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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; tangentopoli</title>
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		<title>Napolitano in difesa di Minzolini</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 19:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«&#8230;non dimentico quel che Bettino Craxi, giunto alla guida del Partito Socialista Italiano, rappresentò come protagonista del confronto nella sinistra italiana ed europea. Ma non è su ciò che oggi posso e intendo tornare.» «L&#8217;onorevole Craxi, dimessosi da segretario del PSI, fu investito da molteplici contestazioni di reato. Senza mettere in questione l&#8217;esito dei procedimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/S1S4Bq_2bxI/AAAAAAAAAho/IqfxPIdUKEo/s1600-h/craxi--180x140.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt;float: left;cursor: pointer;width: 180px;height: 140px" src="http://3.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/S1S4Bq_2bxI/AAAAAAAAAho/IqfxPIdUKEo/s320/craxi--180x140.jpg" alt="" border="0" /></a><br />
<span style="font-size:130%"><span style="font-weight: bold">«&#8230;non dimentico</span></span> quel che Bettino Craxi, giunto alla guida del Partito Socialista Italiano, rappresentò come protagonista del confronto nella sinistra italiana ed europea. Ma non è su ciò che oggi posso e intendo tornare.»<br />
<span style="font-size:130%"><span style="font-weight: bold">«L&#8217;onorevole Craxi,</span></span> dimessosi da segretario del PSI, fu investito da molteplici contestazioni di reato. Senza mettere in questione l&#8217;esito dei procedimenti che lo riguardarono, <span style="font-weight: bold">è un fatto che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era </span><span style="font-weight: bold">caduto con durezza senza eguali sulla sua persona</span>».<br />
«È stato parte di quel cammino l&#8217;esplodere della <span style="font-weight: bold">crisi del sistema dei partiti</span> che aveva retto fino ai primi anni &#8217;90 lo svolgimento della dialettica politica e di governo nel quadro della Costituzione. E ne è stato parte il susseguirsi, in un drammatico biennio, di indagini giudiziarie e di processi, che condussero, tra l&#8217;altro, all&#8217;incriminazione e ad una duplice condanna definitiva in sede penale dell&#8217;onorevole Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dal 1983 al 1987. Fino all&#8217;epilogo, il cui ricordo è ancora motivo di turbamento, della malattia e della morte in solitudine, lontano dall&#8217;Italia, dell&#8217;ex Presidente del Consiglio, dopo che egli decise di lasciare il paese mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. <span style="font-weight: bold">Si è trattato, credo di dover dire, di aspetti tragici della storia politica e istituzionale della nostra Repubblica, che </span><span style="font-weight: bold">impongono ricostruzioni non sommarie e unilaterali di almeno un quindicennio di vita pubblica italiana.</span> Non può dunque venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell&#8217;onorevole Craxi sanzionate per via giudiziaria la considerazione complessiva della sua figura di leader politico, e di uomo di governo impegnato nella guida dell&#8217;Esecutivo e nella rappresentanza dell&#8217;Italia sul terreno delle relazioni internazionali. <span style="font-weight: bold">Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere</span>».<br />
<span style="font-style: italic"><a href="http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_18/craxi_napolitano_rimozione_distorsioni_b553db00-0454-11df-9eeb-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Giorgio Napolitano</a></span></p>
<p>PS: Chissà cosa diranno ora quelli che avevano criticato l&#8217;editoriale di Minzolini sul TG1.</p>
<p><strong>Update:</strong><br />
“al centro sta la crisi dei partiti (di tutti i partiti) che devono modificare sostanza e natura del loro ruolo. Eppure non è giusto che ciò avvenga attraverso un processo sommario e violento, per cui la ruota della fortuna assegna a singoli il compito delle ‘decimazioni’”.“Un grande velo di ipocrisia (condivisa da tutti) ha coperto per lunghi anni i modi di vita dei partiti e i loro sistemi di finanziamento. C’è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, muovendo dalla tacita intesa che insieme si definiranno solidarietà nel costruire le procedure e i comportamenti che violano queste regole”.“Mi rendo conto che spesso non è facile la distinzione tra quanti hanno accettato di adeguarsi a procedure legalmente scorrette in una logica di partito e quanti invece ne hanno fatto strumento di interessi personali. Rimane comunque la necessità di distinguere, ancora prima sul piano morale che su quello legale”.“Ma quando la parola è flebile, non resta che il gesto”.“Mi auguro solo che questo possa contribuire a una riflessione più seria e giusta, a scelte e decisioni di una democrazia matura che deve tutelarsi. Mi auguro soprattutto che possa servire a evitare che altri nelle mie stesse condizioni abbiano a patire le sofferenze morali che ho vissuto in queste settimane, a evitare processi sommari (in piazza o in televisione) che trasformano un’informazione di garanzia in una preventiva sentenza di condanna”. Dalla lettera inviata da <strong>Sergio Moroni</strong> al presidente della Camera il 2 settembre 1992 prima di suicidarsi. Chi era il presidente della camera? Un certo <strong>Giorgio Napolitano</strong>.</p>
