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	<title>daw &#187; tasse</title>
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		<title>La spesa delle regioni</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 13:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marquise</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Entrate e uscite delle regioni. Quelle a statuto speciale spendono molto di più (+228%) rispetto quelle a stututo ordinario. In Sicilia, le entrate superano quelle della Lombardia e si riesce a spendere pure di più. Cliccate sul grafico per ingrandirlo (fonte: Sole24Ore)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4137/4830332442_9cb3d25b51_b.jpg" rel="shadowbox[post-6438];player=img;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" src="http://farm5.static.flickr.com/4137/4830332442_9cb3d25b51.jpg" alt="" width="500" height="310" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Entrate e uscite delle regioni. Quelle a statuto speciale spendono molto di più (<strong>+228%</strong>) rispetto quelle a stututo ordinario. In <strong>Sicilia</strong>, le entrate superano quelle della Lombardia e si riesce a spendere pure di più.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Cliccate</strong> sul grafico per ingrandirlo (fonte: Sole24Ore)</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se il 730 parla straniero</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 11:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[redditi]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno studio della Fondazione Leone Moressa di Mestre fotografa il rapporto tra i cittadini nati all&#8217;estero e il fisco italiano. Si tratta, quindi, di stranieri con un lavoro nel nostro Paese e contribuenti a tutti gli effetti. In tutto più di 3.200.000 cittadini. I dati sono interessanti: i redditi degli stranieri rappresentano il 7,8% dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio della Fondazione Leone Moressa di Mestre fotografa il rapporto tra i cittadini nati all&#8217;estero e il fisco italiano. Si tratta, quindi, di stranieri con un lavoro nel nostro Paese e contribuenti a tutti gli effetti. In tutto più di 3.200.000 cittadini. I dati sono interessanti:<strong> i redditi degli stranieri rappresentano il 7,8% dei contribuenti totali in Italia </strong>e producono più del 5% dei redditi complessivi. I loro 730 certificano redditi per<strong> 40 miliardi di euro</strong>.<strong> </strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>L&#8217;imponibile medio è di 13.000 euro a testa</strong>. Nello stesso anno (i dati sono riferiti al 2008) gli italiani dichiaravano in media 18.873 euro, ma il confronto non è significativo.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4119/4741368971_fa34788c47_b.jpg" rel="shadowbox[post-5531];player=img;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="alignnone" title="730-1" src="http://farm5.static.flickr.com/4119/4741368971_fa34788c47_m.jpg" alt="" width="240" height="190" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Quasi la metà dei contribuenti stranieri è residente in tre regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia). Ma un quarto del reddito totale arriva dalla Lombardia, dove anche il reddito medio è più alto e supera i 15.000 euro.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4136/4741369071_143664fdbc_b.jpg" rel="shadowbox[post-5531];player=img;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="alignnone" title="730 2" src="http://farm5.static.flickr.com/4136/4741369071_143664fdbc_m.jpg" alt="" width="240" height="169" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Voltremont ha deluso</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/05/26/voltremont-ha-deluso/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 13:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dawblog</dc:creator>
