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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; italia</title>
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		<title>I tedeschi ce l&#8217;hanno con noi? Per forza, noi abbiamo quello che loro si sognano</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 13:07:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I tedeschi ce l’hanno sempre avuta con noi, ci hanno sempre reputato dei codardi, come ricorda pure lo Spiegel nel numero in edicola. Ci hanno sempre trattato come gli ultimi della classe, come i poveracci maghrebini del Nord che osano intaccare la purezza ariana. La loro razza, appunto, quella eletta Eppure, dietro quella severità teutonica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="italia germania" src="http://farm8.staticflickr.com/7004/6775637561_80670acc06.jpg" alt="" width="480" height="206" /></p>
<p>I tedeschi ce l’hanno sempre avuta con noi, ci hanno sempre reputato dei codardi, come ricorda pure lo Spiegel nel numero in edicola. Ci hanno sempre trattato come gli <strong>ultimi della classe</strong>, come i <strong>poveracci maghrebini del Nord</strong> che osano intaccare la purezza ariana. La <a href="http://www.daw-blog.com/2012/01/27/basta-ipocrisia-ilgiornale-ha-ragione-leditoriale-del-der-spiegel-e-roba-da-nazisti/">loro razza</a>, appunto, quella eletta Eppure, dietro quella severità teutonica, dietro quello schifo manifestato nei nostri confronti, si nasconde in realtà una <strong>grande e grossa invidia</strong>. Sotto sotto, noi abbiamo quello che loro (pur forti, ricchi e seri) possono solo sognare.</p>
<p>Noi al governo avevamo <strong>Mara Carfagna</strong>, mentre loro si devono accontentare di un’ispida <strong>culona inchiavabile</strong> che alterna giacche color prugna a vestitini verde pisello che le nostre mogli, sorelle o fidanzate non metterebbero neanche per andare nell’orto.</p>
<p>Noi abbiamo uno dei mari più belli del mondo, acqua cristallina e spiagge dove stendersi a farsi bruciare dal Sole. Loro possono solo guardare, infagottati in giacconi e cappotti, le navi rompighiaccio di passaggio nel freddo mare del Nord. Non a caso, d’estate l’Italia viene colonizzata da <strong>orde tedesche</strong> di uomini e donne con la pelle bianchissima e gli immancabili sandali con calzino bianco annesso.</p>
<p>Eh sì, perché noi abbiamo anche lo stile, la moda, il gusto della bellezza. Loro se lo scordano, e di certo il <strong>trangugiare wurstel</strong>, crauti e salse varie ad ogni ora del giorno non aiuta a mantenere una linea piacente. La cucina, poi, raggiunge vette impareggiabili qui in Italia, e noi siamo costretti ad assistere scene impagabili nei ristoranti, dove qualche suddito della culona usa cucchiaio, forchetta e in qualche caso pure il <strong>coltello per mangiare gli spaghetti</strong>. Perché non sono in grado di mangiarli normalmente. Loro, la razza eletta.</p>
<p>Poveracci, c’è da capirli. E anche un po’ da compatirli: <strong>non hanno neanche il bidet</strong>, non sanno cosa sia (salvo rare eccezioni) quel sanitario dalla forma un po&#8217; strana installato in ogni bagno italico.</p>
<p>E nonostante ciò, vengono a darci lezioncine stucchevoli e insopportabili, con quell’<strong>aria da kapò</strong> che mai hanno perso, nonostante le loro continue e frustranti sconfitte nella storia. Fanno anche tanta <strong>tenerezza</strong>, dopotutto. Nonostante siano ariani, tutti biondi alti e con gli occhi azzurri.</p>
<p>Infine, come dimenticare di aver vinto il mondiale di calcio in casa loro?<em> Il cielo è azzuro sopra Berlino:</em></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>2012 fuga dall&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/12/22/2012-fuga-dallitalia/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caravaggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cambiare tutto per non cambiare niente, benvenuti in Italia. Mi chiedo spesso se questo stoico sopportare degli italiani le vessazioni di uno stato inutile e parassita, corrisponda all’applicazione sostanziale del precetto evangelico “porgi l’altra guancia” o se invece non sia la conclamata demenza senile di un paese vecchio ed in declino. Propendo più per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="2012 fuga" src="http://farm8.staticflickr.com/7167/6554443521_0266c213d4.jpg" alt="" width="480" height="270" /></p>
<p>Cambiare tutto per non cambiare niente, benvenuti in Italia. Mi chiedo spesso se questo stoico sopportare degli italiani le vessazioni di uno stato inutile e parassita, corrisponda all’applicazione sostanziale del precetto evangelico “porgi l’altra guancia” o se invece non sia la conclamata demenza senile di un paese vecchio ed in declino. Propendo più per la seconda ipotesi, solo degli incapaci di intendere e volere possono assistere a questa tragedia senza battere ciglio.</p>
<p><a href="http://www.daw-blog.com/2011/12/15/sole-24-ore-su-monti-diamogli-tempo-non-bisognava-fare-presto/">Nessuno urla più “FATE PRESTO”</a>, i giornali non dedicano più titoloni e paginate allo spread impazzito. Berlusconi, infine, sono riusciti ad abbatterlo, che sarà mai il 6% di interessi da pagare sui nostri bond se il caimano se n&#8217;è (temporaneamente) andato? Eppure lo spread balla sempre intorno ai 500 punti nonostante l’illuminato direttorio tecnico regni da quasi due mesi. Tutto doveva cambiare in pochi istanti, ci saremmo risollevati in un baleno, i tecnici avrebbero raddrizzato le storture dello stivale con uno schiocco di dita.</p>
<p>Tutte cazzate, com&#8217;era del resto prevedibile. Anzi ho come l’impressione che stiamo messi peggio di prima, dalla padella alla brace: siamo “governati” da un’oligarchia tecnocratica voluta da Napolitano, De Benedetti, Confindustria e Banche; abbiamo rinverdito i fasti del regno del Lombardo-Veneto e dei Borboni, chinando il capo e subendo i diktat inaccettabili di Merkel e Sarkozy; abbiamo abdicato ad un’Europa bipolare governata dai tedeschi e dal vassallo francese che fanno, sulla nostra pelle, il bello ed il cattivo tempo tradendo l’ideale stesso d’Europa, unione di popoli e non federazione di banche a tutela di interessi particolari; per l’ennesima volta abbiamo autorizzato la partitocrazia nostrana, arraffona e vigliacca, a beffarsi di noi elettori&#8230; E già solo questo basterebbe a provocare un sussulto d’orgoglio, una richiesta di risarcimento.</p>
<p>Ed invece la situazione peggiora di ora in ora. Il governo dei supereroi alla fine ha scoperto di essere più debole del precedente di fronte all’arroganza ed ai veti di partiti, sindacati e corporazioni. Dovevano rivoltare lo stato ed invece, come sempre, faranno versare lacrime e sangue ai soliti noti, noi. Invece di chiudere i rubinetti della spesa, ci rapineranno. E non è tutto, il peggio deve arrivare! Questo stato corrotto che in tutti questi anni ha solo dimostrato di non sapere amministrare il nostro denaro ma di sperperarlo indecentemente ha deciso di trattarci preventivamente come dei ladri! Verremo spiati costantemente, il Grande Fratello saprà dove, come e quanto spendiamo e guadagniamo, la nostra libertà sarà vigilata.</p>
<p>E lo spread ancora sta lì ad ammonirci che il default è più che mai un’ipotesi reale, che l’Italia è il Titanic con tanto di orchestrina strimpellante. Ci hanno tolto la dignità di elettori, ci hanno mangiato i soldi, ci hanno svenduto ai padroni tedeschi e ci stanno privando della libertà. Manca solo la ciliegina sulla torta: il fallimento.</p>
<p>Da quest’Italia e da quest’Europa bisogna scappare in fretta, il tempo a disposizione sta scadendo.</p>
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		<title>Il prestigio ritrovato, il megalomane Sarkò a Monti: &#8220;ti vuoi muovere?&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 10:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Insomma, è arrivato anche il comunicato ufficiale della presidenza della Repubblica francese firmato da Nicolas Sarkozy. Il succo della nota è questo: caro Mario Monti, ti vuoi muovere? A me e alla Angy hai promesso mari e monti, abbiamo fatto le foto insieme, abbiamo dato vita ad un menage a trois da leccarsi i baffi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="sarkozy" src="http://farm7.static.flickr.com/6105/6276209138_7793153134.jpg" alt="" width="480" height="254" />Insomma, è arrivato anche il comunicato ufficiale della presidenza della Repubblica francese firmato da Nicolas Sarkozy. Il succo della nota è questo: caro <strong>Mario Monti, ti vuoi muovere?</strong> A me e alla Angy hai promesso mari e monti, abbiamo fatto le foto insieme, abbiamo dato vita ad un menage a trois da leccarsi i baffi. Adesso, però, servono i fatti. Io e la Merkel sosteniamo l’Italia, ma l’Italia deve fare le riforme.</p>
