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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; opposizione</title>
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		<title>Doveva cadere il governo, ma è caduto il PD</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 13:41:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Questi vanno cacciati!”, ha tuonato all’ora di cena una furibonda Rosy Bindi tra i divanetti di Montecitorio. “Calma Rosy, calma”, la frena il collega di partito Roberto Giachetti. E’ lo psicodramma del Partito Democratico, che davanti all’ennesima umiliazione subita alla Camera, dove i favorevoli alla sfiducia a Romano sono stati molti di meno rispetto al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img class="aligncenter" title="pd banner" src="http://farm7.static.flickr.com/6154/6194761460_fca999ed80.jpg" alt="" width="480" height="230" />“Questi vanno cacciati!”</em></strong>, ha tuonato all’ora di cena una furibonda <strong>Rosy Bindi</strong> tra i divanetti di Montecitorio. <em>“Calma Rosy, calma”</em>, la frena il collega di partito Roberto Giachetti. E’ lo <strong>psicodramma del Partito Democratico</strong>, che davanti all’ennesima umiliazione subita alla Camera, dove i favorevoli alla sfiducia a Romano sono stati molti di meno rispetto al totale dei voti delle opposizioni, sbrocca e lancia strali contro i Radicali. Sì, perché l’astensione a sorpresa dei sei deputati pannelliani ha rivelato come la mossa tentata per azzoppare ancora di più Berlusconi, si sia rivelata un <strong>boomerang micidiale</strong>.</p>
<p>Dovevano mandare a casa il Ministro indagato per concorso in associazione mafiosa, per <em>“<strong>allontanare l’ombra della mafia dal governo</strong> della Repubblica”</em> e si sono ritrovati a fare i conti con lo sgretolamento del loro gruppo parlamentare. Ecco che allora, i responsabilmente pronti a guidare il Paese, quelli della moralità e della serietà prima di tutto, si lanciano in richieste staliniste di epurazioni: <strong><em>“Espulsione subito!”</em></strong>, urla qualcuno. Altri danno la colpa a Berlusconi che avrebbe comprato i sei radicali, mentre già si programmava un direttivo per processare i dissidenti. Lo sapevano tutti che ieri la maggioranza non sarebbe andata sotto, anche perché un <strong>suicidio di massa</strong> per sfiduciare il leader del “partito” Popolari Italia Domani avrebbe rappresentato un raro esempio di stupidità politica. Eppure, nonostante fosse chiaro che Maroni non avrebbe staccato la spina, e che la compattezza della coalizione che supporta il governo non era in discussione, il Pd ha voluto proseguire sulla propria strada, convinto che prima o poi avrebbe avuto la meglio sugli avversari. E per l’ennesima volta <strong>è andata male.</strong></p>
<p>Hanno fatto male i conti, hanno sbagliato (ancora) strategia. In queste condizioni, con un Paese incavolato per le manovre imbarazzanti partorite ad agosto, con la crescita che non c’è, con la gente alla perenne ricerca di lavoro, un’<strong>opposizione normale e presentabile</strong> avrebbe gioco facile a <strong>cavalcare l’onda popolare</strong> e a rafforzarsi sempre di più. Non dovrebbero fare nulla, basterebbe aspettare il naturale disfacimento della maggioranza. E invece, come <strong>perversi amanti del masochismo</strong> più spinto, continuano imperterriti a darsi la zappa sui piedi. Godono nel vedersi sconfitti, nel prendere schiaffi. Non hanno uno straccio di programma, una linea comune tra le tante e rissose anime che compongono lo schieramento.</p>
<p>Al di là dello sterile slogan <em>“dimissioni subito”</em>, non sanno che fare. <strong>E questi dovrebbero salvare l’Italia?</strong> Ma per favore.</p>
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		<title>ALFANO (PdL): &#8220;Non credo che Bersani e Di Pietro emozionerebbero Wall Street&#8221;</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/09/24/alfano-pdl-non-credo-che-bersani-e-di-pietro-emozionerebbero-wall-street/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 13:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; &#8221;Se Bersani e Di Pietro andassero a Wall Street proponendo la loro ricetta fatta di patrimoniale e aumento della spesa pubblica non credo che i monitor degli operatori si emozionerebbero&#8221;. Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, in riferimento alla credibilita&#8217; internazionale del nostro Paese. &#8221;La sinistra e&#8217; quella che col [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ASCA) &#8211; &#8221;Se Bersani e Di Pietro andassero a Wall Street proponendo la loro ricetta fatta di patrimoniale e aumento della spesa pubblica non credo che i monitor degli operatori si emozionerebbero&#8221;. Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, in riferimento alla credibilita&#8217; internazionale del nostro Paese. &#8221;La sinistra e&#8217; quella che col ministro della giustizia prendeva a carico il terrorista Ocalan oppure la Baraldini. Allora mi domando&#8217;? Era credibile ed e&#8217; credibile questa sinistra&#8217;?&#8221;.</p>
