Suaut, eliminato perché si è dimostrato <strong>incerto su alcuni punti della dottrina islamica</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Il seguito in Patria è clamoroso, decine di <strong>gruppi su facebook</strong> sono nati per supportare i propri beniamini, madri che sognano adoranti di maritare le rispettive figlie con i baldanzosi concorrenti, giovani che litigano in rete su chi meriti il titolo di campione. Fiato sospeso per le<strong> prove settimanali</strong> che possono decretare la promozione o la bocciatura di un partecipante, come nel caso della <strong>preparazione per la sepoltura dei cadaveri non reclamati</strong>, pratica fondamentale per il curriculum vitae di un aspirante Imam. Il rammarico, spiegano alcuni concorrenti, è limitato al <strong>divieto di guardare le partite dei Mondiali</strong>: <em>“Dobbiamo concentrarci sulla nostra preparazione, in modo da essere pronti alle varie sfide”</em>. Esempi di come uno show televisivo, nell’epoca della globalizzazione, possa creare <strong>qualcosa di moderno</strong> anche laddove l’oscurantismo sembrerebbe regnare sovrano.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>La <strong>Malaysia</strong>, realtà dove la <strong>fustigazione delle donne adultere</strong> convive senza problemi con una <strong>libertà di navigazione sul web</strong> davvero rara per la regione, può fare da capofila verso un cambiamento che prima o poi si auspica avverrà, soprattutto se ha nei giovani (l’<strong>età media è di 25 anni</strong>) la sua forza motrice.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La guerra dei roses, Santoro a Travaglio: &#8220;Se te ne vai non è una tragedia&#8221;</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/02/23/la-guerra-dei-roses-santoro-a-travaglio-se-te-ne-vai-non-e-una-tragedia/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 12:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ah, l&#8217;amor tradito. Altro che andare a fare l&#8217;amore in tutti i laghi. La lite coniugale tra Santoro e Travaglio si arricchisce di un nuovo capitolo: la lettera di Michele. Pubblicata oggi sul Fatto, ha dell&#8217;incredibile: Santoro è pronto a scaricare Travaglio. Pazzesco. Scrive il conduttore di Annozero: se te ne vai &#8220;Non sarebbe tuttavia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Santoro Travaglio" src="http://farm3.static.flickr.com/2689/4381315165_eabc68fb43_o.jpg" alt="" width="520" height="341" /></p>
<p>Ah, l&#8217;amor tradito. Altro che andare a fare l&#8217;amore in tutti i laghi. <a href="http://www.daw-blog.com/2010/02/22/il-travaglio-di-travaglio/" target="_blank">La lite coniugale tra Santoro e Travaglio</a> si arricchisce di un nuovo capitolo: <strong>la lettera di Michele.</strong> Pubblicata oggi sul Fatto, ha dell&#8217;incredibile: <strong>Santoro è pronto a scaricare Travaglio</strong>. Pazzesco. Scrive il conduttore di Annozero: se te ne vai &#8220;<em>Non sarebbe tuttavia una tragedia o una catastrofe irreparabile. Nel corso della mia lunga esperienza televisiva tanti miei amici e collaboratori hanno scelto o dovuto scegliere di percorrere altre strade. E’ stata sempre per tutti un’occasione di rinnovarsi, una sfida per allargare gli orizzonti di quel laboratorio del quale sentiamo comunque di continuare a far parte</em>&#8220;. Insomma, vattene pure, io vado avanti lo stesso. Anzi, sembra quasi un invito: vattene, vai ad &#8220;<em>allargare gli orizzonti</em>&#8220;. Ne hai bisogno.</p>
<p>Perché tanto, ormai, Travaglio è ovunque: <em>&#8220;Già oggi il tuo raggio d’azione è enorme: scrivi quotidianamente per il Fatto (e non solo), hai un blog seguitissimo, hai una parte da protagonista nel blog di Grillo e riempi i teatri col tuo spettacolo su Tangentopoli. Potresti quindi fare tranquillamente a meno di Annozero&#8221;. </em>Insomma, l&#8217;invito è chiarissimo, il messaggio altrettanto:<strong> non sei più indispensabile.</strong></p>
