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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; tasse</title>
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		<title>Grazie a Monti siamo sempre più schiavi fiscali: quest&#8217;anno va in tasse un&#8217;altra settimana di lavoro</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2012/01/09/grazie-a-monti-siamo-sempre-piu-schiavi-fiscali-questanno-va-in-tasse-unaltra-settimana-di-lavoro/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 11:21:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il consueto studio di Corriere Economia e Cgia e Cgia di Mestre sulla pressione fiscale in Italia rivela un dato non molto piacevole. Il 2012 sarà l&#8217;anno della schiavitù dell&#8217;italiano verso il fisco: ogni contribuente dovrà lavorare una settimana in più per pagare le nuove tasse. Quest&#8217;anno, infatti, il Tax Freedom Day arriverà con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="tax 2012 " src="http://farm8.staticflickr.com/7008/6666118449_db4820b042.jpg" alt="" width="480" height="446" /></p>
<p>Il consueto studio di Corriere Economia e Cgia e Cgia di Mestre sulla pressione fiscale in Italia rivela un dato non molto piacevole. Il 2012 sarà l&#8217;anno della schiavitù dell&#8217;italiano verso il fisco: ogni contribuente dovrà lavorare una settimana in più per pagare le nuove tasse. Quest&#8217;anno, infatti, il Tax Freedom Day arriverà con una settimana di ritardo: vuol dire che prima di guadagnare per noi, per le nostre tasche, ci toccherà una settimana extra di schiavitù e di tasse.</p>
<p>Come rivela lo studio, il motivo di questa settimana in più è dovuto in larghissima parte all&#8217;introduzione della nuova Imu, l&#8217;imposta sugli immobili che sostituirà l&#8217;Ici. La nuova tassa, introdotta da Monti, è la principale responsabile dell&#8217;aumento delle imposte dirette, mentre l&#8217;aumento dell&#8217;Iva incide in misura minore (per ora, perché nel corso dell&#8217;anno potrebbe aumentare ancora).</p>
<p>Nel dettaglio, nel 2012 lavoreremo 83 giorni per pagare l&#8217;Irpef, 34 i contributi, 25 l&#8217;Iva, 13 le tasse locali, 10 le accise e 6 giorni per le altre imposte. Fanno 171 giorni di schiavitù. La nostra libertà, oggi, vale soltanto 195 giorni. Sempre meno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter" title="tax 2012 dettaglio" src="http://farm8.staticflickr.com/7017/6666118737_d7fd3f6c5b_b.jpg" alt="" width="480" height="741" /></p>
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		<title>A Libero si indignano per l&#8217;aumento del canone Rai, ma nascondono che l&#8217;ha deciso Berlusconi</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/12/21/a-libero-si-indignano-per-laumento-del-canone-rai-ma-nascondono-che-lha-deciso-berlusconi/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande risalto su Libero di oggi alla notizia dell&#8217;aumento del canone Rai. Per il 2012, infatti, la tassa più odiata dagli italiani sarà di 112 euro, con un aumento di 1 euro e mezzo rispetto all&#8217;anno precedente. &#8220;La Rai è senza pudore&#8221; titola il giornale di Belpietro, e il richiamo in prima pagina è ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="libero rai" src="http://farm8.staticflickr.com/7161/6548276989_b88cb0fb37.jpg" alt="" width="480" height="307" /></p>
<p>Grande risalto su Libero di oggi alla notizia dell&#8217;aumento del canone Rai. Per il 2012, infatti, la tassa più odiata dagli italiani sarà di 112 euro, con un aumento di 1 euro e mezzo rispetto all&#8217;anno precedente. &#8220;La Rai è senza pudore&#8221; titola il giornale di Belpietro, e il richiamo in prima pagina è ancora più forte: &#8220;Blitz Rai: aumenta il canone&#8221;.</p>
<p>Tutto vero, per carità. Ma c&#8217;è un particolare, che si scopre solo leggendo l&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>La decisione era stata ratificata dal Ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, con apposito decreto</p></blockquote>
<p>Una frase buttata quasi lì per caso, ma che significa molto. Romani era Ministro (era) del precedente governo, quindi l&#8217;aumento del canone Rai è stato ratificato, come ogni anno dal 2008, dal Governo Berlusconi. Lo stesso governo che ha aumentato <a href="http://www.daw-blog.com/2011/12/19/caro-silvio-basta-balle-le-tasse-le-hai-alzate-pure-tu/">molte altre tasse</a>. Probabile che Monti decida di aumentare ulteriormente il canone Rai, ma per il momento se gli italiani lo pagheranno di più non è certo per decisioni prese dall&#8217;attuale esecutivo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caro Silvio, basta balle: le tasse le hai alzate pure tu</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/12/19/caro-silvio-basta-balle-le-tasse-le-hai-alzate-pure-tu/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 15:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi Berlusconi è tornato a parlare, a modo suo. In un momento di pausa durante l&#8217;udienza per il processo Mills, il Cavaliere ha incontrato i giornalisti e ha rilasciato una serie di dichiarazioni. Qui su DAW ve ne abbiamo dato puntualmente conto, ma vogliamo brevemente tornare su una frase di Berlusconi. L&#8217;ex premier ha dichiarato: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="meno tasse" src="http://farm8.staticflickr.com/7029/6537890571_57baced1a3.jpg" alt="" width="480" height="300" /></p>
<p>Oggi Berlusconi è tornato a parlare, a modo suo. In un momento di pausa durante l&#8217;udienza per il processo Mills, il Cavaliere ha incontrato i giornalisti e ha rilasciato una serie di dichiarazioni. Qui su DAW ve ne abbiamo dato puntualmente conto, ma vogliamo brevemente <a href="http://www.daw-blog.com/2011/12/19/berlusconi-con-il-mio-governo-mai-messo-nuove-tasse-ora-si-e-cambiata-strada/">tornare su una frase di Berlusconi</a>.</p>
<p>L&#8217;ex premier ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>per quanto ci riguarda, con il mio governo siamo riusciti a tenere i conti in ordine<strong> senza imporre nuove tasse</strong>, soltanto con il taglio delle spese</p></blockquote>
<p>Ecco, quel &#8220;senza imporre nuove tasse&#8221; è un&#8217;affermazione falsa e bugiarda. Che grida vendetta. Perché tutti ci ricordiamo, purtroppo, la doppia manovra del governo Berlusconi, di quest&#8217;estate, e tutto quello che da lì è scaturito.</p>
