<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; medio oriente</title>
	<atom:link href="http://www.daw-blog.com/tag/medio-oriente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.daw-blog.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 18:59:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Fine della primavera</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/04/11/fine-della-primavera/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2011/04/11/fine-della-primavera/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 14:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[occidente]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[vicino oriente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.daw-blog.com/?p=13055</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#160; Egitto e Tunisia, ci dicevano che la cacciata dei tiranni avrebbe ridato speranza a un&#8217;intera regione. Ma la primavera araba, la rivoluzione via twitter, è già finita. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Ci avevano raccontato che la piazza stracolma di giovani amanti della democrazia e della libertà aveva vinto la propria battaglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5028/5610058588_9050274a4a_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5065/5610058766_73f6a0e2f9.jpg" alt="primavera finita" width="280" height="391" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Egitto e Tunisia, ci dicevano che la cacciata dei tiranni avrebbe ridato speranza a un&#8217;intera regione. Ma la primavera araba, la rivoluzione via twitter, è già finita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-13055"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci avevano raccontato che la piazza stracolma di giovani amanti della <strong>democrazia</strong> e della <strong>libertà</strong> aveva vinto la propria battaglia in <strong>Egitto</strong>. Ci dicevano, con le lacrime agli occhi dalla gioia e dalla commozione, che la cacciata di Mubarak avrebbe ridato <strong>speranza ad un’intera regione</strong>, pronta a correre verso il progresso ed il rispetto dei diritti civili e politici. Parlavano, i teorizzatori delle <strong>rivoluzioni su twitter</strong>, di “primavera araba”, accomunando un po’ troppo facilmente e velocemente il crollo del muro di Berlino del 1989 alle ribellioni che da qualche mese incendiano il Vicino e Medio Oriente. Sembrava, sostanzialmente, che tutti si fossero occidentalizzati, che tutti aspirassero alla democrazia perché affascinati dai social network. E che è successo dopo la cacciata dei tiranni, da Mubarak a Ben Ali? <strong>Il caos</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All’ombra delle piramidi, il referendum sulle modifiche costituzionali è stato vinto dai<strong> Fratelli Musulmani</strong> (a proposito, ma non erano così deboli da non contare nulla?), la <strong>piazza è inferocita</strong>, la polizia spara sulla folla, i giovani chiedono le dimissioni del Capo dell’Esercito (che veniva salutato come moderato traghettatore), autobus e camion vengono dati alle fiamme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E il tutto immerso in un clima sempre più <strong>crescente di ostilità </strong>nei confronti dell’Occidente e di Israele, visti anche i ritorni di sceicchi ed Imam saggiamente epurati da Mubarak trent’anni fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In <strong>Tunisia</strong>, invece, la cosa che più risalta agli occhi di questo cambiamento epocale è la straordinaria velocità con cui <strong>nascono e cadono i governi</strong>: capita, infatti, che da mattina a sera cambino due o tre Ministri dell’Interno, che il Premier di oggi non sia quello di domani. E la conseguenza più evidente è che le <strong>migliaia di rivoluzionari in erba</strong>, quelli che hanno dato la caccia a Ben Ali, <strong>pagano gli scafisti</strong> per farsi portare in Italia. Della serie, noi cambiamo il sistema, poi vedetevela voi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sensazione, magari prematura, è che la Comunità Internazionale sia stata presa da un <strong>grosso abbaglio</strong>, ed abbia semplicemente equivocato tutto: ha visto in quei moti di piazza un <strong>Rinascimento arabo che nei fatti non esiste</strong>. Basta leggere, infatti, tra le righe delle proteste: in <strong>Bahrein</strong> non chiedono democrazia, bensì chiedono che gli sciiti abbiano più peso e potere; in Egitto le forze emarginate dal vecchio Rais hanno deciso di alzare la testa pensando a tutto tranne che a diffondere la libertà. E senza contare la <strong>Libia</strong>, dove uno<strong> scontro tribale</strong> tra clan della Tripolitania e della Cirenaica, fomentato e cavalcato da potenze occidentali tutt’altro che disinteressate, è diventato guerra internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, la <strong>Siria</strong>, dove ogni giorno decine e decine di persone muoiono in scontri tra le mille tessere di un <strong>mosaico etnico e religioso</strong> che regge solo grazie al pugno di ferro degli Assad. Senza che gli aerei di Sarkozy si levino in volo per fermare il massacro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ una <strong>commedia degli equivoci</strong>, un drammatico abbaglio che rischia di estendersi in modo irreversibile con <strong>conseguenze disastrose</strong>. Un po’ di sano realismo sarebbe servito, anche se è indubbiamente <strong>più chic</strong> applaudire piazze colme di giovani in jeans e t-shirt.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Vi ricordiamo che siamo costantemente in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.daw-blog.com/2011/04/11/fine-della-primavera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il discorso di Obama e le sue attese</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/06/04/il-discorso-di-obama-e-le-sue-attese/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2009/06/04/il-discorso-di-obama-e-le-sue-attese/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nick</dc:creator>