<p>Altro che commissariamento, altro che direttorio franco-tedesco. Qui siamo all’<strong>annessione del nostro Paese alla Francia</strong> del megalomane Sarkò, che ormai si è talmente calato nei panni di Napoleone, da considerare l’ipotesi di mettere un suo parente (di figli tra primo, secondo e terzo letto ne ha a volontà) alla guida dell’Italia sempre più sciagurata. Il bello è che tutto questo, che i comunicati solenni scritti mentre la Marsigliese si diffondeva nelle ovattate sale dell’Eliseo, vengono diffusi al Mondo mentre a Palazzo Chigi siede non il puzzone dei puzzoni, non il Cavalier pompetta che crea imbarazzo in tutta Europa, non il barzellettiere vicino al quale neanche il presidente dell’Unione africana vuole sedersi. No, no. I comunicati dei nostri commissari-tutori-padroni vengono scritti quando alla guida del Paese c’è il <strong>professorone</strong> con la cravatta marchiata Unicef, l’uomo moderato che va a Messa la domenica mattina e che va a letto non con qualche baldracca portata da Tarantini, ma con una umile crocerossina dedita al volontariato.</p>
<p>Insomma, da Parigi tirano bombe su di noi proprio quando si è realizzato il sogno dei più scandalizzati dal Berlusca’s style, ovvero la cacciata del cavaliere libertino. Sì, proprio ora che Monti Mario, un uomo tutto d’un pezzo, l’ancora di salvezza per l’Italia, imposto dal Segretario del Pd Napolitano (non è un lapsus), è lì a <strong>risollevare le sorti patrie</strong>.</p>
<p>Monti che però si fa mettere i piedi in testa da un pericoloso emulo di De Gaulle che pensa di conquistare il Mondo da Parigi. Se questo è il<strong> prestigio ritrovato</strong> (come assicuravano beate le varie Bindi), stiamo freschi. <strong>Siamo messi davvero bene</strong>.</p>
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		<title>Wall Street Journal: &#8220;l&#8217;Italia truccò i conti per entrare nell&#8217;euro&#8221;</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/10/11/wall-street-journal-litalia-trucco-i-conti-per-entrare-nelleuro/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 08:31:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia &#8211; accusa apertamente un editoriale del Wall Street Journal &#8211; potrebbe aver truccato i conti per entrare nell&#8217;euro. «Ci sono tutte le ragioni per ritenere &#8211; scrive Alen Mattich &#8211; che il governo italiano sia stato aggressivo almeno quanto gli altri Paesi europei nel mascherare lo stato delle proprie finanze in modo da ottenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia &#8211; accusa apertamente un editoriale del Wall Street Journal &#8211; potrebbe aver truccato i conti per entrare nell&#8217;euro. «Ci sono tutte le ragioni per ritenere &#8211; scrive Alen Mattich &#8211; che il governo italiano sia stato aggressivo almeno quanto gli altri Paesi europei nel mascherare lo stato delle proprie finanze in modo da ottenere l&#8217;ingresso nell&#8217;area della moneta unica»</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>David Cameron, questo è un leader</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/10/06/david-cameron-un-leader/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 15:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non sostengo i matrimoni gay a dispetto del mio essere conservatore, ma li sostengo proprio perchè sono un conservatore. I matrimoni gay sono una questione di impegno, e questo è un valore dei conservatori&#8221; &#160; Le parole riportate qui sopra non sono state pronunciate da un pericoloso estremista dei diritti civili. Non sono state pronunciate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="cameron" src="http://farm7.static.flickr.com/6054/6217704782_0141c5443b.jpg" alt="" width="480" height="282" /></p>
<blockquote><p>&#8220;Non sostengo i matrimoni gay a dispetto del mio essere conservatore, ma li sostengo proprio perchè sono un conservatore.</p>
<p>I matrimoni gay sono una questione di impegno, e questo è un valore dei conservatori&#8221;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le parole riportate qui sopra non sono state pronunciate da un pericoloso estremista dei diritti civili. Non sono state pronunciate da un minuscolo leader di qualche sconosciuto partito. No, niente di questo. Quelle frasi sono state pronunciate da David Cameron ieri al Congresso dei Tory a Manchester (<a href="http://www.conservatives.com/News/Speeches/2011/10/David_Cameron_Leadership_for_a_better_Britain.aspx">qui il discorso integrale</a>). Cameron, come è noto, non è un tizio qualsiasi, ma è il primo ministro inglese. È, diciamo, il Berlusconi d&#8217;Inghilterra. Ed è di destra, ovviamente.</p>
<p>La speranza di avere anche in Italia una destra così, moderna, civile, laica e liberale sono ormai morte da un pezzo. Se ne riparlerà più avanti, perchè è davvero solo questione di tempo. Qui rimaniamo pure indietro con i nostri pregiudizi, le nostre ossessioni, le nostri veccchie e patetiche paure. Le parole di David Cameron sono sì parole di un leader: perchè un leader, per essere tale, indica anche la strada, la via, un percorso. Un vero leader &#8220;guida&#8221; il proprio Paese: vince i pregiudizi del suo popolo e cerca di portare il suo Paese avanti, più in là, nel futuro. Un vero leader non fomenta le paure e i pregiudizi della gente. Quello non è un leader. Ma un uomo piccolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ps queste parole, in Italia, non le pronuncia nemmeno uno di sinistra. Manco Vendola, paradossalmente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tranquilli, le radiazioni si fermano al confine: qui hanno vinto i sì al referendum</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/09/12/tranquilli-da-noi-le-radiazioni-non-arrivano-qui-hanno-vinto-i-si-al-referendum/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 14:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Francia è esploso un forno di una centrale nucleare, c&#8217;è già stato un morto e ci sono almeno quattro feriti. Non si sa, ancora, quanto sia grave la situazione. Le autorità francesi rassicurano: &#8220;non ci sono al momento fughe radioattive&#8221;. Al momento, già. Ma noi in Italia stiamo tranquilli. Perchè sì, certo, l&#8217;incidente è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="francia nucleare" src="http://farm7.static.flickr.com/6082/6139990409_79d2ba2f4d.jpg" alt="" width="480" height="270" />In Francia è esploso un forno di una<strong> centrale nucleare</strong>, c&#8217;è già stato un morto e ci sono almeno quattro feriti. Non si sa, ancora, quanto sia grave la situazione. Le autorità francesi rassicurano:</p>
<blockquote><p>&#8220;non ci sono al momento fughe radioattive&#8221;.</p></blockquote>
<p>Al momento, già. Ma noi in Italia stiamo tranquilli. Perchè sì, certo, l&#8217;incidente è solo a 242 chilometri da Ventimiglia, a 257 da Torino e a 342 da Genova, ma qui in Italia soltanto pochi mesi fa c&#8217;è stato un referendum sul nucleare, e ci hanno raccontato che con la vittoria del sì non ci sarebbero stati problemi di questo tipo. Quindi stiamo tranquillissimi. E quando qualcuno chiedeva del pericolo delle centrali costruite sul nostro confine, o non ti rispondevano o alzavano le spalle. Fatelo ancora, dai.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Economist fottuto dai suoi lettori</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/06/10/leconomist-fottuto-dai-suoi-lettori/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 14:38:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[economist]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Incredibile. L&#8217;Economist pubblica l&#8217;ennesima inchiesta contro Berlusconi, ma succede qualcosa di incredibile. Mai visto. I suoi lettori si indignano e lasciano migliaia di commenti contro questa vera e propria ossessione del giornale inglese (che continua dal 2001 e anche prima). Elettori che contestano punto su punto il dossier, difendendo Berlusconi ma soprattutto l&#8217;Italia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2583/5817792583_e7a07f79b2_z.jpg"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3535/5817792767_acee6a9be2.jpg" alt="economist fotttuto" width="280" height="391" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Incredibile. L&#8217;Economist pubblica l&#8217;ennesima inchiesta contro Berlusconi, ma succede qualcosa di incredibile. Mai visto. I suoi lettori si indignano e lasciano migliaia di commenti contro questa vera e propria ossessione del giornale inglese (che continua dal 2001 e anche prima). Elettori che contestano punto su punto il dossier, difendendo Berlusconi ma soprattutto l&#8217;Italia. Ma c&#8217;è anche chi contesta il Cavaliere: li riconoscerete per l&#8217;inglese da google translate&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-13994"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quattordici pagine per spiegare al Mondo, compresi noi poveri ignoranti sottosviluppati, che <strong>Silvio Berlusconi ci ha fregato per bene</strong>. O ci ha fottuto, come traduce