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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; magistratura</title>
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		<title>Corriere: Berlusconi teme di essere arrestato</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 09:45:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Francesco Verderami scrive, nel suo Retroscena di oggi, che &#8220;Il timore di un provvedimento restrittivo della libertà personale lo accompagna da giorni e non lo abbandonerà fino all&#8217;appuntamento di martedì con i magistrati napoletani, titolari al momento dell&#8217;inchiesta sul «caso Tarantini», una faccenda di presunti ricatti che ruota attorno all&#8217;ennesima storia di festini e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Verderami scrive, nel suo Retroscena di oggi, che &#8220;Il timore di un provvedimento restrittivo della libertà personale lo accompagna da giorni e non lo abbandonerà fino all&#8217;appuntamento di martedì con i magistrati napoletani, titolari al momento dell&#8217;inchiesta sul «caso Tarantini», una faccenda di presunti ricatti che ruota attorno all&#8217;ennesima storia di festini e di donnine in cui è coinvolto il Cavaliere. Nel modo in cui protesta la «libertà di fare ciò che voglio nella mia sfera privata», nel modo in cui rivendica «un diritto che andrebbe tutelato», si avverte come Berlusconi sia consapevole del danno che si è arrecato lasciandosi andare a «certe leggerezze», che non sono contemplate tra i suoi «fioretti» e che però nulla hanno a che vedere con «i reati»&#8221;.</p>
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		<title>La Casta delle Caste è quella dei giudici</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 14:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità civile]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Il Csm è stato chiaro: nessuna responsabilità civile dei magistrati. Chi sbaglia, paga? No. Non vale per i giudici. Lo hanno deciso loro stessi, i magistrati, la Casta più intoccabile che ci sia: &#8220;a rischio l&#8217;indipendenza dei giudici&#8221;. Da quando sbattere in galera gente come Tortora significa essere indipendenti? È l&#8217;ennesimo caso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5035/5884649078_7fb9b58c26_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5039/5884083787_6b5d506c83.jpg" alt="giudice" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Il Csm è stato chiaro: nessuna responsabilità civile dei magistrati. Chi sbaglia, paga? No. Non vale per i giudici. Lo hanno deciso loro stessi, i magistrati, la Casta più intoccabile che ci sia: &#8220;a rischio l&#8217;indipendenza dei giudici&#8221;. Da quando sbattere in galera gente come Tortora significa essere indipendenti? È l&#8217;ennesimo caso di conservazione della specie, l&#8217;autoconservazione della Casta delle Caste.</p>
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<p>Se un giudice sbaglia, e anche pesantemente, dovrebbe pagare. Dovrebbe cioè <strong>rispondere dei propri errori</strong>, come fa qualunque cittadino. Accade così in molte realtà europee, è una cosa sacrosanta e giusta. <strong>Non in Italia</strong>. Nel nostro Paese<strong> la casta dei giudici è intoccabile</strong>, protetta da mura  alte e strenuamente difese da Csm, Quirinale, sindacato delle toghe, opposizioni più o meno forcaiole. Da noi un magistrato può <strong>mandare in galera un innocente</strong> (poi riconosciuto tale in modo chiaro ed inequivocabile) e continuare tranquillamente a fare il proprio lavoro, godendo degli <strong>scatti di carriera previsti</strong>, con tanto di aumento sul conto bancario.Insomma, una giustizia strana, per non dire altro.</p>
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<p>Eppure, qualcosa si era mosso grazie al deputato leghista <strong>Gianluca Pini</strong>, che aveva presentato una riforma sulla <strong>responsabilità civile</strong> dei magistrati. Un testo chiaro, semplice ed incontrovertibile. Una riforma fondata su un unico punto: <strong>chi sbaglia, paga</strong>. Apriti cielo. Accuse da ogni parte, urla, indignados nostrani pronti ad incatenarsi contro la presunta legge antidemocratica di Berlusconi, manifestazioni già in cantiere, Palamara che parla e che si incavola, Napolitano che chiede prudenza. Insomma, il <strong>solito coretto degli ultras dell’immobilismo</strong> di questo Paese, dei <strong>conservatori della Casta</strong> più intoccabile che ci sia. Ieri, ecco l’epilogo: <strong>il Csm boccia</strong> senza se e senza ma la proposta del leghista Pini, con una votazione che in altri tempi si sarebbe definita bulgara: <strong>solo 4 i favorevoli</strong> a fronte di ben 19 contrari. Il motivo? <em>“Si mette <strong>a rischio l’indipendenza e l’autonomia</strong> del giudice”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma di cosa stiamo parlando? Sbattere in galera gente come Tortora, magari dopo averlo accusato in aula di essere un camorrista, significa essere indipendenti? Passare ai giornali<strong> lenzuolate di intercettazioni inutili</strong> e private è sinonimo di autonomia? Assistere ai <strong>comizi in piazza o in tv</strong> di qualche Procuratore della Repubblica o di qualche suo vice è garanzia di una Magistratura serena e totalmente super partes? Per carità, al ridicolo c’è un limite.</p>
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<p>La verità è solo una, ed è sempre la stessa: <strong>le toghe non vogliono cedere un frammento del loro smisurato potere</strong>, delle loro prerogative.</p>
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<p>La <strong>conservazione della specie</strong>, la conservazione di una casta che è <strong>sempre più forte e sempre più protetta</strong>. Senza che nessuno possa farci niente.</p>
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<p>(C) DAW-BLOG RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3551/5824485684_663327f071_m.jpg" alt="rottamazione 1" width="201" height="200" /><img src="http://farm4.static.flickr.com/3477/5823965137_3b638ca3de_m.jpg" alt="rottamazione 2" width="201" height="200" /></p>
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<p><em>Vi ricordiamo che siamo costantemente in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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		<title>Procura di Milano: Al Qaeda non esiste</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/05/10/procura-di-milano-al-qaeda-non-esiste/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 12:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Incredibile. Armando Spataro, il capo dell&#8217;antiterrorismo della Procura di Milano (ripetiamo: dell&#8217;antiterrorismo), dichiara tranquillamente che &#8220;Al Qaeda non esiste&#8221;. Come un Giulietto Chiesa qualsiasi, lui, che già si era distinto per aver richiesto la scarcerazione di terroristi perché &#8220;soffrivano troppo&#8221; e che di Guantanamo diceva che era un &#8220;carcere disumano&#8221;. Questa è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2654/5706227605_d3219a98a1_z.jpg"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3491/5706227715_49c4674526.jpg" alt="spataro" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Incredibile. Armando Spataro, il capo dell&#8217;antiterrorismo della Procura di Milano (ripetiamo: dell&#8217;antiterrorismo), dichiara tranquillamente che &#8220;Al Qaeda non esiste&#8221;. Come un Giulietto Chiesa qualsiasi, lui, che già si era distinto per aver richiesto la scarcerazione di terroristi perché &#8220;soffrivano troppo&#8221; e che di Guantanamo diceva che era un &#8220;carcere disumano&#8221;. Questa è la magistratura italiana. Questo è il Tribunale di Milano.</p>