<p>Ma che è successo tra i due? Semplice. Scrive Santoro: &#8220;<em>Tu sei cambiato&#8221;.</em> E arriva quasi all&#8217;insulto: <em>&#8220;Non so se ti accorgi che, quando a proposito di Annozero dici che è una questione di format, stai parlando come un membro della Commissione parlamentare di vigilanza</em>&#8220;. Anzi, <strong>è proprio un insulto.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;amore è proprio finito. </strong>I due ex innamorati ora sono lontanissimi, le divergenze sono troppe: <em>&#8220;Tu pensi che Maurizio Belpietro – o Porro o Ghedini – siano soltanto un prezzo pagato alla par condicio, una legge di cui si parla senza conoscerla e di cui nessuno si occupa seriamente, quando per me rappresentano quel vuoto necessario di scrittura che rende la trasmissione imprevedibile&#8221;</em>. Povero Travaglio, addirittura l&#8217;apprezzamento di Michele per Belpietro.</p>
<p>Ed ecco la stoccata finale:<em> &#8220;In passato godevo nel vederti demolire le argomentazioni aggressive con l’ironia e con una precisione chirurgica: adesso chiedi tempo&#8221;. </em>Insomma, <em>&#8220;sei cambiato&#8221;.</em></p>
<p>Quando una storia d&#8217;amore finisce si è tutti più tristi. Va bene essere ossessionati da Berlusconi, va benissimo,<strong> ma non è che dovete imitarlo anche nella separazione ok?</strong></p>
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		<title>Martiri milionari e squilibrati</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/02/12/martirti-milionari-e-squilibrati/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 15:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che vittime. Che lagne. Santoro, Floris, Fazio, solo per citare i tre moschettieri della tv di sinistra, sono bravissimi a fare i martiri milionari. Dopo l&#8217;approvazione del regolamento della Vigilanza Rai è una gara continua nell&#8217;urlare al &#8220;regime&#8220;, e addirittura Santoro dichiara che &#8220;ci batteremo con tutte le nostre forze per andare in onda&#8221;. O [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" title="Santoro biondo" src="http://farm5.static.flickr.com/4001/4196170484_0eeb4eee53_o.jpg" alt="" width="520" height="345" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Che vittime. </strong>Che lagne. <strong>Santoro</strong>, Floris, Fazio, solo per citare i tre moschettieri della tv di sinistra, sono bravissimi a fare i <strong>martiri milionari</strong>. Dopo l&#8217;approvazione del regolamento della Vigilanza Rai è una gara continua nell&#8217;urlare al &#8220;<em><strong>regime</strong></em>&#8220;, e addirittura Santoro dichiara che &#8220;<em>ci batteremo con tutte le nostre forze per andare in onda&#8221;</em>. O mamma, ma questa legge che fa? Blocca Annozero? Ma va, figuriamoci.</p>
<p>Intanto diciamo che il nuovo regolamento è una proposta di un <strong>radicale</strong> eletto nel Partito Democratico, ed è stato approvato dal PdL con il Pd che, al momento del voto, usciva dall&#8217;aula. Poi c&#8217;è da ricordare che la famosa par condicio è stata voluta proprio dalla sinistra. E ora tiriamo le somme: <strong>in questo regolamento viene applicata proprio la par condicio</strong>, e come ha affermato <strong>Emma Bonino</strong> proprio davanti a Santoro &#8220;<em>non vi impedisce di andare in onda, non mi sembra un grande scandalo questo regolamento&#8221;.<br />
</em><br />
<strong>Ora c&#8217;è da ridere.</strong> Nel testo, infatti, è scritto chiaramente che per andare in onda le trasmissioni dovranno &#8220;<em>dare spazio a tutti&#8221;.</em> Essere, quindi, <strong>equilibrate</strong>. L&#8217;aspetto comico è che, da questo,<strong> Santoro e gli altri martiri hanno concluso di &#8220;non potere andare in onda&#8221;</strong>. Ma vi rendente conto?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Imbalsamati per regolamento</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 09:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jack</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La battaglia congressuale del PD, mentre le assemblee locali si susseguono (a dire il vero con affluenze non da capogiro, o anche impietose se si fa il confronto col vecchio PCI), prosegue con voci di abbandoni, scontri sulla leadership attuale e riposizionamenti tattici. Le proposte ed i programmi non ottengono, per ora, una visibilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2210" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><img class="size-full wp-image-2210" title="mummie" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/09/mummie.jpg" alt="Una simulazione del dibattito televisivo del Pd" width="448" height="306" /><p class="wp-caption-text">Una simulazione del dibattito televisivo del Pd</p></div>