<p>Ad esempio, queste sono<strong> alcune delle tasse imposte da Berlusconi</strong> (e Bossi):</p>
<p>- aumento delle accise sulla benzina<br />
- IVA al 21%<br />
- aumento IRPEF<br />
- aumento accise tabacchi<br />
- imposta di scopo per i comuni<br />
- tassa di soggiorno<br />
- aumento aliquota contributiva per gestione separata INPS<br />
- ticket sulla sanità<br />
- ticket sulle prestazioni ambulatoriali<br />
- imposta di bollo sulle transazioni<br />
- superbollo</p>
<p>Le mani nelle tasche degli italiani, insomma, le ha messe pure Berlusconi. Anche se continua a negarlo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stangata anche sulla tassa rifiuti: più 30 centesimi al metro quadro</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/12/06/stangata-anche-sulla-tassa-rifiuti-30-centesimi-al-metro-quadro/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 14:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[monti]]></category>
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		<description><![CDATA[Non solo benzina, non solo Irpef, non solo Iva, non solo la nuova Ici. C&#8217;è anche, nella manovra varata dal governo Monti, l&#8217;aumento della tassa comunale sui rifiuti. L&#8217;aumento (che va a sommarsi alla tariffa base) è di 30 centesimi a metro quadro, ma potrà essere portato a 40 centesimi dai Sindaci. Tuttavia è prevista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="rifiuti" src="http://farm8.staticflickr.com/7146/6466024753_0dc8e25e8c.jpg" alt="" width="480" height="270" /></p>
<p><a href="http://www.daw-blog.com/2011/12/06/anche-il-governo-degli-scienziati-aumenta-la-benzina-da-gennaio-10cent-al-litro/">Non solo benzina</a>, <a href="http://www.daw-blog.com/2011/12/06/ed-ecco-laumento-dellirpef-regionale-gia-da-gennaio-stipendi-piu-leggeri/">non solo Irpef</a>, non solo Iva, non solo la nuova Ici. C&#8217;è anche, nella manovra varata dal governo Monti, l&#8217;aumento della tassa comunale sui rifiuti.</p>
<p>L&#8217;aumento (che va a sommarsi alla tariffa base) è di 30 centesimi a metro quadro, ma potrà essere portato a 40 centesimi dai Sindaci. Tuttavia è prevista anche la possibilità di applicare uno sconto del 30% nel caso di una abitazione occupata da un solo soggetto.</p>
<p>La tariffa sarà in vigore dal 2012 e sostituirà completamente la vecchia &#8220;Tarsu&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questo non è il federalismo fiscale che sognavamo</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/09/14/questo-non-e-il-federalismo-fiscale-che-sognavamo/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2011/09/14/questo-non-e-il-federalismo-fiscale-che-sognavamo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 16:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[manovra]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella manovra c&#8217;è una spiacevole sorpresa per le tasche dei cittadini. Già, proprio quelle tasse che avrebbero dovuto restare immacolate. L&#8217;IPT, cioè l&#8217;imposta provinciale di trascrizione per le auto (nuove e usate), subirà un forte aumento. Chi ha comprato un automobile conosce bene questa imposta. Nelle pubblicità  si sente spesso indicare il prezzo dell&#8217;auto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="ipt tasse" src="http://farm7.static.flickr.com/6157/6147019847_c0c07c0170.jpg" alt="" width="480" height="188" />Nella manovra c&#8217;è una spiacevole sorpresa per le tasche dei cittadini. Già, proprio quelle tasse che avrebbero dovuto restare immacolate. L&#8217;IPT, cioè l&#8217;imposta provinciale di trascrizione per le auto (nuove e usate), subirà un forte aumento.<br />
Chi ha comprato un automobile conosce bene questa imposta. Nelle pubblicità  si sente spesso indicare il prezzo dell&#8217;auto con la voce &#8220;IPT esclusa&#8221;, perchè si tratta di una tassa variabile da provincia a provincia. Attualmente è composta di una parte fissa di 150,81 euro e di una parte variabile fino ad un massimo del 30 per cento.</p>
<p>Il nuovo regime renderà l&#8217;imposta totalmente variabile, e basata sulla tipologia di veicolo, e avrà un rincaro minimo del 50% (ma c&#8217;è chi sostiene che sia molto di più).</p>
<p>Magari molti lo ignorano, ma ad esempio, anche per acquistare un trattore si paga l&#8217;IPT: in questo caso l&#8217;imposta passa da 196  a 800€. Saranno contenti gli agricoltori del Nord, da sempre bacino elettorale della Lega.</p>
<p>Colpiti, quindi, gli automobilisti. Colpiti, e nel settore il malumore verso il governo è fortissimo, tutte le categorie del comparto dei motori (ad esempio le agenzie e le scuole guida che si occupano di queste pratiche). Le vendite delle auto rischiano di subire una pesante flessione, e così &#8211; di riflesso &#8211; pure le entrate dello Stato dovute all&#8217;Iva.</p>
<p>Il trasferimento di una tassa dallo Stato centrale agli enti locali, e se questo è il federalismo tanto annunciato, tanto sognato, tanto voluto da Bossi e Berlusconi, e se questo comporta un aumento, ulteriore e insostenibile, della pressione fiscale, beh, questo non è il federalismo che ci immaginavamo e non è il federalismo che ci avete sempre venduto.</p>
<p>E tutto per aumentare le entrate delle Province. Già, proprio quelle province che il governo si era impegnato ad abolire (ma che non abolirà). Ma questo è un altro discorso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tagliare le tasse si può, ecco come</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/06/20/tagliare-le-tasse-si-puo-ecco-come/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 11:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[martino]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Smettela di dire che non si può fare. Perchè tagliare le tasse è possibile. Si può fare. Nel centrodestra Antonio Martino ha lanciato la sua proposta dalle pagine del Giornale: unica aliquota al 20% per tutti. E sempre sul Giornale oggi viene riproposto uno studio di Daniele Capezzone de 2007: ecco come arrivare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3225/5852143833_6a4f688be8_z.jpg"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2504/5852143943_9a1b2fd991.jpg" alt="aliquota 20 unica" width="280" height="391" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Smettela di dire che non si può fare. Perchè tagliare le tasse è possibile. Si può fare. Nel centrodestra Antonio Martino ha lanciato la sua proposta dalle pagine del Giornale: unica aliquota al 20% per tutti. E sempre sul Giornale oggi viene riproposto uno studio di Daniele Capezzone de 2007: ecco come arrivare in 5 anni ad una unica aliquota del 20%. Costerebbe troppo? No, non è vero. La rivoluzione fiscale si può fare. Basta volerla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-14150"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Pubblichiamo dal Giornale lo studio di Daniele Capezzone presentato al Convegno &#8220;Un altro fisco è possibile: flat tax al 20%&#8221;, da lui organizzato a Milano il 29 settembre 2007. Ai lavori parteciparono come relatori, tra gli altri, Antonio Martino, Franco Debenedetti, Alberto Mingardi e Oscar Giannino.