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<p><strong>“Onore ai Magistrati”</strong>, diceva commosso Giorgio Napolitano neppure ventiquattro ore fa. Onore ai Magistrati. Onore anche ad <strong>Armando Spataro</strong>, capo del pool antiterrorismo della Procura di Milano, che oggi (ovviamente sulle tv totalmente controllate dall’odiato Berlusconi) ha dichiarato senza tentennamenti che <em><strong>“Al Qaeda non esiste”</strong></em>. Sì, avete capito bene. Non esiste.</p>
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<p>E l’organizzazione terrorista che ha buttato giù le torri a New York, che ha devastato le ambasciate in Kenya e Tanzania, che ha provocato stragi a Londra e Madrid, nello Yemen ed in Indonesia? <strong>Mai esistita</strong>. Parola di Magistrato, parola di Armando Spataro,<strong> neo-adepto di Giulietto Chiesa</strong> e di tutti i più vergognosi complottisti-negazionisti. Seguace delle cospirazioni, di quei teoremi che vedono nel nemico, nell’Imperialismo americano il male assoluto da combattere con ogni arma e con ogni metodo. Un Magistrato che ha, su Raitre, dato sostanzialmente del <strong>bugiardo al Presidente degli Stati Uniti</strong>, all’Onu, alla Nato e perfino a Giorgio Napolitano <em>il commosso</em>, che solo qualche giorno fa accoglieva al Quirinale Hillary Clinton <strong>congratulandosi </strong>per il duro colpo assestato al terrorismo ammazzando il leader di Al Qaeda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per carità, avevamo già avuto prova degli orientamenti di Spataro, quando tuonava contro la caccia data dall’Occidente ai terroristi, arrivando perfino a chiederne la <strong>scarcerazione</strong> di qualcuno di loro, motivando l’assurda richiesta con la <strong>“sofferenza patita”</strong> dal kamikaze in erba. E come dimenticare la condanna inflitta nel 2003 ben <strong>23 cittadini americani</strong> colpevoli di aver <strong>“rapito e fatto sparire” </strong>Osama Mustafa Hassan Nasr, un tale accusato di aver “creato e guidato una <strong>rete di reclutamento di terroristi</strong> in Europa”?</p>
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<p>Deve essere stata una brutta giornata, per il capo dell’antiterrorismo milanese , quella in cui i Navy Seals americani hanno fatto fuori Bin Laden, grazie agli interrogatori di <strong>Guantanamo</strong>. Eh sì, perché sul carcere cubano Spataro aveva già detto abbondantemente la sua, parlando di <em><strong>“carcerazione disumana”</strong></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco il livello <strong>folkloristico</strong> e <strong>pericoloso</strong> di certa Magistratura italiana, ecco come confermare (anche se non lo si volesse proprio fare) quanta ragione abbiano coloro che chiedono ed invocano una <strong>radicale riforma</strong> di questa casta <strong>fin troppo potente</strong>. Oggi siamo arrivati a negare l’esistenza di Al Qaeda, e domani? Chi lo sa. <strong>E noi dovremmo onorare commossi questi individui? </strong>Per carità.</p>
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<p>(C) RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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		<title>Un processo virtuale</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/04/07/un-processo-virtuale/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 12:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caravaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Il processo Ruby non esiste. Nessuno si è costituito parte civile, non ci sono vittime, non c&#8217;è abuso del Cavaliere. Anzi Ruby, afferma l’esatto contrario, di essere stata aiutata. E fuori dal Tribunale, giornalisti faziosi chiedono ai loro colleghi stranieri cosa sarebbe successo nei loro paesi. Risposta ovvia: dimissioni.  Mai sentito un vero giornalista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5106/5597872402_8a429b0c2d_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5262/5597804193_4970814ba6.jpg" alt="processo virtuale" width="280" height="404" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il processo <strong>Ruby</strong> non esiste. Nessuno si è costituito parte civile, non ci sono vittime, non c&#8217;è abuso del Cavaliere. Anzi Ruby, afferma l’esatto contrario, di essere stata aiutata. E <strong>fuori</strong> dal Tribunale, giornalisti faziosi chiedono ai loro colleghi stranieri cosa sarebbe successo nei loro paesi. Risposta ovvia: dimissioni.  Mai sentito un vero giornalista italiano porre una domanda altrettanto qualunquistica del tipo: cosa succederebbe nel vostro paese se un magistrato violasse persino la costituzione pur di incriminare il Primo Ministro?</p>
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<p>E’ pazzesco. Quello che sta accadendo a Milano è inconcepibile. Non tanto per il fatto che Boccassini &amp; Co. richiedano per l’ennesima volta il rinvio a giudizio per Berlusconi, cosa cui nemmeno si fa più caso, in palese violazione di alcuni cardini dell’ordinamento giudiziario e costituzionale, ma perché di fronte a tale violazioni <strong>nessuno dice niente.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ vietato dalla costituzione<strong> intercettare parlamentari. </strong>Orbene, in totale sfregio al dettato costituzionale, la procura dà in pasto al Corriere della Sera (che novità) delle intercettazioni che non solo non dovrebbero nemmeno esistere, ma che in ogni caso  non avrebbero  valore in un processo. Il diritto alla difesa di un imputato, cardine di un qualunque ordinamento giudiziario, viene letteralmente massacrato dalla procura di Milano e dai suoi giudici che l’amministrano con l’evidente scopo di perseguire ben altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ poi notizia di ieri che <strong>nessuno si costituirà parte civile</strong> al processo contro Berlusconi, coloro che cioé vengono ritenuti vittime dell’abuso del Cavaliere dicono che no, Berlusconi non  li ha indotti o concussi,  e  non ritengono di rivalersi nei suoi confronti. Anzi Ruby, afferma l’esatto contrario, di essere stata aiutata. Apparentemente le vittime sono <strong>virtuali</strong> ed esistono nella testa della Boccassini e basta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Napolitano, Presidente della Repubblica nonché del CSM, generalmente ed irritualmente più loquace di un merlo ammaestrato, sul caso non pronuncia verbo. Il Garante della Costituzione di fronte ad una violazione già di per se grave, in questo caso gravissima (trattasi sempre di un processo che coinvolge il Primo Ministro) è muto come un pesce! Le sue esternazioni riguardano altro, generalmente non di sua competenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il paese intero paga un prezzo sconsiderato per gli “errori” più o meno volontari di un singolo magistrato che invece non è mai chiamato a rispondere dei suoi! La Bocassini o chi per lei può fare quel che vuole, persino insultare la democrazia, nella consapevolezza di essere intoccabile.<br />
E per i soliti ipocriti la responsabilità dei magistrati è ancora un taboo? E la<strong> riforma della giustizia</strong> un’attacco all’indipendenza della magistratura? Per favore&#8230; Se l’indipendenza della magistratura si risolve nel permetterle qualunque porcata garantendole l’impunità, l’attacco alla sua indipendenza dal buon senso e dal senso dello Stato non solo va lanciato ma non van fatti prigionieri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ai giornalisti stranieri in attesa davanti al tribunale di Milano, il solito fazioso “giornalista” italiano poneva la solita qualunquistica domanda su cosa sarebbe successo nel proprio paese qualora il primo ministro fosse risultato indagato per prostituzione, ricevendo la solita banale risposta: si sarebbe dimesso. Mai sentito un vero giornalista italiano porre una domanda altrettanto qualunquistica del tipo: <strong>cosa succederebbe nel vostro paese se un magistrato violasse persino la costituzione pur di incriminare il Primo Ministro?</strong> Anche in questo caso la risposta sarebbe scontata: andrebbe in galera. Ma poiche è una domanda qualunquistica ma intelligente non viene mai fatta.</p>