				<category><![CDATA[interni]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[manovra]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;opinione di Marquise sulla manovra fiscale del governo. Mi chiedevo. Perchè fino a poche settimane fa dovevo sentire proclami tipo “la crisi è alle nostre spalle”, “siamo i migliori e non abbiamo i problemi degli altri”, “i pessimisti vanno tacciati” ecc…? Tutto detto per bocca di Mr.B. ovviamente. Oggi mi ritrovo a leggere di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;opinione di Marquise sulla manovra fiscale del governo.</em><br class="blank" /><br />
<a href="http://farm4.static.flickr.com/3229/4642020540_2b2fd2ec9e_o.jpg" rel="shadowbox[post-4084];player=img;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="floatbox" title="Manovra" src="http://farm4.static.flickr.com/3229/4642020540_2b2fd2ec9e_o.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a><br class="blank" /><br />
Mi chiedevo. Perchè fino a poche settimane fa dovevo sentire proclami tipo “<em>la crisi è alle nostre spalle</em>”, “<em>siamo i migliori e non abbiamo i problemi degli altri</em>”, <em>“i pessimisti vanno tacciati</em>” ecc…? Tutto detto per bocca di Mr.B. ovviamente. Oggi mi ritrovo a leggere di una<strong> manovra colossal da 24 miliardi di euro </strong>e dichiarazioni &#8211; <em>mandando avanti Hannibal Letta </em>- che fanno tremare i <a href="http://Letta%20ha%20annunciato%20«una%20serie%20di%20sacrifici%20molto%20pesanti,%20molto%20duri»,%20che%20il%20governo%20è%20«costretto%20a%20prendere%20per%20salvare%20il%20nostro%20Paese%20dal%20rischio%20Grecia»." target="_blank">polsi</a>:<br class="blank" /><br class="spacer_" /><br class="blank" /></p>
<blockquote><p>Letta ha annunciato «una serie di sacrifici molto pesanti, molto duri», che il governo è «costretto a prendere per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia».<br />
 <strong>oppure:</strong><br class="blank" /><br />
“La crisi è come essere in un videogioco. Arriva un mostro, lo sconfiggi, e quando stai gioendo per il successo ne arriva subito un altro”.  Dice Tremonti che deve amare molto i fumetti e le favole.<br class="blank" />
</p></blockquote>
<p><br class="blank" /><br class="blank" /><br />
Eppure nessuno &#8211; dico nessuno &#8211; poteva osare dire che l’Italia era messa con le pezze al culo, tenute insieme con lo sputo fino a pochi giorni fa. Veniva messo all’indice, tacciato e bollato come anti-italiano e catastrofista o comunista. Ora arriva questa manovra.<strong> Nulla che abbia a che fare con una riforma </strong>(as usual) e<strong> tutta volta a fare accattonaggio con la parte più debole della spesa pubblica.</strong> Una vera opera d’arte di iniquità sociale. Un esempio semplice: chi guadagna un milione di euro non metterà un centesimo per la crisi, pagherà solo chi sta sui 1200 euro.<br class="blank" /><br class="blank" /><strong>Nessuna riforma fiscale. Nessuna riforma strutturale al sistema. </strong>Solo un tirare a campare e rubacchiare qui e là nel settore pubblico debole, che suona come una beffa dopo uno scudo che ha riciclato a prezzi di favore oltre 100 miliardi di euro evasi (dai quali si poteva ottenere ben più di 24 miliardi se fossero stati tassati come il resto del mondo ha fatto al 50%!). Non solo, arriva pure un altro condono. Un gettito di 5 miliardi per la <em>“messa a catasto di duemilioni di abitazioni</em>”. Alias una mega sanatoria-condono per chi ha infranto la legge e costruito abusivamente mentre il resto della gente onesta paga tasse.<br class="blank" />Grillo riassume perfettamente cosa sarebbe una riforma attuabile e sensata:<br class="blank" /><br class="spacer_" /><br class="blank" /></p>
<blockquote><p>L’eliminazione delle Province, la cancellazione delle missioni di guerra, l’accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti, l’abolizione delle Grandi Opere Inutili come il Ponte di Messina da 5 miliardi e la Tav in Val di Susa da 20 miliardi, la cancellazione del parco di macchine blu più esteso del mondo. Le misure “strutturali” che diminuiscono le spese per sempre e non una tantum sono molte, ma Tremorti non ne attuerà nessuna perché colpirebbe la casta, di cui fa parte, o gli amici della casta.