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi chiediamo di passare in 5 anni ad <strong>un’aliquota unica (flat tax) del 20%</strong>. Il costo sarebbe coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per in teressi sul debito) dell’1% annuo ( 5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Spieghiamo bene i dettagli. </strong>Attualmente, in Italia, la normativa vigente in materia di imposte sui redditi prevede 3 aliquote (più una quarta per i «super- ricchi»), con aliquota mini ma al 23%. L’aliquota media, ossia il livello al quale un’eventua le flat tax lascerebbe invariato il gettito complessivo dell’imposta sui redditi, risulta invece pari al 27,1%. In altri termini, un’aliquota di flat tax ad un livello inferiore al 27,1% richiede rebbe la copertura degli oneri (e andrebbe a beneficio dei con tribuenti considerati nel loro complesso).<br />
E <strong>solo un’aliquota inferiore al 23% andrebbe a beneficio, invece, di ciascuno dei contribuenti:</strong> di qui la nostra opzione per il 20%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Si dirà: ma una cosa del genere costa troppo, come può permettersela l’Italia?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Premesso che tutte le stime non tengono conto dell&#8217;assai ve rosimile effetto di recupero di gettito legato all’emersione di nuova base imponibile che sarebbe procurata dalla flat tax (è la celebre questione della <strong>curva di Laffer</strong>, su cui Antonio Martino ha ancora una volta fornito spiegazioni definitive e convin­centi); e premesso che all’aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all’entrata a regime (fino al 5˚ anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori; premesso tutto questo, dicevo, il costo annuo ipotizzabile sarebbe di 36 miliardi di euro. Ecco, questo costo &#8211; come si diceva all’inizio &#8211; potrebbe essere compensato con una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investi menti e per interessi sul debito) del 5%, pari a una riduzione del la spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, del 2%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Annualizzando» il discorso, e ipotizzando &#8211; appunto &#8211; di spalmare la riforma su un periodo di 5 anni, si può dire- pertanto &#8211; che il passaggio in cinque anni alla tassa piatta del 20% potrebbe avvenire a fronte di una riduzione della spesa pubblica totale del 2% in cinque anni, cioè dello 0,4% annuo (ossia dal 51% al 49%). E non si dica che, con una spesa pubblica al 51% del Pil (in Inghilterra sono circa al 35%, 16 punti sotto!!), non sarebbe possibile tagliarla di meno di mezzo punto all’anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ultima cosa: il problema della progressività. Abbiamo pensato anche a questo. Va infatti realizzata una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonché della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall’art. 53 del la Costituzione (in pratica: riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse). Ecco, questo (insieme ad una ipotesi di federalismo fiscale competitivo, con un significativo trasferimento della potestà impositiva dal livello centrale a quello periferico, e con la possibilità anche di pervenire a diversità di livelli di pressione fiscale locale nei di versi territori, proprio per favorire la competizione) è il nucleo della nostra proposta fiscale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Ed ecco alcune forme di copertura possibili:</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IMPRESE </strong></p>
<p>a) Abolizione dei trasferimenti ad imprese (spese correnti + investimenti): 14,5 miliardi an nui dal 2008.<br />
<strong>PROVINCE E COMUNITA&#8217; MONTANE</strong></p>
<p>b) Abolizione delle Province (escluse le spese di personale, quindi salvaguardando i dipendenti): 5,3 miliardi annui dal 2008.</p>
<p>c) Abolizione delle comunità montane (escluse le spese di personale, quindi salvaguardando i dipendenti): 0,66 mi liardi annui dal 2008.</p>
<p><strong>PUBBLICA AMMINISTRAZIONE </strong></p>
<p>d) Blocco del turn-over nella PA: 8,5 miliardi nel 2008 e 12,75 mld annui dal 2009.</p>
<p>e) Moratoria della contrattazione nel pubblico impiego: 6 miliardi nel 2008 e 9 miliardi nel 2009, e poi 12 miliardi annui dal 2010.</p>
<p>f) Risoluzione del 70% delle consulenze PA: 2 miliardi nel 2008 e 3 miliardi annui dal 2009.</p>
<p>g) Risoluzione del rapporto d&#8217;impiego dei precari PA: 4 mi liardi nel 2008 e 6 miliardi an nui dal 2009.<br />
<strong>PENSIONI </strong></p>
<p>h)Innalzamento per tutti dell’ età pensionabile a 65 anni: &#8211; 1,0 mld nel 2011 &#8211; 1,5 mld nel 2012 &#8211; 2,7 mld nel 2013 &#8211; 3,5 mld nel 2014 &#8211; 4,0 mld nel 2015 &#8211; 7,0 mld annui dal 2018<br />
<strong>IPOTESI DI COPERTURA FLAT TAX </strong></p>
<p><strong> </strong>Per la copertura dei 36 miliardi di euro annui a regime (ossia dopo 5 anni dalla sua introdu zione) della flat tax, questi sono alcuni dei mix possibili:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Prima ipotesi: d+e+f+g </strong>= totale 33,75 miliardi annui dal 2010 (mix politicamente interessante, cen trato sulla razionalizzazione della PA).</p>
<p><strong>Seconda ipotesi: a+b+c+d+f</strong> = totale 36,21 miliar di annui dal 2009 (non prevede il licenziamento dei precari del la PA).</p>
