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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; militari</title>
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		<title>Niente inno per il Capitano (non è Benigni)</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/03/03/inno-per-benigni-ma-non-per-il-militare-morto/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 13:40:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi i funerali del Capitano Ranzani, morto qualche giorno fa in Afghanistan mentre distribuica cibo, medicine e vestiti. In un Comune della provincia di Rimini un consigliere di Rifondazione si rifuta di rendere onore all&#8217;alpino. Non si alza in piedi e non canta l&#8217;inno d&#8217;Italia. Sono gli stessi che, magari, si sono emozionati con Roberto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="ranzani 1" src="http://farm6.static.flickr.com/5294/5493828753_f91f70b14f.jpg" alt="" width="280" height="187" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Oggi i funerali del <strong>Capitano Ranzani</strong>, morto qualche giorno fa in Afghanistan mentre distribuica cibo, medicine e vestiti. In un Comune della provincia di Rimini un consigliere di Rifondazione si rifuta di rendere onore all&#8217;alpino. <strong>Non si alza in piedi e non canta l&#8217;inno d&#8217;Italia</strong>. Sono gli stessi che, magari, si sono <em>emozionati</em> con Roberto Benigni a Sanremo e hanno fatto la gara a cantare l&#8217;inno con il comico milionario.</p>
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<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="ranzani 2" src="http://farm6.static.flickr.com/5136/5494421700_673a8b5148.jpg" alt="" width="280" height="421" /></a></p>
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<p>Oggi si sono celebrati i solenni funerali del<strong> capitano degli Alpini Massimo Ranzani</strong>, morto in Afghanistan nei giorni scorsi. E&#8217; stato colpito mentre tornava da un&#8217;operazione di assistenza medica: <strong>era andato a distribuire coperte, sciarpe, cibo, vestiti.</strong> Era ed è una missione di pace.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Nonostante questo,<strong> in un comune della provincia di Rimini</strong>, a Coriano, <a href="http://coriano.files.wordpress.com/2011/03/la-voce-del-02-marzo-2011.jpg?w=655&amp;h=629">si è verificato un fatto <strong>disgustoso</strong></a>. Durante il Consiglio Comunale viene deciso di rendere onore al capitano Ranzani con un minuto di silenzio e intonando l&#8217;inno d&#8217;Italia. Tutto i consiglieri erano d&#8217;accordo.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ma Romano Zangheri, <strong>consigliere di <a href="http://coriano.files.wordpress.com/2011/03/scan-2.jpeg" target="_blank">Rifondazione Comunista</a></strong>, si è categoricamente rifiutato di alzarsi durante il minuto di silenzio. E&#8217; stato seduto. Nessun omaggio all&#8217;alpino. Niente. E, ovviamente, non si è nemmeno degnato di cantare una strofa dell&#8217;inno d&#8217;Italia. Nessun onore per il sacrificio di un servitore dello Stato. Niente. E pensare che Ranzani è morto distribuendo cibo e medicine. Non c&#8217;entra la guerra.</p>
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<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="benigni sanremo cavallo" src="http://farm6.static.flickr.com/5215/5493839801_c89d467913.jpg" alt="" width="280" height="201" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E il rifiuto di cantare l&#8217;inno? Se a farlo è<strong> un comico milionario in televisione durante Sanremo</strong> allora va tutto bene. Anzi, è un &#8220;<em>momento che unisce l&#8217;Italia&#8221;. </em>Che tutti devono cantare. Ma<strong> cantare una strofa dell&#8217;inno per un militare morto, no</strong>, questo non se lo possono permettere. Non hanno tempo. E nemmeno voglia.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E nessuno, ovviamente, si indignerà per questa storia. Tutti pronti ad applaudire un comico a cavallo con la bandiera dell&#8217;Italia, ma un militare che ha portato quella bandiera in una missione di pace no, non merita il rispetto di tutti.</p>
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		<title>Di Pietro, una carogna</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/02/28/di-pietro-una-carogna/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 12:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[partiti]]></category>
