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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; liberal</title>
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		<title>Oh, i liberal scoprono che &quot;in Obama c&#039;è un po&#039; di Bush&quot;&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 08:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1737" class="wp-caption alignleft" style="width: 340px"><img class="size-full wp-image-1737" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/Obama-200811.jpg" alt="Tempi duri per Magic BHO" width="330" height="426" /><p class="wp-caption-text">Tempi duri per Magic BHO</p></div>
<p>Mentre <em>Gallup</em> dice che l’attuale indice di gradimento di Magic Obama è <strong>di poco superiore al 50%</strong> (a gennaio era il 70%), anche nei salottieri ambienti liberal statunitensi sembra che ci si stia lentamente risvegliando dal letargo post-orgasmico causato dal precoce e planetario infojamento per il Messia hawaiano trapiantato in Illinois. In un <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=N222M">commento</a> recentemente apparso su <em>La Stampa</em>, la “liberal feminist” <strong>Naomi Wolf</strong> si è accorta che, a proposito del tanto strombazzato new deal tutto centrato sul rispetto dei diritti umani, i tribunali militari che giudicano senza un vero processo stanno operando di nuovo. Di più: <strong><em>“Obama sta freddamente segnalando che darà inizio a detenzioni preventive”</em></strong>. I prigionieri, stando a quanto dichiarato dal portavoce del Pentagono, saranno divisi in tre categorie.</p>
<p>Oltre a quelli che vedranno nuovamente la libertà e quelli che saranno processati dalle corti civili Usa, vi è infatti il gruppone di coloro che, non potendo essere né rilasciati né processati, <strong>saranno detenuti in quella che sarà chiamata “detenzione preventiva”</strong>. In pratica, come volevasi dimostrare, nulla cambia. Guantanamo, nonostante le firme in mondovisione, è ancora lì, proprio come l’aveva lasciata il tanto vituperato Bush. Fa poi sorridere il fatto che, rispondendo alle proteste degli attivisti illusi dal change, il dipartimento di Giustizia ha invocato la giustificazione data per anni da Cheney &amp; co., secondo la quale lo State Secrets Act <strong>impedisce che le prove sulla tortura vengano rese pubbliche</strong>. Di conseguenza, un torturato non può comparire davanti a un tribunale. Il Patriot Act di George W. è sempre attuale, e Barack si è ben guardato dal cancellarlo.</p>
<p>Beh, bisogna essere corretti: <strong>un cambiamento effettivamente c’è stato</strong>. Nel nuovo lessico democratico, le pratiche di tortura non vengono più chiamate <em>“crimini”</em>, bensì <em>“fonti e metodi riservati”</em>. E’ proprio un bel <em>change</em>.</p>
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