qualcuno. La sostanza non cambia. Quattordici pagine. Un reportage lungo e dettagliato quasi quanto quello del 2001 in cui si spiegava che <em>“Francesco Rutelli è un leader della caratura di Blair e Clinton”</em>. O come quando nel 1997 si definiva Prodi <em>“economicamente sofisticato e fiscalmente responsabile</em>&#8220;. Stavolta però l’assalto a Berlusconi ha fatto acqua da tutte le parti. Non tanto per l<strong>’indugiare minuzioso e davanziano </strong>sul Bunga-Bunga, quanto per la sfilza di <strong>commenti indignati </strong>alla pseudo-inchiesta. Una cosa mai vista, che ha impressionato gli stessi inglesi. Gente che si è messa a <strong>contestare punto su punto il dossier</strong>, difendendo non solo Berlusconi ma anche il nome dell’Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è chi, ad esempio, dice di essere <em>“nell’attesa di leggere qualche articolo sugli <strong>intrallazzi di De Benedetti </strong>e sui manager britannici che hanno fregato il sistema finanziario mondiale”</em>, e c’è chi non ha remore a definire il caso-Ruby una <strong><em>“gigantesca cazzata”</em></strong> (gigantic bullshit). Altri ancora ricordano ai britannici l’<em>”affiatamento tra la sinistra ed i giudici”</em>. E c’è anche chi, pur precisando fin dall’inizio <em>“di non aver mai preso neppure in considerazione l’ipotesi di votare per Berlusconi alle elezioni”</em>, giudica l’inchiesta del magazine inglese <strong><em>“vuota, senza senso ed offensiva”</em></strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il motivo? Presto spiegato: <em>“Il <strong>Signor Berlusconi rappresenta l’Italia</strong>, e la sua persona riassume sia le cose belle che quelle brutte del Paese”</em>. Inutile, quindi star tanto a discutere. Un altro lettore, invece, presenta un <strong>dettagliato elenco</strong> (ben 16 punti) di motivi per cui gli italiani votano e rivotano il Cavaliere. Un elenco di cose fatte, dalla scuola alla lotta alla criminalità organizzata, che spesso<strong> sfuggono agli acuti osservatori</strong> d’oltreconfine.</p>
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<p>Elencare tutti i commenti è impossibile, <strong>sono troppi</strong>. Certo, ci sono anche <strong>quelli critici</strong>, quelli che plaudono alla messa in croce del Premier: li riconoscerete per l&#8217;inglese da <strong><em>google translate</em></strong> in cui sono scritti, per le traduzioni fai-da-te dall&#8217;italiano. Paradossalmente, nel momento in cui in Italia si levano al cielo le <strong>orazioni funebri</strong> per commemorare la fine politica di Berlusconi, ecco che improvvisa arriva la difesa del leader. In quei commenti si può sentire la voce di chi è stufo di <strong>passare per ignorante</strong>, di chi non ne può più di farsi giudicare da qualche esponente del <strong>radicalismo chic salottiero </strong>che pullula in ogni grande città europea. Di quei circoli che tendono a trattare come <em><strong>“plebeo”</strong></em> chiunque non la pensi come loro, chiunque non condivida l’ammuffito <em>politically correct</em>.</p>
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<p>E così, non appena l’Economist ha sferrato quello che credeva essere l’attacco finale al celebre <strong><em>“unfit”</em></strong>, si è beccato un’ondata di critiche e di reazioni negative come mai era accaduto. Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino, dice il <strong>proverbio</strong>. Evidentemente a Londra non conoscono questo detto.</p>
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<p>(C) DAW-BLOG RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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<p><a href="http://www.firmiamo.it/primarie-per-il-pdl"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3640/5808362576_2276293b60_m.jpg" alt="pdl primarie 1" width="200" height="206" /><img src="http://farm3.static.flickr.com/2008/5808362636_d24b86ebdb_m.jpg" alt="pdl primarie 2" width="200" height="137" /></a></p>
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<p>Vogliamo scegliere noi per non far scegliere loro. O si cambia o si     muore. Insieme agli amici di The Right Nation, oggi lanciamo una  grande    campagna a sostegno delle primarie come unico strumento per  far   crescere  una nuova classe dirigente. <a href="http://www.firmiamo.it/primarie-per-il-pdl">Firma anche tu la petizione</a>. E diventa <a href="http://www.facebook.com/pages/Primarie-per-il-PdL/124960514252533?sk=wall">fan della pagina “Primarie per il PdL”</a>. Abbiamo il bisogno dell’aiuto di tutti. <strong>Oggi vi chiediamo una firma.</strong> Non per Berlusconi o  contro, ma per il futuro di questo movimento.</p>
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		<title>Alla faccia degli anti-italiani</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/04/27/alla-faccia-degli-anti-italiani/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 11:12:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Berlusconi non conta nulla. L&#8217;Italia non viene nemmeno considerata. La nostra politica estera è un fallimento. Quante volte si è espressa in questi termini l&#8217;opposizione ossessionata anti-italiana? Tante. E infatti, solo negli ultimi giorni, i massimi esponenti istituzionali di America, Gran Bretagna e Francia hanno pregato l&#8217;Italia di Silvio Berlusconi di intervenire in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5062/5658379940_0d72460ba7_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5062/5657807717_1892527991.jpg" alt="italia berlusconi" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Berlusconi non conta nulla. L&#8217;Italia non viene nemmeno considerata. La nostra politica estera è un fallimento. Quante volte si è espressa in questi termini l&#8217;opposizione ossessionata anti-italiana? Tante. E infatti, solo negli ultimi giorni, i massimi esponenti istituzionali di America, Gran Bretagna e Francia hanno pregato l&#8217;Italia di Silvio Berlusconi di intervenire in Libia. Alla faccia.</p>
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<p>Silvio Berlusconi <strong>non conta nulla</strong>. Il Governo italiano è stato <strong>umiliato</strong>. Il Premier non è stato neppure convocato per una conference call cui hanno partecipato Obama, Sarkozy, Cameron e la Merkel. L’Italia è abbandonata, <strong>lasciata perdere</strong>, da parte. Il suo apporto in Libia non serve: i giganti, i <em>Grandi</em> possono farcela benissimo da soli.</p>
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<p>Ecco, in estrema sintesi, quanto i tromboni squillanti dell’opposizione nostrana tutta riunita (dal neo esperto di politica estera Italo Bocchino alle pernacchie in salsa brizzolata di Rosy Bindi, fino all’acume strategico di Di Pietro e Belisario) ci hanno raccontato per settimane, per mesi. Oggi, però, scopriamo una verità diversa. Una <strong>verità molto diversa</strong>. L’Italia, in realtà, è stata <strong>corteggiata da tutti,</strong> senza eccezioni. La coalizione dei volonterosi, quella che ha pensato sciaguratamente di andare ad impantanarsi in Libia, ha fatto di tutto e di più per <strong>coinvolgerci</strong>, per renderci parte dell’attacco finale e (si spera) risolutivo alle milizie del Colonnello, sempre più solo “Sindaco di Tripoli”.</p>
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<p>Ma come, <strong>Berlusconi non era un buffone?</strong> Non era un barzellettiere che nessuno si filava? Non era un giullare che di politica non capiva niente? Balle, <strong>sempre e solo balle</strong>. La realtà è che <strong>Cameron</strong> ha chiamato più volte Palazzo Chigi nelle scorse settimane per tentare di convincere il Cavaliere a fare di più. La realtà è che <strong>Bob Gates</strong>, Segretario alla Difesa americana, ha prima invitato La Russa al Pentagono, e poi lo ha chiamato e richiamato al telefono, tentando di rendere l’Italia un <strong>pilastro</strong> della missione che punta a spodestare Gheddafi.</p>
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<p>La realtà è che <strong>Obama</strong> ha inviato a Roma qualche giorno fa il Presidente della Commissione Esteri del Senato, <strong>John Kerry</strong>, per convincere Berlusconi a contribuire alle azioni militari Nato. Lo stesso Obama che ieri sera, con un comunicato ufficiale rilasciato dalla Casa Bianca, ringraziava e mostrava (in modo abbastanza insolito) <strong><em>“grande apprezzamento per la leadership”</em></strong> del Presidente del Consiglio.</p>
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<p>Insomma, baci e carezze; pacche sulle spalle ed abbracci. D’altronde, se non contavamo niente, se fossimo stati considerati lo zimbello dell’Occidente, <strong>perché spendersi così tanto per tirarci dentro il pantano libico?</strong> Domanda retorica, ovviamente. Domanda per tutti gli strateghi e le cassandre dell’opposizione, per tutti coloro che fanno un tifo sconsiderato e scalmanato perché il Governo di Berlusconi faccia brutte figure e venga oscurato sul piano internazionale. <strong>Anche se a rimetterci è l’Italia</strong>. Ma tanto, a loro che importa? <strong>Nulla</strong>. L’ossessione travalica ogni umana e razionale considerazione, ormai l&#8217;abbiamo capito fin troppo bene.</p>