</p></blockquote>
<p><br class="blank" /><br />
Come <a href="http://www.daw-blog.com/2010/05/24/troppo-semplice-per-litalia/" target="_blank">scrivevo</a> nel post precedente,<strong> è troppo semplice per l’Italia</strong>. Meglio questa bella pezza al culo, nessun taglio agli sprechi, nessuna riforma e tanto coraggio nel dire <em>“la crisi ormai è alle spalle</em>”…</p>
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		<title>Silvio, basta annunci sulle tasse: ora facciamo sul serio</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/10/22/silvio-basta-annunci-sulle-tasse-ora-facciamo-sul-serio/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 10:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, dalla Russia, il Cavaliere si ricorda della famosa rivoluzione liberale, del nuovo miracolo italiano, e dichiara che: Ma come? L&#8217;Irap? Ancora? Quella famosa &#8220;odiosa&#8221; tassa che colpisce le imprese? Quella che in altri tempi Berlusconi definiva (e giustamente) &#8220;la tassa delle sinistra&#8221;, e una &#8220;autentica rapina&#8221;? Quella Irap? Perchè, e non ci ricordiamo male, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, dalla Russia, il Cavaliere si ricorda della famosa rivoluzione liberale, del nuovo miracolo italiano, e dichiara che:</p>
<div id="attachment_2487" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-full wp-image-2487" title="irap2009" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/10/irap20091.jpg" alt="La promessa di oggi" width="500" height="91" /><p class="wp-caption-text">La promessa di oggi</p></div>
<p><strong>Ma come? L&#8217;Irap? Ancora?</strong> Quella famosa &#8220;odiosa&#8221; tassa che colpisce le imprese? Quella che in altri tempi Berlusconi definiva (e giustamente) &#8220;la tassa delle sinistra&#8221;, e una &#8220;autentica rapina&#8221;? Quella Irap?</p>
<p>Perchè, e non ci ricordiamo male, una analoga promessa venne già fatta. Senza tornare troppo indietro, perchè dell&#8217;abolizione dell&#8217;Irap c&#8217;è traccia in ogni campagna elettorale di Berlusconi, limitiamoci all&#8217;aprile 2005 al giuramento del Berlusconi-bis (nato dopo i casini di Fini e Follini). A insediamento appena avvenuto, Panorama <a href="http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001030439" target="_blank">elenca</a> i principali obiettivi del nuovo governo:</p>
<p><strong>Tredici mesi per avviare il processo di abolizione   in tre anni Irap sul lavoro</strong>, una tassa ritenuta iniqua da Europa e imprenditori.</p>
<p>Poco prima, nel marzo 2005, direttamente alla Confcommercio, Silvio Berlusconi <a href="http://www.confcommercio.it/home/ArchivioGi/2005/MAR-2005/News/Berlusconi16.doc_cvt.htm" target="_self">prometteva</a> solennemente:</p>
<div id="attachment_2492" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-full wp-image-2492" title="irap2005conf" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/10/irap2005conf1.jpg" alt="irap2005conf" width="500" height="41" /><p class="wp-caption-text">La promessa del 2005</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Come finì quella volta? Così:</strong></p>
<div id="attachment_2490" class="wp-caption aligncenter" style="width: 418px"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-full wp-image-2490" title="irap2005bye" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/10/irap2005bye1.jpg" alt="irap2005bye" width="408" height="85" /><p class="wp-caption-text">Così finì nel 2005</p></div>
<p><strong>Ecco, non sappiamo come finirà questa volta. </strong>Certo le premesse e i precedenti non sono dei migliori. Più che questi annunci, sarebbe interessante passare ai fatti. Va bene l&#8217;Irap, per carità, ma magari potremmo iniziare a fare sul serio: tagliamo l&#8217;Irpef.</p>
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		<title>Cose che fanno scuola</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/08/24/cose-che-fanno-scuola/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 08:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[interni]]></category>
		<category><![CDATA[agnelli]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
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		<description><![CDATA[Certe cose fanno scuola: dieci domande anche per gli Agnelli. Nel merito: notare l&#8217;assordante silenzio dei media di sinistra sulla vicenda della presunta maxi evasione fiscale di Gianni Agnelli. Immaginate se al posto di Agnelli ci fosse stato, che ne so, uno a caso, tipo Berlusconi. E ancora: sono i giornali di destra a cercare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="aligncenter size-full wp-image-1859" title="libero prima" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/libero-prima1.jpg" alt="libero prima" width="517" height="425" /></p>
