Articoli marcati con tag ‘società’

Il solito vizio tutto italiano…

mercoledì, 15 luglio 2009
Ascolta con webReader

violenza

Una premessa è subito necessaria: davanti alla morte, il dolore e la tragicità dell’evento non hanno categorie. Lo strazio al quale i genitori, i parenti o gli amici sono sottoposti è certamente inimmaginabile da chi ne è al di fuori, da chi ne legge qualche rigo sui giornali o ne sente parlare al tg. In questi ultimi anni alcuni casi di cronaca ci hanno ripresentato, a distanza di tempo, l’italico vizio della martirizzazione di ragazzi che sfortunatamente hanno perso la propria vita – giovane – in maniera violenta e, peggio, per mano di appartenenti alle forze dell’ordine. Martirizazzione quanto mai fuori luogo.

Tragici episodi accaduti non con lo sfondo di una Baghdad qualsiasi, ma di normalissimi  e pacifici luoghi: piazze cittadine o autostrade. Non è nostra intenzione rifare un processo e men che meno stabilire colpe. Noi ci limitiamo però ad osservare questa abitudine oramai consolidata della stampa che non pone quelle domande sì sgradevoli (ma ancorate alla realtà dei fatti) utili per giudicare il più obiettivamente possibile la situazione da parte di un lettore qualsiasi.

E’ stato così per la morte di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova nel 2001, e così si è ripetuto per la morte del tifoso laziale, Gabriele Sandri, ucciso da un colpo di pistola ed il cui processo si è concluso ieri.

Dagli istanti successivi alla loro morte violenta, in entrambi i casi è cominciata l’agiografia da parte di chi aveva conosciuto questi bravi ragazzi protagonisti di un momento di non certo lucida follia. Processi di piazza mediatici nei confronti degli agenti delle forze dell’ordine senza alcun diritto di difesa. Solo la voglia insana di scendere per strada a gridare la propria rabbia e trasformarla  di nuovo, in quella violenza protagonista di quegli attimi. Purtroppo già lo sappiamo che per molti, in questo strano paese, basta indossare una divisa per essere già colpevole, per passare dalla parte del violento, dell’arrogante. Agli occhi di quei molti cresicuti a pane e ‘68, lo Stato ed i suoi servitori sono ancora i nemici.

Di Genova ricordiamo tutti la città messa a ferro e fuoco, cassonetti incendiati, i feriti…tutti ricordiamo quella guerra urbana scatenata da quattro ragazzotti violenti, così si volle far passare il tutto. Di Genova però ricordiamo anche le foto di quegli istanti in quella piazza dove morì quel ragazzo. La  nostra domanda, non serve però a sminuire la morte di chicchessia. Non abbiamo mai letto da nessuna parte perchè per manifestare pacificamente sia necessario coprirsi il volto, indossare caschi, brandire estintori o bastoni di legno e scaraventarsi contro qualcuno. E invece…invece navigando qua e là vediamo quella maledetta sequenza fotografica ancora oggi descritta come l’esecuzione.

Domande mai poste nemmeno nel caso, tornato ala ribalta ieri, del giovane tifoso laziale ucciso anche qui da un colpo d’arma da fuoco ed anche qui sparato da una pistola d’ordinanza. Nei giorni successivi, i particolari che affioravano sulla rissa andavano in secondo piano coperti dalla rabbia degli amici contro questo stato carogna che assolda dei killer. Nessuno a chiedersi perchè, in questo caso, allo stadio qualcuno ci si reca con delle pietre in tasca…per esempio.

Eppure anche qui il silenzio. Lo spazio è dato per gridare all’ingiustizia di una sentenza. Per urlare allo Stato che si deve vergognare per le sentenze che nei processi non fanno la giustizia voluta. Anzi, è una occasione in più per scatenare di nuovo rabbia e  violenza per le strade. Quella violenza unica responsabile di queste due tragiche morti.

