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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; Minzolini</title>
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		<title>DG Rai, Lorenza Lei, propone Alberto Maccari nuovo direttore Tg1 ad interim</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/12/10/dg-rai-lorenza-lei-propone-alberto-maccari-nuovo-direttore-tg1-ad-interim/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 11:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 10 dic &#8211; Il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, ha formalizzato ai consiglieri, in vista del Cda straordinario di martedi&#8217; prossimo, la nomina di Alberto Maccari a direttore del Tg1 ad interim, fino al 31 gennaio 2012 &#8211; giorno in cui l&#8217;attuale direttore della Tgr andra&#8217; in pensione &#8211; al posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ASCA) &#8211; Roma, 10 dic &#8211; Il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, ha formalizzato ai consiglieri, in vista del Cda straordinario di martedi&#8217; prossimo, la nomina di Alberto Maccari a direttore del Tg1 ad interim, fino al 31 gennaio 2012 &#8211; giorno in cui l&#8217;attuale direttore della Tgr andra&#8217; in pensione &#8211; al posto di Augusto Minzolini.</p>
<p>Il direttore generale dell&#8217;azienda di viale Mazzini &#8211; secondo quanto si apprende &#8211; entro i prossimi 40 giorni proporra&#8217; il trasferimento di Minzolini ad altro incarico.</p>
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		<title>E poi dicono di Minzolini</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/05/10/e-poi-dicono-di-minzolini/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 13:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P. Mancini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Perché se qualcuno, con accuse documentate, osa criticare la faziosissima direttrice del tg3, Bianca Berlinguer, si parla di &#8220;fango&#8221;, di &#8220;veleni&#8221;, e perché il segretario della Fnsi parla di &#8220;attacchi vergognosi e  maleodoranti&#8221;, mentre su Minzolini, il direttore del tg1, è possibile dire ogni porcheria e nessuno osa parlare di &#8220;fango&#8221;? Perché? &#160; &#160; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3351/5706200865_22f7498084_z.jpg"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3167/5706765596_ab5e99eae6.jpg" alt="bianca berlinguer" width="280" height="391" /><br />
</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché se qualcuno, con accuse documentate, osa criticare la faziosissima direttrice del tg3, Bianca Berlinguer, si parla di &#8220;fango&#8221;, di &#8220;veleni&#8221;, e perché il segretario della Fnsi parla di &#8220;attacchi vergognosi e  maleodoranti&#8221;, mentre su Minzolini, il direttore del tg1, è possibile dire ogni porcheria e nessuno osa parlare di &#8220;fango&#8221;? Perché?</p>
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<p>Veleni diffusi a Saxa Rubra per screditare la &#8220;zarina rossa&#8221; del tg3 Bianca Berlinguer? L&#8217;autore del presunto <a href="http://www.notapolitica.it/2011/5/10/stagno_politica_10-05.aspx">dossier</a> anti-direttrice progressista è un redattore del tg1, Stefano Campagna, che ha spiegato: &#8220;Da tempo, ricevo segnalazione dai colleghi del tg3 che, terrorizzati, denunciano fatti gravissimi, chiedendo l&#8217;anonimato. Cosa deve fare chi, come me, è un sindacalista? Tacere, assecondare i silenzi della FNSI, il sindacato dei giornalisti, e dell&#8217;USIGRAI, il sindacato dei redattori del servizio pubblico radiotelevisivo?&#8221;.</p>
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<p>Fin qui il &#8220;caso Berlinguer&#8221;. Alcuni mesi fa, i giornali vicini alla sinistra amplificarono la vicenda delle ingenti spese del direttore del tg1, Augusto Minzolini, con la carta di credito aziendale. In nessun pezzo anti-Minzo,si scriveva di &#8220;dossier&#8221;, di &#8220;veleni maleodoranti&#8221;. L&#8217;ex informato cronista politico e brillante retroscenista della &#8220;Stampa&#8221; è stato nominato numero uno del tg1, su indicazione di Paolino Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi. Bianca è una delle icone mediatiche della &#8220;sinistra dura, pura e senza paura&#8221;, oggi più vicina a Nichi Vendola che a Pigi Bersani, che si è molto irritato per una recente intervista, tutt&#8217;altro che in ginocchio, della figlia di don Enrico, che fu &#8220;nominata&#8221; da