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		<title>Gli Usa con Silvio: esilio per Gheddafi</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/04/19/gli-usa-con-silvio-esilio-per-gheddafi/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 19:36:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; “Guardate che Gheddafi non si arrenderà mai, prima di essere deposto farà un bagno di sangue”, diceva inascoltato Silvio Berlusconi. Oggi anche gli Stati Uniti se ne rendono conto e anche gli Stati Uniti iniziano a pensare all&#8217;esilio, ad un salvacondotto, ad una pensione dorata in qualche Stato amico del Colonnello. &#160; &#160; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5308/5635716020_2ff9bd7f25_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5221/5635135201_070023becf.jpg" alt="gheddafi" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>“Guardate che Gheddafi non si arrenderà mai, prima di essere deposto farà un bagno di sangue”, diceva inascoltato Silvio Berlusconi. Oggi anche gli Stati Uniti se ne rendono conto e anche gli Stati Uniti iniziano a pensare all&#8217;esilio, ad un salvacondotto, ad una pensione dorata in qualche Stato amico del Colonnello.</p>
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<p>Gheddafi non ha alcuna intenzione di andarsene, di mollare. Tutt’altro. E’ pronto a <strong>lottare fino alla fine</strong>, con brutalità e cercando di fare il possibile per <strong>umiliare</strong> i cosiddetti volonterosi che hanno deciso di ficcare il naso nella zuffa tra clan della Cirenaica e della Tripolitania. Questa è, secondo l’autorevole opinione del New York Times (che ha interpellato parecchie fonti a Washington), la conclusione cui sarebbero giunti la Casa Bianca ed il Dipartimento di Stato. <strong>Ma che bella scoperta! </strong></p>
<p><strong><br />
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<p>Dopo aver tentennato per settimane davanti alle pressioni anglo-francesi, dopo aver acconsentito a partecipare alla missione umanitaria (pur con tanti, troppi se e ma), dopo aver scritto lettere ai giornali in cui si chiariva che una Libia con Gheddafi al potere è <strong>inimmaginabile</strong>, ora c’è la retromarcia. Abbattere il dittatore? <strong>Macchè!</strong> Anzi, meglio pensare all’<strong>esilio</strong>, ad un salvacondotto, ad una pensione dorata in uno degli Stati che non hanno ratificato il Trattato di Roma che istituisce la Corte Penale Internazionale.</p>
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<p>Insomma, spedire il Colonnello dove non potrà mai essere processato per crimini contro l’umanità. Ma come? Non ci avevano detto che bisognava bombardare Tripoli per portare Gheddafi in un <strong>tribunale internazionale</strong>? Sciocchezze, suvvia. Le cose cambiano.</p>
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<p>E’ bello constatare che i falchi e i falchetti, bombaroli e neocolonizzatori, siano alla fine giunti alle stesse conclusioni che qualcuno, <strong>magari dall’Italia</strong>, aveva profetizzato più di un mese fa. <em>“Guardate che Gheddafi non si arrenderà mai, prima di essere deposto farà un bagno di sangue”</em>, diceva inascoltato <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Aggiungeva, il Premier, che semmai bisognava discutere di esilio, di <strong>soluzione alternativa</strong> ai bombardamenti sul bunker alla periferia della capitale libica. E tutti gli ridevano dietro, tutti dicevano che bisognava agire subito seguendo Sarkozy e Cameron, che <strong>bastava sganciare qualche Cruise</strong> per convincere il Rais ad arrendersi.</p>
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<p>Solo uno stolto (o un invasato) poteva pensare di <strong>chiudere la partita libica in pochi giorni </strong>(come ci raccontavano da Parigi). Berlusconi lo sapeva, lo intuiva, <strong>raccomandava prudenza</strong>. Vanamente. Ed oggi i nodi vengono al pettine, con gli Stati Uniti che (fonte Corriere della Sera) <strong>chiedono all’Italia di collaborare</strong> per cercare un Paese pronto ad accogliere Gheddafi. Come diceva Berlusconi, come chiedeva l’Italia. Ancora una volta a ragione.</p>
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		<title>Un giorno toccherà a voi</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/04/12/un-giorno-tocchera-a-voi/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 15:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Nessuna solidarietà. Sarkozy e la Merkel non vogliono vedere un clandestino sul loro territorio? Ma anche la fortuna, come la storia, è una ruota che gira. Oggi tocca a me, domani a te. E non potranno facilmente chiedere domani quello che hanno sprezzantemente negato oggi. &#160; &#160; &#160; &#160; Non vengano più a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5223/5613570532_a75fbd04ef_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5101/5613570266_f342e5a994.jpg" alt="sarkozy merkel" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Nessuna solidarietà. Sarkozy e la Merkel non vogliono vedere un clandestino sul loro territorio? Ma anche la fortuna, come la storia, è una ruota che gira. Oggi tocca a me, domani a te. E non potranno facilmente chiedere domani quello che hanno sprezzantemente negato oggi.</p>
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<p>Non vengano più a parlare di solidarietà, di cooperazione, di alti ideali di fratellanza e di amicizia. Non vengano più a farci la morale, la stucchevole lezioncina sul nostro <strong>scarso europeismo</strong> (che in realtà è uno tra i più elevati nel Continente), sul nostro creare continuamente problemi. <strong>Non se lo possono più permettere.</strong></p>
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<p>Ci hanno mollati, lasciati al nostro destino. <em>“Vedetevela da soli”</em>, ci hanno detto ieri a Lussemburgo. <em>“Non è affar nostro”</em>, è il refrain che domina le cancellerie del Continente in merito alla questione-immigrati. Ieri, una bella fetta di <strong>credibilità europea </strong>(quella che resta, di per sé già scarsa) è evaporata come se nulla fosse.</p>
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<p>L’Unione che si è disunita, gli egoismi nazionali che sono riemersi in tutta la loro forza, i dispetti tra potenze più o meno piccole hanno dominato il vertice dei Ministri dell’Interno dei Ventisette. Presi in giro, <strong>cornuti e mazziati</strong>. Colpa nostra, della nostra posizione geografica, della nostra vicinanza alle coste africane. Pazienza, sfortuna.</p>
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<p>Dai vicini nessuna solidarietà, solo <strong>confini sbarrati e truppe anti-sommossa schierate</strong> a pochi chilometri da Ventimiglia.</p>
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<p>Ecco il concetto di Europa, ecco l’ideale verso cui dovremmo volgere lo sguardo e le speranze. Un carrozzone che fa acqua da tutte le parti, con una <strong>politica estera inesistente</strong> affidata ad una baronessa inglese che si è distinta solo per la spartizione dei posti di comando nella diplomazia europea, e che è rimasta zitta quando una devastante crisi ha coinvolto il Mediterraneo. D’altronde, <strong>Madame Ashton</strong> è stata messa lì per quello: dare una parvenza di comunitarizzazione ad un settore (la politica estera) che è e che rimarrà gelosamente nelle mani dei singoli Stati. Potevano scegliere Blair, potevano optare per D’Alema. Hanno invece scelto una nobildonna inglese con scarse conoscenze di geografia. Un manichino che non fa male a nessuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E la smettano <strong>i Casini e i Fini</strong> della situazione di dire che è colpa della Lega e delle sue strampalerie, se oggi i partner ci guardano con supponenza e diffidenza. Qui non si tratta di sottili ragionamenti politici sulle posizioni più o meno filo-europee dei Governi: qui si tratta esclusivamente di <strong>egoismo</strong>. Anche perché il permesso temporaneo l’avrebbe proposto pure la sinistra (si vedano dichiarazioni di Bindi, Turco ed Errani), e la risposta sarebbe stata la stessa. Non è che ci hanno presi a schiaffi perché al Governo c’è Maroni piuttosto che Calderoli. E’ una <strong>stupidaggine</strong> solo pensarlo.</p>
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<p>Ci hanno semplicemente fatto sapere che loro non vogliono vedere neppure un clandestino sul loro territorio. C’è da capirli, sono in clima elettorale, <strong>Sarkozy</strong> e la <strong>Merkel</strong> rischiano una prematura disoccupazione, le opinioni pubbliche sono in fermento.</p>
