nota di dawblog: con questo post fa il suo esordio su Daw il grande Jack di Binario Unico.

Franceschini - Serracchiani, un possibile ticket per il PD?
Era stata dipinta come la nuova icona del PD, il simbolo del rinnovamento della classe dirigente che i quarantenni del partito hanno cercato in tutti i modi di accaparrarsi, la donna che ha battuto Berlusconi, elemento indispensabile nel curriculum del prossimo segretario, ed invece si è trasformata, in sole cinque parole, nella più grande bufala femminile in salsa PD dai tempi di Marianna Madia.
Parliamo naturalmente di Debora Serracchiani, neo eurodeputato del PD, salita alla ribalta delle cronache nazionali per aver criticato, da segretario di Udine e con argomenti per altro utilizzati da mesi da buona parte degli elettori del centrosinistra, l’attuale leadership del partito, con il solo pregio di averlo fatto mentre Franceschini stesso era in prima fila ad ascoltarla. L’intervento sollevò molti gridolini di gioia in stile obamiano da parte dei giovani del partito, dei cosiddetti quarantenni e della gente che a sinistra fa tendenza, e portò la giovane Debora in tv, con tanto di intervistona di Daria Bignardi; l’occasione venne colta al volo da Franceschini e soci, che candidarono la ragazza, e le portarono una buona dote di preferenze, portandola in Europa.
Decine di migliaia di fans su Facebook, gruppi che mirano alla sua elezione da leader e, alla fine, la Serracchiani, che ha appena confessato nel suo libro (già scritto!) che nel passato aveva difficoltà a distinguere Moro da Berlinguer (?), decide di appoggiare Franceschini e di farlo nel modo più ridicolo possibile:
Perché ha scelto di stare dalla parte di Franceschini?
“Perché è il più simpatico“
Tanti bei discorsi sul parlare agli italiani, su laicità dello Stato, sul lavoro, niente, nada, tutto sparito a favore della simpatia per un candidato che tutto si può dire tranne che rappresenti il rinnovamento di un partito.
Si segnalano crisi cardiache dalle parti dei Piombini, gruppo noto per la sua autoreferenzialità (si segnala in particolare la riunione di Torino da loro organizzata e scippata dagli organi di partito, mentre loro erano troppo impegnati ad aggiornare i propri Twitter e a mettere le foto della giornata su Facebook) e per la totale inconsistenza progettuale, di leadership ed elettorale (vedasi le ripetute batoste elettorali di Ivan Scalfarotto) capeggiato da Sofri, Renzi, Civati ecc, gruppo che fin da subito ha cercato di accaparrarsi la scoperta di Debora, eleggendola a candidato ideale, sostenendola in tutti i modi e preparandole la riunione del Lingotto che si è invece tramutata in una sfida precongressuale in cui le truppe dei democrats hanno iniziato a dividersi tra i due fronti.
Nel fare i complimenti ai ventisette mila fans della europarlamentare per l’accurata scelta, ed ai molti di più che hanno fatto questa scelta anche nel segreto dell’urna, e per aver rivolto le loro speranze a delle piattaforme programmatiche così ampie e corpose, ci piace riportare le parole di Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma: “Se questo è il criterio, peccato che siano morti Totò e Tina Pica. Erano molto simpatici e sarebbero stati un ticket straordinario“.