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		<title>Squarci di luce dalla storia recente</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 15:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nick</dc:creator>
				<category><![CDATA[interni-old]]></category>
		<category><![CDATA[Amato]]></category>
		<category><![CDATA[Conso]]></category>
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		<description><![CDATA[A più di tre lustri da &#8216;tangentopoli&#8217;, è forse possibile cominciare a ragionare freddamente e con obiettività su quanto successo in quegli anni. Questo brano di un articolo di Filippo Facci trovo che offra uno squarcio di luce significativo per la lettura politica degli eventi di quegli anni (e non solo). &#8220;Giovanni Conso (il giurista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4068/4259513787_2f568a2036_o.jpg" alt="" width="520" height="226" /></p>
<p><span style="font-size:100%">A più di tre lustri da &#8216;tangentopoli&#8217;, è forse possibile cominciare a ragionare freddamente e con obiettività su quanto successo in quegli anni. Questo brano di un articolo di <a href="http://www.macchianera.net/2010/01/09/caro-bettino-3/#more-14342" target="_blank">Filippo Facci</a> trovo che offra uno squarcio di luce significativo  per la lettura politica degli eventi di quegli anni</span><span style="font-size:100%"> (e non solo)</span><span style="font-size:130%"><span style="font-size:100%">. </span></span></p>
<p>&#8220;<strong>Giovanni Conso</strong> (<span style="font-style: italic">il giurista di area cattolica nominato Ministro della Giustizia il 12 febbraio 1993 nel </span><span style="font-weight: bold;font-style: italic">governo Amato 1</span><span style="font-style: italic"> al posto del dimissionario Claudio Martelli, finito anche lui coinvolto in &#8216;mani pulite&#8217; in quanto indagato per concorso in bancarotta fraudolenta; ndnick</span>) infatti sarà oggetto di una durissima campagna operata proprio e soprattutto da sinistra: precisamente quando cercherà &#8211; il 5 marzo 1993 &#8211; di far approvare <span style="font-weight: bold">un</span> <span style="font-weight: bold">decreto sulla depenalizzazione del finanziamento illecito ai partiti</span>. Neanche troppo permissiva, come legge: chi l&#8217;avesse violata doveva restituire il triplo del maltolto e tuttavia evitava il carcere. Eventualità inconcepibile, in quegli anni.<br />
Il 7 marzo 1993, infatti, il Procuratore capo <span style="font-weight: bold">Francesco Saverio Borrelli</span> si affacciò alle telecamere e lesse un comunicato paventando <span style="font-weight: bold;font-style: italic">«totale paralisi delle indagini»</span>, e i giornali gli diedero corda facendo fuoco e fiamme. Dirà dieci anni dopo <span style="font-weight: bold">Antonio Polito</span> &#8211; ai tempi caporedattore di Repubblica &#8211; in un&#8217;intervista al Foglio: <span style="font-style: italic">«Certo, Conso era specchiato, l&#8217;oggetto era tentatore e l&#8217;idea nemmeno campata in aria&#8230; Però </span><span style="font-weight: bold;font-style: italic">decidemmo insieme di ostacolare quel decreto</span><span style="font-style: italic">, di ostacolare </span><span style="font-weight: bold;font-style: italic">la soluzione politica</span><span style="font-style: italic">, di lasciare che i giudici andassero fino in fondo. E non fu difficile. </span><span style="font-style: italic;font-size:130%"><span style="font-weight: bold">In quel clima ci bastava scrivere &#8220;decreto salvaladri&#8221; e il gioco era fatto</span></span><span style="font-style: italic">. Non c&#8217;era potere politico che potesse contrastarci»</span>.</p>
<p><span style="font-style: italic">Nota di nick</span>: Per la cronaca, quel decreto legge proposto da Conso e dal governo Amato 1 fu ritirato per la mancata controfirma dell&#8217;allora Presidente della Repubblica, <span style="font-weight: bold">Oscar Luigi Scalfaro</span>.<br />
<span style="font-weight: bold"><br />
</span><span style="font-style: italic">Da <span style="font-style: italic"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Conso" target="_blank">Wikipedia</a></span></span>: Il decreto-legge in questione fu chiamato &#8220;<span style="font-style: italic;font-weight: bold">decreto Conso</span>&#8221; dal nome del ministro della giustizia proponente, ma in realtà tenne i contatti con il Quirinale &#8211; ai fini della sua emanazione &#8211; il presidente del consiglio dei ministri dell&#8217;epoca, Amato, che durante la riunione del <a title="Governo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Governo">Governo</a> era stato per questo anche criticato dalla delegazione del <a class="mw-redirect" title="Partito Liberale Italiano (1943-1994)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Liberale_Italiano_%281943-1994%29">PLI</a> (per essere stato prono alle indicazioni del Quirinale, che per la prima volta si ingeriva così pesantemente nella redazione di