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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; kabul</title>
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		<title>Grillo: Val di Susa come in Afghanistan</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 12:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Follia pura. Beppe Grillo paragona la Val di Susa all&#8217;Afghanistan dei talebani, terreno di una guerra a suon di bombe e kamikaze. E va oltre, perché Grillo legittima la violenza della popolazione verso le forze dell&#8217;ordine, ma solo &#8220;se gli agenti provengono da altre regioni&#8221;. Quindi è lecito tirare i sassi alle forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5200/5890870980_57a4523c5b_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5032/5890871104_a43f7d173a.jpg" alt="val di susa" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Follia pura. Beppe Grillo paragona la Val di Susa all&#8217;Afghanistan dei talebani, terreno di una guerra a suon di bombe e kamikaze. E va oltre, perché Grillo legittima la violenza della popolazione verso le forze dell&#8217;ordine, ma solo &#8220;se gli agenti provengono da altre regioni&#8221;. <a href="http://www.daw-blog.com/2011/06/27/beppe-grillo-queste-sono-persone-per-bene/">Quindi è lecito tirare i sassi alle forze dell&#8217;ordine,</a> a patto che non siano della vostra terra. Follia.</p>
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<p>Ecco a voi l’ultimo delirio di <strong>Beppe Grillo</strong>, il comico politico più famoso d’Italia: domenica tutti in <strong>Val di Susa </strong>per manifestare insieme ai no-TAV, per <em>“aiutare i valsusini a <strong>riprenderesi il loro territorio</strong>”</em>. Tutti gli italiani, dice Grillo, dovrebbero partecipare. Il motivo?<em> “Può eseere il momento di <strong>svolta per il Paese</strong>, per riaffermare la democrazia e far <strong>sciogliere le Camere questo autunno</strong>”</em>.</p>
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<p>Dunque, se abbiamo capito bene, tra qualche giorno si terrà una marcia di protesta contro il Governo, le opposizioni, Fassino, i banchieri, l’Europa, la polizia, i carabinieri e l’Esercito; contro tutti coloro i quali pensano che un’opera moderna e necessaria come la TAV vada fatta, senza se e senza ma. Una marcia che potrebbe portare, secondo Grillo, alla caduta dell’Esecutivo, alla morte dell’opposizione, allo scioglimento delle Camere e alle elezioni.</p>
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<p>Sì, perché quanto è avvenuto in Val di Susa è intollerabile. Il comico denuncia infatti che <strong>la valle è stata trasformata in un Afghanistan</strong> in versione mignon, con ben <em>“<strong>600 uomini armati </strong>a proteggere giorno e notte il presidio della Maddalena, per un totale di 2.000 militari”</em>. E ancora, <em>“nei boschi circostanti sono stati posati <strong>blocchi di cemento</strong> che reggono <strong>reticolati alti due metri e mezzo</strong>, le tende lasciate dai <strong>valsusini in fuga dalla montagna</strong> sono state tagliate”</em>. Insomma, conclude Beppe Grillo, quella cui stiamo assistendo è “un’<em> </em><strong><em>azione di guerra contro la popolazione”</em></strong>. Come in Afghanistan, <strong>come a Kabul</strong>.</p>
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<p>Una vergogna, un’oscenità, un grido di dolore che squarcia il petto dei poveri, <strong>pacifici ed innocenti manifestanti</strong>. Loro, con le lacrime agli occhi nel vedere <em>“una valle e una montagna sventrate per sempre”</em>. Loro, incolpevoli ed <strong>ingiustamente accusati</strong> di aver preso a sassate i poliziotti e di aver insultato gli operai che all’alba iniziavano i lavori al cantiere. Sì, perché <em>“<strong>un valsusino non picchierebbe mai un suo amico</strong> o una <strong>vecchia signora che lo ha visto crescere</strong>”</em>. E se hanno alzato le mani o scagliato qualche sasso, beh, lo hanno fatto perché <strong><em>“le forze dell’ordine occupanti vengono da altre regioni italiane”</em></strong>. Quindi, come è chiaro, in questo caso la violenza è lecita, legittima: mica erano della Val di Susa quegli operai e quei poliziotti!</p>
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<p><strong>Non serve commentare oltre</strong>, le frasi deliranti di Beppe Grillo bastano ed avanzano per capire a che punto siamo arrivati. Paragonare l’Afghanistan violentato dai talebani e terreno di una decennale guerra a suon di bombe e di kamikaze con le valli piemontesi; <strong>legittimare una violenza</strong> fatta nei confronti di estranei, di <em>“forze dell’ordine provenienti da altre regioni”</em>.</p>