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		<title>Le monetine? Stia attenta la sinistra, domani saranno per loro</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 16:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="monetine" src="http://farm7.static.flickr.com/6151/6171949467_caee5d43f4.jpg" alt="" width="480" height="260" />Monetine come venti e più anni fa. Monetine (da 5 centesimi) scaraventate simbolicamente contro le impenetrabili mura di Montecitorio. Oggi alle 12, appena avuta notizia dell’esito dello scrutinio che ha <strong>salvato Milanese dalla galera</strong>, è stato questo lo spettacolo andato in scena nel cuore di Roma. Il “Popolo viola”, ribelli perennemente incazzati contro tutto e contro tutti, ha espresso così tutta la propria indignazione per il <em>no</em> alle manette nei confronti dell’ex braccio destro di Tremonti. Un coro di rabbia, un lancio di centesimi, urla. Una <strong>scena penosa e pericolosa</strong>. Una manifestazione cavalcata ad tutta l’opposizione, da Bersani a Di Pietro, da Vendola alla sinistra extraparlamentare. In pratica, tutto il carrozzone che giorno e notte <strong>chiede e pretende le dimissioni di Berlusconi</strong> per ridare serietà all’Italia, appoggia e gode nel lancio di monete contro la Camera dei deputati.</p>
<p>Ecco la <strong>serietà</strong>, il rigore e il contegno da mostrare all’Estero. Ecco il <strong>biglietto da visita</strong> che la minoranza manda alle cancellerie straniere in vista di un futuribile cambio alla guida del Paese: <strong>monete tirate in piazza contro il Parlamento</strong> e forche invocate a furor di popolo. E tutto questo senza dimenticare la minaccia dipietresca di <a href="http://www.daw-blog.com/2011/09/21/di-pietro-e-impazzito-via-berlusconi-o-ci-scappa-il-morto/">guerra civile con tanto di morto ammazzato</a> se Berlusconi non se ne andasse da Palazzo Chigi. Il senso di democrazia, evidentemente, manca anche a chi oggi denuncia come <strong>peccati inverecondi</strong> i comportamenti del Presidente del Consiglio.</p>
<p>In pratica, secondo lo schema dell’opposizione credibile, seria e responsabile, <strong>Di Pietro che minaccia morti in strada</strong> se non cambierà il Governo allarma meno il Mondo di un Berlusconi che confessa di <strong>voler andare a letto con la Arcuri</strong>.</p>
<p>In quel lancio di monete, in quel torbido ed allucinante condividere questi revival dei tempi andati c’è tutto il dramma di una <strong>minoranza incapace di comprendere la piazza</strong>. Non hanno capito che la rabbia non è diretta solo ed esclusivamente contro Berlusconi e il governo, contro gli Scilipoti e i Bossi, ma è una rabbia che ha come <strong>obiettivo tutta la casta</strong>. Non fa differenza chi sia il frequentatore della buvette, di che colore sia il deputato che va allo stadio gratis perché membro del Parlamento. L’importante, la colpa, è che appartiene a quel mondo, a quell’<strong>ammasso di privilegiati</strong> sempre più chiuso dentro il suo fortino.</p>
<p>Tutto questo, Bersani e la Bindi, Vendola e Di Pietro, non l’hanno capito. Pensano di essere <strong>visti come i salvatori</strong>, come l’ancora di salvezza per la Patria distrutta da Berlusconi. La realtà è ben diversa, e appena saranno al governo se ne renderanno conto. E allora sarà peggio per loro. Quelle monetine potrebbero assumere le <strong>sembianze di tanti frisbee</strong>.</p>
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		<title>Di Pietro prende a sberle Bersani</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/06/23/di-pietro-prende-a-sberle-bersani/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 12:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Rosy Bindi lo urlava: &#8220;l&#8217;alternativa c&#8217;è, l&#8217;alternativa siamo noi&#8221;. Di Pietro intanto tirava due sberle a Bersani: datti una mossa, dov&#8217;è il programma, dov&#8217;è il leader? Il segretario del Pd rispondeva dicendo che il buio non potrà essere acceso da nessuna luce. Boh. E Casini? Beh, lui chiedeva il solito governo di responsabilità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2772/5862668133_1d8d3a1818_z.jpg"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3223/5862668249_af1e610a69.jpg" alt="bersani" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Rosy Bindi lo urlava: &#8220;l&#8217;alternativa c&#8217;è, l&#8217;alternativa siamo noi&#8221;. Di Pietro intanto tirava due sberle a Bersani: datti una mossa, dov&#8217;è il programma, dov&#8217;è il leader? Il segretario del Pd rispondeva dicendo che il buio non potrà essere acceso da nessuna luce. Boh. E Casini? Beh, lui chiedeva il solito governo di responsabilità. Tre teste, tre idee. Tre opposizioni. E Di Pietro l’ha capito. Prima di tutti, più di tutti.</p>