<p>La battaglia congressuale del <strong>PD</strong>, mentre le assemblee locali si susseguono (a dire il vero con affluenze non da capogiro, o anche impietose se si fa il confronto col vecchio PCI), prosegue con voci di abbandoni, scontri sulla leadership attuale e riposizionamenti tattici.  Le proposte ed i programmi non ottengono, per ora, una visibilità di rilievo mentre si ha sempre più l’impressione che la sfida sia solo su quale delle bande in campo possa vincere, con<strong> il Partito che prosegue nel suo arrovellarsi su polemiche interne</strong> (solo a ieri risale la dichiarazione di <strong>Penati</strong> che ha di fatto dichiarato di non considerare Franceschini come il leader attuale), regole e cavilli.</p>
<p>Non fa eccezione naturalmente il campo dove il PD ha sempre sofferto uno scarto notevole nei confronti del centrodestra : la televisione, ed in vista di un  prima rifiutato e poi accettato a malincuore <strong>dibattito a tre su YouDem</strong>, la passione democratica di arrovellarsi su commi e cavilli ha dato ancora una volta una prova di forza.  <strong>Il timore di un dibattito aperto e non ingessato</strong> ha portato infatti alla creazione di un <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=NITWK">regolamento </a>per la sfida televisiva che ricorda tutti i punti negativi di quello voluto da un Prodi timoroso di sfigurare contro il Cavaliere nel 2006, e brilla per ridicolaggine in alcuni suoi punti.</p>
<p>Il modello dichiarato é quello dei dibattiti presidenziali all’americana, che in tutta onestà non brillano per dinamicità e per coinvolgimento emotivo, ma in Largo del Nazzareno sembra piuttosto che il<strong> modello sia quello Cecoslovacco</strong>, e si attendono ormai con ansia la prossima polemica e la prossima  mediazione per stabilire il colore della scenografia, che siamo sicuri sarà poi grigia per non dare dei dispiaceri a nessuno, in un confronto che pare segnato solo dalla paura di perdere più che dalla voglia di vincere.</p>
<p><strong>Il divieto per i candidati di guardarsi negli occhi </strong>tra di loro segna il livello dell’atmosfera che regna nel principale partito di opposizione, mentre va da sé il divieto assoluto per altri di ribattere alle affermazioni degli sfidanti, ed anche il divieto per il giornalista di turno (pare saranno due ciascuno i giornalisti amici indicati dai candidati stessi) di chiedere spiegazioni o precisazioni a risposte elusive, con<strong> tanti saluti alle battaglie per l’informazione indipendente.</strong></p>
<p>Un dibattito finto, che parte con tutti i presupposti per non cambiare nulla nella lotta interna al PD e che <strong>istituzionalizza la noia in un partito </strong>che ormai da tempo non é più in sintonia col Paese, e che invece di un programma ormai riesce solo ad offrire delle <strong>mummie catodiche.</strong></p>
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		<title>Anche io voglio andare in RAI</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 18:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio anche io andare in una trasmissione Rai. Scegliete voi quale, non mi interessa, mi vanno bene tutte. Porta a Porta, Ballarò, Annozero, Domenica In, X-Factor, UnoMattina, una vale l&#8217;altra. Voglio andare in Rai e voglio la tutela legale dalla tv pubblica. Voglio andare in Rai e poter dire, che ne so, che Pinco Pallino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2128" title="logo_rai" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/09/logo_rai.jpg" alt="logo_rai" width="349" height="229" /></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Voglio anche io andare in una trasmissione Rai. </strong>Scegliete voi quale, non mi interessa, mi vanno bene tutte. Porta a Porta, Ballarò, Annozero, Domenica In, X-Factor, UnoMattina, una vale l&#8217;altra. <strong>Voglio andare in Rai e voglio la tutela legale dalla tv pubblica.</strong></p>