Veltroni, dopo un pezzo del Corriere pieno di elogi, forse un tantino eccessivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma, &#8220;disco verde&#8221; ai comportamenti, discutibili, delle ben pagate &#8220;star&#8221; del giornalismo televisivo, in primis la severa &#8211; soprattutto con il &#8220;Tiranno di Arcore&#8221;, of course -  signora sarda, che ha licenziato un editorialista progressista, ma &#8220;scomodo&#8221;, come Oliviero Beha. E, a &#8220;Linea Notte&#8221;, condotto personalmente dalla &#8220;zarina&#8221; rossa, spazio, quasi esclusivamente, a quei politici che mitragliano il premier e i dirigenti del PdL, spesso bruscamente zittiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E, quando qualcuno si permette di raccogliere e di informarsi sulla fondatezza, o meno, delle proteste dei redattori del tg3, trattati duramente dalla Berlinguer, con urla nei corridoi e porte sbattute con violenza, apriti cielo! Si tratta di &#8220;attacchi vergognosi e maleodoranti&#8221;, come li ha definiti Franco Siddi, il segretario della FNSI, che dovrebbe tutelare tutti i giornalisti e non solo i mega-direttori, imposti dalla sinistra sulle poltronissime di viale Mazzini e di Saxa Rubra.</p>
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<p>Nei media, del resto, si segue lo stesso copione del teatrino della politica. Franceschini, la Finocchiaro &#8211; che ha taciuto sull&#8217;appaltone della Regione Sicilia, poi revocato, al marito &#8211; e Max D&#8217;Alema &#8211; in imbarazzo, dopo che la Guardia di Finanza ha trovato 275 mila euro sui conti della società dei suoi amici &#8211; si attribuiscono i requisiti, politici e morali, per condannare le condotte, pubbliche e private, del premier e degli esponenti della maggioranza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma, rispunta la &#8220;doppia morale&#8221;, che dall&#8217;epoca del PCI di Berlinguer, Enrico, si vorrebbe trasferire alle contestazioni a Berlinguer, Bianca. Sono, pertanto, &#8220;infami veleni&#8221;, da respingere, con fermezza, le critiche ai dirigenti della sinistra e alla &#8220;zarina rossa&#8221;, l&#8217;allieva prediletta del compagno Sandrone Curzi e di Michele Sant&#8217;oro. Mentre diventano legittime battaglie politiche e benemerite campagne di stampa quelle basate sulle intercettazioni telefoniche e sulle accuse, lanciate dalle varie Patrizia D&#8217;Addario e Nadia Macrì, per infangare, nei programmi della Rai gli avversari, in primis, ovviamente, l&#8217;odiato Cavaliere e i suoi &#8220;servi&#8221; della Tv pubblica e della carta stampata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; il doppiopesismo politico-giudiziario-mediatico, amici lettori e telespettatori, a cui i primi a ribellarvi dovreste essere voi, che versate alla Rai un canone tutt&#8217;altro che irrisorio.</p>
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<p>(C) RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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<p><em>Vi ricordiamo che siamo costantemente in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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		<title>Chi conduce il Tg? Lo decide il giudice</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 16:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Cose che succedono solo in Italia. Il Tribunale di Roma ha deciso: il tg1 lo deve condurre Tiziana Ferrario. Da più di vent&#8217;anni in video, era stata destinata ad altro dal direttore del telegiornale. Ma non si può. Soltanto Bianca Berlinguer può andare al tg3 affermando che &#8220;cambierò anche i conduttori&#8221;. Nel suo caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5300/5509652290_71e2036fe2.jpg" alt="ferrario tg1" width="280" height="241" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cose che succedono solo in Italia. Il Tribunale di Roma ha deciso: il tg1 lo deve condurre Tiziana Ferrario. Da più di vent&#8217;anni in video, era stata destinata ad altro dal direttore del telegiornale. Ma non si può. Soltanto Bianca Berlinguer può andare al tg3 affermando che &#8220;cambierò anche i conduttori&#8221;. Nel suo caso i giudici non si muovono. Anzi, approvano.</p>
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<p><strong>Tiziana Ferrario</strong>, per oltre vent’anni costantemente in video, non può essere destinata ad altre mansioni. No, neppure se anziché la conduzione del Tg1 le venisse offerto di fare l’<strong>inviato di punta</strong> in giro per il Mondo. Quella sedia davanti alla telecamera è sua, <strong>deve essere sua</strong>, e nessuno, neppure il suo direttore, può pensare di spodestarla.</p>