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<p><span id="more-14218"></span></p>
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<p><em>“Mi chiedono qual è l’alternativa, e io dico che <strong>non lo so</strong>”</em>. Una frase, poche parole, un dramma. Ieri il discorso di <strong>Antonio Di Pietro</strong> alla Camera rappresenta la svolta del demagogo per eccellenza che diventa pseudo-statista. Quella frase rappresenta il <strong>dramma di un’opposizione</strong> (una delle tante) che non sa che fare. Per carità, hanno vinto le Amministrative (grazie a candidati vendoliani o populisti), hanno raggiunto il quorum ai Referendum. Eppure, nonostante il Governo e la maggioranza navighino in acque tormentate e sempre più paludose, la sinistra non ha la <strong>minima idea</strong> su cosa proporre agli italiani per il dopo-Berlusconi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un film già visto, una storia che abbiamo imparato a conoscere bene. Lo spettacolo andato in scena ieri a Montecitorio è stato surreale: da un lato <strong>Rosy Bindi</strong> urlava con stile da concerto rap che <em>“l’alternativa c’è, l’alternativa siamo noi”</em>, dall’altro Di Pietro invitava (eufemismo) Bersani a <strong>darsi una mossa</strong>, a proporre al più presto un’alternativa al Cavaliere stanco. Un Tonino incontenibile, che ha chiaramente detto che l’opposizione sta perdendo tempo, che <strong>non ha un programma</strong>, che <strong>non ha un leader</strong>, che non ha un obiettivo di lungo termine. Di Pietro (che alle Amministrative non ha fatto di certo l’exploit) ha compreso che, così come le promesse berlusconiane tendono a convincere sempre meno un elettorato disilluso, anche il <strong>perenne cavalcare l’antiberlusconismo</strong> è destinato a non rendere più di tanto. Insomma, non si può più lavorare solo alla cacciata del terribile dittatore di Arcore, ma sarebbe anche l’ora di chiarirsi le idee su cosa fare di questo Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il bello è che è stato Di Pietro a <strong>tirare due sberle a Bersani</strong>, che tra un’ospitata da Crozza e l’altra, evidentemente si sente già bello sicuro sulla poltrona di Palazzo Chigi. Un Pd che, per l’ennesima volta, è all’angolo. Un Pd che non riesce mai ad emergere, che è sempre la <strong>ruota di scorta</strong> di qualcun altro.  Bastava accendere comodamente la tv ieri ed ascoltare i leader dell’opposizione parlare in Parlamento: Bersani si dilungava in <em>“buio che nessuna luce potrà accendere”</em>, chiedendo il <strong>voto  anticipato</strong>; Casini parlava di necessità di un <strong><em>“Governo di responsabilità”</em></strong>; Di Pietro si incavolava con entrambi. <strong>Tre teste, tre linee, tre idee</strong>. E anche l’unico che insieme a Bersani chiede le elezioni (<strong>Vendola</strong>), litiga con il Segretario del Pd su chi dev’essere il condottiero della coalizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un <strong>trionfo per Berlusconi</strong>, che poche ore prima aveva detto (tra le ironie dei banchi sinistri) che semplicemente <strong>non c’è alcuna alternativa</strong> a questo Esecutivo. Né in Parlamento (e lo si è visto) né nelle urne. Già, perché anche se l’armata bersanian-vendolian-dipietresca (con magari l’aggiunta casinian-finian-rutelliana) dovesse vincere le ipotetiche elezioni, due giorni dopo si scioglierebbe nelle Camere come neve al Sole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se non vanno d’accordo prima che inizi la campagna elettorale, figuriamoci nel momento di spartirsi le poltrone… E <strong>Di Pietro l’ha capito</strong>. Prima di tutti, più di tutti.</p>
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<p>(C) DAW-BLOG RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3551/5824485684_663327f071_m.jpg" alt="rottamazione 1" width="201" height="200" /><img src="http://farm4.static.flickr.com/3477/5823965137_3b638ca3de_m.jpg" alt="rottamazione 2" width="201" height="200" /></p>