<p><strong>Terza ipotesi: a+b+c+e+f =</strong> 35,46 miliardi annui dal 2010 (non prevede il licenziamento dei precari della PA). Inoltre, se si fa subito la riforma delle pensioni (innalzamento a 65 anni per tutti) e si spalma la riforma della flat tax su un periodo più lungo, sono utilizzabili anche i risparmi crescenti di cui al punto h).<br />
Insomma, la notizia è questa:<strong> la rivoluzione fiscale si può fare</strong>. A nostro avviso, un abbassamento delle aliquote produrrà anche più gettito, ma noi abbiamo fatto lo sforzo di considerare lo scenario peggiore, quello in cui sia necessario immaginare una copertura. Bene, ne abbiamo immaginate tre. Chi ha più fantasia ne immagini altre. Ma non ci si dica che non si può fare.</p>
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<p><em>di Daniele Capezzone</em></p>
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<p><a href="http://www.firmiamo.it/primarie-per-il-pdl"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3640/5808362576_2276293b60_m.jpg" alt="pdl primarie 1" width="200" height="206" /><img src="http://farm3.static.flickr.com/2008/5808362636_d24b86ebdb_m.jpg" alt="pdl primarie 2" width="200" height="137" /></a></p>
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<p><strong><a href="http://www.firmiamo.it/primarie-per-il-pdl">FIRMA LA PETIZIONE </a>&lt;</strong></p>
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<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3551/5824485684_663327f071_m.jpg" alt="rottamazione 1" width="201" height="200" /><img src="http://farm4.static.flickr.com/3477/5823965137_3b638ca3de_m.jpg" alt="rottamazione 2" width="201" height="200" /></p>
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<p><em>Vi ricordiamo che siamo costantemente in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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		<title>La sinistra e quel debole per le tasse</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/05/24/la-sinistra-e-quel-debole-per-le-tasse/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 15:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dawblog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Riceviamo e pubblichiamo questo interessante intervento di Francesco Villa (che ringraziamo). Perchè la sinistra italiana ha sempre avuto un debole maniacale, che rasenta l’ossessione vera e propria, per le tasse? Loro amano le tasse e amano tassare. Dall&#8217;Irap alle addizionali comunali e regionali. L&#8217;eurotassa, la rapina notturna dei conti correnti. La tassa sul medico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2650/5755285048_ccce79240b_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5030/5754739547_a4aff600b6.jpg" alt="sinistra tasse" width="280" height="391" /><br />
</a></p>
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<p>Riceviamo e pubblichiamo questo interessante intervento di Francesco Villa (che ringraziamo). Perchè la sinistra italiana ha sempre avuto un debole maniacale, che rasenta l’ossessione vera e propria, per le tasse? Loro amano le tasse e amano tassare. Dall&#8217;Irap alle addizionali comunali e regionali. L&#8217;eurotassa, la rapina notturna dei conti correnti. La tassa sul medico di famiglia. L&#8217;esproprio del TFR. E molto altro. Tutti i capolavori di Prodi-Visco-Amato.</p>
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<p><span id="more-13796"></span></p>
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<p><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></p>
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<p>La sinistra italiana, per qualche strano motivo ad oggi ignoto, ha sempre avuto un debole maniacale, che rasenta l’ossessione vera e propria, per le tasse.<strong> Amano le tasse e amano tassare.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella loro mentalità arcaica e di stampo “feudale”, la parola “tassa” è un qualcosa di magico che risolve, secondo loro, un ampio ventaglio di problemi in un colpo solo. Poco importa se poi l’aumento della pressione fiscale frena i consumi, paralizza il mercato, inibisce la crescita del lavoro e gli incentivi, penalizza i lavoratori dipendenti i quali, tassati alla fonte, possono “scaricare” poco o nulla dai modd. 730 o Unico; poco importa se l’eccessiva pressione fiscale dà origine ad un’evasione quasi legittima,  altrimenti non si sa sopravvivere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ sufficiente prendere una qualsiasi busta paga di un qualsiasi lavoratore: sommiamo tutte le trattenute (IRPEF, INPS, addizionali comunali, regionali, etc… etc..) e senza fare dei calcoli matematici particolarmente complicati ci accorgeremo che su 12 mesi di salario, i primi 6 vanno interamente all’erario. Il nostro guadagno inizia solo a luglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In sintesi tra tasse, imposte dirette e indirette, la pressione fiscale arriva quasi al 50%. Per le aziende la faccenda si complica ancora di più e le cose non vanno certo meglio… anzi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Basti ricordare la bruttissima IRAP</strong>, altrimenti chiamata Imposta RAPina dagli addetti ai lavori, inventata  e fortemente voluta nonché sostenuta da un certo Vincenzo Alfonso Visco (guarda caso). Tassa in odore di incostituzionalità e dichiarata illegittima dall’Europa. In sostanza l’ IRAP è un meccanismo tortuoso capace di far pagare le tasse sui costi. Infatti si paga anche sugli interessi passivi, sul costo del personale, sull’INPS. In pratica più una azienda è indebitata e quindi paga interessi passivi, più IRAP questa azienda o professionista pagherà!