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<p>Sembra incredibile, e in un Paese normale lo sarebbe davvero. <strong>Ma in Italia no</strong>. In Italia può accadere che un giudice decida che un giornalista che per due decenni ha goduto di una posizione privilegiata per scelte dei propri superiori non possa cambiare incarichi. <strong>Sempre in onda, fino alla pensione.</strong> E se qualcuno si azzardasse a spegnere quella telecamera <strong>passerebbe seri guai</strong>.</p>
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<p>E’ la storia della sentenza assurda con cui il Tribunale di Roma ha <strong>respinto il reclamo della Rai</strong> contro l’ordinanza che aveva disposto il reintegro della giornalista del Tg1 che Minzolini, <strong>legittimamente</strong>, aveva tolto del video. Secondo i giudici, infatti, l’allontanamento dell’attempata conduttrice (praticamente in video da quando era adolescente) è da addebitare ad una <em>“<strong>volontà ritorsiva per il dissenso manifestato</strong> dalla conduttrice nei confronti della linea del direttore”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E quindi, pare di capire, un direttore non potrebbe più, <strong>mai più</strong>, ruotare un mezzobusto con un altro, perché la motivazione sarebbe da cercare in una fantomatica ritorsione politica. Bene. <strong>Ditelo a Bianca Berlinguer</strong>, allora, che qualche mese fa, appena insediatasi alla direzione del Tg3, annunciava gioiosa che <em>“cambierò studio e conduttori, e forse rimango pure davanti al video per l’edizione serale”</em>. E ditelo a <strong>Giulio Borrelli</strong>, che più o meno dieci anni fa ruotò (giustamente) i volti del Tg1 senza che nessuno aprisse bocca. E ditelo anche a <strong>Mario Orfeo</strong>, a <strong>Clemente Mimun</strong> (che rimosse Giorgino dall’edizione delle 20 del primo tg italiano <strong>a causa di un’intervista a Libero</strong>). Qualche giudice protestò? <strong>No, ovviamente</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ il solito doppiopesismo, la solita <strong>entrata a gamba tesa </strong>di una Magistratura che ormai infila i propri tentacoli ovunque, arrivando perfino a scegliere i conduttori dei telegiornali. Che non sia un Paese normale ormai l’abbiamo capito. Ma il fatto che venga insultato chi si permette di dire che <strong>forse c’è qualcosa che non va</strong> è preoccupante, davvero preoccupante.</p>
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		<title>E Mauro Mazza?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 14:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P. Mancini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bocchino]]></category>
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		<description><![CDATA[I finiani continuano a reclamare a gran voce la cacciata del direttore del TG-1, Minzolini, per il gravissimo, infame reato di &#8220;concorso esterno in berlusconismo&#8220;. Bene, o male, a seconda dei punti di vista. Ma, allora, lo statista di Casal di Principe, Bocchino, e camerati, anzi compagni, ci spieghino perchè dovrebbe restare sulla poltronissima di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I finiani continuano a reclamare a gran voce la cacciata del direttore del TG-1, Minzolini, per il gravissimo, infame reato di &#8220;<em>concorso esterno in berlusconismo</em>&#8220;.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Bene, o male, a seconda dei punti di vista. Ma, allora, lo statista di Casal di Principe, Bocchino, e camerati, anzi compagni, ci spieghino perchè dovrebbe restare sulla poltronissima di direttore della prima rete della TV pubblica<strong> il finiano Mauro Mazza</strong>, che approvò la mega-liquidazione di un milione e mezzo di euro alla signora Frau, consuocera acquisita di Gianfranco. Aveva titoli, e quali, o &#8220;<em>zero tituli&#8221;</em>, come direbbe Mourinho, la madre dell&#8217;ex compagna di Lucianone Gaucci per strappare, ai munifici dirigenti di viale Mazzini, un simile contrattone e quella montagna di soldi &#8211; <em>in parte ricavati dal versamento del canone dei contribuenti</em> &#8211; lei che ai tempi della relazione della figlia con Lucianone Gaucci era solo una modesta casalinga?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nemesi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 08:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nick</dc:creator>