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<p><em>Vi ricordiamo che sulla <strong>guerra in Libia</strong> (ma non solo) siamo in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
</div>
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		<title>Chi conduce il Tg? Lo decide il giudice</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 16:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[interni-old]]></category>
		<category><![CDATA[ferrario]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Minzolini]]></category>
		<category><![CDATA[TG1]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Cose che succedono solo in Italia. Il Tribunale di Roma ha deciso: il tg1 lo deve condurre Tiziana Ferrario. Da più di vent&#8217;anni in video, era stata destinata ad altro dal direttore del telegiornale. Ma non si può. Soltanto Bianca Berlinguer può andare al tg3 affermando che &#8220;cambierò anche i conduttori&#8221;. Nel suo caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5300/5509652290_71e2036fe2.jpg" alt="ferrario tg1" width="280" height="241" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cose che succedono solo in Italia. Il Tribunale di Roma ha deciso: il tg1 lo deve condurre Tiziana Ferrario. Da più di vent&#8217;anni in video, era stata destinata ad altro dal direttore del telegiornale. Ma non si può. Soltanto Bianca Berlinguer può andare al tg3 affermando che &#8220;cambierò anche i conduttori&#8221;. Nel suo caso i giudici non si muovono. Anzi, approvano.</p>
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<p><strong>Tiziana Ferrario</strong>, per oltre vent’anni costantemente in video, non può essere destinata ad altre mansioni. No, neppure se anziché la conduzione del Tg1 le venisse offerto di fare l’<strong>inviato di punta</strong> in giro per il Mondo. Quella sedia davanti alla telecamera è sua, <strong>deve essere sua</strong>, e nessuno, neppure il suo direttore, può pensare di spodestarla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sembra incredibile, e in un Paese normale lo sarebbe davvero. <strong>Ma in Italia no</strong>. In Italia può accadere che un giudice decida che un giornalista che per due decenni ha goduto di una posizione privilegiata per scelte dei propri superiori non possa cambiare incarichi. <strong>Sempre in onda, fino alla pensione.</strong> E se qualcuno si azzardasse a spegnere quella telecamera <strong>passerebbe seri guai</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ la storia della sentenza assurda con cui il Tribunale di Roma ha <strong>respinto il reclamo della Rai</strong> contro l’ordinanza che aveva disposto il reintegro della giornalista del Tg1 che Minzolini, <strong>legittimamente</strong>, aveva tolto del video. Secondo i giudici, infatti, l’allontanamento dell’attempata conduttrice (praticamente in video da quando era adolescente) è da addebitare ad una <em>“<strong>volontà ritorsiva per il dissenso manifestato</strong> dalla conduttrice nei confronti della linea del direttore”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E quindi, pare di capire, un direttore non potrebbe più, <strong>mai più</strong>, ruotare un mezzobusto con un altro, perché la motivazione sarebbe da cercare in una fantomatica ritorsione politica. Bene. <strong>Ditelo a Bianca Berlinguer</strong>, allora, che qualche mese fa, appena insediatasi alla direzione del Tg3, annunciava gioiosa che <em>“cambierò studio e conduttori, e forse rimango pure davanti al video per l’edizione serale”</em>. E ditelo a <strong>Giulio Borrelli</strong>, che più o meno dieci anni fa ruotò (giustamente) i volti del Tg1 senza che nessuno aprisse bocca. E ditelo anche a <strong>Mario Orfeo</strong>, a <strong>Clemente Mimun</strong> (che rimosse Giorgino dall’edizione delle 20 del primo tg italiano <strong>a causa di un’intervista a Libero</strong>). Qualche giudice protestò? <strong>No, ovviamente</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ il solito doppiopesismo, la solita <strong>entrata a gamba tesa </strong>di una Magistratura che ormai infila i propri tentacoli ovunque, arrivando perfino a scegliere i conduttori dei telegiornali. Che non sia un Paese normale ormai l’abbiamo capito. Ma il fatto che venga insultato chi si permette di dire che <strong>forse c’è qualcosa che non va</strong> è preoccupante, davvero preoccupante.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il plotone di esecuzione</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 16:18:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vediamo chi sono le tre donne magistrato che giudicherano (colpevole) Silvio Berlusconi. Ma è proprio necessario fare questo processo, il 6 aprile? Perché spendere soldi pubblici per ore ed ore di udienze del tutto inutili, dal momento che la sentenza di condanna è già scritta? Hanno preparato tutto, una sceneggiatura perfetta per inchiodare una volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="plotone" src="http://farm6.static.flickr.com/5295/5451248758_1122b4de29.jpg" alt="" width="280" height="229" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Vediamo<strong> chi sono le tre donne magistrato</strong> che giudicherano (<em>colpevole</em>) Silvio Berlusconi.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span id="more-12036"></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ma è proprio necessario fare questo processo, il 6 aprile? Perché spendere soldi pubblici per ore ed ore di udienze del tutto inutili, dal momento che <strong>la sentenza di condanna è già scritta</strong>? Hanno preparato tutto, una sceneggiatura perfetta per inchiodare una volta per tutte il loro nemico numero uno. Indagini senza notizia di reato, processo immediato dopo aver stralciato una sola posizione, quella di Berlusconi (ma guarda un po’), prove palesi nonostante le parti lese neghino tutto. Berlusconi avrà pure un <strong>rapporto squisito</strong> con le donne, ma le tre Signore che il 6 aprile apriranno il processo contro di lui per concussione e prostituzione minorile,  difficilmente cederanno al suo fascino.  Anche perché il <strong>curriculum</strong> dei tre magistrati scelti dal sistema automatizzato “GIADA” non ha bisogno di approfondimenti: è chiarissimo nel delineare come la pensino sul Cavaliere.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Partiamo da colei che il collegio lo presiederà, <strong>Giulia Turri</strong>. La Signora Turri ha già avuto a che fare con il Premier, o meglio, con le sue aziende. Sì, perché nel 2008 non si fece alcuno scrupolo nel rinviare a giudizio un po’ frettolosamente Massimo Maria Berruti, avvocato di Fininvest nonché deputato del Pdl. Per la cronaca, Berruti fu poi regolarmente<strong> assolto</strong>. Inoltre, sempre la Turri era il Gip che si occupò di Vallettopoli e di Corona. A latere, vedremo all’opera <strong>Carmen D’Elia</strong> e <strong>Orsola (Orsolina) De Cristofaro</strong>. Anche la D’Elia, ovviamente, ha avuto a che fare con Berlusconi, avendo fatto parte del collegio del <strong>processo SME</strong>, che nel 2003 <strong>condannò Previti</strong> (sentenza annullata dalla Cassazione). Infine c’è Orsolina, di cui nessuno sembra saper niente, a parte il fatto che fino a qualche anno fa svolgeva le proprie funzioni all’<strong>Ufficio del Gip</strong> di Milano. Insomma, un copione già scritto, già segnato.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Il <strong>plotone per la fucilazione è pronto</strong>. Un <strong>golpe giudiziario</strong> in piena regola, l&#8217;ennesimo in quest&#8217;Italia dove da vent&#8217;anni la Magistratura tesse le trame della vita politica, dove tenta di fare e di disfare governi, di processare Presidenti del Consiglio, di cancellare interi partiti politici. E tutto ciò <strong>nonostante la volontà</strong> di quel popolo nel nome del quale i giudici dovrebbero agire e lavorare. Questa è la <strong>reale vergogna</strong>, non i dopocena di Arcore.</p>