				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.daw-blog.com/?p=401</guid>
		<description><![CDATA[Tra poche ore Obama farà il suo discorso ufficiale all&#8217;Università del Cairo (l&#8217;Egitto è il paese dove vivono un arabo su quattro). C&#8217;è molta attesa e molte aspettative riguardo a questo significativo evento. Si crede e si spera possa rappresentare una svolta nella politica internazionale del dopo-Bush, innanzitutto rappresentata da un atteggiamento più fermo ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_405" class="wp-caption aligncenter" style="width: 528px"><img class="size-full wp-image-405" title="obama-cairo" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/06/obama-cairo.jpg" alt="Attesa per il discorso di Obama" width="518" height="390" /><p class="wp-caption-text">Attesa per il discorso di Obama</p></div>
<p>Tra poche ore<strong> Obama farà il suo discorso ufficiale all&#8217;Università del Cairo</strong> (l&#8217;Egitto è il paese dove vivono un arabo su quattro). C&#8217;è molta attesa e molte aspettative riguardo a questo significativo evento. Si crede e si spera possa rappresentare una svolta nella politica internazionale del dopo-Bush, innanzitutto rappresentata da un atteggiamento più fermo ed indipendente da Israele. Questo atteggiamento più equidistante, unito alla rinuncia dell&#8217;idea che si possa imporre con la forza militare la cosiddetta &#8220;democrazia&#8221; occidentale (gli Stati Uniti <em>«non sono e non saranno mai in guerra contro l’Islam»</em> ha già proclamato Obama in Turchia), potrebbe creare le <strong>premesse per un dialogo ed una riconciliazione</strong> tra il mondo occidentale e quello islamico, con riferimenti nuovi per le questioni critiche aperte in medio-oriente, la questione palestinese in primo luogo, ma anche l&#8217;Iraq, l&#8217;Afghanistan, l&#8217;Iran (alla vigilia di importanti elezioni), e più in generale in tutta la serie di delicati equilibri tra stati di quell&#8217;area, legati strettamente anche alla questione religiosa.</p>
<p>Si pensa infatti che un nuovo e chiaramente critico col recente passato atteggiamento degli Stati Uniti, se ritenuto sufficientemente credibile, possa far leva sulla parte moderata del mondo arabo in modo da dargli maggior forza e consentire di contrastare e battere la parte dell&#8217;estremismo religioso, quello che sostiene ed alimenta (teoricamente se non materialmente) il terrorismo di ispirazione islamica. Non a caso, in coincidenza con l&#8217;arrivo di Obama in Arabia Saudita, sono arrivati i messaggi di Al Queda per mettere in guardia dal credere al nuovo corso della politica statunitense.</p>
<p>C&#8217;è tuttavia anche dalla parte occidentale <strong>chi mostra scetticismo nei confronti della svolta obamiana. </strong>Il tentativo di apertura di dialogo nei confronti dell&#8217;Iran, ad esempio, ha determinato contraccolpi di preoccupazione proprio da parte di quei paesi arabi moderati che si vorrebbero sostenere, che temono la politica espansionistica di quel paese, almeno con al governo una figura come Ahmadinejad. Inoltre c&#8217;è chi non crede possibile una distinzione tra paesi moderati e non, in quanto i rapporti di quei paesi sono storicamente dominati da rivalità e contrasti che prescindono o vivono all&#8217;interno stesso della fede islamica.</p>
<p>Scrive Carlo Panella sul suo blog: &#8220;<em>Il presidente americano non lo sa neanche, ma l&#8217;università di al Azhar da cui ha improvvidamente deciso di lanciare un messaggio di pace all&#8217;Islam, è il simbolo stesso del fallimento della sua iniziativa propagandistica. Per i teologi di al Azhar, infatti, chi pubblicamente abbandona l&#8217;Islam è apostata e va ucciso. Punto. Questo è l&#8217;Islam &#8221;moderato&#8221; a cui Obama si rivolge senza averlo studiato, capito, analizzato. Tutta fuffa, al solito, tutto buonismo, tutto politically correct. Le sue ci si può scommettere, saranno parole alte e ben dette. Ma non scalfirà nulla di una realtà che vede lo stato palestinese impossibile non perché Nethanyau non vuole, ma perché Hamas e Al fatah si massacrano già oggi e domani, controllandolo si massacrerebbero ancora di più; che vede l&#8217;Iran preparare l&#8217;atomica non solo per distruggere Israele, ma anche per destabilizzare tutti i paesi sunniti del Golfo e oltre; che vede il genocida sudanese Omar al Beshir ricevuto ovunque nei paesi musulmani come un eroe, solo e proprio perché l&#8217;Onu l&#8217;ha incriminato per reati contro l&#8217;umanità. A tutto questo Obama non darà nessuna risposta: parlerà di buoni sentimenti, farà un figurone. Poi, quando finalmente prenderà atto della realtà, combinerà i suoi guai, come e peggio di Bush&#8221;</em></p>
<p><strong>Staremo a vedere.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.daw-blog.com/2009/06/04/il-discorso-di-obama-e-le-sue-attese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>44</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