un testo di competenza del Governo). <span style="font-weight: bold">Ecco perché Conso offrì immediatamente le dimissioni all&#8217;indomani della scelta di Scalfaro di non firmare il decreto</span>, dettata da esigenze sopravvenute a seguito della protesta dei magistrati della <a class="new" title="Procura di Milano (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Procura_di_Milano&amp;action=edit&amp;redlink=1">Procura di Milano</a>. Consapevoli della sua totale estraneità alla vicenda, sia Amato che Scalfaro lo scagionarono agli occhi dell&#8217;opinione pubblica, inducendolo a recedere dalle dimissioni ed anzi confermandolo nel <a title="Dicastero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dicastero">Dicastero</a> della giustizia anche nel successivo governo di quella legislatura.</p>
<p><span style="font-style: italic;font-weight: bold">Considerazioni a margine.</span> Questo episodio stimola alcuni interrogativi:<br />
1) Tangentopoli – per quello che è stata, per come è stata condotta e per quello che ne è derivato dopo – può essere considerata un successo nella lotta al “marciume” della nostra prima repubblica o ha fatto solo <span style="font-weight: bold">giustizia sommaria</span> e solo colpendo alcuni?<br />
2) E’ stato o no un grave errore non aver distinto i reati di corruzione e di peculato personale dalla questione – evidentemente diversa e tutta politica – del <span style="font-weight: bold">finanziamento dei partiti</span>?<br />
3) Quella uscita da tangentopoli (Berlusconi compreso) può ritenersi <span style="font-weight: bold">una Italia migliore e preferibile</span> – in senso generale e non solo dal punto di vista strettamente politico – a quella precedente a tangentopoli?<br />
4) Fermo restante la giusta motivazione e legittimità dell&#8217;azione dei giudici della Procura di Milano, l&#8217;evento complessivo di tangentopoli poteva essere <span style="font-weight: bold">condotto meglio</span>, con migliore strategia e <span style="font-weight: bold">lungimiranza politica</span> (di cui il decreto Conso ne è un esempio significativo, indicando una possibile<span style="font-style: italic"> ’soluzione politica’</span> della questione)?<br />
5) Infine, si possono sollevare dubbi di questo tipo su tangentopoli senza essere accusati automaticamente per questo di prendere le parti dei corrotti e dei mascalzoni?</p>
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		<title>La solita ipocrisia di Repubblica: critica Minzolini e poi si comporta come il Tg1.</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 16:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ah, Repubblica. Se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Dico davvero, giuro. Nessun altro giornale può regalare, involontariamente, tante soddisfazioni come il quotidiano di De Benedetti. E&#8217; due mesi che parlano della Puglia, di Bari, delle escort di Berlusconi. E&#8217; due mesi che letteralmente martellano su ogni questione sessuale riguardante il Cavaliere. Dalle sue prestazioni sessuali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ah, Repubblica. Se non ci fosse bisognerebbe inventarla.</strong> Dico davvero, giuro. Nessun altro giornale può regalare, involontariamente, tante soddisfazioni come il quotidiano di De Benedetti.<strong> E&#8217; due mesi che parlano della Puglia, di Bari</strong>, delle escort di Berlusconi<strong>. E&#8217; due mesi che letteralmente martellano su ogni questione sessuale riguardante il Cavaliere</strong>. Dalle sue prestazioni sessuali fino a tutti i presunti particolari piccanti. Di reati, ovviamente, manco l&#8217;ombra.</p>
<p><strong>Poi all&#8217;improvviso, in un pomeriggio, tutto cambia.</strong></p>
<p><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;id=3684" target="_blank"><strong>La magistratura pugliese entra in campo</strong></a>, ma mica per le escort. Non per Berlusconi. Ma va a smantellare il &#8220;<em>patto criminale&#8221;</em> tra imprenditori e politici di centrosinistra della regione Puglia. Si tratta di<strong> associazione a delinquere. </strong>Addirittura viene ipotizzato il reato del voto di scambio (si facevano votare in cambio di favori). Insomma, un <strong>cataclisma</strong>. Una <a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;id=3684" target="_blank"><strong>nuova Tangentopoli tutta di sinistra</strong></a>.</p>
<p><strong>E Repubblica che fa? Utilizza il metodo Minzolini. </strong>Cioè va a nascondere la notizia tra tutte le altre. Attualmente è in decima posizione (Berlusconi che consigliava alla D&#8217;Addario di toccarsi meritava l&#8217;apetura a caratteri cubitali di colore ross). Minzolini aveva scelto &#8211; <em>giustamente</em> &#8211; di non dare risalto a questioni di natura sessuale (privata) tra Berlusconi e la D&#8217;Addarrio: per questo da Repubblica si sono levate accuse di ogni tipo. Offese gratuite e volgari. Oggi Repubblica utilizza lo stesso metodo. <strong>Nasconde la notizia della nuova Tangentopoli di sinistra</strong>, che guarda caso riguarda i partiti di riferimento di quel giornale. <strong>Tra il sesso e le tangenti, a Repubblica preferiscono il sesso. Di Berlusconi.</strong></p>
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