Kakà e Berlusconi: al PdL hanno paura e "suggeriscono" i propri elettori cerebrolesi

giovedì, 4 giugno 2009
Ascolta con webReader

La cessione di Kakà ormai è un dato di fatto: registriamo, a riguardo, un pericoloso difetto di comunicazione di Silvio Berlusconi. Il premier e patron della squadra rossonera continua a scaricare le colpe sul giocatore, cercando di farlo passare per mercenario, mentre Adriano Galliani, l’amministratore delegato del Milan, dichiara tranquillamente che lacessione di Kakà è per motivi economici. Per fare cassa, quindi. Chi è il mercenario? Chi è il bugiardo?

Forza Silvio in soccorso di Berlusconi

Forza Silvio in soccorso di Berlusconi

Intanto, ieri a Porta a Porta Berlusconi ha dichiarato che calcio e politica non devono essere trattati sullo stesso piano. Peccato, proprio lui ci ha abituati in maniera diversa nel passato, quando i successi del Milan venivano presi a modello per eventuali successi politici. Comunque, oggi, da ForzaSilvio.itper mano di Antonio Palmieri, responsabile della comunicazione del PdL - è partita una mail a tutti gli iscritti:hanno fallito con Noemi, ci provano con Kakà”. Nella mail si nota una certa preoccupazione, in chiave elettorale, per la vicenda di Kakà: c’è la concreta minaccia “di non votare più Berlusconi“.
A questo punto arriva il soccorso di ForzaSilvio.it: visto che “la rabbia impedisce di ragionare bene“, ecco serviti su un piatto d’argento alcuni spunti da “usare nel dialogo con amici tifosi delusi”. Seguono, appunto, le riflessioni. Ma ecco il testo della mail:

Caro XXXX,
da ieri giornali e tv stanno usando la cessione di Kaka’ per mettere in difficolta’ Berlusconi con una parte dei suoi elettori, tifosi del Milan. Ho ricevuto parecchie mail e numerosi tifosi milanisti hanno scritto sul forum del sito nazionale e in Facebook, minacciando di non votare piu’ Berlusconi. Lo stesso avviene nei forum on line dei portali e dei quotidiani, sportivi e non.
Calcio e politica non hanno nulla a che fare. Tuttavia dobbiamo fare i conti con la reazione di una parte dei tifosi del Milan, perche’ la rabbia impedisce di ragionare bene.
Qui di seguito trovi la risposta che ho inviato ad alcuni tifosi/elettori. La puoi usare – tutta o in parte – nel dialogo con amici tifosi delusi.

—————-

Mi permetto di farle osservare che se il presidente del Milan vendesse Kaka’ e con quei soldi rifacesse la squadra e mettesse a posto i bilanci, io sarei contento, se tifassi Milan.

Il Milan ha tanti campioni giovani come Pato, Thiago, Borriello (finalmente in campo da settembre). Ci saranno altri acquisti giovani ed esperti. Torna Gattuso e Dinho non ha nemmeno trent’anni e giochera’ bene per andare ai mondiali 2010.

Comunque  c’e’ da essere grati per sempre a chi ha fatto vincere il Milan per vent’anni e, come ha sempre fatto a ogni fine ciclo, lo fara’ di nuovo anche stavolta. A Berlusconi non piace perdere e lui sa come si fa a vincere.

La realta’ e’ che le societa’ italiane non possono piu’ permettersi di pagare gli ingaggi di prima e di competere con la tassazione spagnola, piu’ favorevole per giocatori e club. E’ poi impossibile andare contro la volonta’ di un calciatore che vuole cambiare societa’, come avvenne con Sheva. Ma allora non si era in campagna elettorale e i media non montarono il caso contro Berlusconi.

Inoltre cosa penserebbero gli italiani se il presidente del Consiglio pagasse ingaggi milionari ai calciatori mentre il Paese è ancora scosso dalla crisi economica? Quella di Berlusconi e’ una scelta di grande sobrieta’ e rispetto per tutti.