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		<category><![CDATA[inchiesta Rai-Agcom]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Ruggiero]]></category>
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		<description><![CDATA[Il pm di Trani, Michele Ruggiero, ha posto sotto indagine per rivelazione del segreto istruttorio il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, il cui telefono era sotto intercettazione, per aver rivelato a Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del consiglio, i contenuti dell&#8217;interrogatorio cui era stato sottoposto come testimone per l&#8217;inchiesta Rai-Agcom. Il pm di Trani, Michele [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4008/4702912316_49e466fd1f.jpg"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4008/4702912316_49e466fd1f.jpg" alt="" width="490" height="315" /></a><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Il pm di Trani, <strong>Michele Ruggiero</strong>, ha posto sotto indagine per rivelazione del segreto istruttorio il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, il cui telefono era sotto intercettazione, per aver rivelato a Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del consiglio, i contenuti dell&#8217;interrogatorio cui era stato sottoposto come testimone per l&#8217;<a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201003articoli/53075girata.asp" target="_blank">inchiesta Rai-Agcom</a>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Il pm di Trani, Michele Ruggiero, <strong>potrebbe essere posto sotto indagine per rivelazione di segreto istruttorio</strong> per aver comunicato gli stessi contenuti dell&#8217;interrogatorio di Augusto Minzolini ad una giornalista del Corriere del Mezzogiorno. Sfortunatamente <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=342227&amp;IDCategoria=1" target="_blank">avendo utilizzando il telefono</a> del tenente colonnello della GdF Salvatore  Paglino, tenuto a sua volta sotto intercettazione per un’indagine  relativa a fughe di notizie relative alle inchieste su Giampaolo  Tarantini.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Poi dicono che non c&#8217;è giustizia divina.</strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>ps: il colmo è che Michele Ruggiero si era dimostrato &#8220;<a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDCategoria=273&amp;IDNotizia=319388" target="_blank">molto fermo</a>&#8221; nel mantenere il suo segreto istruttorio su quella inchiesta persino nei confronti degli ispettori del Ministero di Giustizia:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<blockquote><p>Tutto quello che non e&#8217; stato reso noto agli  indagati non sarà reso noto agli ispettori</p>
</blockquote>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;intoccabile Maria Luisa Busi</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/04/02/lintoccabile-maria-luisa-busi/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 19:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[busi]]></category>
		<category><![CDATA[Minzolini]]></category>
		<category><![CDATA[TG1]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è il giorno della Passione, del travaglio, della sofferenza per eccellenza. E anche lo sciagurato Augusto Minzolini vive la sua personalissima passione, portando una croce che ha un nome e cognome: Maria Luisa Busi, la fashion conduttrice del Tg1 delle 20 alla quale oggi è finalmente giunta una letterina di richiamo. Una che appena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px"><img title="Maria Luisa e Gruber" src="http://farm3.static.flickr.com/2728/4484395637_4c4bc402a5_o.jpg" alt="" width="520" height="348" /><p class="wp-caption-text">La Busi abbraccia la Gruber</p></div>
<p>Oggi è il giorno della Passione, del travaglio, della sofferenza per eccellenza. E anche lo sciagurato <strong>Augusto Minzolini</strong> vive la sua personalissima passione, portando una croce che ha un nome e cognome: <strong>Maria Luisa Busi</strong>, la fashion conduttrice del Tg1 delle 20 alla quale oggi è finalmente giunta una letterina di richiamo. Una che appena ha tempo <strong>va a parlar male</strong> del proprio superiore e dell’azienda in cui lavora in giro per l’Italia, robe per cui da altre parti (giustamente) si verrebbe <strong>licenziati in tronco</strong>. Stavolta, la biondissima anchorwoman  ce l’ha con la <strong><em>“rappresaglia”</em></strong> (sì, usa questo termine) messa in atto dal suo direttore nei confronti di quei <em>“colleghi, volti storici e professionisti liberi del Tg1 che tempo fa non hanno firmato la lettera in favore di Minzolini”</em>. Il fatto è questo: il direttore ha deciso, come accade spesso in tutte le redazioni del Mondo, di dare una <strong>svecchiata ai conduttori del tg</strong>. Lo ha fatto Mimun a più riprese al Tg5 in due anni, lo fanno a Studio Aperto, lo ha appena fatto Bianca Berlinguer al Tg3. <strong>Ma evidentemente non si può fare al Tg1</strong>.</p>