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<p><em>Vi ricordiamo che siamo costantemente in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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		<title>Il futuro dei nostri figli</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 16:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caravaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Siamo il Paese delle occasioni perse, del tanto peggio tanto meglio, del tutto va male e del tutto è da rifare. Siamo quelli del &#8220;chiagne e fotte&#8221;, siamo l&#8217;Italia. Il governo è debole ed è attaccato al defibrillatore. Ma l&#8217;opposizione riesce addirittura a fare peggio. Bersani e soci sono animati soltanto dallo spirito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3064/5848988560_f5c255795d_z.jpg"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2663/5848430855_6e0a0d7884.jpg" alt="futuro figli" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Siamo il Paese delle occasioni perse, del tanto peggio tanto meglio, del tutto va male e del tutto è da rifare. Siamo quelli del &#8220;chiagne e fotte&#8221;, siamo l&#8217;Italia. Il governo è debole ed è attaccato al defibrillatore. Ma l&#8217;opposizione riesce addirittura a fare peggio. Bersani e soci sono animati soltanto dallo spirito antiberlusconiano, e basta. E’ in ballo il nostro futuro e quello dei nostri figli. Ed il futuro questi signori ce lo negheranno sempre.</p>
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<p>Per questioni di lavoro viaggio spesso in <strong>Francia</strong>, è quasi una seconda casa per me e più passa il tempo più invidio i francesi. Hanno un sistema politico che funziona mentre il nostro è degno di una repubblica delle banane. Le città non sono sommerse da immondizia ma tirate a lucido, finanza ed industria sono al top, aggressive e competitive (pensiamo ad Air France, Lactalis, Paribas o EDF giusto per identificare aziende forti e globalizzate che spadroneggiano in Italia), hanno una politica energetica efficiente ed indipendente soprattutto grazie a copiosi investimenti nel nucleare che ne hanno fatto il primo produttore ed esportatore mondiale, hanno una serie di aziende, colossi anch’essi come Suez, Veolia, Gaz de France, che gestiscono tutta una serie di servizi come ad esempio l’acqua. Godono anche di un sistema giudiziario più efficiente che non si permette, tra le altre cose, di mandare a processo il presidente del consiglio durante il proprio mandato. E tutto più o meno funziona, non sarà il paradiso, i francesi non saranno i tipi più simpatici del mondo, ma il loro paese è una corrazzata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al di la delle Alpi esiste poi un altro paese. Vi abitano i cosiddetti <strong>cugini</strong>, gente abituata da sempre a lamentarsi che tutto va male, che tutto è da rifare, che nulla funziona ed è il paese delle occasioni perse, del tanto peggio tanto meglio, del “chiagne e fotte”. Benvenuti in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni anni orsono, presidente del consiglio era Silvio <strong>Berlusconi</strong>, venne indetto un referendum che mirava tra le altre cose a ridurre il numero dei parlamentari, a dare più poteri al presidente, ad eliminare il bicameralismo perfetto. In un paese bizantino, in mano a clientele, segreterie di partito, paraculi e cialtroni, un toccasana, una rivoluzione copernicana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A quel tempo, quella disgrazia nazionale che prende il nome di <strong>Partito Democratico</strong> occupata a tempo pieno a costruire un’Italia peggiore, convinse (complice il solito vacuo ed etereo PdL) quel popolo di santi, poeti e navigatori, che il referendum avrebbe resuscitato Benito Mussolini, Pinochet, Somoza e Videla contemporaneamente e reso l’Italia una dittatura nazifascista 2.0.<br />
Chiaramente, quei personaggi bizzarri e fantasiosi che abitano il paese a forma di stivale, lo boicottarono, il quorum non venne raggiunto e quella classe politica mediocre ed inefficiente che venne assolta continuò indisturbata a fare quello che aveva sempre fatto: un cazzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E poiché repetita iuvant gli italiani hanno giustamente pensato di comportarsi nuovamente da immaturi perché in fondo lamentarsi è un godimento nazionale, ed imbeccati da cialtroni ignoranti ed ipocriti come <strong>Santoro, Travaglio, Adriano Celentano e Beppe Grillo</strong>, scienziati cioè di fama mondiale, hanno deciso che era giusto continuare a tirare gasdotti ed oledotti per il mediterraneo, a dipendere energicamente dalle bizze dell’OPEC e di personaggi sui generis come dittatori arabi e satrapi russi  e a credere alle favole sulle rinnovabili. Ed in fondo chi se ne frega se la bolletta energetica quest’anno ci massacrerà, se le aziende saranno costrette ad investire gli utili per pagare la luce e non per assumere lavoratori, se gli acquedotti continueranno ad essere colabrodi gestiti da