<p>Voglio andare in Rai e poter dire, che ne so, che Pinco Pallino è uno stronzo. Ovviamente non direi &#8220;<em>stronzo</em>&#8220;, ma farei qualche gioco linguistico, ci girerei un po&#8217; intorno, qualche sofismo, qualcosa del genere. Voglio poter dire che, ad esempio, anzi no, non voglio dirlo chiaramente, ma vorrei insinuare il sospetto, tra chi mi segue, che D&#8217;Alema è andato più volte a mignotte, che Franceschini ruba nelle chiese, che Bersani ha passato una vacanza con Bin Laden, che i comunisti sono tutti ladri e farabutti. Vorrei poter dire tutto questo. Con la tutela legale della Rai, ovvio, mica sono fesso. E<strong> se non me lo permetterete, urlerò alla censura, dirò che non siamo in un paese libero</strong>, e dirò che &#8220;<em>è successo con grandi giornalisti, che mi rendo conto che oggi possono essere considerati sovversivi, come Indro Montanelli ed Enzo Biagi. Oggi in tv entrano assassini, stupratori e canari ma nessuno mi ha spiegato cosa ho fatto di male, essendo tra l’altro incensurato</em>&#8220;. E io su quell&#8217;incesurato direi pure la verità, mica come quell&#8217;altro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se la sinistra tifa per Mediaset</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/09/16/se-la-sinistra-tifa-per-mediaset/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:29:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2077" title="1225270854743_berlusca_confalonieri" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/09/1225270854743_berlusca_confalonieri1.jpg" alt="1225270854743_berlusca_confalonieri" width="540" height="405" /></p>
<p><strong>Sono tutti impazziti</strong>. Questa mattina i quotidiani d&#8217;opposizione &#8211; quelli della stampa libera &#8211; danno ampio spazio ai dati Auditel di ieri sera: Gabriel Garko su Canale 5 ha battuto la puntata di Porta a Porta con Berlusconi. Già titolare, come faceva Repubblica, &#8220;<em>Berlusconi battuto da Canale 5&#8243;</em> è una autentica e involontaria tautologia, poi si aggiungono i commenti di diversi esponenti di sinistra felicissimi per la vittoria della rete Mediaset, che fino a ieri erano le tv di regime, e il risultato comico è pienamente raggiunto.</p>
<p>E&#8217; davvero ripugnante questa falsa &#8220;<em>sorpresa</em>&#8221; per questi dati Auditel dall&#8217;esito davvero scontato. <strong>Soltanto un imbecille in malafede poteva pensare ad un risultato diverso.</strong> Era ovvio che Canale 5 ieri sera battesse Porta a Porta, e non solo grazie a Gabriel Garko, ma con qualsiasi cosa andasse in onda. Quanto avrebbe dovuto fare lo speciale di Bruno Vespa? Chi si indigna non ce lo dice. Dieci Milioni? Superare Sanremo? La finale dei mondiali? Mah. Chi conosce un po&#8217;, magari per semplice passione, il mondo dell&#8217;Auditel sa che più o meno quello era il dato atteso.</p>
<p><strong>Un episodio analogo avvenne l&#8217;anno scorso</strong>. Una puntata di Porta a Porta con ospite <strong>Veltroni</strong> superò, in dati di ascolto, la stessa puntata con ospite Berlusconi. Per la sinistra era il segnale che <em>&#8220;gli italiani sono stanchi di Berlusconi&#8221;</em>. Per Repubblica &#8220;<em>il Cavaliere non convince più</em>&#8220;. Dopo poche settimane gli italiani votarono e Berlusconi oggi è premier, mentre Veltroni è&#8230; già, dov&#8217;è Veltroni?</p>
<p>Concludendo: chissà se Franceschini avrà il coraggio di commentare il dato Auditel di ieri sera. Lui, <a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_16/auditel_lettera_franceschini_b3548730-a29a-11de-a7b6-00144f02aabc.shtml" target="_blank">il giorno prima</a>, aveva proposta di sospendere l&#8217;Auditel per l&#8217;informazione.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO 1 </strong>- L&#8217;idiozia non ha limiti. Davvero, non ne ha. Leggete <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/RAI-BINDI-POPOLARITA-PREMIER-SI-FERMA-AL-13_3778171535.html" target="_blank"><strong>qui</strong></a>. Rosy Bindi arriva addirittura a identificare lo share di un programma televisivo con il grado di  &#8220;popolarità&#8221; dell&#8217;ospite: &#8220;il grado di popolarità di Berlusconi è al 13%&#8221;. Non male come stronzata dell&#8217;anno.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO 2</strong> &#8211; <span style="color: #ff0000;"><strong>Una analisi seria dei dati Auditel di ieri si può in realtà fare.