		<category><![CDATA[di pietro]]></category>
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		<description><![CDATA[Come si può definire un uomo politico che, appresa la notizia della morte di un militare italiano, si precipita a dettare alle agenzie un comunicato per attribuirne ogni responsabilità al governo di Berlusconi? Come si può definire una persona del genere? Prima di darne un giudizio politico, possiamo definire questo soggetto da un punto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.daw-blog.com/"><img class="alignnone" title="carogna di pietro" src="http://farm6.static.flickr.com/5057/5484943183_36da66a1d0.jpg" alt="" width="280" height="237" /></a></p>
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<p>Come si può definire un uomo politico che, appresa la notizia della <strong>morte di un militare</strong> italiano, <strong>si precipita a dettare alle agenzie </strong>un comunicato per attribuirne ogni responsabilità al governo di Berlusconi? Come si può definire una persona del genere? Prima di darne un giudizio politico, possiamo definire questo soggetto da un punto di vista umano? <strong>Umanamente, che razza di persona deve essere? </strong></p>
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<p><strong><br />
 </strong></p>
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<p><em><br />
 </em></p>
<p><em>da Corriere.it:</em></p>
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<p>Ancora un altro militare morto in Afghanistan.  Il tenente Massimo   Ranzani, 37 anni, originario di Ferrara, appartenente al quinto  reggimento alpini di stanza a Vipiteno, è morto e altri quattro soldati  sono rimasti feriti gravemente nell&#8217;ovest dell&#8217;Afghanistan a seguito  dell&#8217;esplosione di una bomba.</p>
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<p>L&#8217;ATTENTATO &#8211; Un ordigno  improvvisato ha colpito un veicolo blindato Lince del quinto reggimento  alpini nei pressi di Shindand, nell&#8217;ovest dell&#8217;Afghanistan. A bordo del  veicolo c&#8217;era una pattuglia di rientro da un&#8217;operazione di assistenza  medica alla popolazione locale.   I militari sono stati evacuati presso  l&#8217;ospedale militare (Role 2) della base Shaft di Shindand, sede del  comando della Task Force Center.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>L&#8217;utilizzo degli ordigni improvvisati,  nonostante gli importanti progressi svolti dagli uomini della missione  Nato per contrastarne la minaccia, rappresenta una delle modalità di  azione tra quelle utilizzate dagli «insurgent» e, nel 30% dei casi,  colpisce vittime civili.</p>
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		<title>Un giovane militare italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 09:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
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		<description><![CDATA[Giuliano Ferrara si è chiesto, sul Foglio, se sia il caso di rimanere in Afghanistan visto il comportamento del “riluttante Obama”. E’ indubbio che il Presidente non sappia che pesci pigliare, indeciso se ritirare le truppe nel 2011 o nel 2013, dubbioso se trattare o no con i talebani presunti moderati, incapace di avere buoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4107/5074839610_55d1acf604.jpg"><img class="alignnone" title="militari" src="http://farm5.static.flickr.com/4107/5074839610_55d1acf604.jpg" alt="" width="294" height="400" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Giuliano Ferrara si è chiesto, sul <em>Foglio</em>, se sia il caso di rimanere in Afghanistan visto il comportamento del <em>“riluttante Obama”</em>. E’ <strong>indubbio</strong> che il Presidente non sappia che pesci pigliare, indeciso se ritirare le truppe nel 2011 o nel 2013, dubbioso se trattare o no con i talebani presunti moderati, incapace di avere buoni rapporti con i suoi generali (ne ha cambiati tre in due anni scarsi di mandato). <strong>La guerra va male</strong>, vincerla sarà difficile, e andarsene ora potrebbe sembrare la cosa più semplice da fare. <strong>Ma sarebbe una fuga vigliacca</strong>. Significherebbe far ripiombare quelle città liberate dalla follia integralista nel terrore, negli omicidi e nelle lapidazioni.