incompetenti ed arraffoni, avremo un motivo in più per scendere in piazza e dire che nulla funziona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo messi male, va sempre peggio ed il problema è che non vedo soluzioni. Viviamo in un paese dove il governo è attaccato al defibrillatore ed è talmente debole da non avere nemmeno le palle per difendere le proprie scelte. Aver abbandonato la lotta referendaria ed aver vigliaccamente alzato le mani di fronte alla demagogia spiccia di certa feccia prezzolata è vergognoso, intollerabile, imperdonabile. Se non si crede in quel che si fa, se gli attributi per lottare per cause sacrosante non ci sono, se gli ideali ed il futuro dell&#8217;Italia sono sacrificabili per qualche poltrona, meglio andare a casa e dedicarsi ad altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non c&#8217;è vergogna nella sconfitta se una battaglia giusta viene combattuta coerentemente sino in fondo. Ma lavarsene le mani scegliendo di non scegliere di fatto bloccando lo sviluppo del nostro paese, grida vendetta al cospetto di Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’opposizione riesce addirittura nell&#8217;improbo compito di superare la sciatteria del circo Barnum governativo. In preda al proprio delirium antiberlusconiano Bersani and co. sono ormai partiti per la tangente e se per curare Berlusconi, bisogna curare tutti gli italiani allora è persino accettabile affossare le proprie leggi, la propria dignità e l&#8217;avvenire dell&#8217;Italia. Caro Bersani, quando hai un po di tempo, nell&#8217;intimità, vergognati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rottamiamoli, tutti, senza pietà. E’ in ballo il nostro futuro e quello dei nostri figli. Ed il futuro questi signori ce lo negheranno sempre.</p>
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<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3551/5824485684_663327f071_m.jpg" alt="rottamazione 1" width="201" height="200" /><img src="http://farm4.static.flickr.com/3477/5823965137_3b638ca3de_m.jpg" alt="rottamazione 2" width="201" height="200" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alla faccia degli anti-italiani</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/04/27/alla-faccia-degli-anti-italiani/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 11:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Berlusconi non conta nulla. L&#8217;Italia non viene nemmeno considerata. La nostra politica estera è un fallimento. Quante volte si è espressa in questi termini l&#8217;opposizione ossessionata anti-italiana? Tante. E infatti, solo negli ultimi giorni, i massimi esponenti istituzionali di America, Gran Bretagna e Francia hanno pregato l&#8217;Italia di Silvio Berlusconi di intervenire in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5062/5658379940_0d72460ba7_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5062/5657807717_1892527991.jpg" alt="italia berlusconi" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Berlusconi non conta nulla. L&#8217;Italia non viene nemmeno considerata. La nostra politica estera è un fallimento. Quante volte si è espressa in questi termini l&#8217;opposizione ossessionata anti-italiana? Tante. E infatti, solo negli ultimi giorni, i massimi esponenti istituzionali di America, Gran Bretagna e Francia hanno pregato l&#8217;Italia di Silvio Berlusconi di intervenire in Libia. Alla faccia.</p>
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<p>Silvio Berlusconi <strong>non conta nulla</strong>. Il Governo italiano è stato <strong>umiliato</strong>. Il Premier non è stato neppure convocato per una conference call cui hanno partecipato Obama, Sarkozy, Cameron e la Merkel. L’Italia è abbandonata, <strong>lasciata perdere</strong>, da parte. Il suo apporto in Libia non serve: i giganti, i <em>Grandi</em> possono farcela benissimo da soli.</p>
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<p>Ecco, in estrema sintesi, quanto i tromboni squillanti dell’opposizione nostrana tutta riunita (dal neo esperto di politica estera Italo Bocchino alle pernacchie in salsa brizzolata di Rosy Bindi, fino all’acume strategico di Di Pietro e Belisario) ci hanno raccontato per settimane, per mesi. Oggi, però, scopriamo una verità diversa. Una <strong>verità molto diversa</strong>. L’Italia, in realtà, è stata <strong>corteggiata da tutti,</strong> senza eccezioni. La coalizione dei volonterosi, quella che ha pensato sciaguratamente di andare ad impantanarsi in Libia, ha fatto di tutto e di più per <strong>coinvolgerci</strong>, per renderci parte dell’attacco finale e (si spera) risolutivo alle milizie del Colonnello, sempre più solo “Sindaco di Tripoli”.</p>