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma torniamo a lavoratori dipendenti, cioè la maggioranza. Il Governo Prodi-Visco ha inventato la<strong> &#8220;addizionale comunale Irpef&#8221; e l’&#8221;addizionale regionale Irpef&#8221;</strong>,cioè le nuove tasse che comuni e regioni hanno avuto facoltà di imporre ai loro cittadini. Ovviamente quasi tutte le regioni e comuni ne hanno approfittato. Pochi sanno tuttavia che il Governo Berlusconi ha vietato alle regioni e ai comuni di aumentare l&#8217;addizionale Irpef, e che alcune regioni governate dal centrodestra l&#8217;hanno addirittura ridotta (Veneto, Puglia, Lombardia, Lazio). La Lombardia, ad ogni modo, ancora per poco. Pisapia (buon sangue non mente), se confermato sindaco di Milano al ballottaggio, quasi sicuramente la introdurrà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Governo Prodi-Visco (sempre loro due, tipo “il gatto e la volpe&#8221;)  è quello che da sempre ha imposto le tasse più assurde e originali:<strong> l&#8217;eurotassa </strong>come prestito per entrare in Europa e poi l&#8217;ha restituita solo al 60%, tradendo la promessa di rifonderla per intero. È anche vero che nel 1992 il Governo Amato-Ciampi aveva agito peggio, quando ha fatto<strong> irruzione nelle banche per prelevare quattrini dai depositi degli italiani, e mai restituiti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E ancora, sempre la sinistra, protagonista in questo caso Giuliano Amato, con la malsana idea di imporre agli italiani<strong> “la tassa sul medico di famiglia”</strong>, introdotta come una tantum nel 1992. Anche in questo caso fu promessa la restituzione che, di fatto, avvenne solo in parte (80%) sotto forma di  diminuzione delle imposte dovute. Peccato però che a quel tempo le modalità e la tempistica dei rimborsi vennero rese note  assai poco, quasi “nascoste”; col risultato che in molti non ne seppero nulla e quei  molti non ottennero il rimborso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma veniamo adesso alla più grossa porcheria, e sottolineo porcheria in quanto rende perfettamente il significato, sempre ad opera di Monsieur Prodi  e del suo ultimo scellerato governo:<strong> l’esproprio del TFR</strong> (Trattamento di Fine Rapporto).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come tutti sappiamo il TFR è sempre stato un accantonamento annuale (del valore di circa uno stipendio netto mensile). Nient’altro che una scrittura di bilancio, dei numeri su carta, che si trasformavano in denaro reale all’atto della cessazione del rapporto di lavoro. Troppo comodo, troppo facile! E qui, le diaboliche menti della sinistra, riuscirono a dare il meglio… o forse sarebbe meglio dire il peggio. In sintesi la maggior parte dei lavoratori, quelli di aziende sopra i 50 dipendenti, furono obbligati a devolvere il proprio TFR ad un Fondo (di categoria o a scelta, oppure all’INPS).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In barba alle promesse elettorali di Prodi, che sbandierò ai quattro venti di risolvere la crisi occupazionale creando nuovi posti di lavoro, di alleggerire la pressione fiscale (sic!) e dare nuova liquidità alle aziende, la devoluzione dei TFR ai fondi per le aziende si rilevò un salasso economico non indifferente. Fu come se tutti i dipendenti si fossero licenziati insieme e dovessero, conseguentemente, ricevere il TFR.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’esborso per le aziende fu particolarmente oneroso con le conseguenze che tutti possiamo immaginarci:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1) aumento dei fidi con relativi interessi e commissioni verso le banche a cui le aziende furono costrette a rivolgersi per far fronte al pagamento di  tutti i TFR.</p>
<p>2) minor  liquidità e minor disponibilità  (alla faccia delle promesse elettorali) ed aumento della situazione debitoria</p>
<p>3) meno liquidità quindi meno investimenti, meno assunzioni, meno formazione, meno incentivi.</p>
<p>4) aumento dei precari e delle collaborazioni a progetto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste quindi, secondo gli abili economisti della sinistra, sono state le mosse strategiche studiate per il  risanamento delle aziende e del lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma siamo sempre lì, nulla di nuovo. <strong>I governi di sinistra hanno sempre agito come un Robin Hood alla rovescia</strong>, togliendo ai poveri, facendolo però nella maniera più subdola e meschina (come d’altro canto è loro atavica consuetudine), cioè con l’aureola dei martiri in testa, lo sguardo di una mamma comprensiva che tutto sa e tutto perdona ed il loro solito sorriso “buonista” stampato sulle labbra.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong><em>di Francesco Villa</em></strong></p>
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<p>(C) RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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		<title>Gianfranco Fisco</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/10/25/gianfranco-fisco/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 11:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Nelle parole ferme, chiare e leali di Gianfranco Fini c&#8217;è stata una chiara scelta di campo di sostegno al governo e al programma nell&#8217;interesse superiore dell&#8217;Italia e nel rispetto della volontà popolare”, diceva il pasdaran Fabio Granata. “I gruppi di Futuro e Libertà per l&#8217;Italia hanno infatti chiarito che garantiranno la fiducia al governo fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4149/5035502141_c21af44989.jpg"><img class="alignnone" title="fini fisco visco" src="http://farm5.static.flickr.com/4149/5035502141_c21af44989.jpg" alt="" width="337" height="447" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><em>“Nelle parole ferme, <strong>chiare e leali</strong> di Gianfranco Fini c&#8217;è stata una chiara scelta di campo di <strong>sostegno al governo e al programma</strong> nell&#8217;interesse superiore dell&#8217;Italia e nel rispetto della volontà popolare”</em>, diceva il pasdaran Fabio Granata. <em>“I gruppi di Futuro e Libertà per l&#8217;Italia hanno infatti chiarito che garantiranno la fiducia al governo fino all&#8217;ultimo giorno della legislatura e che<strong> voteranno tutti i provvedimenti conseguenti al programma di governo</strong>”</em>, giurava il Bocchino parlante. Programma, programma, programma. Guai a deviare da quel programma presentato all’elettorato due anni fa! Guai ad aggiungere o a togliere una virgola, un punto, una parentesi. Guai a correggere, a limare, ad aggiornare quel pezzo di carta diventato il Santo Graal dei tempi nostri, testo d’ispirazione divina scritto su pergamena di pelle di vitello. <strong>Feticcio immodificabile</strong> ed immutabile nei tempi. Intoccabile. Che non venisse l’idea, a Berlusconi o ai suoi valletti, di infilarci roba che nel 2008 non c’era, ammonivano come baritoni i pesi massimo di <em>Future&amp;Freedom</em>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Però, e l’abbiamo scoperto in questi giorni, <strong>il programma possono cambiarlo loro</strong>. Solo loro. E mica aggiungendoci una postilla, un corsivo o un asterisco! No no, loro il programma possono stravolgerlo, rivoltarlo come un calzino. Possono dire, come ha fatto il reuccio Gianfranco Fini, che <strong><em>“si deve alzare dal 12,5% al 24-25% la tassazione sulle rendite finanziarie”</em></strong>. In parole povere, aumentare le tasse. Ma come? Non erano i finiani quelli che rimpiangevano il Berlusconi liberale della prima ora, quello che nel 1994 entrava in politica con l’obiettivo delle due aliquote, di ridurre le tasse, di allentare la morsa dello Stato sui cittadini? Non erano loro quelli contro il rigore esasperato di Tremonti, quelli per cui la parola<strong> “sviluppo”</strong> era diventata il verbo per eccellenza?