<p>O forse sì? Sì, <strong>si può anche lì</strong>, ma solo se a disporre rimozioni e promozioni è un <strong>direttore di sinistra</strong>. Gianni Riotta, infatti, decise di rinfrescare il parco-conduttori, mandando in soffitta Leonardo Sgura, speaker delle edizioni del mattino, il quale ricorda: <em>“Andai dal cdr, ma Alessandra Mancuso mi rispose che <strong>non si poteva mica fare il conduttore a vita</strong>”</em>. La stessa Alessandra Mancuso, oggi, di fronte alla sostituzione di Tiziana Ferrario (che si rifiutò di firmare anche il documento steso in favore delle due giornaliste precarie non assunte da Riotta), Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso (talmente inviso a Minzolini che proprio da quest’ultimo è stato <strong>promosso caporedattore</strong>), parla di<em> “precedente molto grave”</em>, di <em>“rimozione”</em>, ecc ecc. Ma quel che più fa ridere sono le accuse della Busi, che regolarmente sputa nel piatto in cui mangia ogni giorno e continua regolarmente ad andare in video (<strong>anche ieri sera</strong>), presentando quel <strong><em>“tg clamorosamente schierato”</em></strong>, lavorando in una <em><strong>“situazione insostenibile”</strong></em>. La prima donna delle news italiche addirittura contesta gli editoriali del suo principale… per carità <em>“ha diritto a farli, ma dovrebbe pensare che è il telegiornale più seguito”</em> e ha da ridire sui servizi leggeri che vengono trasmessi (come in ogni altro tg) negli ultimi dieci minuti di ogni edizione.</p>
<p>In qualsiasi azienda normale, questa signora verrebbe licenziata su due piedi, con giusto il tempo di tirar fuori la propria roba dall’armadietto. Tuttavia ci auguriamo che Minzolini soprassieda, scegliendo di continuare a portarsi questa croce. Viceversa, <strong>ne farebbe una martire</strong>, della categoria santoriana. Quella categoria che poi ritroviamo al Parlamento Europeo ad occupare dorate poltrone lautamente ricompensate.  <strong>E forse non è il caso</strong>…</p>
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		<title>Napolitano in difesa di Minzolini</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 19:41:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«&#8230;non dimentico quel che Bettino Craxi, giunto alla guida del Partito Socialista Italiano, rappresentò come protagonista del confronto nella sinistra italiana ed europea. Ma non è su ciò che oggi posso e intendo tornare.» «L&#8217;onorevole Craxi, dimessosi da segretario del PSI, fu investito da molteplici contestazioni di reato. Senza mettere in questione l&#8217;esito dei procedimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/S1S4Bq_2bxI/AAAAAAAAAho/IqfxPIdUKEo/s1600-h/craxi--180x140.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt;float: left;cursor: pointer;width: 180px;height: 140px" src="http://3.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/S1S4Bq_2bxI/AAAAAAAAAho/IqfxPIdUKEo/s320/craxi--180x140.jpg" alt="" border="0" /></a><br />
<span style="font-size:130%"><span style="font-weight: bold">«&#8230;non dimentico</span></span> quel che Bettino Craxi, giunto alla guida del Partito Socialista Italiano, rappresentò come protagonista del confronto nella sinistra italiana ed europea. Ma non è su ciò che oggi posso e intendo tornare.»<br />
<span style="font-size:130%"><span style="font-weight: bold">«L&#8217;onorevole Craxi,</span></span> dimessosi da segretario del PSI, fu investito da molteplici contestazioni di reato. Senza mettere in questione l&#8217;esito dei procedimenti che lo riguardarono, <span style="font-weight: bold">è un fatto che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era </span><span style="font-weight: bold">caduto con durezza senza eguali sulla sua persona</span>».<br />
