Articoli marcati con tag ‘Minzolini’

Napolitano in difesa di Minzolini

lunedì, 18 gennaio 2010
Ascolta con webReader


«…non dimentico quel che Bettino Craxi, giunto alla guida del Partito Socialista Italiano, rappresentò come protagonista del confronto nella sinistra italiana ed europea. Ma non è su ciò che oggi posso e intendo tornare.»
«L’onorevole Craxi, dimessosi da segretario del PSI, fu investito da molteplici contestazioni di reato. Senza mettere in questione l’esito dei procedimenti che lo riguardarono, è un fatto che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era caduto con durezza senza eguali sulla sua persona».
«È stato parte di quel cammino l’esplodere della crisi del sistema dei partiti che aveva retto fino ai primi anni ‘90 lo svolgimento della dialettica politica e di governo nel quadro della Costituzione. E ne è stato parte il susseguirsi, in un drammatico biennio, di indagini giudiziarie e di processi, che condussero, tra l’altro, all’incriminazione e ad una duplice condanna definitiva in sede penale dell’onorevole Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dal 1983 al 1987. Fino all’epilogo, il cui ricordo è ancora motivo di turbamento, della malattia e della morte in solitudine, lontano dall’Italia, dell’ex Presidente del Consiglio, dopo che egli decise di lasciare il paese mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. Si è trattato, credo di dover dire, di aspetti tragici della storia politica e istituzionale della nostra Repubblica, che impongono ricostruzioni non sommarie e unilaterali di almeno un quindicennio di vita pubblica italiana. Non può dunque venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell’onorevole Craxi sanzionate per via giudiziaria la considerazione complessiva della sua figura di leader politico, e di uomo di governo impegnato nella guida dell’Esecutivo e nella rappresentanza dell’Italia sul terreno delle relazioni internazionali. Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere».
Giorgio Napolitano

PS: Chissà cosa diranno ora quelli che avevano criticato l’editoriale di Minzolini sul TG1.

Update:
“al centro sta la crisi dei partiti (di tutti i partiti) che devono modificare sostanza e natura del loro ruolo. Eppure non è giusto che ciò avvenga attraverso un processo sommario e violento, per cui la ruota della fortuna assegna a singoli il compito delle ‘decimazioni’”.“Un grande velo di ipocrisia (condivisa da tutti) ha coperto per lunghi anni i modi di vita dei partiti e i loro sistemi di finanziamento. C’è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, muovendo dalla tacita intesa che insieme si definiranno solidarietà nel costruire le procedure e i comportamenti che violano queste regole”.“Mi rendo conto che spesso non è facile la distinzione tra quanti hanno accettato di adeguarsi a procedure legalmente scorrette in una logica di partito e quanti invece ne hanno fatto strumento di interessi personali. Rimane comunque la necessità di distinguere, ancora prima sul piano morale che su quello legale”.“Ma quando la parola è flebile, non resta che il gesto”.“Mi auguro solo che questo possa contribuire a una riflessione più seria e giusta, a scelte e decisioni di una democrazia matura che deve tutelarsi. Mi auguro soprattutto che possa servire a evitare che altri nelle mie stesse condizioni abbiano a patire le sofferenze morali che ho vissuto in queste settimane, a evitare processi sommari (in piazza o in televisione) che trasformano un’informazione di garanzia in una preventiva sentenza di condanna”. Dalla lettera inviata da Sergio Moroni al presidente della Camera il 2 settembre 1992 prima di suicidarsi. Chi era il presidente della camera? Un certo Giorgio Napolitano.

La censura dei contrari alla censura

domenica, 4 ottobre 2009
Ascolta con webReader

«Denunciare che in Italia la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo».

L’informazione «è diventata il teatro di uno scontro di potere» e la manifestazione di Roma «fotografa una disparità: è stata convocata contro la decisione del premier di querelare Repubblica e l’Unità. Si contestano due sole querele e non quelle che colpiscono altri giornali, magari di diverso orientamento».

«Mi chiedo: è possibile che la libertà di stampa sia stata messa in pericolo solo dalle querele di Berlusconi?».

In Italia «si ha una strana concezione del pluralismo dell’informazione: ci sono giornali che si considerano depositari della verità, che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi. Chi ha questa concezione manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico».

Questi i concetti più significativi espressi da Augusto Minzolini, direttore del TG1, nel corso del suo editoriale nel telegiornale di ieri alle 20. Questo editoriale, oltre a rinfocolare una polemica già in atto nei confronti di Minzolini da parte di tutta l’opposizione che lo accusa di essere schierato su posizioni filo-governative, ha scatenato le furibonde proteste degli organizzatori alla manifestazione ‘contro il bavaglio all’informazione’. Aldilà del fatto che i concetti espressi da Minzolini nell’occasione sono assolutamente razionali, fondati e legittimi – per il sottoscritto sacrosanti – tanto da essere stati condivisi, almeno nella sostanza, da numerosi altri giornalisti, anche tra i non sospettabili di servilismo nei confronti di Silvio Berlusconi come Antonio Polito e Antonello Piroso , che hanno dichiarato la loro consapevole non-partecipazione a quella manifestazione, ma non è un paradosso che quelli che sono scesi in piazza a manifestare ‘contro la censura e l’intimidazione alla stampa e ai liberi giornalisti’ condannino una libera opinione di un altro giornalista che non condivide la loro? Sostanzialmente, non si è liberi di ritenere – e sostenere – che la libertà di stampa in Italia ci sia, i problemi dell’informazione, che ci sono, essendo dipendenti da altri fattori? Uno dei fattori principali dei quali è l’uso del giornalismo per una finalità diversa dall’informazione e dalla libera espressione?