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Evidentemente ci sbagliavamo tutti, avevamo capito male. Può succedere. Non avevamo capito che il loro riferimento in campo economico è <strong>Vincenzo Visco</strong>. Ce ne scusiamo. Non pensavamo che il loro obiettivo fosse l’aumento delle tasse, magari propedeutico allo Stato di polizia tributario così caro al <em>fu</em> viceministro prodiano dell’Economia. Avevamo capito male. Pensavamo che la truppa finiana <strong>fosse meno penosa</strong> di quanto in realtà è. Un baraccone che sgomita per far vedere che esiste.</p>
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		<title>La spesa delle regioni</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/07/26/la-spesa-delle-regioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 13:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marquis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entrate e uscite delle regioni. Quelle a statuto speciale spendono molto di più (+228%) rispetto quelle a stututo ordinario. In Sicilia, le entrate superano quelle della Lombardia e si riesce a spendere pure di più. Cliccate sul grafico per ingrandirlo (fonte: Sole24Ore)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4137/4830332442_9cb3d25b51_b.jpg"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4137/4830332442_9cb3d25b51.jpg" alt="" width="500" height="310" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Entrate e uscite delle regioni. Quelle a statuto speciale spendono molto di più (<strong>+228%</strong>) rispetto quelle a stututo ordinario. In <strong>Sicilia</strong>, le entrate superano quelle della Lombardia e si riesce a spendere pure di più.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Cliccate</strong> sul grafico per ingrandirlo (fonte: Sole24Ore)</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se il 730 parla straniero</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/06/28/se-il-730-parla-straniero/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 11:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno studio della Fondazione Leone Moressa di Mestre fotografa il rapporto tra i cittadini nati all&#8217;estero e il fisco italiano. Si tratta, quindi, di stranieri con un lavoro nel nostro Paese e contribuenti a tutti gli effetti. In tutto più di 3.200.000 cittadini. I dati sono interessanti: i redditi degli stranieri rappresentano il 7,8% dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio della Fondazione Leone Moressa di Mestre fotografa il rapporto tra i cittadini nati all&#8217;estero e il fisco italiano. Si tratta, quindi, di stranieri con un lavoro nel nostro Paese e contribuenti a tutti gli effetti. In tutto più di 3.200.000 cittadini. I dati sono interessanti:<strong> i redditi degli stranieri rappresentano il 7,8% dei contribuenti totali in Italia </strong>e producono più del 5% dei redditi complessivi. I loro 730 certificano redditi per<strong> 40 miliardi di euro</strong>.<strong> </strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>L&#8217;imponibile medio è di 13.000 euro a testa</strong>. Nello stesso anno (i dati sono riferiti al 2008) gli italiani dichiaravano in media 18.873 euro, ma il confronto non è significativo.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4119/4741368971_fa34788c47_b.jpg"><img class="alignnone" title="730-1" src="http://farm5.static.flickr.com/4119/4741368971_fa34788c47_m.jpg" alt="" width="240" height="190" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Quasi la metà dei contribuenti stranieri è residente in tre regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia). Ma un quarto del reddito totale arriva dalla Lombardia, dove anche il reddito medio è più alto e supera i 15.000 euro.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4136/4741369071_143664fdbc_b.jpg"><img class="alignnone" title="730 2" src="http://farm5.static.flickr.com/4136/4741369071_143664fdbc_m.jpg" alt="" width="240" height="169" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Voltremont ha deluso</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/05/26/voltremont-ha-deluso/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2010/05/26/voltremont-ha-deluso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 13:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dawblog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;opinione di Marquise sulla manovra fiscale del governo. Mi chiedevo. Perchè fino a poche settimane fa dovevo sentire proclami tipo “la crisi è alle nostre spalle”, “siamo i migliori e non abbiamo i problemi degli altri”, “i pessimisti vanno tacciati” ecc…? Tutto detto per bocca di Mr.B. ovviamente. Oggi mi ritrovo a leggere di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;opinione di Marquise sulla manovra fiscale del governo.</em><br class="blank" /><br />
<a rel="http://farm4.static.flickr.com/3229/4642020540_2b2fd2ec9e_o.jpg" href="http://farm4.static.flickr.com/3229/4642020540_2b2fd2ec9e_o.jpg"><img class="floatbox" title="Manovra" src="http://farm4.static.flickr.com/3229/4642020540_2b2fd2ec9e_o.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a><br class="blank" /><br />