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<p>L’importante è che sappiano che anche la fortuna, come la storia, è una<strong> ruota che gira</strong>. Oggi tocca a me, domani a te. E non potranno facilmente chiedere domani quello che hanno sprezzantemente <strong>negato oggi</strong>.</p>
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<p><em>Vi ricordiamo che siamo costantemente in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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		<title>Resteranno TUTTI QUI</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/04/08/resteranno-tutti-qui/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 13:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Ecco la beffa. Ecco la prepotenza francese. Prima diamo un permesso di soggiorno temporaneo a tutti i clandestini, con la speranza di vederli andare in Francia. Ma la Francia ci ha fregati. Chiude le frontiere. E loro, i clandestini, resteranno tutti qui. &#160; &#160; &#160; &#160; Fregati da un cavillo. E’ questa la morale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5261/5600561204_ee5e4e64b7_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5230/5600561350_7838f4c2fe.jpg" alt="tutti qui" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Ecco la beffa. Ecco la prepotenza francese. Prima diamo un permesso di soggiorno temporaneo a tutti i clandestini, con la speranza di vederli andare in Francia. Ma la Francia ci ha fregati. Chiude le frontiere. E loro, i clandestini, resteranno tutti qui.</p>
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<p><strong>Fregati da un cavillo</strong>. E’ questa la morale, tristissima e penosa, dello <strong>scontro fortissimo</strong> tra Italia e Francia sulla questione immigrati. Sostanzialmente, il nostro Governo ha sì concesso il <strong>permesso di soggiorno temporaneo</strong> ai tunisini già presenti in Italia (come chiesto, tra l’altro, dalle opposizioni), ma una volta firmato il decreto, da Parigi sono andati a pescare un codicillo che di fatto permette loro di non farne passare neanche uno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ l’<strong>articolo 5 del Trattato di Schengen</strong>, pilastro su cui si regge il baraccone comunitario, a consentire al Ministro dell’Interno transalpino di dire che se i clandestini non dimostreranno di poter disporre dei mezzi di sussistenza sufficienti per il soggiorno o per il transito, saranno rispediti a Ventimiglia. <strong>Oltre il danno, la beffa</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il danno è dovuto alla nostra <strong>sciagurata posizione geografica</strong>, Paese europeo più vicino all’Africa e quindi meta primaria per le migliaia di disperati (presunti o tali) che s’imbarcano per l’Europa. La beffa consiste invece nel fatto che <strong>dovremo tenerceli tutti noi</strong>, e per di più liberi di fare quello che vorranno e di circolare liberamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Italia è vittima della <strong>prepotenza francese</strong>, di chi ha voluto piantare la propria bandierina su uno scontro civile in Nordafrica, facendolo diventare guerra che coinvolge tutti. Vittima di chi, per supponenza e arroganza, ha scelto di infiammare il Mediterraneo per <strong>vili scopi elettorali</strong>, per paura di una débacle alle Presidenziali del 2012. Una situazione surreale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sarkozy, che voleva fare grande l’Europa e già si immaginava Napoleone intento a guidare il Vecchio Continente verso le sfide del futuro, si vede ora <strong>miseramente costretto a sigillare a doppia mandata le frontiere </strong>con l’Italia, applicando un cavillo nel Trattato di Schengen e rinnegando quello spirito umanitario che l’ha portato (dice lui) a sganciare missili e bombe sulla Libia. Paura dell’immigrato, paura del clandestino?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>No, solo paura di <strong>far scappare elettori </strong>verso l’estrema destra, verso quella Marine Le Pen che potrebbe umiliarlo tra 14 mesi lasciandolo fuori dal ballottaggio per l’Eliseo. E allora, basta dare ordine al proprio sodale Ministro dell’Interno di diramare un’ordinanza ai Prefetti affinché accolgano solamente quanti sono in grado di avere una sessantina di euro al giorno. <strong>Praticamente nessuno</strong>. E pazienza se a farne le spese sia l’Italia, a qualcuno deve toccare l’onere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Già, siamo <strong>costretti a rimediare agli errori altrui</strong>, ad occuparci dei cosiddetti <em>effetti collaterali</em> di un conflitto a noi estraneo fin dall’inizio. Eppure, di più non possiamo fare. Abbiamo <strong>negoziato con Tunisi</strong> un accordo che è già in funzione e che ha consentito di <strong>interrompere gli sbarchi</strong> sulle nostre coste (le autorità tunisine hanno fatto arrestare centinaia e centinaia di clandestini rimpatriati), abbiamo chiesto all’Europa di intervenire, di aiutarci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma al di là di dichiarazioni di facciata, <strong>non abbiamo ricevuto alcuna assistenza</strong>. Ognuno pensa per sé, ognuno fa i propri comodi. Con il concreto rischio che l’Unione sia vicina alla sua fine. E la colpa, di certo, <strong>non è nostra</strong>.</p>
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<p><em>Vi ricordiamo che sulla <strong>guerra in Libia</strong> (ma non solo) siamo in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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		<title>Missione compiuta</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/04/06/missione-compiuta/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 15:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Mentre Bersani fa polemica sui pochi bagni chimici di Lampedusa (&#8220;ora ve ne mandiamo 100 dalle nostre feste&#8221;), Berlusconi  e Maroni siglano l&#8217;accordo con la Tunisia per fermare le partenze dei clandestini. L&#8217;opposizione sperava in un fallimento del governo, ma Berlusconi ha portato a casa quello che voleva. &#160; &#160; &#160; &#160; No, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5181/5595486628_5e68e6ce2c_b.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5108/5594901739_f49031cae9.jpg" alt="maroni b" width="280" height="211" /></a></p>
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<p>Mentre Bersani fa polemica sui pochi bagni chimici di Lampedusa (&#8220;ora ve ne mandiamo 100 dalle nostre feste&#8221;), Berlusconi  e Maroni siglano l&#8217;accordo con la Tunisia per fermare le partenze dei clandestini. L&#8217;opposizione sperava in un fallimento del governo, ma Berlusconi ha portato a casa quello che voleva.</p>
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<p>No, non è stato un <strong><em>“tié nel deserto”</em></strong>, come ieri titolava sarcastico Il Riformista. E neppure un fallimento, come scriveva Repubblica. Tutt’altro. <strong>E’ stato un successo del Governo italiano</strong>, che riguardo l’emergenza-clandestini è riuscito a prendere ben due piccioni con una fava, contrariamente a quanto ardentemente sperato dagli strilloni più o meno chic dell’opposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, perché oltre ad aver firmato un accordo che <strong>di fatto blocca le partenze</strong> dalle spiagge tunisine, la Lega ha dato l’ok affinché alle migliaia di immigrati già presenti sul nostro territorio sia concesso (per 6 mesi) un <strong>permesso di soggiorno</strong>. Uno stratagemma che consentirà di <strong>aggirare il bilaterale</strong> <a href="http://www.daw-blog.com/2011/03/29/grazie-prodi/">siglato da Prodi e Napolitano</a> nel ’97 con la Francia, permettendo ai tunisini sbarcati a Lampedusa di attraversare il confine transalpino senza alcuna difficoltà. Tutto lecito, tutto consentito, come ha già fatto sapere l’Unione Europea.</p>
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<p>Berlusconi, quindi, dopo aver <strong>promesso e mantenuto</strong> di sgombrare Lampedusa in pochi giorni (i ritardi sono stati dovuti al mare grosso), ha portato a casa un altro risultato positivo, testimoniando che non erano solo i rapporti con i dittatori veri o presunti a tenere in piedi la sua politica estera. Sappiamo già, però, che <strong>nessuno lo ammetterà</strong>, nessuno avrà il coraggio di dire che la soluzione trovata è la migliore possibile, visto che non dovremo neppure organizzare il rimpatrio delle migliaia e migliaia di clandestini che già sono presenti sul territorio nazionale.</p>