</strong></span> Dunque, il dato di Porta a Porta che leggete su tutti i siti è riferito all&#8217;intera puntata, cioè alla totalità delle quasi tre ore di trasmissione. La trasmissione di RaiUno, come è ovvio, è meno avvincente di una fiction e aspettarsi un ascolto medio piuttosto alto per tutta la puntata sarebbe stato un errore. E infatti, chi capisce di dati Auditel, lo sa bene. Piuttosto, è interessante <strong>vedere i contatti netti di Porta a Porta</strong>, cioè quanti telespettatori hanno visto per almeno un minuto il programma. Ebbene,<strong> sono stati 16,369,000</strong>. E quelli della fiction di Canale 5? Pensate un po&#8217;, addirittura meno:<strong> 15,116,000</strong>. Il dato torna ed era prevedibile. Berlusconi, che ne capisce di televisione, lo sapeva benissimo. Sapeva che l&#8217;ascolto medio sarebbe stato basso, ma a lui interessava che tanti italiani, anche solo per un minuto, vedessero quella che lui ritiene una <em>&#8220;grande promessa mantenuta&#8221;</em>. E questo lo poteva fare solo in prima serata. E ci è riuscito.</p>
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		<title>E&#039; morto Mike Bongiorno</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/09/08/e-morto-mike/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 12:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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		<description><![CDATA[[slideshow id=12] Ne ha dato notizia pochi minuti fa Sky. E&#8217; morto di infarto mentre si trovava a Montecarlo. Se ne va uno degli ultimi grandi della televisione, il grande pioniere della tv commerciale. La sua carriera televisiva: •    Arrivi e partenze (1953-1955) •    Lascia o raddoppia? (1955-1959) •    Il motivo in maschera (1955-1956) (Radio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[slideshow id=12]</p>
<p>Ne ha dato notizia pochi minuti fa Sky. E&#8217; morto di infarto mentre si trovava a Montecarlo. Se ne va uno degli ultimi grandi della televisione, il grande pioniere della tv commerciale.</p>
<p><strong>La sua carriera televisiva:</strong></p>
<p>•    Arrivi e partenze (1953-1955)</p>
<p>•    Lascia o raddoppia? (1955-1959)</p>
<p>•    Il motivo in maschera (1955-1956) (Radio Rai)</p>
<p>•    Campanile sera (1959-1961)</p>
<p>•    Caccia al numero (1962)</p>
<p>•    La fiera dei sogni (1963-1966)</p>
<p>•    Giochi in famiglia (1966-1967)</p>
<p>•    Rischiatutto (1970-1974)</p>
<p>•    Scommettiamo? (1976-1978)</p>
<p>•    Lascia o raddoppia? venticinquesimo anniversario (1979)</p>
<p>•    I sogni nel cassetto (1979-1980)</p>
<p>•    Flash (1980-1982)</p>
<p>•    Bis (1981-1990)</p>
<p>•    Superbis (1984)</p>
<p>•    Superflash (1982-1985)</p>
<p>•    Pentathlon (1985-1987)</p>
<p>•    Parole d&#8217;oro(1987-1988)</p>
<p>•    Telemike (1987-1992)</p>
<p>•    La ruota della fortuna (1989-2003)</p>
<p>•    Tris (1990-1991)</p>
<p>•    Tutti x uno (1992-1994)</p>
<p>•    La ruota d&#8217;oro (1993-1994)</p>
<p>•    La ruota mundial (1994)</p>
<p>•    Telemania (1996-1997)</p>
<p>•    Allegria! (1999-2001)</p>
<p>•    Genius (2003-2005)</p>
<p>•    Il migliore (2006-2007)</p>
<p>•    Mercante in fiera (2006)</p>
<p>•    RiSKYtutto (2009) (nota: non andato in onda)</p>
<p>Un grande sogno di Mike era quello di diventare Senatore a vita della Repubblica Italiana. Recentemente, stava preparando un nuovo programma per Sky (&#8220;RiSKYtutto&#8221;) che sarebbe dovuto andare in onda in autunno.</p>
<p>• <strong>LE REAZIONI.</strong></p>
<p>BERLUSCONI.<strong> </strong>Non c&#8217;è bisogno di spiegare la relazione speciale che c&#8217;era tra Mike e Silvio <strong>Berlusconi</strong>. Appena raggiunto dalla notizia, il Cavaliere ha commentato: &#8220;Era un grande amico&#8221;. &#8220;Mi dispiace molto, scompare un grande amico e un protagonista della storia della tv italiana. Aveva un grande sogno diventare senatore della Repubblica e io mi ero attivato per realizzarlo&#8221;.</p>
<p>Il Cavaliere è stato informato della morte del conduttore mentre visitava gli stand del Salone del tessile a Milano. La prima reazione è di incredulità: &#8220;Mamma mia, ma è proprio vero?&#8221;, chiede poco prima di avere conferma della scomparsa del conduttore tv. &#8220;L&#8217;ho sentito una settimana fa al telefono &#8211; ha sottolineato &#8211; e gli avevo detto che negli spot l&#8217;avevo visto in forma spettacolare. Mamma mia, non mi capacito. Era in gran forma&#8221;.</p>
