Articoli marcati con tag ‘tasse’

Silvio, basta annunci sulle tasse: ora facciamo sul serio

giovedì, 22 ottobre 2009
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Oggi, dalla Russia, il Cavaliere si ricorda della famosa rivoluzione liberale, del nuovo miracolo italiano, e dichiara che:

La promessa di oggi

La promessa di oggi

Ma come? L’Irap? Ancora? Quella famosa “odiosa” tassa che colpisce le imprese? Quella che in altri tempi Berlusconi definiva (e giustamente) “la tassa delle sinistra”, e una “autentica rapina”? Quella Irap?

Perchè, e non ci ricordiamo male, una analoga promessa venne già fatta. Senza tornare troppo indietro, perchè dell’abolizione dell’Irap c’è traccia in ogni campagna elettorale di Berlusconi, limitiamoci all’aprile 2005 al giuramento del Berlusconi-bis (nato dopo i casini di Fini e Follini). A insediamento appena avvenuto, Panorama elenca i principali obiettivi del nuovo governo:

Tredici mesi per avviare il processo di abolizione in tre anni Irap sul lavoro, una tassa ritenuta iniqua da Europa e imprenditori.

Poco prima, nel marzo 2005, direttamente alla Confcommercio, Silvio Berlusconi prometteva solennemente:

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La promessa del 2005

Come finì quella volta? Così:

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Così finì nel 2005

Ecco, non sappiamo come finirà questa volta. Certo le premesse e i precedenti non sono dei migliori. Più che questi annunci, sarebbe interessante passare ai fatti. Va bene l’Irap, per carità, ma magari potremmo iniziare a fare sul serio: tagliamo l’Irpef.

Cose che fanno scuola

lunedì, 24 agosto 2009
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libero prima

Certe cose fanno scuola: dieci domande anche per gli Agnelli. Nel merito: notare l’assordante silenzio dei media di sinistra sulla vicenda della presunta maxi evasione fiscale di Gianni Agnelli. Immaginate se al posto di Agnelli ci fosse stato, che ne so, uno a caso, tipo Berlusconi. E ancora: sono i giornali di destra a cercare la verità su tesoretto e sulla presunta truffa alle casse dello Stato da parte di casa Agnelli. A sinistra tutto tace. Saranno mica tutti evasori?

Obama: il mito alle prese con le difficoltà reali

martedì, 4 agosto 2009
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Obama Joker

Scrive Lucia Annunziata: “A marzo Michelle aveva piantato il primo orto della Casa Bianca dai tempi di Eleanor Roosevelt. Il New York Times scrisse allora: «L’orto ha assunto un profondo significato politico, dopo che Obama è stato per mesi sotto pressione di numerosi gruppi ambientalisti che credono che produrre più cibo locale e organico possa portare a una dieta più salutare per tutti, e a ridurre di conseguenza la domanda per le grandi coltivazioni industriali e il loro uso di petrolio per i trasporti, e di sostanze chimiche per fertilizzare». Non solamente un gesto, dunque, non solo un hobby: come tutto quello che riguarda gli Obama, anche l’orto entrava a marzo nell’unica grande tela del cambiamento. Quella teoria un po’ volontarista, un po’ elitaria, su cui si fonda l’operare del Presidente Usa. L’orto come nuova idea della salute, filo che si dipana, dal dettaglio alla legislazione – quella poi annunciata della riforma dell’assistenza medica – in un unico percorso per la trasformazione stessa dell’Homo Americanus.

La fine dell’orto l’abbiamo vista in questi giorni: la Casa Bianca è inquinata, non ha un terreno adatto alla crescita di prodotti organici. Come finirà invece la proposta dell’assistenza medica universale è ancora da vedere. Ma dal dettaglio delle zucchine alla grande rivoluzione medica, si avverte la stessa tensione – il materializzarsi di un progressivo impatto della realtà sulle idee, del realismo sui sogni nel percorso della Presidenza americana. Potenti forze al lavoro, che si sono già misurate intorno alla chiusura di Guantanamo, alla trasparenza sulla sicurezza all’epoca di Bush. Fino alla grande dose di realismo che oggi Obama sembra pronto a ingerire sul più pericoloso dei terreni per ogni politico: le tasse. Il Segretario del Tesoro Tim Geithner e il presidente del Consiglio Economico Nazionale Larry Summers hanno dichiarato, domenica, che la riforma sanitaria e il prolungamento del sostegno ai disoccupati rende quasi inevitabili nuove tasse. Il Presidente ha immediatamente fatto sapere che non ci saranno, comunque, aumenti per la classe media, cioè per coloro che guadagnano meno di 250 mila dollari. Ma, insomma, ci siamo. La promessa ripetuta durante la campagna elettorale, «non vedrete nessuna delle vostre tasse crescere nemmeno di dieci centesimi», è nei fatti rotta.”

Forse è anche per questo che il mito di Obama sia stato oggetto di un attacco un po’ inquietante rappresentato da grandi poster che ritraggono il presidente nelle vesti del Joker cinematografico, il cattivo dell’ultimo Batman (“Il cavaliere oscuro”) interpretato Heath Ledger, che hanno invaso le rampe di alcune autostrade di Los Angeles. Il presidente, riferisce il sito web della Abc, e’ ritratto come il cattivo di Gotham City col trucco nero agli occhi, il cerone bianco, il rossetto rosso che allarga la bocca in una sorta di ghigno satanico. Sotto il volto compare la scritta “Socialism“, proprio l’accusa di socialismo avanzata da quanti criticano la riforma sanitaria voluta con forza da Obama per estendere l’assistenza alla maggioranza degli americani che ne sono privi.