Mischiare calcio e politica e’ proprio cio’ che vuole chi da 15 anni butta fango addosso a Berlusconi e dunque non votare PDL per ripicca significa fare un grosso favore a Franceschini, a repubblica, a l’espresso: hanno fallito con Noemi, ora ci provano con Kaka’.

Berlusconi non merita questo, non lo merita specie per il modo in cui sta bene governando in questi tempi difficili. Se lei preferisce immondizia, clandestini a go go, tasse a tutto spiano, terremotati sotto le tende a vita non venga a votare. Ma e’ proprio come tagliarsi i cosiddetti per fare un dispetto alla moglie.

Mi scusi per la crudezza ma mi e’ insopportabile vedere maltrattato cosi’ un uomo che, nella sua posizione, potrebbe davvero godersi la vita e che invece si impegna duramente 16-18 ore al giorno per tutti gli italiani.

Cordialmente,
On. Antonio Palmieri

Direi che il livello di questi spunti è decisamente imbarazzante. Sembrano input destinati ad elettori senza cervello: è questa la considerazione che il PdL ha del proprio elettorato? Gli spunti sono a tratti quasi comici, e mischiano politica e calcio, addirittura con considerazioni tecnico-tattiche. Peccato.

A quanto sembra, comunque, al PdL c’è qualche preoccupazione per eventuali ripercussioni elettorali. Staremo a vedere.

Intanto ripetiamo le 10 domande a Silvio Berlusconi sulla vendita di Kakà al Real Madrid:

Figli di un Dario minore

giovedì, 28 maggio 2009
Ascolta con webReader

Boomerang. L’uscita di Franceschini, già evidenziata nel precedente post, su Silvio Berlusconi padre è finita come meritava: con un effetto negativo sul leader del Pd. Primo perchè ha finito per compattare ancora di più il centrodestra e, incredibile, in un colpo solo tutti i figli del Cavaliere scendono in campo lanciando comunicati di autentica adorazione nei confronti del padre, ridando un po’ di respiro mediatico, ma non solo, a Berlusconi (“Giù le mani da papà” è capace di far dimenticare tutte le ombre di questo ultimo periodo). Secondo perchè la smentita di Franceschini, cioè questa:

“Ho visto la reazione indignata di Pier Silvio Berlusconi e mi dispiace che abbia male interpretato le mie parole. Se le riascolta vedrà che non ho mai espresso, né lo farò, alcun giudizio su di lui e la sua famiglia. Ho parlato di valori che un uomo pubblico deve trasmettere al paese”

è patetica. Perchè la frase incriminata - Alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest’uomo? – Franceschini l’ha detta esattamente in quel modo (qui il video). E poi suona come una autentica presa per il culo: quella domanda implica chiaramente un giudizio negativo, altrimenti non l’avrebbe mai fatta. Cosa diceva giusto ieri Pannella a Franceschini? Aveva ragione.

La prostata di Berlusconi

martedì, 26 maggio 2009
Ascolta con webReader

Sembra incredibile, ma è realtà. Il dibattito politico, a pochi giorni dalle elezioni, non è per niente politico. Zero discorsi sull’Europa, zero discorsi sui risultati – positivi o negativi - del governo Berlusconi. La politica è sparita. Via. Finita.

Tutto il dibattito ruota intorno al caso di Noemi. La vergognosa campagna mediatica di Repubblica ha distrutto il dibattito nella società italiana (e in questo sono stati bravissimi, va riconosciuto). Se Berlusconi non è attaccabile politicamente, allora si crea e si fomenta un scandalo. L’ideale sarebbe di natura sessuale. Così è stato fatto. Mesi fa con le illazioni su Mara Carfagna, oggi con quelle sulla diciottenne Noemi. Repubblica non lo scrive mai chiaramente ma il messaggio è chiaro: Silvio Berlusconi avrebbe avuto una relazione sessuale con Noemi, che probabilmente era pure minorenne. A parte che la cosa non costituirebbe alcun reato (il rapporto si presume consenziente), ma secondo Repubblica merita un mese di inchiesta. Con interviste ad ogni personaggio di questa vicenda, pure l’ex della ragazza, operaio da-mille-euro-al-mese (così dice, ovvio). A Repubblica si ragiona così: tutto quello che getta fango su Berlusconi è credibile, mentre tutto ciò che potrebbe rendere inefficace la nostra inchiesta non è credibile.