«È stato parte di quel cammino l&#8217;esplodere della <span style="font-weight: bold">crisi del sistema dei partiti</span> che aveva retto fino ai primi anni &#8217;90 lo svolgimento della dialettica politica e di governo nel quadro della Costituzione. E ne è stato parte il susseguirsi, in un drammatico biennio, di indagini giudiziarie e di processi, che condussero, tra l&#8217;altro, all&#8217;incriminazione e ad una duplice condanna definitiva in sede penale dell&#8217;onorevole Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dal 1983 al 1987. Fino all&#8217;epilogo, il cui ricordo è ancora motivo di turbamento, della malattia e della morte in solitudine, lontano dall&#8217;Italia, dell&#8217;ex Presidente del Consiglio, dopo che egli decise di lasciare il paese mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. <span style="font-weight: bold">Si è trattato, credo di dover dire, di aspetti tragici della storia politica e istituzionale della nostra Repubblica, che </span><span style="font-weight: bold">impongono ricostruzioni non sommarie e unilaterali di almeno un quindicennio di vita pubblica italiana.</span> Non può dunque venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell&#8217;onorevole Craxi sanzionate per via giudiziaria la considerazione complessiva della sua figura di leader politico, e di uomo di governo impegnato nella guida dell&#8217;Esecutivo e nella rappresentanza dell&#8217;Italia sul terreno delle relazioni internazionali. <span style="font-weight: bold">Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere</span>».<br />
<span style="font-style: italic"><a href="http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_18/craxi_napolitano_rimozione_distorsioni_b553db00-0454-11df-9eeb-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Giorgio Napolitano</a></span></p>
<p>PS: Chissà cosa diranno ora quelli che avevano criticato l&#8217;editoriale di Minzolini sul TG1.</p>
<p><strong>Update:</strong><br />
“al centro sta la crisi dei partiti (di tutti i partiti) che devono modificare sostanza e natura del loro ruolo. Eppure non è giusto che ciò avvenga attraverso un processo sommario e violento, per cui la ruota della fortuna assegna a singoli il compito delle ‘decimazioni’”.“Un grande velo di ipocrisia (condivisa da tutti) ha coperto per lunghi anni i modi di vita dei partiti e i loro sistemi di finanziamento. C’è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, muovendo dalla tacita intesa che insieme si definiranno solidarietà nel costruire le procedure e i comportamenti che violano queste regole”.“Mi rendo conto che spesso non è facile la distinzione tra quanti hanno accettato di adeguarsi a procedure legalmente scorrette in una logica di partito e quanti invece ne hanno fatto strumento di interessi personali. Rimane comunque la necessità di distinguere, ancora prima sul piano morale che su quello legale”.“Ma quando la parola è flebile, non resta che il gesto”.“Mi auguro solo che questo possa contribuire a una riflessione più seria e giusta, a scelte e decisioni di una democrazia matura che deve tutelarsi. Mi auguro soprattutto che possa servire a evitare che altri nelle mie stesse condizioni abbiano a patire le sofferenze morali che ho vissuto in queste settimane, a evitare processi sommari (in piazza o in televisione) che trasformano un’informazione di garanzia in una preventiva sentenza di condanna”. Dalla lettera inviata da <strong>Sergio Moroni</strong> al presidente della Camera il 2 settembre 1992 prima di suicidarsi. Chi era il presidente della camera? Un certo <strong>Giorgio Napolitano</strong>.</p>
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		<title>La censura dei contrari alla censura</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 07:39:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Denunciare che in Italia la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo». L’informazione «è diventata il teatro di uno scontro di potere» e la manifestazione di Roma «fotografa una disparità: è stata convocata contro la decisione del premier di querelare Repubblica e l&#8217;Unità. Si contestano due sole querele e non quelle che colpiscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Rs7xoKhRexk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/Rs7xoKhRexk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<blockquote><p><span style="font-style: italic">«Denunciare che in Italia la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo»</span>.</p>