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		<title>La reputazione dei giudici</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 13:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un applauso, un grande e caloroso applauso alla Magistratura italiana. Un applauso scrosciante, convinto, genuino. Una standing ovation, insomma, con tanto di lancio di fiori un po’ come accade a teatro. Sì, perché per la prima volta nella storia del nostro Paese, la macchina della giustizia italiana (solitamente ingolfata e lenta più di un bradipo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="paese normale" src="http://farm5.static.flickr.com/4107/5019831651_dce7fe5760.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Un applauso</strong>, un grande e caloroso applauso alla <strong>Magistratura italiana</strong>. Un applauso scrosciante, convinto, genuino. Una <strong>standing ovation</strong>, insomma, con tanto di lancio di fiori un po’ come accade a teatro. Sì, perché per la prima volta nella storia del nostro Paese, la macchina della giustizia italiana (solitamente ingolfata e lenta più di un bradipo con enfisema polmonare) dimostra che, se vuole, <strong>sa essere più veloce di Speedy Gonzales</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span id="more-12002"></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Dopo mesi e mesi di intercettazioni, senza ancora sapere perché da gennaio 2010 alcuni amici di Silvio Berlusconi fossero intercettati, il Giudice per le indagini preliminari di Milano ha <strong>ovviamente</strong> deciso di <strong>mandare sotto processo</strong> il Premier già il 6 aprile prossimo. Senza passare dall’udienza preliminare, visto che le prove raccolte dalla Spectra capitanata da Ilda Boccassini sarebbero <strong>chiarissime e palesi</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Già, le prove. Vorremmo sapere, in quelle migliaia di pagine minuziosamente fatte trascrivere dai pubblici ministeri, quali sarebbero le prove evidenti che certificherebbero il reato di concussione e di prostituzione minorile. Ma si sa,<strong> in Italia è un dettaglio</strong>. Da noi è possibile condannare un uomo per un delitto (via Poma) dopo ventuno anni, e da noi è anche possibile assolvere un killer pluriomicida come Luca Delfino (gentiluomo genovese già condannato a 16 anni e 8 mesi per aver massacrato una donna con la bellezza di quaranta coltellate) semplicemente perché le immagini delle telecamere non sono proprio chiare. E poi, invece, ci si affanna per processare Berlusconi sulla base dei <strong>cellulari intercettati</strong> di Lele Mora e di Emilio Fede. Di più, le prove che lo accusano di prostituzione minorile sono così lampanti che la presunta prostituta <strong>nega tutto</strong>. Interessante, davvero interessante.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Si parla tanto dell’immagine che il dopocena di Berlusconi darebbe al Mondo, ma non si spende <strong>mai mezza parola</strong> sulla reputazione di una Magistratura che, anziché occuparsi dei veri criminali, passa mesi interi a guardare <strong>tra le lenzuola </strong>altrui. Forse, <strong>per carità di Patria</strong>, è meglio passare oltre certi interrogativi.</p>
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		<title>La sai l&#8217;ultima?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 17:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente la Magistratura si muove sulla vicenda della casa di Montecarlo. Finalmente c’è un indagato, e la Procura di Roma lo fa sapere immediatamente (mica sono tutti Presidenti della Camera). Ebbene, Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri, è indagato per il reato di abuso d’ufficio. Non è una barzelletta, non è un pesce d’aprile anticipato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="paese normale" src="http://farm5.static.flickr.com/4107/5019831651_dce7fe5760.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Finalmente <strong>la Magistratura si muove</strong> sulla vicenda della casa di <strong>Montecarlo</strong>. Finalmente c’è un <strong>indagato</strong>, e la Procura di Roma lo fa sapere immediatamente (mica sono tutti Presidenti della Camera). Ebbene, <strong>Franco Frattini</strong>, Ministro degli Affari Esteri, è indagato per il reato di<strong> abuso d’ufficio</strong>. Non è una barzelletta, non è un pesce d’aprile anticipato. E’ l’ennesima dimostrazione di quanto la battaglia finale sia entrata nel vivo, di quanto i magistrati italiani ormai siano con la bava alla bocca, con il coltello tra i denti. Sono <strong>in guerra contro Berlusconi</strong> e tutto ciò che gli sta attorno. E <strong>sono disposti a tutto</strong>. Anche a diventare ridicoli. Sono loro che<strong> fanno vergognare l’Italia</strong>, altro che i party di Berlusconi. Sono loro che ogni giorno che passa dimostrano di essere una casta politica, un partito in piena regola che si fregia di un’aura di presunta terzietà. <strong>Fanno ridere i polli</strong>. </p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Se non ci fosse da aver paura, sarebbero un <strong>soggetto degno del Bagaglino</strong>, insieme a Martufello ed alla Signora Leonida. Ma purtroppo è la realtà. <strong>Anche questa è Italia</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il vero Regime</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/02/01/il-vero-regime/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 11:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Da questa mattina, per ordine del PM di Roma, Silvia Sereni, sono in corso perquisizioni nell’abitazione privata della giornalista de Il Giornale Anna Maria Greco. La sua colpa? Aver ricordato, utilizzando solo sentenze pubbliche del CSM, alcuni aspetti del passato di Ilda Boccassini. Il reato ipotizzato sarebbe abuso d’ufficio. Stando alle indiscrezioni, sarebbe indagato anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="paese normale" src="http://farm5.static.flickr.com/4107/5019831651_dce7fe5760.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Da questa mattina, per ordine del PM di Roma, Silvia Sereni, sono in corso <strong>perquisizioni </strong>nell’abitazione privata della giornalista de <strong>Il Giornale</strong> Anna Maria Greco. La sua colpa? Aver ricordato, utilizzando solo sentenze pubbliche del CSM, alcuni aspetti del passato di <strong>Ilda Boccassini</strong>. Il reato ipotizzato sarebbe abuso d’ufficio. Stando alle indiscrezioni, sarebbe indagato anche il componente laico del CSM Brigandì.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E questo sarebbe un Paese normale.