<p>I COLLEGHI. Mike era l’essenza della televisione italiana» è il ricordo di Maurizio <strong>Costanzo</strong>. «Mi colpiva di lui la sua capacità di costruire i suoi errori e le sue gaffes». «È stato il primo divo della tv» ha detto Pippo <strong>Baudo</strong>, mentre per Piero Chiambretti Bongiorno resta una «figura immortale». Per <strong>Pupo</strong> &#8220;è stato un esempio da seguire&#8221;. Gerry <strong>Scotti</strong>: &#8220;Sono cresciuto con lui, era il nonno, lo zio, il papà&#8221;. Per Emilio <strong>Fede</strong> scompare &#8220;un professionista e un amico che era ad un passo dal realizzare il suo sogno di diventare senatore a vita&#8221;. <strong>Chiambretti</strong>: &#8220;Sono scioccato dalla sua scomparsa&#8221;. <strong>Bonolis</strong> ricorda &#8220;un grande personaggio che ha fatto una bella fettina della storia della tv&#8221;. E&#8217; &#8220;affranto&#8221; Fabio <strong>Fazio</strong>: &#8220;E&#8217; stato uno dei grandi della tv, è stato la televisione&#8221;. Una commossa<strong> Sandra Mondaini</strong> ha ricordato il collega Mike in collegamento telefonico a SkyTg24.</p>
<p>• <strong>I VIDEO &#8220;STORICI&#8221;.</strong></p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="256" height="212" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gj_zWmv8hCw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="256" height="212" src="http://www.youtube.com/v/gj_zWmv8hCw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
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</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
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</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
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</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
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</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DawTeca, 1994: il dibattito Berlusconi-Occhetto, il Governo e i primi problemi&#8230;.</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/08/11/dawteca-1994-il-dibattito-berlusconi-occhetto-il-governo-e-i-primi-problemi/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 10:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[dawteca]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Da tempo abbiamo &#8220;digitalizzato&#8221; grande parte del nostro archivo storico di vhs per riscoprire così vecchi filmati che, comunque, rivelano un certo interesse ancora oggi. Perchè tante volte nulla è cambiato. Altre volte, invece, è cambiato tutto. Spesso l&#8217;interesse è dettato dalla curiosità. In questa serie, la prima, partiamo con la politica e in particolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1804" style="border: 1px solid black; margin: 10px;" title="dawtecalogopost" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/dawtecalogopost1.jpg" alt="dawtecalogopost" width="115" height="20" />Da tempo abbiamo &#8220;digitalizzato&#8221; grande parte del nostro archivo storico di vhs per riscoprire così vecchi filmati che, comunque, rivelano un certo interesse ancora oggi. Perchè tante volte nulla è cambiato. Altre volte, invece, è cambiato tutto. Spesso l&#8217;interesse è dettato dalla curiosità. In questa serie, la prima, partiamo con la politica e in particolare facciamo un salto indietro di 15 anni: ecco a voi il primo Berlusconi, il Cavaliere prestato alla politica, quello della &#8220;discesa in campo&#8221;. Ecco a voi il primo governo Berlusconi, quello breve, ecco a voi quella straordinaria stagione politica.</em></p>
<p><em></p>
<p></em></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><strong>1994 &#8211; FACCIA A FACCIA TELEVISIVO BERLUSCONI-OCCHETTO.</strong></span></span></p>