<p>L’informazione <span style="font-style: italic">«è diventata il teatro di uno scontro di potere»</span> e la manifestazione di Roma <em>«fotografa una disparità: è stata convocata contro la decisione del premier di querelare Repubblica</em><span style="font-style: italic"> e </span><em>l&#8217;Unità</em><span style="font-style: italic">. Si contestano due sole querele e non quelle che colpiscono altri giornali, magari di diverso orientamento»</span>. <span style="font-style: italic"></p>
<p>«Mi chiedo: è possibile che la libertà di stampa sia stata messa in pericolo solo dalle querele di Berlusconi?»</span>.</p>
<p>In Italia <span style="font-style: italic">«si ha una strana concezione del pluralismo dell’informazione: ci sono giornali che si considerano depositari della verità, che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi. Chi ha questa concezione</span><span style="font-style: italic"> manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico».</span></p></blockquote>
<p>Questi i concetti più significativi espressi da <span style="font-weight: bold">Augusto Minzolini</span>, direttore del TG1, nel corso del suo editoriale nel telegiornale di ieri alle 20. Questo editoriale, oltre a rinfocolare una polemica già in atto nei confronti di Minzolini da parte di tutta l&#8217;opposizione che lo accusa di essere schierato su posizioni filo-governative, ha scatenato le furibonde proteste degli organizzatori alla manifestazione<span style="font-style: italic"> &#8216;contro il bavaglio all&#8217;informazione&#8217;</span>. Aldilà del fatto che i concetti espressi da Minzolini nell&#8217;occasione sono assolutamente razionali, fondati e legittimi &#8211; per il sottoscritto sacrosanti &#8211; tanto da essere stati condivisi, almeno nella sostanza, da numerosi altri giornalisti, anche tra i non sospettabili di <span style="font-style: italic">servilismo</span> nei confronti di Silvio Berlusconi come <span style="font-style: italic"><a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/99642/" target="_blank">Antonio Polito</a></span> e <span><span style="font-style: italic"><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;id=3753" target="_blank"></a></span><span><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;id=3753" target="_blank">Antonello Piroso</a></span><span> </span></span>,  che hanno dichiarato la loro consapevole non-partecipazione a quella manifestazione, ma non è un paradosso che quelli che sono scesi in piazza a manifestare <span style="font-style: italic">&#8216;contro la censura e l&#8217;intimidazione alla stampa e ai liberi giornalisti&#8217;</span> condannino una libera opinione di un altro giornalista che non condivide la loro? Sostanzialmente, non si è liberi di ritenere &#8211; e sostenere &#8211; che la libertà di stampa in Italia ci sia, i problemi dell&#8217;informazione, che ci sono, essendo dipendenti da altri fattori? Uno dei fattori principali dei quali è l&#8217;uso del giornalismo per una finalità diversa dall&#8217;informazione e dalla libera espressione?</p>
<p><span style="font-style: italic">“Coloro si sono scagliati contro il direttore del Tg1</span> &#8211; sottolinea Mario Ferrara, senatore del Pdl e vice presidente della Commissione Finanze e Tesoro di palazzo Madama &#8211; <span style="font-style: italic">dimostrano con i fatti di essere tutt’altro che difensori del diritto costituzionale garantito dall’art. 21, ma perfetti sostenitori del pensiero unico di parte, la loro”.</span></p>
<p>Dunque forse hanno avuto ragione coloro che hanno manifestato ieri denunciando il tentativo di censura alla libera espressione: <span style="font-weight: bold">proprio come quella che loro vorrebbero si applicasse a Minzolini.</span></p>
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		<title>L&#039;informazione &quot;corretta e completa&quot; secondo il PD</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/06/23/linformazione-corretta-e-completa-secondo-il-pd/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 07:46:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[informazione pubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha voluto incontrare il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per ricordare di persona al neodirettore del Tg1 la necessità di «completezza e trasparenza» dell’informazione sulle inchieste di Bari e le vicende legate alle serate nelle residenze del premier Berlusconi. Forti erano state le accuse da parte di numerosi esponenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1157" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1157" title="4a142b4e66926_zoom" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/06/4a142b4e66926_zoom1.jpg" alt="Minzolini, direttore Tg1" width="500" height="413" /><p class="wp-caption-text">Minzolini, direttore Tg1</p></div>