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Coraggio, fateci votare</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 14:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Poche storie, siamo in prossimità del baratro. Ancora una volta, la democrazia italiana è sull’orlo del precipizio, con la magistratura pronta a dettare l’agenda politica e decisa a smantellare il sistema sorto dalle ceneri di Tangentopoli. Sì, proprio quella Tangentopoli usata dalle toghe per tentare, neanche tanto velatamente, di mettere un piede nel palazzo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="voto" src="http://farm6.static.flickr.com/5088/5367220516_ec7d4f31f2.jpg" alt="" width="280" height="203" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Poche storie, siamo in prossimità del baratro. Ancora una volta, la democrazia italiana è sull’<strong>orlo del precipizio</strong>, con la magistratura pronta a dettare l’agenda politica e decisa a smantellare il sistema sorto dalle ceneri di Tangentopoli. Sì, proprio quella Tangentopoli usata dalle toghe per tentare, neanche tanto velatamente, di mettere un piede nel palazzo del potere. E se allora avevano preparato il terreno per Occhetto e la sua gioiosa macchina da guerra, ora il loro obiettivo primario è <strong>eliminare una volta per tutte</strong> proprio colui che fece naufragare tutti i loro piani. Non l’hanno mai mandata giù, non se ne sono mai fatti una ragione. Da allora la <strong>persecuzione giudiziaria</strong> nei confronti del leader del centrodestra e delle sue aziende ha occupato giudici e cancellieri quasi si trattasse del processo di Norimberga.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Oggi sono ridotti a <strong>cercare tra le lenzuola</strong>, intercettando dialoghi nel bel mezzo di feste in <strong>case private</strong> sperando di scoprire chissà cosa sui gusti e sulle <strong>perversioni sessuali</strong> di Silvio Berlusconi. Eliminarlo con le escort, cercando di sollevare e di indignare il popolo grazie alle solite<strong> gazzette delle procure</strong>, che tralasciando tutto ciò che accade nel Mondo, pubblicano in prima pagina editoriali dedicati alla prostata del Presidente del Consiglio. La loro è una <strong>dichiarazione di guerra</strong>, l’ennesima. Vogliono<strong> sovvertire la volontà popolare</strong>, vogliono sbarrare la strada a chi ha avuto il mandato di governare l’Italia. Un mandato che solo due anni fa <strong>oltre 17 milioni di italiani</strong> hanno affidato a Silvio Berlusconi, conoscendone le virtù, ma anche i vizi e i difetti. Conoscendo i suoi problemi con la giustizia, avendo sentito parlare tanto (troppo) dei vari De Pasquale, Gandus e Boccassini. E nonostante ciò, nonostante le procure abbiano fatto del Cavaliere un mostro, un puttaniere, un mafioso, un evasore fiscale, un corruttore ed un pedofilo, agli italiani interessa ben poco. <strong>Anzi, nulla</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Speravano, gli ermellini, che il 14 dicembre scorso <strong>Fini</strong> ce la facesse a sfrattare da Palazzo Chigi Berlusconi, magari per consegnarlo al destino <em>“di un Noriega qualunque”</em>, come disse nell’occasione l’ex pm <strong>Di Pietro</strong>. E’ andata male, ma non si sono persi d’animo e sono tornati alla carica, chiedendo addirittura il rito immediato per accelerare la soppressione. E allora, se siamo in guerra, bisogna combattere. Ma alla luce del Sole, <strong>democraticamente</strong>. Niente intercettazioni o testimonianze di prostitute più o meno attempate.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Si torni al voto</strong>, si aprano le urne, si chiamino gli italiani a dire la loro. Facciano sapere, con una croce su una scheda, se vogliono essere governati, ancora, da Silvio Berlusconi o se invece preferiscono le congiure di Palazzo, i giochetti dei vecchi arnesi della politica, le manovre della magistratura. Ma si sa, <strong>faranno di tutto</strong> pur di non  far votare gli italiani. Perché <strong>sanno già di perdere</strong>, di essere sconfitti, umiliati da chi ha ben poco tempo da dedicare ai discorsi su quanti orgasmi di fila ha il Premier. <strong>Chi ha la coscienza pulita</strong>, non teme di presentarsi davanti agli elettori.</p>
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		<title>Chi può e chi non può</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/01/15/chi-puo-e-chi-non-puo-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 12:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[fini]]></category>
		<category><![CDATA[giudici]]></category>
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		<description><![CDATA[Se una escort rivela a mezzo stampa di avere avuto rapporti sessuali (e fa capire non solo quelli) con il Presidente della Camera Super Partes, Gianfranco Fini, e se una inchiesta giornalistica porta alla luce il Mistero della Casa di Montecarlo (donata ad un partito e finita nella disponibilità della famiglia del segretario del partito), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="fini" src="http://farm5.static.flickr.com/4094/4951264940_53a360b2cc.jpg" alt="" width="341" height="462" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://www.daw-blog.com/2011/01/08/sesso-e-fini/" target="_blank">Se una escort </a>rivela a mezzo stampa di avere avuto <strong>rapporti sessuali</strong> (e fa capire non solo quelli) con il Presidente della Camera Super Partes, <strong>Gianfranco Fini</strong>, e se una inchiesta giornalistica porta alla luce il Mistero della Casa di <a href="http://www.daw-blog.com/tag/montecarlo/" target="_blank">Montecarlo</a> (donata ad un partito e finita nella disponibilità della famiglia del segretario del partito), ecco, in questi casi<strong> la democratica e gloriosa Magistratura italiana non fa nulla. </strong>Se si muove lo fa con discrezione, in <a href="http://www.daw-blog.com/2010/10/27/fini-era-indagato-tu-lo-sapevi/" target="_blank">silenzio</a>, per arrivare poi a dire che non c&#8217;è reato. Figuriamoci.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ora state attenti. Se, invece, <strong>una minorenne ripete in cento interviste di non aver avuto rapporti sessuali con il Presidente Berlusconi</strong>, ma su giornali come Repubblica e ilFatto si fa capire il contrario, ecco, la democratica e gloriosa Magistratura italiana <strong>apre immediatamente una inchiesta</strong>, iscrive nel registro degli indagati il Nemico di Sempre Silvio Berlusconi e chiede addirittura il rito abbreviato. E attenzione, la prova di tutto, la <strong>pistola fumante</strong>, il fatto che inchioderebbe Berlusconi alle sue responsabilità sarebbe una intercettazione telefonica di Emilio Fede. Il conduttore tv direbbe: &#8220;Bunga Bunga&#8221;. Capito? Siamo messi così. Male, molto male.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>ps e cosa dichiara il Presidente della Camera Fini proprio oggi? &#8220;<em>L&#8217;Italia è più credibile grazie alla magistratura&#8221;</em>. E certo, come no?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La persecuzione ricomincia</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/01/14/la-persecuzione-ricomincia/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 10:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[rubi]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo qualche ora fa la Corte Costituzionale invitava alla “leale cooperazione”. Certo, come no. Il giorno dopo il salvataggio (a metà) del legittimo impedimento, ecco la novità: Silvio Berlusconi (insieme a Lele Mora e ad Emilio Fede) è indagato dalla Procura di Milano per il caso Ruby. Le ipotesi di reato a suo carico? Concussione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="paese normale" src="http://farm5.static.flickr.com/4107/5019831651_dce7fe5760.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Solo qualche ora fa la Corte Costituzionale invitava alla “leale cooperazione”. Certo, come no. Il giorno dopo il salvataggio (a metà) del legittimo impedimento, ecco la novità: <strong>Silvio Berlusconi</strong> (insieme a Lele Mora e ad Emilio Fede) <strong>è indagato dalla Procura di Milano per il caso Ruby</strong>. Le ipotesi di reato a suo carico? <strong>Concussione e prostituzione minorile</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>D’altronde, con ben tre processi ormai avviati alla prescrizione, il rischio che il Cavaliere potesse respirare un po’ era troppo alto. E così, con sorprendente tempismo, i magistrati milanesi si buttano a capofitto sulla preda succulenta,  attaccandosi ai “party brianzoli” per <strong>cercare di far fuori</strong>, ancora una volta, il loro nemico numero uno. Non si arrenderanno mai,<strong> fanno schifo</strong>, ormai per loro è una questione di vita o di morte. Non siamo un Paese normale, proprio no.  E che non ci vengano più a parlare di giudici super partes. Qui siamo davanti solo ad una <strong>banda di ossessionati killer politici</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Indagato per un giorno</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/10/30/indagato-per-un-giorno/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2010/10/30/indagato-per-un-giorno/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 08:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fini]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