Facciamo un passo indietro
. Tutta la vicenda Noemi, come è noto, nasce dalle dichiarazioni di Veronica Lario. Come genialmente fa notare lui, perchè Repubblica ha posto quelle famose-dieci-domande a Berlusconi e non direttamente alla Lario? Una risposta, magari, l’avrebbero ottenuta ma a Repubblica non interessano le risposte. Interessa un certo disegno politico.

prostata

Il dibattito italiano

Siamo arrivati ad un punto molto triste. Tenetevi pronti, perchè ora si discuterà anche delle capacità sessuali del presidente del Consiglio dei Ministri. Si discuterà se l’organo sessuale di Berlusconi è funzionante o meno. Si ricorderà anche di quel tumore alla prostata di qualche anno fa. Si chiameranno esperti per capire se Berlusconi è in grado di avere rapporti sessuali. Si discuterà della prostata del premier italiano. Chi è senza prostata può avere rapporti sessuali? Ecco il grande risultato di Repubblica, reso possibile dalla collaborazione di una opposizione indegna e incapace di fare politica.

A questo punto, probabilmente, Emma Bonino, la passionaria dei diritti civili, smetterà di chiedere una commissione di inchiesta parlamentare sul caso Noemi. Ora chiederà una commissione medica? E chissà Franceschini, che dopo l’iniziale  “tra moglie e marito non mettere il dito“  è passato in pieno alla linea gossippara di Repubblica. E ora? Speriamo solo non torni al dito.

Dovrei votare Di Pietro

martedì, 19 maggio 2009
Ascolta con webReader

Tra un po’ si vota e spuntano come funghi i siti più o meno attendibili per aiutare il povero elettore nella scelta del partito da votare. Eu Profiler sembra ben fatto, le domande sono accurate, ma a me esce che dovrei votare per l’Italia dei Valori di Antonio di Pietro. Questo il mio posizionamento rispetto ai partiti:

Posizione di Daw

Posizione di Daw

E questa la percentuale di corrispondenza verso tutti i partiti:

Corrispondenza verso tutti i partiti

Corrispondenza verso tutti i partiti

Se avete voglia e tempo (5 minuti), provatelo.

Della stessa sostanza del padre

lunedì, 4 maggio 2009
Ascolta con webReader

In questi campi il riserbo è assoluto, ma - come si dice - due indizi fanno una prova. Dai giornali italiani, infarciti di pagine sulla grave crisi economica notizia del divorzio reale tra Silvio e Veronica, apprendiamo un particolare apparentemente di poco conto riguardante Luigi Berlusconi, il ventenne rampollo del Cavaliere. E cioè: mentre la madre scriveva a Repubblica e il padre guardava la partita del Milan, Luigi si trovava a Lourdes con i mitici Cavalieri dell’Ordine di Malta (lo fa spesso, va ad accompagnare i malati). Tutto qui? No no. Proprio oggi la comunista Repubblica batte questa incredibile agenzia:

Frosinone, 14:08
VA A LOURDES, SI BAGNA LE GAMBE E GETTA LE STAMPELLE
Ha dell’incredibile quanto accaduto ad una 50enne ciociara da anni malata alle gambe ed impossibilitata a camminare che, dopo aver bagnato le gambe con l’acqua della grotta di Lourdes, ha gettato le stampelle.

Che ci sia sotto la mano di Luigino? Mistero della fede.

[nggallery id=4]