Mi chiedevo. Perchè fino a poche settimane fa dovevo sentire proclami tipo “<em>la crisi è alle nostre spalle</em>”, “<em>siamo i migliori e non abbiamo i problemi degli altri</em>”, <em>“i pessimisti vanno tacciati</em>” ecc…? Tutto detto per bocca di Mr.B. ovviamente. Oggi mi ritrovo a leggere di una<strong> manovra colossal da 24 miliardi di euro </strong>e dichiarazioni &#8211; <em>mandando avanti Hannibal Letta </em>- che fanno tremare i <a href="http://Letta%20ha%20annunciato%20«una%20serie%20di%20sacrifici%20molto%20pesanti,%20molto%20duri»,%20che%20il%20governo%20è%20«costretto%20a%20prendere%20per%20salvare%20il%20nostro%20Paese%20dal%20rischio%20Grecia»." target="_blank">polsi</a>:<br class="blank" /><br class="spacer_" /><br class="blank" /></p>
<blockquote><p>Letta ha annunciato «una serie di sacrifici molto pesanti, molto duri», che il governo è «costretto a prendere per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia».<br />
 <strong>oppure:</strong><br class="blank" /><br />
“La crisi è come essere in un videogioco. Arriva un mostro, lo sconfiggi, e quando stai gioendo per il successo ne arriva subito un altro”.  Dice Tremonti che deve amare molto i fumetti e le favole.<br class="blank" />
</p></blockquote>
<p><br class="blank" /><br class="blank" /><br />
Eppure nessuno &#8211; dico nessuno &#8211; poteva osare dire che l’Italia era messa con le pezze al culo, tenute insieme con lo sputo fino a pochi giorni fa. Veniva messo all’indice, tacciato e bollato come anti-italiano e catastrofista o comunista. Ora arriva questa manovra.<strong> Nulla che abbia a che fare con una riforma </strong>(as usual) e<strong> tutta volta a fare accattonaggio con la parte più debole della spesa pubblica.</strong> Una vera opera d’arte di iniquità sociale. Un esempio semplice: chi guadagna un milione di euro non metterà un centesimo per la crisi, pagherà solo chi sta sui 1200 euro.<br class="blank" /><br class="blank" /><strong>Nessuna riforma fiscale. Nessuna riforma strutturale al sistema. </strong>Solo un tirare a campare e rubacchiare qui e là nel settore pubblico debole, che suona come una beffa dopo uno scudo che ha riciclato a prezzi di favore oltre 100 miliardi di euro evasi (dai quali si poteva ottenere ben più di 24 miliardi se fossero stati tassati come il resto del mondo ha fatto al 50%!). Non solo, arriva pure un altro condono. Un gettito di 5 miliardi per la <em>“messa a catasto di duemilioni di abitazioni</em>”. Alias una mega sanatoria-condono per chi ha infranto la legge e costruito abusivamente mentre il resto della gente onesta paga tasse.<br class="blank" />Grillo riassume perfettamente cosa sarebbe una riforma attuabile e sensata:<br class="blank" /><br class="spacer_" /><br class="blank" /></p>
<blockquote><p>L’eliminazione delle Province, la cancellazione delle missioni di guerra, l’accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti, l’abolizione delle Grandi Opere Inutili come il Ponte di Messina da 5 miliardi e la Tav in Val di Susa da 20 miliardi, la cancellazione del parco di macchine blu più esteso del mondo. Le misure “strutturali” che diminuiscono le spese per sempre e non una tantum sono molte, ma Tremorti non ne attuerà nessuna perché colpirebbe la casta, di cui fa parte, o gli amici della casta.
</p></blockquote>
<p><br class="blank" /><br />
Come <a href="http://www.daw-blog.com/2010/05/24/troppo-semplice-per-litalia/" target="_blank">scrivevo</a> nel post precedente,<strong> è troppo semplice per l’Italia</strong>. Meglio questa bella pezza al culo, nessun taglio agli sprechi, nessuna riforma e tanto coraggio nel dire <em>“la crisi ormai è alle spalle</em>”…</p>
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		<title>Silvio, basta annunci sulle tasse: ora facciamo sul serio</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 10:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, dalla Russia, il Cavaliere si ricorda della famosa rivoluzione liberale, del nuovo miracolo italiano, e dichiara che: Ma come? L&#8217;Irap? Ancora? Quella famosa &#8220;odiosa&#8221; tassa che colpisce le imprese? Quella che in altri tempi Berlusconi definiva (e giustamente) &#8220;la tassa delle sinistra&#8221;, e una &#8220;autentica rapina&#8221;? Quella Irap? Perchè, e non ci ricordiamo male, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, dalla Russia, il Cavaliere si ricorda della famosa rivoluzione liberale, del nuovo miracolo italiano, e dichiara che:</p>
<div id="attachment_2487" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-2487" title="irap2009" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/10/irap20091.jpg" alt="La promessa di oggi" width="500" height="91" /><p class="wp-caption-text">La promessa di oggi</p></div>
<p><strong>Ma come? L&#8217;Irap? Ancora?</strong> Quella famosa &#8220;odiosa&#8221; tassa che colpisce le imprese? Quella che in altri tempi Berlusconi definiva (e giustamente) &#8220;la tassa delle sinistra&#8221;, e una &#8220;autentica rapina&#8221;? Quella Irap?</p>
<p>Perchè, e non ci ricordiamo male, una analoga promessa venne già fatta. Senza tornare troppo indietro, perchè dell&#8217;abolizione dell&#8217;Irap c&#8217;è traccia in ogni campagna elettorale di Berlusconi, limitiamoci all&#8217;aprile 2005 al giuramento del Berlusconi-bis (nato dopo i casini di Fini e Follini). A insediamento appena avvenuto, Panorama <a href="http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001030439" target="_blank">elenca</a> i principali obiettivi del nuovo governo:</p>
<p><strong>Tredici mesi per avviare il processo di abolizione   in tre anni Irap sul lavoro</strong>, una tassa ritenuta iniqua da Europa e imprenditori.</p>
<p>Poco prima, nel marzo 2005, direttamente alla Confcommercio, Silvio Berlusconi <a href="http://www.confcommercio.it/home/ArchivioGi/2005/MAR-2005/News/Berlusconi16.doc_cvt.htm" target="_self">prometteva</a> solennemente:</p>
<div id="attachment_2492" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-2492" title="irap2005conf" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/10/irap2005conf1.jpg" alt="irap2005conf" width="500" height="41" /><p class="wp-caption-text">La promessa del 2005</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>Come finì quella volta? Così:</strong></p>
<div id="attachment_2490" class="wp-caption aligncenter" style="width: 418px"><img class="size-full wp-image-2490" title="irap2005bye" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/10/irap2005bye1.jpg" alt="irap2005bye" width="408" height="85" /><p class="wp-caption-text">Così finì nel 2005</p></div>