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		<description><![CDATA[Indagato sì, ma solo per un giorno. Non è una barzelletta, non è un racconto fantascientifico. E’ quanto è accaduto nella realtà, alla Procura di Roma. Soggetto, o meglio, indagato per ventiquattro ore, Gianfranco Fini. Oggetto dell’indagine: la casa di Montecarlo. Eh sì, tutto vero, tristemente vero. Ora che il segreto istruttorio è caduto, emerge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="fini" src="http://farm5.static.flickr.com/4149/5035502141_c21af44989.jpg" alt="" width="337" height="447" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Indagato sì, <strong>ma solo per un giorno</strong>. Non è una barzelletta, non è un racconto fantascientifico. E’ quanto è accaduto nella realtà, alla Procura di Roma. Soggetto, o meglio, indagato per ventiquattro ore, <strong>Gianfranco Fini</strong>. Oggetto dell’indagine: la casa di Montecarlo. Eh sì, tutto vero, tristemente vero.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ora che il segreto istruttorio è caduto, emerge la verità in merito all’indagine farlocca sull’<em>affaire</em> della <em>maison</em> monegasca, quella venduta a prezzo stracciato infischiandosene dei possibili acquirenti disposti a pagare anche 914 mila euro, ossia più del triplo rispetto a quanto ha sborsato  la società off-shore Printemps. <strong> </strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Un’indagine <em>naif</em></strong>, surrealista, artistica, oseremmo dire. Già, perché praticamente <strong>non è stato ascoltato nessun testimone</strong>, neppure Giancarlo Tulliani, ormai diventato (per la sua assenza) il Kim-Jong Un (terzogenito ed erede del Caro Leader nordcoreano) italiano. No, neppure lui è stato sentito.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Sembra quasi che il clan Tulliani-Fini sia chiuso in una bolla di vetro infrangibile, protetto da tutto e tutti, in primis dalle toghe nostrane, così solerti quando si tratta di mettere alla gogna Berlusconi, così <strong>rispettose dei ruoli istituzionali </strong>quando nella melma sguazza l’ex fascista. D’altronde, <strong>con Fini si va sul sicuro</strong>, devono aver detto i magistrati.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E&#8217; così bravo, così trasparente, lui&#8230; E poi, sta combattendo così bene contro Berlusconi! Lo sta quasi distruggendo, gli sta togliendo mezza classe dirigente del partito, lo sta facendo impazzire con i tira e molla sul lodo Alfano.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Lasciamolo stare, su. Teniamo tutto coperto, segreto, <strong>facciamo una cosa rapida e indolore</strong>, in modo da non dare argomenti a chi vorrebbe scoperchiare qualche vaso di Pandora o rispolverare un paio di scheletri che affollano l&#8217;armadio dell&#8217;ex fascista. E così è andata. <strong><em>Chapeau</em></strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ATTENTATO/ Dal CSM le prime ammissioni di colpa</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 13:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[attentato]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra i tanti fomentatori d’odio, tra i tanti che da tempo soffiano sulle braci dell’imbecillità umana, ci sono pure loro, i magistrati schierati da una ben precisa parte politica, quelli che amano visitare gli studi televisivi e rilasciare interviste ai giornali. Non lo diciamo noi, sia chiaro. A dirlo è un autorevole membro del CSM, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Csm" src="http://farm3.static.flickr.com/2583/4186645711_e5dfb46a81_o.jpg" alt="" width="520" height="394" /></p>
<p>Tra i tanti <strong>fomentatori d’odio</strong>, tra i tanti che da tempo soffiano sulle braci dell’imbecillità umana, ci sono pure loro, i magistrati schierati da una ben precisa parte politica, quelli che amano visitare gli studi televisivi e rilasciare interviste ai giornali. <strong>Non lo diciamo noi</strong>, sia chiaro. A dirlo è un autorevole membro del CSM, <strong>Gianfranco Anedda</strong>. Parole chiare ed inequivocabili, che non fanno altro che <strong>squarciare finalmente il velo dell’ipocrisia</strong> su quella specie di <em>sancta sanctorum</em> che sarebbe il Consiglio Superiore della Magistratura. Parole che hanno aperto una breccia in una congrega che sembrava un monolite, chiusa a riccio nell’opporsi, senza se e senza ma, al principale nemico: Silvio Berlusconi. E invece no. Anedda ha fatto nomi e cognomi, lasciando perdere la prudenza e il finto garbo istituzionale. <strong>Armando Spataro</strong> e <strong>Antonio Ingroia</strong>, due di quei magistrati <strong><em>“le cui parole, proprio perché eccessive, sono state indirettamente causa di violenza”</em></strong>. Una bomba. Immediate e ovviamente sdegnate le reazioni degli altri membri del CSM, tutti affannati a definire <em>“inaccettabili”</em> ed <em>“irresponsabili”</em> le frasi del loro collega.</p>
<p>Ridicola, poi, la reazione di Luca <strong>Palamara</strong>, Presidente dell’ ANM, associazione-partito che un giorno sì e l’altro pure passa al vaglio i provvedimenti del Governo in tema di giustizia e dice (ovviamente) che sono un attacco alla democrazia: <em>“Anedda intende trascinare la magistratura nel <strong>clima di esasperazione e di lotta che non le appartiene</strong>, e che abbiamo sempre respinto”</em>. Certo, come no. Se il clima di esasperazione e di lotta lo si respinge dicendo che <em>“non è più il tempo della neutralità, che <strong>bisogna rovesciare il corso degli eventi</strong>”</em> (copyright Antonio Ingroia), è chiaro che Palamara o non conosce bene la lingua italiana o mente sapendo di mentire. Difese pietose, reazioni che fanno ridere, e pure tanto. Era ora che qualcuno dimostrasse di <strong>avere le palle</strong> e di sfidare apertamente l’organo di cui fa parte, dicendo chiaramente le cose come stanno, <strong>facendo nomi e cognomi</strong> di magistrati che si dedicano più alla politica che al loro mestiere di giudici. Vedremo se la breccia è destinata ad allargarsi o se le voci dissonanti saranno costrette al silenzio. Ancora una volta.</p>
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		<title>Napolitano si rivolge ai magistrati. A buon intenditor poche parole.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpensatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[napolitano]]></category>