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<p>No, già avevano l’acquolina in bocca dopo lo stop tecnico di due giorni fa, quando Berlusconi era tornato in Italia <strong>apparentemente </strong>a mani vuote; già erano pronti ad infilzare il Governo ed il Premier nei titoloni urlati dei loro giornali di riferimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ l’ennesima dimostrazione che neppure davanti ai grandi problemi nazionali si riesce a trovare un <strong>minimo di coesione</strong>, un minimo di condivisione delle responsabilità. In Italia, si preferisce <strong>buttarla in polemica</strong>, incolpando Berlusconi perfino di non aver installato <em>“tre o quattro <strong>bagni chimici</strong> a Lampedusa”</em> come si fa nelle (ex)feste dell’Unità. Oppure, parlando di Libia, si spera che la Francia si prenda tutte le commissioni in materia energetica, così da <strong>sputtanare il Presidente del Consiglio</strong> per i suoi insuccessi in campo internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cose, insomma, che accadono <strong>solo da noi</strong>, dove l’interesse del Paese diventa oggetto di contesa tra opposte fazioni. Dove anche una guerra a due passi da casa nostra è un’occasione per fare <strong>casino</strong>, per tentare di buttar giù governi o di raccattare qualche punto percentuale nei sondaggi. <strong>Beghe da condominio</strong>, invidie e trabocchetti. Altro che grande Paese…</p>
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		<title>Grazie Prodi</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/03/29/grazie-prodi/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 14:58:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Sapete perché la Francia può chiudere le frontiere? Sapete perché la Francia può rispedire in Italia gli immigrati? Grazie ad un accordo bilaterale con l&#8217;Italia del 1997. Firmato da Romano Prodi. Complimenti per la bella idea. Grazie, Prodi. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Tutti sono giustamente indignati per come gli esportatori di diritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5190/5570922139_6d2b534f84.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5178/5571598102_3176e7c504.jpg" alt="grazie prodi" width="280" height="228" /></a></p>
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<p>Sapete perché la Francia può chiudere le frontiere? Sapete perché la Francia può rispedire in Italia gli immigrati? Grazie ad un accordo bilaterale con l&#8217;Italia del 1997. Firmato da Romano Prodi. Complimenti per la bella idea. <strong>Grazie, Prodi.</strong></p>
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<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5018/5570922377_10d43332ec_b.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5265/5571509626_a363a167ff.jpg" alt="grazie prodi 2" width="280" height="237" /></a></p>
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<p>Tutti sono giustamente indignati per come gli <strong>esportatori di diritti umani e di libertà</strong> francesi si stanno comportando alla frontiera con l’Italia, nei pressi di Ventimiglia. Non fanno passare nessun clandestino, <strong>chiudono la dogana</strong> e rimandano indietro tutti, indistintamente. Tunisini, Eritrei, Libici. Tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>D’altronde, qualche settimana fa, il Ministro degli Interni Guéant si è presentato a Mentone sostenendo che <em><strong>“nessun clandestino passerà mai quel confine”</strong></em>. Lessico abbastanza stupefacente per un esponente chiave del Governo dei moderni missionari salvavita. Eppure, <strong>può farlo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che ci piaccia o no, <strong>la Francia ha tutto il diritto di rispedire in Italia gli immigrati</strong> clandestini che tentano di passare il confine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E sapete grazie a chi Parigi può lavarsene le mani? <strong>Grazie a Romano Prodi</strong>. Eh già, sempre lui. Nel 1997, infatti, firmò a Chambery un <strong>accordo bilaterale</strong> con cui si istituivano sulla linea di confine due Centri di Cooperazione di Polizia di Dogana, uno a Ventimiglia, l’altro a Modane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E sapete qual è uno dei principali compiti assegnati a questi centri?<strong> La riammissione di stranieri irregolari</strong>. Sostanzialmente, l’Accordo consente di “<strong>ricondurre nel territorio dell’altro Paese persone rintracciate sul proprio territorio in posizione irregolare</strong> di cui si possa provare, attraverso una serie di elementi oggettivi, la provenienza dall’altro Stato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E tra le prove oggettive, pensate un po’, è compreso un semplicissimo <strong>biglietto ferroviario</strong>. Insomma, se un clandestino da Lampedusa si presenta alla dogana francese, i gendarmi transalpini hanno tutto il diritto di rimandarcelo indietro. E questo grazie alla favolosa politica dell’allora Premier Prodi, dell’allora Ministro dell’Interno<strong> Giorgio Napolitano</strong> e dell’allora Ministro della Solidarietà Sociale <strong>Livia Turco</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ grazie a questo fantastico trittico se oggi il vecchio confine di Ventimiglia è diventato una barriera insuperabile per le migliaia di clandestini che dall’Italia vogliono trasferirsi in Francia. Il bello è che <strong>non possiamo farci niente</strong>, neppure lamentarci. Complimenti davvero per la <strong>genialata</strong>.</p>
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<p><strong>++AGGIORNAMENTO++</strong></p>
<p>Rispondiamo alle contestazioni o ai dubbi di chi sostiene che le disposizioni in materia di riammissione degli stranieri irregolari non si troverebbero nel dettato dell&#8217;Accordo di Chambery sottoscritto da Prodi il 3 ottobre 1997. Queste disposizioni si trovano nell&#8217;Annesso al medesimo Accordo, come testimoniato dalla Gazzetta Ufficiale n. 164 del <strong>15.07.2000</strong>.</p>
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		<title>Una grande vittoria italiana</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/03/22/una-grande-vittoria-italiana/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 20:02:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; E&#8217; una vittoria tutta italiana. Fino a ieri nessuno criticava il protagonismo di Sarkozy, ma appena l&#8217;Italia ha iniziato a battere i pugni le diplomazie si sono messe in moto. L&#8217;Italia ha fatto la sua parte, ha mostrato i demnti e ha pure lanciato ultimatum. Un orgoglio che non si vedeva da tempo. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5305/5550529811_21a96bb7ab_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5069/5550530651_aaa8512a6b.jpg" alt="vittoria italiana" width="280" height="210" /></a></p>
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<p>E&#8217; una vittoria tutta italiana. Fino a ieri nessuno criticava il protagonismo di Sarkozy, ma appena l&#8217;Italia ha iniziato a battere i pugni le diplomazie si sono messe in moto. L&#8217;Italia ha fatto la sua parte, ha mostrato i demnti e ha pure lanciato ultimatum. Un orgoglio che non si vedeva da tempo. La missione in Libia verrà gestita dalla Nato: è una grande vittoria italiana.</p>
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<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5186/5549648104_1a980a2c78.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5263/5549647780_4fa1d30902.jpg" alt="sarkozy berlusconi" width="280" height="210" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi racconteranno che è stata la Gran Bretagna a vincere la partita e ad imporsi sulle velleità neocolonialiste francesi. Altri invece vi spiegheranno che invece è stato Sarkozy, da vero leader, a capire che sarebbe stato preferibile consegnare le chiavi della missione alla NATO. <strong>La realtà è ben diversa</strong>. La realtà è che si tratta di una <strong>vittoria tutta italiana</strong>, storica, epocale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fateci caso: <strong>fino a ieri nessuno criticava</strong> platealmente il protagonismo dei galletti transalpini, nessuno faceva la voce grossa o abbozzava qualche critica alle mosse parigine. E quei pochi che si azzardavano ad avanzare qualche dubbio, venivano subito <strong>messi a tacere dalle sprezzanti risposte</strong> di impiegati e portavoce governativi francesi. Già, fino a ieri. Fino al momento in cui, a Bruxelles, <strong>Franco Frattini batteva il pugno sul tavolo</strong> e comunicava ai gentili colleghi che o la missione passava entro breve tempo nelle mani dell’Alleanza Atlantica, <strong>o i volonterosi potevano scordarsi le nostre basi</strong>. Chiaro, efficace e determinato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In poche ore, le diplomazie si mettevano in moto, con gli inglesi (da sempre i più realisti e lungimiranti in politica estera) che capivano immediatamente come <strong>non si potesse fare a meno dell’Italia</strong>. Resistevano solo la Turchia (per motivi comprensibili, vista l’alta percentuale di musulmani entro i propri confini) e la <strong>Francia</strong>, restia a rinunciare alla gloria effimera del neo-bonapartismo di Sarkò. Stavolta, però,<strong> l’Italietta faceva l’Italia</strong>, mostrava i denti, e si permetteva addirittura di lanciare veri e propri ultimatum, con uno <strong>scatto d’orgoglio che non si vedeva da tempo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E tutti, uno dopo l’altro, si vedevano costretti a <strong>chinare la testa</strong>. Anche Obama, anche gli Stati Uniti che fino a ieri erano perplessi sull’opportunità di coinvolgere la Nato anche in Nordafrica, temendo un’onda di repulsione araba verso l’organizzazione militare alleata. Ma il <strong>peso geo-strategico</strong> del nostro Paese era troppo importante, e non si poteva far altro che assecondare il nostro governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E’ una grande vittoria politica e diplomatica</strong>. Oggi abbiamo dimostrato che anche noi sappiamo imporci, che anche noi sappiamo fare la voce grossa. Avevamo uno spiraglio, una possibilità di emergere. <strong>L’abbiamo sfruttato bene</strong>. Abbiamo giocato al meglio la nostra partita.</p>