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Domenica pomeriggio, un mio amico era seduto comodamente sul divano di casa guardandosi la partita di volley Italia-Serbia. Accanto a lui, il <strong>fratello ventenne</strong> in procinto di partire per l’Afghanistan. Anche lui alpino della Julia, pronto per dare il cambio proprio a quei ragazzi che sono stati barbaramente straziati dai chili di tritolo che i barbuti del Gulistan avevano piazzato sotto il manto stradale.  Una missione ad altro rischio. Accade allora che il mio amico, durante un time-out, chieda al fratello <strong>se non avesse paura</strong>, se non temesse di fare la stessa fine. Il militare, intento a inviare un sms dietro l’altro, alza lo sguardo, pensa un attimo e risponde: <em>“Ma questo è il mio lavoro. <strong>Questo è il mio dovere</strong>”</em>. <em> “E chi lo dice che è il tuo dovere? Perché vuoi andare là, <strong>solo per i 131 euro al giorno?</strong>”</em>, ribatteva il fratello più grande, nell&#8217;intento di &#8220;smascherare&#8221; l&#8217;altro. <em>“E secondo te <strong>uno rischia ogni giorno di crepare per soldi?</strong> Ci sono cose un po’ più importanti dei soldi. Noi andiamo là per permettere alla gente di circolare liberamente durante la giornata, senza la paura che da un momento all’altro un talebano si faccia saltare in aria in un mercato o vicino ad un pozzo. Ti ricordo che è <strong>grazie a noi </strong>se anche la sera Herat è sicura . Lo sai che ci hanno detto che è stata riaperta pure l’Università?”</em>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Io, ascoltando quella conversazione, <strong>capii tutto</strong>. Capii come una guerra, anche se ancora da vivere sulla propria pelle, <strong>possa cambiarti</strong>. Capii come la sola preparazione per un conflitto come quello afghano, dove l’odore della morte ti accompagna in ogni istante, ti faccia <strong>crescere e maturare</strong> in poco tempo. Capii come un ventenne che un anno e mezzo fa pensava solo a divertirsi e a dormire, magari lasciando un po’ troppo perdere i propri doveri di studente, <strong>diventi uomo</strong>. Molto più, magari, di chi (non me ne voglia suo fratello, sia mai!) ha più anni ed è bravo a parlare bene di tante cose. <strong>Una semplicità disarmante</strong>, che ti rende piccolo piccolo.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Poche parole, dette sbadatamente con un occhio al proprio Nokia, che racchiudono <strong>molto più significato</strong> di tanti discorsi ed editoriali letti in questi giorni. A questi ragazzi dobbiamo molto, perché con la loro azione quotidiana, con i rischi che ora dopo ora corrono, ci insegnano che certe volte si può lottare anche per grandi obiettivi, per raggiungere mete elevate ed apparentemente impossibili. <strong>Combattere per gli altri</strong>, per degli sconosciuti. Queste sono<strong> lezioni di vita</strong>. Tutto il resto è inutile parlare.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Grazie ragazzi</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 08:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Afghanistan. Quattro soldati italiani morti. Un ferito. Stamattina, poco dopo le sette ora italiana, l&#8217;imboscata. Tornavano da una missione nella valle del Gulistan. L&#8217;Italia intera dovrebbe onorare e rendere omaggio ai nostri soldati. Invece, ne siamo sicuri, qualche bastardo sciacallo ne approfitterà per raccattare quattro voti. Qui, noi, siamo orgogliosi dei nostri militari. Che vanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4077/5064527532_8620bb95f2.jpg"><img class="alignnone" title="italia afghanistan" src="http://farm5.static.flickr.com/4077/5064527532_8620bb95f2.jpg" alt="" width="390" height="262" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Afghanistan.<strong> Quattro soldati italiani morti</strong>. Un ferito. Stamattina, poco dopo le sette ora italiana, l&#8217;imboscata. Tornavano da una missione nella valle del Gulistan.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>L&#8217;Italia intera dovrebbe onorare e rendere omaggio ai nostri soldati. Invece, ne siamo sicuri, qualche bastardo sciacallo ne approfitterà per raccattare quattro voti. Qui, noi, siamo orgogliosi dei nostri militari. Che vanno lontano, a rischiare la propria vita, in nome della democrazia. In nome della pace.<strong> In nome, anche, del popolo italiano.</strong></p>
<p><strong><br />
 </strong></p>