<p>Quel &#8220;<strong>braccio di ferro</strong>&#8221; di Enrico Mentana fece un record di ascolti straordinario. Guardate Silvio Berlusconi, guardatelo fisicamente e notate come è cambiato (nonostante i tagliandi). I temi trattati, invece, sono più o meno gli stessi di oggi. Il video è diviso in tre parti:</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="280" height="210" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5172854&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="280" height="210" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5172854&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="280" height="210" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5157161&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="280" height="210" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5157161&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="280" height="210" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5155959&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="280" height="210" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5155959&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong></p>
<p><span style="font-size: medium;">1994 &#8211; PROBLEMI NEL GOVERNO, BERLUSCONI VA ALLA CAMERA&#8230;</span></strong></span></p>
<p>Il clima nella maggioranza è teso.<strong> Lega e An litigano</strong>, lo scontro tra <strong>magistrati</strong> e Berlusconi è fortissimo (Di Pietro si dimette in diretta tv in seguito al &#8220;decreto Biondi&#8221;), il dibattito sul conflitto di interesse si infiamma di nuovo. Berlusconi va alla Camera per tenere un discorso sullo stato di salute della maggioranza. Quel giorno la spunterà, ma non durerà molto&#8230;.</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="280" height="215" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5150225&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="280" height="215" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5150225&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-size: medium;">1994 &#8211; &#8230; E GLI INTERVENTI DI BERTINOTTI, CASINI, D&#8217;ALEMA, BOSSI, FINI.</span></strong></span></p>
<p>A seguito dell&#8217;intervento di Berlusconi in Aula (che scelse di affrontare i &#8220;<em>problemi</em>&#8221; direttamente in Parlamento, strano eh?), ecco i discorsi dei big: Bertinotti, Casini, D&#8217;Alema, Bossi e Fini. Ad ascoltare gli interventi degli alleati di governo, <strong>sembra di essere davanti a tutto tranne che ad una coalizione.</strong>&#8230; Interessante davvero.</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="280" height="159" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4961749&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="280" height="159" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4961749&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="280" height="159" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4969758&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="280" height="159" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4969758&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="280" height="159" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4968742&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="280" height="159" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4968742&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="280" height="159" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4979886&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="280" height="159" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4979886&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="280" height="159" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4998169&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="280" height="159" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4998169&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>Alla prossima puntata.</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La fatwa dell&#039;ayatollah Di Pietro</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/06/24/la-fatwa-dellayatollah-di-pietro/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2009/06/24/la-fatwa-dellayatollah-di-pietro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 17:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[interni-old]]></category>
		<category><![CDATA[di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.daw-blog.com/?p=1171</guid>