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		<title>Eddai, fatevene una ragione</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/02/25/eddai-fatevene-una-ragione/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 15:30:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri ad Annozero Luttwak ripeteva: &#8220;gli Usa hanno la massima fiducia nell&#8217;Italia anche nella crisi libica&#8221;. Ma Santoro non era d&#8217;accordo. E&#8217; impossibile, diceva. Oggi è lo stesso ex Ambasciatore Spogli a scrivere al Corriere: &#8220;Italia miglior alleato in Europa. Nessuno ha mai sostenuto con pari lealtà e coerenza l&#8217;America come Berlusconi. Neppure Prodi&#8221;. Ieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="obama berlusconi" src="http://farm5.static.flickr.com/4104/5197957325_d7b983346f.jpg" alt="" width="393" height="293" /></a></p>
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<p>Ieri ad Annozero Luttwak ripeteva: &#8220;gli Usa hanno la massima fiducia nell&#8217;Italia anche nella crisi libica&#8221;. Ma Santoro non era d&#8217;accordo. E&#8217; impossibile, diceva. Oggi è lo stesso ex Ambasciatore Spogli a scrivere al Corriere: &#8220;Italia miglior alleato in Europa. Nessuno ha mai sostenuto con pari lealtà e coerenza l&#8217;America come Berlusconi. Neppure Prodi&#8221;.</p>
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<p>Ieri sera ad Annozero, Edward <strong>Luttwak</strong> sosteneva che gli Stati Uniti continuano a nutrire la massima considerazione e <strong>fiducia nei confronti dell’Italia</strong>, anche in merito alla crisi libica. Nonostante <strong>Santoro non fosse d’accordo</strong> con il politologo americano, tanto da dirglielo in faccia, le prove che Washington ha interesse a far svolgere un ruolo di mediazione di primo piano all’Italia sono evidenti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Innanzitutto, l&#8217;invito della Clinton a Berlusconi perchè telefonasse a Gheddafi, al fine di convincerlo a bloccare i raid su Bengasi. In secondo luogo, ed è notizia delle ultime ore, la <strong>telefonata di Barack Obama</strong> allo stesso Cavaliere in cui si concordava <strong>un’azione comune e continua</strong> per fronteggiare “la crisi e le sue possibili conseguenze”.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Qualcuno farà notare che si tratta di <strong>rituali della politica</strong>, di doveri istituzionali, ma che in realtà a Washington si pensa <strong>tutto il male possibile</strong> dell’Italia e di Berlusconi. D’altronde, <strong>Wikileaks</strong> è lì a dimostrare quanto poco contiamo sulla scena mondiale.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>A tal proposito, oggi fa sentire la propria voce uno dei protagonisti di quei file trafugati, l’ex <strong>Ambasciatore Spogli</strong>. In una lettera al Corriere della Sera, l’ex Rappresentante diplomatico a Roma scrive che <em>“nella frenesia di segnar punti a proprio vantaggio”</em> la stampa italiana non ha evidenziato <em>“il giudizio imparziale sui rapporti tra Italia e Stati Uniti instaurati da Silvio Berlusconi”</em>, anche perché <em><strong>“gli Stati Uniti non hanno miglior alleato europeo dell’Italia </strong>sul continente europeo”</em>. Ma in cosa si traduce questa partnership ce lo spiega ancora Spogli:<em> “Una <strong>collaborazione così intensa</strong> ha contribuito a innalzare l’Italia a una <strong>statura senza precedenti</strong> sulla scena politica internazionale. Dal 2000 in poi l’Italia ha assunto una posizione di <strong>grande rilievo</strong> sul palcoscenico  mondiale tra i Paesi del G8”</em>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Certo, qualche ossessionato obietterà che anche in questo caso si tratta di cose ovvie e scontante, di banalità. Sbagliato, perché Spogli su <strong>Prodi</strong> e il suo trabiccolo altrimenti chiamato Governo usa parole ben diverse: <em>“Benché la coalizione di Prodi abbia appoggiato la maggior parte degli interventi americani &#8211; con l’importante eccezione dell’Iraq &#8211; <strong>nessuno ha mai sostenuto con pari lealtà e coerenza</strong> le posizioni politiche americane come Silvio Berlusconi”</em>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Insomma, non sono tutti uguali. C’è alleato ed alleato, e <strong><em>“nei confronti di Berlusconi l’America ha un debito di gratitudine”</em></strong>. Gli ossessionati cerchino di farsene una ragione.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giudice, per chi vota?</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/02/19/giudice-per-chi-vota/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 12:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come viene scelto un collegio giudicante in un Paese civile? Negli Usa lo si fa pubblicamente e NON a porte chiuse. Inoltre è impensabile che un caso con risvolti sessuali sia affidato a SOLE DONNE. In America, nel processo a OJ Simpson, veniva chiesto ai candidati giurati: &#8220;PER CHI VOTA?&#8221;. Provate a pensare a farlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="us law" src="http://farm6.static.flickr.com/5179/5457807855_132b4231c2.jpg" alt="" width="280" height="166" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Come viene scelto un collegio giudicante in un Paese civile? Negli Usa lo si fa pubblicamente e NON a porte chiuse. Inoltre è impensabile che un caso con risvolti sessuali sia affidato a SOLE DONNE. In America, nel processo a OJ Simpson, veniva chiesto ai candidati giurati: &#8220;PER CHI VOTA?&#8221;. Provate a pensare a farlo in Italia…</p>
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<p><span id="more-12086"></span></p>
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<p>In Italia, i grandi e piccoli giornali accomunati dall’antiberlusconismo militante <strong>godono</strong> per il fatto che a giudicare il Premier sarà un collegio composto esclusivamente da donne. C’è chi come Famiglia Cristiana parla di “nemesi”,  e c’è chi storce il naso prefigurando una <strong>vendetta</strong> del gentil sesso  nei confronti di Berlusconi. Ma nei Paesi davvero <strong>civili e democratici</strong>, dove le toghe non si sognano neppure di fare politica attiva e di tentare di buttar giù governi legittimati dalle urne, sarebbe possibile tutto ciò? Prendiamo la più grande democrazia del Mondo, gli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Qualche giorno fa <strong>il Foglio</strong> ha descritto alla perfezione <strong>come oltreoceano si sceglie un collegio giudicante. </strong>Per carità, è vero che il sistema giuridico è diverso, che noi non abbiamo la giuria popolare, però qualche utile accorgimento per evitare imbarazzi e polemiche potrebbe essere adottato anche nel nostro Paese. <strong>Qualche esempio? </strong>Intanto la Corte Suprema di Washington ha stabilito che la selezione della giuria deve avvenire <strong>pubblicamente</strong>, in modo trasparente, <strong>non a porte chiuse</strong>. Il motivo? Semplice: “perché la giuria in un processo rappresenta un cardine della democrazia”.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ma c’è di più: negli Stati Uniti sarebbe <strong>impensabile</strong> che a giudicare un caso con risvolti sessuali fosse un <strong>collegio di sole donne</strong>. Anche in questo caso, la Corte Suprema ha espresso più di una perplessità sul fatto che casi di stupro, di paternità e di affidamento vengano affidati ad una giuria composta da sole donne. Un’attenzione alla selezione talmente maniacale da sfociare, spesso, nella <strong>sfera più intima</strong> dell’individuo. Basti pensare che nel 1972, in occasione di un processo a sette disertori del Vietnam, ai potenziali giurati fu chiesto addirittura <strong>che riviste leggessero</strong>, in modo da non correre il rischio di portare in aula qualche progressista. E domande impensabili per il nostro Paese furono fatte ai candidati-giurati quando si trattò di comporre la giuria per il caso di O.J. Simpson. <strong>“Per chi vota?”</strong>, “Cosa pensa del matrimonio interrazziale?”, “Ha mai corteggiato una persona di un’etnia diversa?”, <strong>“Si considera politicamente militante?&#8221;.</strong></p>