<p>Certe cose fanno scuola: dieci domande anche per gli Agnelli. Nel merito: notare l&#8217;assordante silenzio dei media di sinistra sulla vicenda della presunta maxi evasione fiscale di Gianni Agnelli. Immaginate se al posto di Agnelli ci fosse stato, che ne so, uno a caso, tipo Berlusconi. E ancora: sono i giornali di destra a cercare la verità su tesoretto e sulla presunta truffa alle casse dello Stato da parte di casa Agnelli. A sinistra tutto tace. Saranno mica tutti evasori?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obama: il mito alle prese con le difficoltà reali</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/08/04/obama-il-mito-alle-prese-con-le-difficolta-reali/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 08:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrive Lucia Annunziata: &#8220;A marzo Michelle aveva piantato il primo orto della Casa Bianca dai tempi di Eleanor Roosevelt. Il New York Times scrisse allora: «L’orto ha assunto un profondo significato politico, dopo che Obama è stato per mesi sotto pressione di numerosi gruppi ambientalisti che credono che produrre più cibo locale e organico possa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/Snfs7YN1QJI/AAAAAAAAAbY/nRGjonl2RT0/s1600-h/Obama-socialism_0.jpg" rel="shadowbox[post-1694];player=img;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" style="border: 0pt none; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 274px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/Snfs7YN1QJI/AAAAAAAAAbY/nRGjonl2RT0/s400/Obama-socialism_0.jpg" border="0" alt="" width="274" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Obama Joker</p></div>
<p>Scrive <span style="font-style: italic"><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=6247&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">Lucia Annunziata</a></span>: <span style="font-style: italic">&#8220;A marzo Michelle aveva piantato il primo orto della Casa Bianca dai tempi di Eleanor Roosevelt. Il New York Times scrisse allora: «L’orto ha assunto un profondo significato politico, dopo che Obama è stato per mesi sotto pressione di numerosi gruppi ambientalisti che credono che produrre più cibo locale e organico possa portare a una dieta più salutare per tutti, e a ridurre di conseguenza la domanda per le grandi coltivazioni industriali e il loro uso di petrolio per i trasporti, e di sostanze chimiche per fertilizzare». Non solamente un gesto, dunque, non solo un hobby: come tutto quello che riguarda gli Obama, anche l’orto entrava a marzo nell’unica grande tela del cambiamento. Quella teoria un po’ volontarista, un po’ elitaria, su cui si fonda l’operare del Presidente Usa. L’orto come nuova idea della salute, filo che si dipana, dal dettaglio alla legislazione &#8211; quella poi annunciata della riforma dell’assistenza medica &#8211; in un unico percorso per la trasformazione stessa dell’Homo Americanus. </span></p>
<p><span style="font-style: italic"> La fine dell’orto l’abbiamo vista in questi giorni: <strong>la Casa Bianca è inquinata</strong>, non ha un terreno adatto alla crescita di prodotti organici. Come finirà invece la proposta dell’assistenza medica universale è ancora da vedere. Ma dal dettaglio delle zucchine alla grande rivoluzione medica, si avverte la stessa tensione &#8211; il materializzarsi di un progressivo impatto della realtà sulle idee, del realismo sui sogni nel percorso della Presidenza americana. Potenti forze al lavoro, che si sono già misurate intorno alla chiusura di Guantanamo, alla trasparenza sulla sicurezza all’epoca di Bush. Fino alla grande dose di realismo che oggi Obama sembra pronto a ingerire sul più pericoloso dei terreni per ogni politico: le tasse. Il Segretario del Tesoro Tim Geithner e il presidente del Consiglio Economico Nazionale Larry Summers hanno dichiarato, domenica, che la riforma sanitaria e il prolungamento del sostegno ai disoccupati rende quasi inevitabili nuove tasse. Il Presidente ha immediatamente fatto sapere che non ci saranno, comunque, aumenti per la classe media, cioè per coloro che guadagnano meno di 250 mila dollari. Ma, insomma, ci siamo. La promessa ripetuta durante la campagna elettorale, «non vedrete nessuna delle vostre tasse crescere nemmeno di dieci centesimi», è nei fatti rotta.&#8221;</span></p>
<p>Forse è anche per questo che il mito di Obama sia stato oggetto di un<strong> attacco un po&#8217; inquietante rappresentato da grandi poster che ritraggono il presidente nelle vesti del <span style="font-style: italic">Joker</span> cinematografico</strong>, il cattivo dell&#8217;ultimo Batman (<span style="font-style: italic">&#8220;Il cavaliere oscuro&#8221;</span>) interpretato Heath Ledger, che hanno invaso le rampe di alcune autostrade di Los Angeles. Il presidente, riferisce il sito web della Abc, e&#8217; ritratto come il cattivo di Gotham City col trucco nero agli occhi, il cerone bianco, il rossetto rosso che allarga la bocca in una sorta di ghigno satanico. Sotto il volto compare la scritta &#8220;<span style="font-style: italic">Socialism</span>&#8220;, proprio l&#8217;accusa di socialismo avanzata da quanti criticano la riforma sanitaria voluta con forza da Obama per estendere l&#8217;assistenza alla maggioranza degli americani che ne sono privi.</p>
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