		<description><![CDATA[Probabilmente i telegiornali hanno un effetto ipnotico per Antonio Di Pietro, che deve aver seguito con attenzione quello che sta accadendo in questi giorni in Iran. Talmente attento da essersi immedesimato in uno degli Ayatollah della Repubblica islamica guidata da Ahmadinejad, con tutti gli oneri e gli onori che tale carica comporta. E così,  l’ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1172" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1172" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/06/di-pietro-duce-300x220.jpg" alt="l'Ayatollah Di Pietro" width="300" height="220" /><p class="wp-caption-text">l&#39;Ayatollah Di Pietro</p></div>
<p>Probabilmente i telegiornali hanno un effetto ipnotico per <strong>Antonio Di Pietro</strong>, che deve aver seguito con attenzione quello che sta accadendo in questi giorni in Iran. Talmente attento da essersi <strong>immedesimato in uno degli Ayatollah</strong> della Repubblica islamica guidata da Ahmadinejad, con tutti gli oneri e gli onori che tale carica comporta. E così,  l’ultimo prototipo del fascista che conta qualcosa  in Parlamento, ha trovato il tempo per <strong>lanciare una sua personalissima fatwa contro il direttore del Tg1</strong>, Augusto Minzolini.  La colpa di quest’ultimo è <strong>gravissima</strong>: aver preferito informare gli italiani sulle proteste di massa a Teheran, sulla crisi economica, sul piano-Obama, piuttosto che dispensare <strong>pillole di puro gossip</strong> con servizi costruiti sulle illazioni delle varie Patrizie che, di giorno in giorno, ricordano casualmente di essere state pagate dal Presidente del Consiglio per prestazioni libidinose a Palazzo Grazioli o a Villa Certosa. Questo basta e avanza a Di Pietro per <strong>pretendere la testa di Minzolini</strong> su un vassoio d’argento, come fece Erode con lo sciagurato Giovanni Battista.</p>
<p>Si vede che le percentuali <em>hard</em> ottenute alle europee lo hanno fatto definitivamente sbroccare. Il direttore del Tg1, sostiene l’Ayatollah dell’Italia dei Valori, <em><strong>“andrebbe licenziato per giusta causa”</strong></em>. Il motivo? Beh, perché Minzolini non è nient’altro che <strong><em>“l&#8217;Emilio Fede del servizio pubblico, che toglie spazio alla politica e alle notizie in tv”</em></strong>.  Non basta, perché Tonino si è rivolto direttamente a Napolitano, con una lettera, per presentargli <em>“il materiale che ha raccolto sull’assoluta mancanza di trasparenza e indipendenza dell&#8217;informazione pubblica”</em>. E’ curioso tutto ciò, soprattutto se pensiamo alle difese a spada tratta che Di Pietro ha fatto, negli anni, di un Michele <strong>Santoro</strong> che di certo non può essere riconosciuto come faro dell’obiettività.</p>
<p>Eppure, solo poco tempo fa, in occasione del quasi unanime sconcerto per la puntata di Annozero dedicata al terremoto in Abruzzo, l’ex e perpetuo PM alzò immediatamente la voce per difendere l’ex europarlamentare conduttore televisivo: <em>“<strong>Le intimidazioni avvengono nei confronti di quelle persone che cercano di restare indipendenti</strong> e di non cedere alle loro consuete pressioni e  l&#8217;unica indecenza rispetto alla trasmissione è la pretesa di Berlusconi e Fini di <strong>poter pilotare l&#8217;informazione al fine di descrivere una realtà che non esiste</strong>”</em>. Era il 13 aprile 2009. Due mesi dopo, Tonino pronuncia solennemente da quel pulpito che tanto ama, la fatwa (o editto? Magari <strong>editto bulgaro</strong>,no?) contro il direttore del principale tg italiano. Intima ai vertici della Rai di licenziare in tronco Minzolini, perché la scaletta del Tg1 <strong>non corrisponde ai suoi voleri</strong>. Chissà, magari il Presidente della Rai lo ascolterà, considerata la sua sorprendente velocità nel portare al Cda di Viale Mazzini la vicenda in questione, lasciando di stucco, a quanto pare, lo stesso direttore generale.</p>
<p>Quel che è certo è che ancora una volta il capetto dell’Italia dei Valori ha dimostrato tutta la sua <strong>bassezza politica</strong>: demagogo pronto a sfruttare ogni chiacchiericcio di bottega pur di poter dire la sua, di far casino. Un continuo dimostrare qual è la <strong>vera volgarità della politica</strong>, che non deve essere necessariamente infarcita di puttane o nudisti per essere oscena. <strong>Basta meno</strong>, molto meno.</p>
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