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Nel PD rinnegherebbero se stessi pur di attaccare il governo

giovedì, 19 novembre 2009
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Tempi duri per gli avversari del Cavaliere!

L’Italia dei Valori è impegnata in discussioni interne che stanno mettendo in luce le ipocrisie di un movimento politico nato perseguendo un moralismo finto quanto le tette della Parietti e finito col rimbalzare contro il muro dell’incoerenza dei suoi componenti; l’UdC di Casini galleggia nel mezzo degli schieramenti col più classico degli atteggiamenti ondivaghi tipici della fu balena bianca (e vi lascio immaginare che bella opinione potranno mai avere gli elettori di una forza politica che oggi sta qua, domani sta là e l’altro ieri stava da un’altra parte ancora…); e infine il PD: il grande partito “arancione” di sinistra che ha da poco votato il nuovo segretario, ma ancora non ha risolto i suoi gravi problemi di collocamento. Di fatto, non si sa se sia riformista o conservatore (nel senso comunista del termine!).

Una cosa però si è capita: trasudano demagogia da tutti i pori!
Perciò, immagino quanto sia difficile per loro sopportare l’idea, comune a gran parte dell’opinione pubblica, secondo cui se Berlusconi regna incontrastato in Italia è molto probabilmente anche (se non soprattutto) colpa di un’opposizione praticamente inesistente e inefficace…
E questo perchè la suddetta opposizione non ci ha ancora fatto sapere cosa intende fare da grande e men che meno ci ha detto cosa intende fare del suo passato.
Le premesse però non sembrano incoraggianti.
Più che a voler rappresentare un’alternativa politica all’attuale maggioranza, il PD sembra volerci convincere a tutti i costi di perseguire solo e soltanto un’opposizione livorosa e mai propositiva.

Non si spiega altrimenti il perchè dei tanti voltafaccia rispetto alle posizioni espresse in passato…

Ultimamente, poi, il fenomeno si sta ripetendo con una frequenza allarmante.
Su questo blog è già stato fatto notare come un primo dietrofront sia arrivato sulla questione del cosiddetto “processo breve”.
Mentre il governo Berlusconi avanzava la sua proposta di (pseudo)riforma della giustizia, dall’opposizione salivano latrati aberranti con cui si voleva stoppare una norma che a detta loro avrebbe ammazzato il Sistema.
Eppure, proprio la Finocchiaro aveva promosso, nella scorsa legislatura, un ddl simile.
E dico simile, perchè in realtà avrebbe sortito effetti ben peggiori di quelli paventati con quello presentato da Ghedini.

Direte voi: è solo un caso…e poi che è sempre “un’altra cosa” quando a fare certe leggi è il centrosinistra, ma non è così!

Oggi, tocca assistere attoniti all’ennesima marcia indietro.
E’ stato infatti appena approvato il decreto Ronchi (salva-infrazioni), in cui è prevista la liberalizzazione di alcuni servizi pubblici, tra cui quelli idrici.
Apriti cielo.
Opposizione sulle barricate: a sentirli gridare parrebbe quasi che il governo abbia svenduto il controllo dell’acqua ai privati.

Ovviamente non è così. Sul mio blog [ilPensatore] provo a liberare il campo dai possibili dubbi in materia.
Quel che qui preme far notare, però è l’atteggiamento di Bersani.
Il neo segretario del PD, infatti, sta assecondando una ridda di voci con cui il suo schieramento sta bollando questo provvedimento come funesto, quando poi, in campagna elettorale per le primarie, ad un’associazione denominata “Movimento per l’Acqua” così scriveva:

Si è riscontrato che, spesso, la gestione pubblica diretta e discrezionale non adeguatamente controllata dei servizi è stata caratterizzata da una presenza dei partiti ben oltre le loro competenze; troppo spesso si sono manifestati pesanti fenomeni clientelari e di lottizzazione che hanno indebolito la professionalità degli operatori con conseguente peggioramento della qualità dei servizi e fatto aumentare i costi dei servizi stessi.

Molte aziende pubbliche si sono aperte a nuove forme societarie e hanno raggiunto risultati di eccellenza nello scenario nazionale ed internazionale.

Anche le imprese private hanno dimostrato di possedere esperienze e capacità gestionali adeguate poter adeguatamente competere.

In questa pluralità di soggetti gestionali credo sia utile consegnare la scelta delle forme di gestione dei servizi pubblici alle Regioni e agli Enti Locali presenti nell’ambito ottimale senza nessuna preclusione ed esclusione.

Ciò che occorre evitare è una scelta basata su pregiudizi; quello che occorre è che il gestore, pubblico, privato o società mista, sia qualificato, competente, onesto, efficace, efficiente ed adeguatamente indirizzato e controllato dai competenti organismi pubblici.

Firmato, Pierluigi Bersani.

Della serie: siamo favorevoli ad una parziale privatizzazione dei servizi idrici purchè vi siano i dovuti controlli pubblici.
Ovvero: esattamente quello che ha provveduto a fare il governo Berlusconi e che il suo PD sta verbosamente e demagogicamente demolendo.

Siamo alle solite?
Sarebbe questa l’opposizione-”alternativa” all’Italia di Berlusconi?