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<p>Ma come, <strong>Berlusconi non era un buffone?</strong> Non era un barzellettiere che nessuno si filava? Non era un giullare che di politica non capiva niente? Balle, <strong>sempre e solo balle</strong>. La realtà è che <strong>Cameron</strong> ha chiamato più volte Palazzo Chigi nelle scorse settimane per tentare di convincere il Cavaliere a fare di più. La realtà è che <strong>Bob Gates</strong>, Segretario alla Difesa americana, ha prima invitato La Russa al Pentagono, e poi lo ha chiamato e richiamato al telefono, tentando di rendere l’Italia un <strong>pilastro</strong> della missione che punta a spodestare Gheddafi.</p>
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<p>La realtà è che <strong>Obama</strong> ha inviato a Roma qualche giorno fa il Presidente della Commissione Esteri del Senato, <strong>John Kerry</strong>, per convincere Berlusconi a contribuire alle azioni militari Nato. Lo stesso Obama che ieri sera, con un comunicato ufficiale rilasciato dalla Casa Bianca, ringraziava e mostrava (in modo abbastanza insolito) <strong><em>“grande apprezzamento per la leadership”</em></strong> del Presidente del Consiglio.</p>
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<p>Insomma, baci e carezze; pacche sulle spalle ed abbracci. D’altronde, se non contavamo niente, se fossimo stati considerati lo zimbello dell’Occidente, <strong>perché spendersi così tanto per tirarci dentro il pantano libico?</strong> Domanda retorica, ovviamente. Domanda per tutti gli strateghi e le cassandre dell’opposizione, per tutti coloro che fanno un tifo sconsiderato e scalmanato perché il Governo di Berlusconi faccia brutte figure e venga oscurato sul piano internazionale. <strong>Anche se a rimetterci è l’Italia</strong>. Ma tanto, a loro che importa? <strong>Nulla</strong>. L’ossessione travalica ogni umana e razionale considerazione, ormai l&#8217;abbiamo capito fin troppo bene.</p>
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		<title>Missione compiuta</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/04/06/missione-compiuta/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 15:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Mentre Bersani fa polemica sui pochi bagni chimici di Lampedusa (&#8220;ora ve ne mandiamo 100 dalle nostre feste&#8221;), Berlusconi  e Maroni siglano l&#8217;accordo con la Tunisia per fermare le partenze dei clandestini. L&#8217;opposizione sperava in un fallimento del governo, ma Berlusconi ha portato a casa quello che voleva. &#160; &#160; &#160; &#160; No, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5181/5595486628_5e68e6ce2c_b.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5108/5594901739_f49031cae9.jpg" alt="maroni b" width="280" height="211" /></a></p>
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<p>Mentre Bersani fa polemica sui pochi bagni chimici di Lampedusa (&#8220;ora ve ne mandiamo 100 dalle nostre feste&#8221;), Berlusconi  e Maroni siglano l&#8217;accordo con la Tunisia per fermare le partenze dei clandestini. L&#8217;opposizione sperava in un fallimento del governo, ma Berlusconi ha portato a casa quello che voleva.</p>
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<p>No, non è stato un <strong><em>“tié nel deserto”</em></strong>, come ieri titolava sarcastico Il Riformista. E neppure un fallimento, come scriveva Repubblica. Tutt’altro. <strong>E’ stato un successo del Governo italiano</strong>, che riguardo l’emergenza-clandestini è riuscito a prendere ben due piccioni con una fava, contrariamente a quanto ardentemente sperato dagli strilloni più o meno chic dell’opposizione.</p>
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<p>Sì, perché oltre ad aver firmato un accordo che <strong>di fatto blocca le partenze</strong> dalle spiagge tunisine, la Lega ha dato l’ok affinché alle migliaia di immigrati già presenti sul nostro territorio sia concesso (per 6 mesi) un <strong>permesso di soggiorno</strong>. Uno stratagemma che consentirà di <strong>aggirare il bilaterale</strong> <a href="http://www.daw-blog.com/2011/03/29/grazie-prodi/">siglato da Prodi e Napolitano</a> nel ’97 con la Francia, permettendo ai tunisini sbarcati a Lampedusa di attraversare il confine transalpino senza alcuna difficoltà. Tutto lecito, tutto consentito, come ha già fatto sapere l’Unione Europea.</p>
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<p>Berlusconi, quindi, dopo aver <strong>promesso e mantenuto</strong> di sgombrare Lampedusa in pochi giorni (i ritardi sono stati dovuti al mare grosso), ha portato a casa un altro risultato positivo, testimoniando che non erano solo i rapporti con i dittatori veri o presunti a tenere in piedi la sua politica estera. Sappiamo già, però, che <strong>nessuno lo ammetterà</strong>, nessuno avrà il coraggio di dire che la soluzione trovata è la migliore possibile, visto che non dovremo neppure organizzare il rimpatrio delle migliaia e migliaia di clandestini che già sono presenti sul territorio nazionale.</p>