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<p>E’ questa la scossa alla politica italiana che vuole dare qualcuno da sinistra? E’ il programma di Grillo quello che il <strong>vendolismo </strong>intende cavalcare nella rincorsa a Palazzo Chigi? Se è così, è <strong>meglio scappare</strong>. Prima di vedere l’Italia intera trasformata in una<strong> immensa landa afghana</strong>.</p>
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<p>(C) DAW-BLOG RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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<p><a href="http://www.daw-blog.com/2011/06/11/e-ora-vi-rottamiamo/"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3551/5824485684_663327f071_m.jpg" alt="rottamazione 1" width="201" height="200" /><img src="http://farm4.static.flickr.com/3477/5823965137_3b638ca3de_m.jpg" alt="rottamazione 2" width="201" height="200" /></a></p>
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		<title>Siamo in guerra, bisogna combattere</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 13:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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		<description><![CDATA[Parlare così a caldo è sempre difficile, così come scrivere due righe. Si rischia sempre di cadere nella retorica, nella prosopopea strappalacrime. I fatti li sappiamo tutti, ormai: per l’ennesima volta (e questa è stata una delle volte peggiori), un kamikaze, il solito terrorista scrupolosamente indottrinato, si è schiantato contro due nostri blindati Lince. Sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2090" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/09/soldati1.jpg" alt="soldati" width="450" height="300" /></p>
<p>Parlare così a caldo è sempre difficile, così come scrivere due righe. Si rischia sempre di cadere nella retorica, nella prosopopea strappalacrime. <strong>I fatti li sappiamo tutti</strong>, ormai: per l’ennesima volta (e questa è stata una delle volte peggiori), un kamikaze, il solito terrorista scrupolosamente indottrinato, si è schiantato contro due nostri blindati Lince. <strong>Sei morti</strong>, <strong>quattro feriti</strong>. <strong>Quindici le vittime civili</strong>. E’ forse giunto il momento di dire le cose come stanno, che tutti se ne convincano e si mettano il cuore in pace: <strong>siamo in guerra</strong>, una guerra globale contro il terrorismo che ha nello sciagurato Afghanistan il suo epicentro. Lì c’è pressoché tutto il Mondo, e ci siamo noi. Certo, i nostri militari hanno in questi anni fatto moltissimo, più di quanto fosse loro richiesto: hanno costruito strade, ospedali, scuole, case. Ed è questo il lato che più piace ricordare ai tanti che mettono la testa sotto la sabbia, volendo ignorare che per fare tutte queste belle cose i nostri uomini corrono, come si è visto, rischi mortali. <strong>Lo fanno a loro rischio e pericolo</strong>, tra allarmi che suonano a tutte le ore del giorno e della notte, con il cuore perennemente in gola. Con la sabbia e il terriccio afghano che ti entrano dappertutto, e si appiccicano alla pelle dandoti la sensazione di essere sempre sporco. <strong>Con il terrore di non rivedere più la famiglia lasciata a casa</strong>.</p>
<p>Certo, sono lì anche per arrotondare lo stipendio, per prendere qualche soldo in più per programmare il futuro, una famiglia; magari per pagare l’università ai figli o per ristrutturare casa. E allora? Che c’è di anormale e di vergognoso in tutto questo? Nulla, <strong>assolutamente nulla</strong>. Non si tratta di mercenari, ma di gente che crede in quello che fa. Ragazzi, uomini e donne che si comportano bene. Persone comuni, che hanno coraggio da vendere. Eppure c’è sempre chi, subdolamente, tira in ballo il dio denaro, le presunte vere motivazioni che spingerebbero centinaia di italiani ad andare in quell’inferno. E’ la guerra, niente di misterioso o di poco comprensibile. E’ tutto estremamente chiaro. <strong>Bisogna combattere</strong>. Combattere per noi, per la nostra sicurezza; combattere per gli afghani che aspirano da decenni ad una parvenza di libertà, anche minima. Combattere perché il Mondo intero possa sentirsi più sicuro. Sconfiggere il nemico, perché fino a prova contraria i talebani questo sono, <strong>è un dovere</strong>.</p>
<p>Non si può scappare, non si può indietreggiare. Paradossalmente sono queste tragedie che ci fanno capire quanto <strong>fondamentale sia stare laggiù</strong>: finché un vigliacco, un infame, sarà libero di scorazzare indisturbato con 100 chili di esplosivo in macchina in quella che dovrebbe essere la via più sicura di Kabul, significa che <strong>c’è ancora molto da fare</strong>.</p>
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