“Coloro si sono scagliati contro il direttore del Tg1 – sottolinea Mario Ferrara, senatore del Pdl e vice presidente della Commissione Finanze e Tesoro di palazzo Madama – dimostrano con i fatti di essere tutt’altro che difensori del diritto costituzionale garantito dall’art. 21, ma perfetti sostenitori del pensiero unico di parte, la loro”.

Dunque forse hanno avuto ragione coloro che hanno manifestato ieri denunciando il tentativo di censura alla libera espressione: proprio come quella che loro vorrebbero si applicasse a Minzolini.

L'informazione "corretta e completa" secondo il PD

martedì, 23 giugno 2009
Ascolta con webReader
Minzolini, direttore Tg1

Minzolini, direttore Tg1

Il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha voluto incontrare il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per ricordare di persona al neodirettore del Tg1 la necessità di «completezza e trasparenza» dell’informazione sulle inchieste di Bari e le vicende legate alle serate nelle residenze del premier Berlusconi. Forti erano state le accuse da parte di numerosi esponenti dell’opposizione al neodirettore Minzolini, considerato responsabile di oscurare l’informazione sulle inchieste di Bari e le vicende legate alle serate nelle residenze del Premier Silvio Berlusconi. «La Commissione di Vigilanza – ha chiesto il commissario Pd Riccardo Milana – convochi con urgenza il direttore del TG1 Minzolini per chiedergli conto della totale sparizione dal telegiornale di notizie rilevantissime inerenti il Presidente del Consiglio come quelle emerse dall’inchiesta di Bari. Nessuno si sogna di dettare la scaletta dei tg, ma c’è un limite che non può essere valicato: quello della correttezza e completezza di una informazione che sul servizio pubblico deve essere equilibrata».

Casualmente nello stesso giorno, sul Riformista, è stata pubblicata questa lettera aperta di Ubaldo Casotto:

“Gentili colleghi scandalistici e gentili lettori scandalizzati della sinistra progressista – Faccio questo mestiere da vent’anni e capisco quanto possano prudere le mani sulla tastiera, prurito che segue quello che ha tormentato le orecchie e il gonfiore che affligge gli occhi dopo il lungo stropiccio per tenerli ben desti e incollati al buco della serratura… Capisco. Però allora non capisco più che mondo volete. (…) Leggo da anni interviste a sindacaliste delle prostitute che spiegano l’assoluta liceità della professione (e quindi della dazione di denaro) e la necessità della sua legalizzazione. Non c’è rivista che con l’approssimarsi dell’estate non spieghi che «l’avventura extraconiugale fa bene alla coppia». Preti, suore e monaci dovrebberro, sempre secondo voi, smetterla con questa anticaglia della castità, sposarsi, liberarsi, emanciparsi… insomma scopare. Finalmente trovate uno che (pare) attua tutto quello che ci avete predicato e che a me non piace; lo fa ostentando gioia, allegria, sfrontatezza e senza limiti… E voi che fate? Citate con faccia triste le preoccupazioni di qualche tonaca vescovile (le stesse che irridete negli altri 364 giorni dell’anno) e lo impiccate alla corda del vostro moralismo.
Ma andate a farvi fottere!”

Casualmente opportuno e tempestivo. Lo stesso Minzolini è intervenuto in video nel corso dell’edizione principale del Tg1, quella delle 20.00, dove ha voluto spiegare la sua scelta editoriale:

“Voglio spiegarvi perchè il Tg1 ha assunto una posizione prudente sull’ultimo gossip, l’ultimo pettegolezzo del momento, le famose cene o feste nelle residenze private del premier Berlusconi, Palazzo Grazioli e Villa Certosa. Dentro questa storia piena di allusioni, rancori personali, non c’è ancora una notizia certa nè un’ipotesi di reato che riguardi il premier e i suoi collaboratori. Di fronte a quanto sta accadendo nel mondo, dal piano economico di Obama alle vicende dell’Iran sarebbe stata una scelta incomprensibile privilegiare polemiche basate sul gossip. Queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici, non hanno nulla a che vedere con l’informazione del servizio pubblico. Questa è la linea che vi ho promesso fin dal primo giorno e che continuerò a garantirvi”.

E se Minzolini fosse semplicemente un apprezzabile direttore del Tg1?