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		<description><![CDATA[Sinceramente, non me l&#8217;aspettavo, ma evidentemente anche il Presidente della Repubblica dev&#8217;essersi accorto che la tensione istituzionale era salita a livelli insopportabili e ha deciso di richiamare le parti litiganti: politica e magistratura. Ai primi, perciò, ha ricordato i tanti problemi che affannano il Paese e che vanno quindi affrontati col dovuto impegno, senza perdersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente, non me l&#8217;aspettavo, ma evidentemente <strong>anche il Presidente della Repubblica dev&#8217;essersi accorto che la tensione istituzionale era salita a livelli insopportabili</strong> e ha deciso di <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=3259" target="_blank">richiamare le parti</a> litiganti:<strong> politica e <span style="color: #3366ff">magistratura</span></strong>.</p>
<p>Ai primi, perciò, ha ricordato i tanti problemi che affannano il Paese e che vanno quindi affrontati col dovuto impegno, senza perdersi in chiacchiere.<br />
<strong>Ai secondi</strong>, invece, <strong>Napolitano ha riservato una stoccata violentissima</strong>.</p>
<blockquote><p>&#8220;<span style="color: #000000"><em><strong>Quanti appartengono alla istituzione preposta all&#8217;esercizio della giurisdizione, si attengano rigorosamente allo svolgimento di tale funzione</strong></em></span>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Più chiaro di così, si muore.<br />
<strong>La magistratura ha colmato la misura</strong> e ha fatto un po&#8217; la fine dei musicanti di Brema: andati per suonarle, finirono suonati.<br />
<strong>La smettano, le toghe, di sentirsi &#8220;<span style="color: #3366ff"><em>Potere</em></span>&#8221; quando la Costituzione li ha fatti &#8220;<span style="color: #3366ff"><em>Ordine</em></span>&#8221; dello Stato!</strong><br />
Gli sconfinamenti di campo hanno, evidentemente, ecceduto ogni limite.<br />
<a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_26/csm_dichiarazioni_berlusconi_pdl_2169cbb2-dacd-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml" target="_blank">L&#8217;ultimo</a>, proprio ieri, quando <strong>un Consigliere del CSM si è permesso di parlare a nome dell&#8217;Organo di Autogoverno dei magistrati, chiedendo addirittura che, nell&#8217;ambito di una pratica a tutela delle toghe di Milano e Palermo, fossero &#8220;acquisite le dichiarazioni rese dal Premier&#8221; durante la direzione del partito</strong> e poi riportate, non si capisce neanche quanto fedelmente, da stampa e tivù.</p>
<p><strong>Un&#8217;idea che non dev&#8217;essere piaciuta a Napolitano</strong>, che deve avervi visto l&#8217;ennesimo tentativo di una parte di magistratura di dotarsi di competenze che assolutamente non le spettano e, peggio ancora, che <strong>violano l&#8217;equilibrio istutuzionale garantito dalla Costituzione</strong>.</p>
<p>Tant&#8217;è che lo stesso Presidente, sentendo puzza di golpe giudiziario (<em>ma questa è una mia interpretazione&#8230;</em>) e relativo ribaltone parlamentare, ha messo in chiaro un altro paio di cosette:</p>
<blockquote><p>&#8220;<em><strong>Nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento, in quanto poggi sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini-elettori il consenso necessario per governare</strong></em>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Intesi?<br />
Si mettano l&#8217;animo in pace e la smettano di tirare inutili spallate al Governo!</p>
<p>Non pago, Napolitano rincara la dose e dà il colpo di grazia:</p>
<blockquote><p>&#8220;<em><strong>Spetta al Parlamento esaminare, in un clima più costruttivo, misure di riforma volte a definire corretti equilibri tra politica e giustizia</strong></em>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Insomma: <strong>ai magistrati spetta applicare la legge. E non polemizzare col legislatore</strong>. Perchè non è quella la funzione a cui sono preposti.<br />
Tutto chiaro?</p>
<p>Speriamo&#8230;<br />
A buon intenditor, poche parole&#8230;</p>
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		<title>I magistrati preparano il plebiscito per Berlusconi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Se fosse vera la clamorosa trovata dei pm di Palermo, riportata dal Giornale, cioè il possibile avviso di garanzia per Silvio Berlusconi con l&#8217;accusa di &#8220;concorso esterno&#8221; in associazione mafiosa e relativa confisca del patrimonio, ci troveremmo di fronte all&#8217;ultimo disperato assalto della magistratura deviata contro il Presidente del Consiglio. Una iniziativa, se fosse vera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se fosse vera la clamorosa trovata dei pm di Palermo, riportata dal <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/ora_pm_vogliono_patrimonio_berlusconi/25-11-2009/articolo-id=401547-page=0-comments=1" target="_blank">Giornale</a>, cioè il <strong>possibile avviso di garanzia per Silvio Berlusconi</strong> con l&#8217;accusa di &#8220;concorso esterno&#8221; in associazione mafiosa e relativa confisca del patrimonio, ci troveremmo di fronte all&#8217;<strong>ultimo disperato assalto della magistratura </strong>deviata contro il Presidente del Consiglio.</p>
<p>Una iniziativa, se fosse vera, davvero <strong>clamorosa</strong>. Ma che rivela <strong>due aspetti preoccupanti: la disperazione e l&#8217;ossessione</strong> della magistratura. Disperazione perchè arriva, per l&#8217;ennesima volta, a formulare l&#8217;accusa per un reato che non esiste:<strong> il concorso esterno non c&#8217;è da nessuna parte</strong>, e la sua formulazione è così pericolosa da poter essere riconducibile a chiunque. <strong>Ossessione</strong> perchè l&#8217;obiettivo è sempre lui, il Cavaliere, e questo rappresenterebbe soltanto l&#8217;ultimo dei tanti tentativi.</p>
<p>L&#8217;aspetto positivo, per Berlusconi, è che questa iniziativa svelerebbe a tutti, pure a chi negli anni ha sempre mostrato un certo rispetto per le indagini della magistratura,<strong> il vero volto del partito dei giudici</strong>. E&#8217; chiaro che una mossa del genere da parte della magistratura aprirebbe un confronto durissimo, mai visto in passato. Assisteremmo ad una <strong>guerra senza precedenti tra politica e magistratura</strong>. Intanto, da fare subito in Parlamento è la cancellazione immediata del reato di concorso esterno, perchè così non è sostenibile. Poi, perchè no, valutare se tornare immediatamente alle urne e chiedere agli elettori un parere su questa accusa: a parte i quattro ossessionati che votano Di Pietro, <strong>gli italiani regalerebbero un plebiscito a Silvio Berlusconi</strong>. Un consenso senza precedenti. Senza alcun tipo di &#8220;peso&#8221;, come Fini, ma un <strong>mandato in bianco per il Cavaliere. </strong>Ripeto: in bianco. Una forza politica quasi pericolosa. E&#8217; questo che vuole la magistratura?<em> Si accomodi.</em></p>
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		<title>Il no preventivo di questa casta di privilegiati</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 10:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Associazione Nazionale Magistrati ha detto “no”. Vietato fare (o anche solo pensare) qualsiasi riforma costituzionale che tocchi la giustizia. All’unanimità il Soviet delle toghe ha proclamato lo stato di agitazione per “difendere a oltranza i valori della Costituzione”. Inconcepibile. Questo sì che è un attentato, un tentato golpe, un’indebita ingerenza. “Diciamo no ad una riforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2432" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-2432" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/10/toghe1.jpg" alt="toghe d'Italia" width="500" height="336" /><p class="wp-caption-text">toghe d&#39;Italia</p></div>