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<p>No, già avevano l’acquolina in bocca dopo lo stop tecnico di due giorni fa, quando Berlusconi era tornato in Italia <strong>apparentemente </strong>a mani vuote; già erano pronti ad infilzare il Governo ed il Premier nei titoloni urlati dei loro giornali di riferimento.</p>
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<p>E’ l’ennesima dimostrazione che neppure davanti ai grandi problemi nazionali si riesce a trovare un <strong>minimo di coesione</strong>, un minimo di condivisione delle responsabilità. In Italia, si preferisce <strong>buttarla in polemica</strong>, incolpando Berlusconi perfino di non aver installato <em>“tre o quattro <strong>bagni chimici</strong> a Lampedusa”</em> come si fa nelle (ex)feste dell’Unità. Oppure, parlando di Libia, si spera che la Francia si prenda tutte le commissioni in materia energetica, così da <strong>sputtanare il Presidente del Consiglio</strong> per i suoi insuccessi in campo internazionale.</p>
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<p>Cose, insomma, che accadono <strong>solo da noi</strong>, dove l’interesse del Paese diventa oggetto di contesa tra opposte fazioni. Dove anche una guerra a due passi da casa nostra è un’occasione per fare <strong>casino</strong>, per tentare di buttar giù governi o di raccattare qualche punto percentuale nei sondaggi. <strong>Beghe da condominio</strong>, invidie e trabocchetti. Altro che grande Paese…</p>
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<p><em>Vi ricordiamo che sulla <strong>guerra in Libia</strong> (ma non solo) siamo in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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		<title>Nel PD rinnegherebbero se stessi pur di attaccare il governo</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/11/19/nel-pd-rinnegherebbero-se-stessi-pur-di-attaccare-il-governo/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2009/11/19/nel-pd-rinnegherebbero-se-stessi-pur-di-attaccare-il-governo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpensatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempi duri per gli avversari del Cavaliere! L&#8217;Italia dei Valori è impegnata in discussioni interne che stanno mettendo in luce le ipocrisie di un movimento politico nato perseguendo un moralismo finto quanto le tette della Parietti e finito col rimbalzare contro il muro dell&#8217;incoerenza dei suoi componenti; l&#8217;UdC di Casini galleggia nel mezzo degli schieramenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempi duri per gli avversari del Cavaliere!</p>
<p>L&#8217;Italia dei Valori è impegnata in discussioni interne che stanno mettendo in luce le ipocrisie di un movimento politico nato perseguendo un moralismo finto quanto le tette della Parietti e finito col rimbalzare contro il muro dell&#8217;incoerenza dei suoi componenti; l&#8217;UdC di Casini galleggia nel mezzo degli schieramenti col più classico degli atteggiamenti ondivaghi tipici della fu balena bianca (e vi lascio immaginare che bella opinione potranno mai avere gli elettori di una forza politica che oggi sta qua, domani sta là e l&#8217;altro ieri stava da un&#8217;altra parte ancora&#8230;); e <strong>infine il PD</strong>: il grande partito &#8220;arancione&#8221; di sinistra che ha da poco votato il nuovo segretario, ma <strong>ancora non ha risolto i suoi gravi problemi di collocamento</strong>. Di fatto, <strong>non si sa se sia riformista o conservatore (nel senso comunista del termine!)</strong>.</p>
<p><strong>Una cosa però si è capita: trasudano demagogia da tutti i pori!</strong><br />
Perciò, immagino quanto sia difficile per loro sopportare l&#8217;idea, comune a gran parte dell&#8217;opinione pubblica, secondo cui se Berlusconi regna incontrastato in Italia è molto probabilmente anche (se non soprattutto) colpa di un&#8217;opposizione praticamente inesistente e inefficace&#8230;<br />
E questo perchè la suddetta opposizione non ci ha ancora fatto sapere cosa intende fare da grande e men che meno ci ha detto cosa intende fare del suo passato.<br />
Le premesse però non sembrano incoraggianti.<br />
<strong>Più che a voler rappresentare un&#8217;alternativa politica all&#8217;attuale maggioranza, il PD sembra volerci convincere a tutti i costi di perseguire solo e soltanto un&#8217;opposizione livorosa e mai propositiva</strong>.</p>