<p>Il Presidente della Rai, <span style="font-weight: bold;">Paolo Garimberti</span>, ha voluto incontrare il direttore del Tg1, <span style="font-weight: bold;">Augusto Minzolini,</span> per ricordare di persona al neodirettore del Tg1 la necessità di «<span style="font-style: italic;">completezza e trasparenza»</span> dell’informazione sulle inchieste di Bari e le vicende legate alle serate nelle residenze del premier Berlusconi. Forti erano state le accuse da parte di numerosi esponenti dell&#8217;opposizione al neodirettore Minzolini, considerato responsabile di oscurare l’informazione sulle inchieste di Bari e le vicende legate alle serate nelle residenze del Premier Silvio Berlusconi. «<span style="font-style: italic;">La Commissione di Vigilanza</span> &#8211; ha chiesto il commissario Pd Riccardo Milana &#8211; <span style="font-style: italic;">convochi con urgenza il direttore del TG1 Minzolini per chiedergli conto della totale sparizione dal telegiornale di <span style="font-weight: bold;">notizie</span> <span style="font-weight: bold;">rilevantissime</span> <span style="font-weight: bold;">inerenti il Presidente del Consiglio</span> come quelle emerse dall’inchiesta di Bari. Nessuno si sogna di dettare la scaletta dei tg, ma c’è un limite che non può essere valicato: quello della correttezza e completezza di una informazione che sul servizio pubblico deve essere equilibrata</span>».</p>
<p>Casualmente nello stesso giorno, sul <span style="font-style: italic;">Riformista</span>, è stata pubblicata questa lettera aperta di <span style="font-size:85%;"><a href="http://www.ilriformista.it/stories/Italia/69970/" target="_blank">Ubaldo Casotto</a></span>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Gentili colleghi scandalistici e gentili lettori scandalizzati della sinistra progressista &#8211; Faccio questo mestiere da vent&#8217;anni e capisco quanto possano prudere le mani sulla tastiera, prurito che segue quello che ha tormentato le orecchie e il gonfiore che affligge gli occhi dopo il lungo stropiccio per tenerli ben desti e incollati al buco della serratura&#8230; Capisco. Però allora non capisco più che mondo volete. (&#8230;) <strong>Leggo da anni interviste a sindacaliste delle prostitute che spiegano l&#8217;assoluta liceità della professione</strong> (e quindi della dazione di denaro) e la necessità della sua legalizzazione. Non c&#8217;è rivista che con l&#8217;approssimarsi dell&#8217;estate non spieghi che «l&#8217;avventura extraconiugale fa bene alla coppia». Preti, suore e monaci dovrebberro, sempre secondo voi, smetterla con questa anticaglia della castità, sposarsi, liberarsi, emanciparsi&#8230; insomma scopare.<strong> Finalmente trovate uno che (pare) attua tutto quello che ci avete predicato e che a me non piace; lo fa ostentando gioia, allegria, sfrontatezza e senza limiti&#8230; E voi che fate? </strong>Citate con faccia triste le preoccupazioni di qualche tonaca vescovile (le stesse che irridete negli altri 364 giorni dell&#8217;anno) e lo impiccate alla corda del vostro moralismo.<br />
Ma andate a farvi fottere!&#8221;</p></blockquote>
<p>Casualmente opportuno e tempestivo. Lo stesso Minzolini è intervenuto in video nel corso dell&#8217;edizione principale del Tg1, quella delle 20.00, dove ha voluto spiegare la sua scelta editoriale:</p>
<blockquote><p>&#8220;Voglio spiegarvi perchè il Tg1 ha assunto una posizione prudente sull&#8217;ultimo gossip, l&#8217;ultimo pettegolezzo del momento, le famose cene o feste nelle residenze private del premier Berlusconi, Palazzo Grazioli e Villa Certosa. <strong>Dentro questa storia piena di allusioni, rancori personali, non c&#8217;è ancora una notizia certa nè un&#8217;ipotesi di reato che riguardi il premier e i suoi collaboratori. </strong>Di fronte a quanto sta accadendo nel mondo, dal piano economico di Obama alle vicende dell&#8217;Iran sarebbe stata una scelta incomprensibile privilegiare polemiche basate sul gossip. Queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici, <strong>non hanno nulla a che vedere con l&#8217;informazione del servizio pubblico.</strong> Questa è la linea che vi ho promesso fin dal primo giorno e che continuerò a garantirvi&#8221;.</p></blockquote>
<p>E se Minzolini fosse semplicemente un apprezzabile direttore del Tg1?</p>
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