<p><strong>Ecco, non sappiamo come finirà questa volta. </strong>Certo le premesse e i precedenti non sono dei migliori. Più che questi annunci, sarebbe interessante passare ai fatti. Va bene l&#8217;Irap, per carità, ma magari potremmo iniziare a fare sul serio: tagliamo l&#8217;Irpef.</p>
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		<title>Cose che fanno scuola</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 08:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[agnelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Certe cose fanno scuola: dieci domande anche per gli Agnelli. Nel merito: notare l&#8217;assordante silenzio dei media di sinistra sulla vicenda della presunta maxi evasione fiscale di Gianni Agnelli. Immaginate se al posto di Agnelli ci fosse stato, che ne so, uno a caso, tipo Berlusconi. E ancora: sono i giornali di destra a cercare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1859" title="libero prima" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/libero-prima1.jpg" alt="libero prima" width="517" height="425" /></p>
<p>Certe cose fanno scuola: dieci domande anche per gli Agnelli. Nel merito: notare l&#8217;assordante silenzio dei media di sinistra sulla vicenda della presunta maxi evasione fiscale di Gianni Agnelli. Immaginate se al posto di Agnelli ci fosse stato, che ne so, uno a caso, tipo Berlusconi. E ancora: sono i giornali di destra a cercare la verità su tesoretto e sulla presunta truffa alle casse dello Stato da parte di casa Agnelli. A sinistra tutto tace. Saranno mica tutti evasori?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obama: il mito alle prese con le difficoltà reali</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 08:30:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[joker]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrive Lucia Annunziata: &#8220;A marzo Michelle aveva piantato il primo orto della Casa Bianca dai tempi di Eleanor Roosevelt. Il New York Times scrisse allora: «L’orto ha assunto un profondo significato politico, dopo che Obama è stato per mesi sotto pressione di numerosi gruppi ambientalisti che credono che produrre più cibo locale e organico possa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/Snfs7YN1QJI/AAAAAAAAAbY/nRGjonl2RT0/s1600-h/Obama-socialism_0.jpg"><img style="border: 0pt none; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 274px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/Snfs7YN1QJI/AAAAAAAAAbY/nRGjonl2RT0/s400/Obama-socialism_0.jpg" border="0" alt="" width="274" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Obama Joker</p></div>
<p>Scrive <span style="font-style: italic"><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=6247&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">Lucia Annunziata</a></span>: <span style="font-style: italic">&#8220;A marzo Michelle aveva piantato il primo orto della Casa Bianca dai tempi di Eleanor Roosevelt. Il New York Times scrisse allora: «L’orto ha assunto un profondo significato politico, dopo che Obama è stato per mesi sotto pressione di numerosi gruppi ambientalisti che credono che produrre più cibo locale e organico possa portare a una dieta più salutare per tutti, e a ridurre di conseguenza la domanda per le grandi coltivazioni industriali e il loro uso di petrolio per i trasporti, e di sostanze chimiche per fertilizzare». Non solamente un gesto, dunque, non solo un hobby: come tutto quello che riguarda gli Obama, anche l’orto entrava a marzo nell’unica grande tela del cambiamento. Quella teoria un po’ volontarista, un po’ elitaria, su cui si fonda l’operare del Presidente Usa. L’orto come nuova idea della salute, filo che si dipana, dal dettaglio alla legislazione &#8211; quella poi annunciata della riforma dell’assistenza medica &#8211; in un unico percorso per la trasformazione stessa dell’Homo Americanus. </span></p>
<p><span style="font-style: italic"> La fine dell’orto l’abbiamo vista in questi giorni: <strong>la Casa Bianca è inquinata</strong>, non ha un terreno adatto alla crescita di prodotti organici. Come finirà invece la proposta dell’assistenza medica universale è ancora da vedere. Ma dal dettaglio delle zucchine alla grande rivoluzione medica, si avverte la stessa tensione &#8211; il materializzarsi di un progressivo impatto della realtà sulle idee, del realismo sui sogni nel percorso della Presidenza americana. Potenti forze al lavoro, che si sono già misurate intorno alla chiusura di Guantanamo, alla trasparenza sulla sicurezza all’epoca di Bush. Fino alla grande dose di realismo che oggi Obama sembra pronto a ingerire sul più pericoloso dei terreni per ogni politico: le tasse. Il Segretario del Tesoro Tim Geithner e il presidente del Consiglio Economico Nazionale Larry Summers hanno dichiarato, domenica, che la riforma sanitaria e il prolungamento del sostegno ai disoccupati rende quasi inevitabili nuove tasse. Il Presidente ha immediatamente fatto sapere che non ci saranno, comunque, aumenti per la classe media, cioè per coloro che guadagnano meno di 250 mila dollari. Ma, insomma, ci siamo. La promessa ripetuta durante la campagna elettorale, «non vedrete nessuna delle vostre tasse crescere nemmeno di dieci centesimi», è nei fatti rotta.&#8221;</span></p>
<p>Forse è anche per questo che il mito di Obama sia stato oggetto di un<strong> attacco un po&#8217; inquietante rappresentato da grandi poster che ritraggono il presidente nelle vesti del <span style="font-style: italic">Joker</span> cinematografico</strong>, il cattivo dell&#8217;ultimo Batman (<span style="font-style: italic">&#8220;Il cavaliere oscuro&#8221;</span>) interpretato Heath Ledger, che hanno invaso le rampe di alcune autostrade di Los Angeles. Il presidente, riferisce il sito web della Abc, e&#8217; ritratto come il cattivo di Gotham City col trucco nero agli occhi, il cerone bianco, il rossetto rosso che allarga la bocca in una sorta di ghigno satanico. Sotto il volto compare la scritta &#8220;<span style="font-style: italic">Socialism</span>&#8220;, proprio l&#8217;accusa di socialismo avanzata da quanti criticano la riforma sanitaria voluta con forza da Obama per estendere l&#8217;assistenza alla maggioranza degli americani che ne sono privi.</p>
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