<p>Non si spiega altrimenti il perchè dei <strong>tanti voltafaccia rispetto alle posizioni espresse in passato&#8230;</strong></p>
<p>Ultimamente, poi, il fenomeno si sta ripetendo con una frequenza allarmante.<br />
Su questo blog è già stato fatto notare come <strong>un primo dietrofront sia arrivato sulla questione del cosiddetto &#8220;processo breve&#8221;</strong>.<br />
Mentre il governo Berlusconi avanzava la sua proposta di (pseudo)riforma della giustizia, dall&#8217;opposizione salivano latrati aberranti con cui si voleva stoppare una norma che a detta loro avrebbe ammazzato il Sistema.<br />
Eppure, <strong>proprio la Finocchiaro aveva promosso, nella scorsa legislatura, un<span style="color: #0000ff"> <a href="http://www.daw-blog.com/2009/11/13/incredibile-sui-processi-brevi-ce-un-ddl-identico-della-sinistra-anzi-e-pure-peggio/" target="_blank">ddl simile</a></span></strong>.<br />
E dico simile, perchè in realtà <strong>avrebbe sortito <span style="color: #0000ff"><a href="http://www.daw-blog.com/2009/11/16/report-la-litizzetto-e-rai3-quante-balle-senza-pudore-sul-ddl-accorcia-processi/" target="_blank">effetti ben peggiori</a></span></strong> di quelli paventati con quello presentato da Ghedini.</p>
<p>Direte voi: è solo un caso&#8230;e poi che è sempre &#8220;un&#8217;altra cosa&#8221; quando a fare certe leggi è il centrosinistra, ma non è così!</p>
<p><strong>Oggi, tocca assistere attoniti all&#8217;ennesima marcia indietro</strong>.<br />
E&#8217; stato infatti appena approvato il <span style="color: #0000ff"><strong><a href="http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=88969&amp;idCat=81" target="_blank">decreto Ronchi</a></strong></span> (salva-infrazioni), in cui è prevista la <strong>liberalizzazione di alcuni servizi pubblici, <span style="color: #0000ff">tra cui quelli idrici</span></strong>.<br />
Apriti cielo.<br />
<strong>Opposizione sulle barricate: a sentirli gridare parrebbe quasi che il governo abbia svenduto il controllo dell&#8217;acqua ai privati</strong>.</p>
<p><strong>Ovviamente non è così</strong>. Sul mio blog [<a href="http://ilpensatore.wordpress.com/2009/11/19/privatizzazione-dellacqua-macche/" target="_blank">ilPensatore</a>] provo a liberare il campo dai possibili dubbi in materia.<br />
Quel che qui preme far notare, però è l&#8217;atteggiamento di Bersani.<br />
<strong>Il neo segretario del PD</strong>, infatti, sta assecondando una ridda di voci con cui il suo schieramento sta bollando questo provvedimento come funesto, quando poi, in campagna elettorale per le primarie, <strong>ad un&#8217;associazione denominata &#8220;<span style="color: #0000ff">Movimento per l&#8217;Acqua</span>&#8221; così scriveva</strong>:</p>
<blockquote><p><em>Si è riscontrato che, spesso, <strong>la gestione pubblica diretta e discrezionale non adeguatamente controllata dei servizi è stata caratterizzata da una presenza dei partiti ben oltre le loro competenze; troppo spesso si sono manifestati pesanti fenomeni clientelari e di lottizzazione</strong> che hanno indebolito la professionalità degli operatori con conseguente peggioramento della qualità dei servizi e fatto aumentare i costi dei servizi stessi.</em></p>
<p><em> <strong>Molte aziende pubbliche si sono aperte a nuove forme societarie e hanno raggiunto risultati di eccellenza nello scenario nazionale ed internazionale</strong>.</em></p>
<p><em>Anche le imprese private hanno dimostrato di possedere esperienze e capacità gestionali adeguate poter adeguatamente competere.</em></p>
<p><em><strong>In questa pluralità di soggetti gestionali credo sia utile consegnare la scelta delle forme di gestione dei servizi pubblici alle Regioni e agli Enti Locali presenti nell’ambito ottimale senza nessuna preclusione ed esclusione</strong>.</em></p>
<p><em>Ciò che <strong>occorre evitare è una scelta basata su pregiudizi</strong>; quello che occorre è che <strong>il gestore, pubblico, privato o società mista, sia qualificato, competente, onesto, efficace, efficiente</strong> ed adeguatamente indirizzato e controllato dai competenti organismi pubblici.</em></p></blockquote>
<p><a href="http://www.comunedipignataro.it/modules.php?name=News&amp;file=print&amp;sid=12146" target="_blank">Firmato</a>,<span style="color: #0000ff"><strong> Pierluigi Bersani</strong></span>.</p>
<p>Della serie: siamo favorevoli ad una parziale privatizzazione dei servizi idrici purchè vi siano i dovuti controlli pubblici.<br />
<strong>Ovvero: esattamente quello che ha provveduto a fare il governo Berlusconi e che il suo PD sta verbosamente e demagogicamente demolendo</strong>.</p>
<p>Siamo alle solite?<br />
Sarebbe questa l&#8217;opposizione-&#8221;alternativa&#8221; all&#8217;Italia di Berlusconi?</p>
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