<p>L’Associazione Nazionale Magistrati ha detto <em>“no”</em>. Vietato fare (o anche solo pensare) qualsiasi riforma <strong>costituzionale </strong>che tocchi la giustizia. All’unanimità il Soviet delle toghe ha proclamato lo <strong>stato di agitazione</strong> per <em>“difendere a oltranza i valori della Costituzione”</em>. <strong>Inconcepibile</strong>. Questo sì che è un attentato, un tentato golpe, un’indebita ingerenza. <em>“<strong>Diciamo no ad una riforma costituzionale</strong>, difendiamo l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza dei magistrati nell&#8217;interesse dei cittadini”</em>, ha dichiarato il Presidente dell’ANM, Luca Palamara. <strong>Ma con quale autorità?</strong> In quale altro Paese del Mondo i magistrati potrebbero opporsi ad una riforma parlamentare? In nessuno, solo da noi. In quale democrazia il sindacato dei giudici potrebbe porre il <strong>veto</strong> su un progetto di riforma costituzionale per la cui approvazione sarà probabilmente necessario un referendum popolare? <strong>Solo in Italia</strong>. E poi hanno il coraggio di parlare di Berlusconi e dei suoi sfoghi, del suo sentirsi costantemente inquadrato dal mirino delle toghe che così tanto amano fare politica. Non hanno dignità, il potere ha dato evidentemente alla testa. Il problema è proprio questo: <strong>hanno troppo potere</strong>, hanno addirittura un Sindacato. Hanno un Parlamentino, hanno un Presidente. Hanno tutto. Vorrebbero di più, e sono pronti ad ogni azione per ottenerlo.</p>
<p>Come si fa ad immaginare una magistratura indipendente o neutrale quando poi i fatti dimostrano tutt’altro? <strong>Con che coraggio</strong> si consiglia a Berlusconi di farsi <em><strong>“processare con serenità”</strong></em> quando poi i soggetti giudicanti sono dei fanatici che, girando per ristoranti, inneggiano a Prodi (e già qui ci vorrebbe un test alcolemico) e si augurano la caduta del Premier democraticamente eletto? Come si fa a essere tranquilli quando il giudice è una signora che nel tempo libero insulta l’imputato in diversi forum online e partecipa a social forum in giro per il Mondo? Non si può essere tranquilli, proprio no. Ben venga allora una riforma che <strong>ponga fine a certi privilegi</strong> (i loro privilegi, sui quali nessuno può aprir bocca, tipo i giudici della Corte Costituzionale che ci costano <strong>50 milioni annui</strong>), che impedisca alle toghe di far politica attiva e di <strong>dettare l’agenda al Parlamento</strong>. Sarebbe già un buon inizio.</p>
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		<title>Chi l&#039;ha detto?</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/08/07/chi-lha-detto/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 21:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nick</dc:creator>
				<category><![CDATA[interni-old]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Politici]]></category>
		<category><![CDATA[scandali]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera aperta di un noto politico al magistrato che cura una indagine che lo coinvolgerebbe. «L&#8217;amore per la verità non mi consente più di tacere. Ho l&#8217;impressione di assistere ad un paradossale capovolgimento logico per il quale i briganti prendono il posto dei galantuomini e viceversa» (&#8230;) «Io ho la buona e piena coscienza non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera aperta di un <span style="font-weight: bold">noto politico</span> al magistrato che cura una indagine che lo coinvolgerebbe.</p>
<p><span style="font-style: italic"></span><br />
<blockquote><span style="font-style: italic">«<span style="font-weight: bold">L&#8217;amore per la verità non mi consente più di tacere</span>. Ho l&#8217;impressione di assistere ad un paradossale capovolgimento logico per il quale i briganti prendono il posto dei galantuomini e viceversa» (&#8230;) «Io ho la buona e piena coscienza non solo di non aver mai commesso alcun illecito nella mia vita, ma viceversa di aver dedicato tutte le mie energie a battaglie di giustizia e legalità. (&#8230;) «Stupefacente notare che &#8220;L&#8217;Espresso&#8221; pubblica un articolo fotocopia del rotocalco rivale. <span style="font-weight: bold">Sarebbe carino indagare sul calco diffamatorio che origina questa singolare sintonia di scrittura</span>. In effetti mi considero un puro: e non rinuncio ad aver fiducia nel genere umano e a credere che la giustizia debba alla fine trionfare» (&#8230;) «In questi anni di governo, ogni volta che ne ho ravvisato la necessità, ho adottato provvedimenti tanto tempestivi quanto drastici a tutela delle istituzioni: sono fatti noti, che fanno la differenza tra il presente e il passato. Ma la sua indagine, dott. </span>(nome del magistrato; ndnick)<span style="font-style: italic">, sta diventando, suo malgrado, <span style="font-weight: bold">lo strumento di una campagna politica e mediatica che mira a colpire la mia persona, pur non essendo io accusato di nulla</span>. Per antico rispetto verso la magistratura e verso di lei </span><span style="font-weight: bold;font-style: italic">ho evitato, in queste settimane di reagire alla girandola di anomalie</span><span style="font-style: italic"> con le quali si coltiva un&#8217;inchiesta la cui efficacia si può misurare esclusivamente sui Tg. </span><span style="font-weight: bold;font-style: italic">La prima anomalia è che lei non abbia sentito il dovere di astenersi</span><span style="font-style: italic">, per la ovvia e nota considerazione che <span style="font-weight: bold">la sua rete di amici e parenti</span> le impedisce di svolgere con obiettività questa specifica inchiesta. La seconda anomalia riguarda l&#8217;aver trattenuto sotto la competenza della Procura Antimafia una mole di carte che hanno attinenza con eventuali profili di illiceità nella Pubblica Amministrazione. La terza riguarda l&#8217;acquisizione di atti che costituiscono il processo di gestazione di alcune leggi, come se le leggi fossero sindacabili dall&#8217;autorità inquirente. La quarta riguarda </span><span style="font-weight: bold;font-style: italic">la incredibile e permanente spettacolarizzazione dell&#8217;inchiesta</span><span style="font-style: italic">: che si svolge, in ogni suo momento, a microfoni aperti e sotto i riflettori. Così per la mia convocazione in Procura. Così per l&#8217;inaudita acquisizione dei bilanci di alcuni partiti e addirittura di alcune liste elettorali» (&#8230;) «</span><span style="font-weight: bold;font-style: italic">Il polverone si è mangiato i fatti</span><span style="font-style: italic">: quelli circostanziati legati al cosiddetto sistema &#8220;Tarantini&#8221;: e nella festosa scena abitata da questo imprenditore io, a differenza persino di alcuni magistrati, non ho mai messo piede. Lei è così presa dalla sua inchiesta che forse non si è accorta di come essa clamorosamente precipita fuori dal recinto della giurisdizione:</span><span style="font-weight: bold;font-style: italic"> sono diventato io, la mia immagine, la mia storia, la posta in gioco di questa ignobile partita</span><span style="font-style: italic">. Non dico altro. Il dolore lo può intuire. </span><span style="font-weight: bold;font-style: italic">Qualcuno sta costruendo scientificamente la mia morte</span><span style="font-style: italic">. Per me che amo disperatamente la vita è difficile non reagire. Le chiedo solo di riflettere su queste scarne parole».</span></p></blockquote>
<p>Unico indizio per individuare il politico che ha scritto tale lettera: <span style="font-weight: bold">non è Silvio Berlusconi.</span></p>
<p><span style="font-weight: bold">Chi è?</span></p>
<p>(risposta: <span style="font-style: italic"><a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-8449.htm" target="_blank">Niki Vendola</a></span>)</p>
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