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		<title>La preside comunista insegna ai bambini odio e vigliaccheria</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 20:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cose che succedono nell’Italia di oggi, dove qualunque cosa viene buttata in politica, dove delinquenti vigliacchi che si coprono le loro facce da culo con il passamontagna hanno la geniale idea di sparare feci e imbrattare di vernice rossa la sede della Croce Rossa di Roma. Succede da noi che una preside di una scuola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2122" class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px"><img class="size-full wp-image-2122" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/09/salacone11.jpg" alt="La Preside" width="490" height="368" /><p class="wp-caption-text">La Preside</p></div>
<p>Cose che succedono nell’Italia di oggi, dove qualunque cosa viene buttata in politica, dove <strong>delinquenti vigliacchi che si coprono le loro facce da culo con il passamontagna</strong> hanno la geniale idea di sparare feci e imbrattare di vernice rossa la sede della Croce Rossa di Roma. Succede da noi che una <strong>preside</strong> di una scuola romana decida che no, <strong>il minuto di silenzio per i morti in Afghanistan non si deve fare</strong>. C’è una direttiva del Ministro? Vada a farsi fottere.</p>
<p><strong>Simonetta Salacone</strong> ha rispedito al mittente, il suo superiore, l’invito ad osservare un momento di raccoglimento per onorare chi è stato fatto saltare in aria da infami terroristi. <em><strong>“E’ solo retorica”</strong></em>, ha stabilito il dirigente scolastico che all’attivo ha un curriculum politico di tutto rispetto: comunista fin nel midollo, <strong>si è candidata alle europee con “Sinistra e Libertà”</strong>, ha fatto campagna elettorale, ha partecipato a varie trasmissioni televisive per presentare il suo programma, ha un gruppo facebook. E’ stata consigliere comunale di Roma, è fiera di aver fondato il movimento “Non rubateci il futuro” che si batte contro Tremonti e la perfida Gelmini. Una signora che<strong> non prova vergogna</strong> nell’accostare il simbolo del partito in cui milita al logo della scuola elementare che comanda.</p>
<p>Madama  Salacone, poi, è una donna dotata di ingegno e fantasia: un anno fa, in occasione del primo giorno di scuola, come una scenografa consumata  decise di <strong>appendere drappi neri alle finestre</strong> in segno di lutto per la morte della scuola italiana. Già, per la dirigente sei ragazzi uccisi da almeno 150 chili di esplosivo valgono niente in confronto al presunto decesso della scuola. <em>“Meglio dedicare il silenzio a tutte le vittime sul lavoro”</em> che ai sei parà, perchè <strong><em>“una vera missione di pace”</em></strong>, dice la preside attivista elettoralmente trombata, <strong><em>“va fatta con dottori e insegnanti, non con i militari!”</em></strong>. E che schifo, poi, <strong><em>“il mancato sostegno agli ospedali di Emergency”</em></strong>, puntualizza la mancata eurodeputata.  E’ davvero ripugnante che neppure davanti a delle bare si possa mettere da parte la politica, l’odio, la propria perversione morbosa. No, tutto viene in secondo piano, l’importante è comunque fare casino, mettersi in evidenza, ribellarsi. E chi se ne frega se facendo ciò si insulta la memoria di chi ha avuto l’unica colpa di trovarsi su una strada della più pericolosa capitale del Mondo a bordo nel momento sbagliato. Uno sputo sulle bare e tutti contenti. Bell’educazione ai bambini della sua scuola: <strong>insegnare che esistono morti di Serie A e morti di Serie B</strong>, che alcuni vanno onorati e che altri vanno ignorati, solo perché indossavano una divisa.</p>
<p>C’è da chiedersi come questa qui possa ancora <strong>continuare a far danni</strong> in giro per l’Italia, come possa dirigere un istituto pubblico, come possa impunita dire<strong> le sue stronzate quotidiane. </strong>Un essere umano che piange e appende drappi neri per contestare un ministro e si gira dall’altra parte davanti ai morti veri <strong>non è un essere umano</strong>. E’ solo l’ennesimo <strong>conato di vomito</strong> di un’epoca che credevamo e speravamo finita quarant’anni fa. E che invece,  ahinoi, è ancora viva e vegeta. Sorge allora una domanda, spontanea: ma voi, <strong>mandereste i vostri figli nella scuola di questa squilibrata?</strong></p>
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