<p><strong><br />
 </strong></p>
<p>Ecco, provate a pensare se questa ultima domanda fosse stata fatta a uno delle <strong>decine di giudici</strong> chiamati a processare Berlusconi negli ultimi 17 anni. Probabilmente, non si sarebbe potuto celebrare neppure un processo a carico del Cavaliere, <strong>per mancanza di personale</strong> con i requisiti adatti. <strong>E’ un altro Mondo</strong>, non c’è nulla da fare.</p>
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		<title>E i Fratelli Musulmani, dove sono?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 17:06:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[clicca sull&#8217;immagine per ingrandirla Repubblica è in estasi. Apertura a caratteri cubitali, titoli come se Nostro Signore Gesù Cristo fosse tornato sulla Terra. La manifestazione delle donne offese dai dopocena berlusconiani sembra l&#8217;evento del Secolo. Liveblogging, diretta, racconti, fotomosaico, gallerie fotografiche, reazioni dal Mondo, striscioni, vedute dall&#8217;alto. E il titolo, fantastico: &#8220;Il silenzio, poi l&#8217;urlo: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5051/5441571305_4974264a10.jpg"><img class="alignnone" title="repubblica" src="http://farm6.static.flickr.com/5051/5441571305_4974264a10.jpg" alt="" width="280" height="162" /></a></p>
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<p><span style="color: #888888;"><em>clicca sull&#8217;immagine per ingrandirla</em></span><br class="spacer_" /></p>
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<p><strong>Repubblica</strong> è in estasi. Apertura a caratteri cubitali, titoli come se Nostro Signore Gesù Cristo fosse tornato sulla Terra. La manifestazione delle <strong>donne offese dai dopocena berlusconiani</strong> sembra l&#8217;evento del Secolo. Liveblogging, diretta, racconti, fotomosaico, gallerie fotografiche, reazioni dal Mondo, striscioni, vedute dall&#8217;alto. E il titolo, fantastico:<strong><em> &#8220;Il silenzio, poi l&#8217;urlo: &#8220;Se non ora, quando?&#8221;</em></strong>. Mancano solo i carrarmati, e per Repubblica siamo diventati l&#8217;<strong>Egitto</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>A questo punto ci chiediamo: <strong>ma gli omologhi dei Fratelli Musulmani</strong>, chi sono? D&#8217;Avanzo e la Boccassini?.<br class="spacer_" /></p>
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		<title>Bocchino smemorato</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 12:49:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi a Roma, davanti all’Ambasciata brasiliana in Piazza Navona, si terrà il sit-in più importante della giornata per manifestare il proprio sdegno in merito alla decisione dell’ex Presidente Lula di accogliere a braccia aperte il pluriassassino e latitante Cesare Battisti. Stranamente, siccome siamo in Italia, tutte le forze politiche si sono unite (pur manifestando separatamente) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="bocchino super" src="http://farm5.static.flickr.com/4144/4840045585_6d4222e0e3.jpg" alt="" width="333" height="500" /></p>
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<p>Oggi a Roma, davanti all’Ambasciata brasiliana in Piazza Navona, si terrà il <strong>sit-in</strong> più importante della giornata per manifestare il proprio sdegno in merito alla decisione dell’ex Presidente <strong>Lula</strong> di accogliere a braccia aperte il pluriassassino e latitante <strong>Cesare Battisti</strong>. Stranamente, siccome siamo in Italia, tutte le forze politiche si sono unite (pur manifestando separatamente) nell’evitare di fare polemiche interne da osteria, di attaccare Berlusconi e il suo Governo, denunciando invece come la scelta del guerrigliero Lula (che ironia della sorte vorrebbe diventare il prossimo <strong>Segretario della FAO</strong>, che ha sede a Roma) sia inconcepibile ed offensiva.<strong> Tutti o quasi</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Sì, perché c’è sempre l’eccezione, la pecora nera, la voce fuori dal coro. Volete un nome ed un cognome? Vi accontentiamo: <strong>Italo Bocchino</strong>. Che sorpresa, vero? Il Ministro degli Esteri brasiliano non aveva ancora terminato di leggere il comunicato con cui si faceva di Battisti un semplice turista in vacanza a Copacabana, che il giullare del Presidente della Camera tuonava contro Silvio Berlusconi, ordinandogli di andare a Brasilia a dire alla Roussef che da quel momento in poi ogni legame commerciale veniva interrotto e dichiarando che<strong> mai s’era visto un così sonoro schiaffo</strong> alla politica estera italiana (come no..). Insomma, per Bocchino il rifiuto lulesco di consegnarci l’ergastolano sarebbe solo un pugno nell’occhio alla sciagurata politica estera condotta dall’attuale Esecutivo. A questo punto, siamo in difficoltà. Non sappiamo se dire o non dire al pasdaran finiano una cosa che potrebbe distruggere la sua psiche già assai compromessa. Glielo diciamo, fuori il dente, fuori il dolore. Sa per caso, il capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera, che la maggiore <strong>inattività dell’Italia</strong> in merito al caso Battisti la si ebbe nei mesi che seguirono la fuga dell’assassino dalla Francia al Brasile? E <strong>sa Bocchino che in quei mesi il Ministro degli Esteri era Gianfranco Fini?</strong> Già, proprio così. Tra il 2002 ed il 2004, infatti, <strong>Castelli e Frattini</strong> riuscirono a convincere la Francia a consegnarci colui che nel frattempo, godendo dell’occhiolino compiacente di Mitterand, era diventato scrittore di (pseudo)successo al di là delle Alpi.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Peccato che, proprio quando le patrie galere erano pronte ad accoglierlo, si dileguò in Brasile. <strong>E l’Italia cosa fece?</strong> Quali azioni mise in piedi l’abile Ministro degli Esteri Fini nei mesi successivi, nell’anno e mezzo in cui ebbe l’occasione di gestire la diplomazia italiana? <strong>Non si sa</strong>. Per carità, era l’epoca in cui il Ministro degli Esteri aveva più di una cosa cui pensare: c’era il suo (ex) portavoce Sottile sorpreso a <strong>tenere “casting” (diciamo così) alla Farnesina</strong>, c’era da tramare con Follini per logorare Berlusconi e studiare la tattica (su cui stendiamo un velo pietoso) delle<strong> tre punte</strong> per la campagna elettorale del 2006…. Quel che è certo, che in quei diciotto mesi con Fini alla guida del Ministero degli Esteri, di Battisti <strong>non si sentì neanche parlare</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Povero Bocchino, a forza di legnate sui denti e di dolorosi ko parlamentari,<strong> non sa più neanche quel che dice</strong>. Una macchietta, un gaffeur, un saltimbanco pro-tempore che si crede primo consigliere di Giulio Cesare. Speravamo che con l’anno nuovo si potesse svegliare per constatare qual è la realtà. Evidentemente Bocchino <strong>è in ritardo anche sul calendario</strong>. Ma noi aspettiamo, non abbiamo fretta.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>La Merkel leghista e razzista</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 13:36:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Il multiculturalismo ha fallito, fallito del tutto. Chiunque non parli immediatamente tedesco non è benvenuto. Chi vuol essere parte della nostra società, non deve solo obbedire alle nostre leggi, ma deve anche padroneggiare la nostra lingua. I tedeschi anziani non devono essere sacrificati a favore degli immigrati, i quali non dovrebbero essere assunti finché non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4088/5092873029_e3dc639f2e_b.jpg"><img class="alignnone" title="merkel" src="http://farm5.static.flickr.com/4145/5092877515_d2fa2ce408.jpg" alt="" width="280" height="332" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<blockquote><p>“Il multiculturalismo ha fallito, <strong>fallito del tutto</strong>. Chiunque non parli <strong>immediatamente </strong>tedesco non è benvenuto. Chi vuol essere parte della nostra società, non deve solo obbedire alle nostre leggi, ma deve anche padroneggiare la nostra lingua. I tedeschi anziani <strong>non devono essere sacrificati </strong>a favore degli immigrati, i quali non dovrebbero essere assunti finché non abbiamo fatto tutto quello che possiamo per aiutare la nostra gente a qualificarsi e ad avere una chance”.</p>
</blockquote>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>No, non sono parole di Bossi, Calderoli o Maroni. E <strong>neppure di Mario Borghezio.</strong> A pronunciare un’affermazione talmente netta da non ammettere repliche è stata Frau <strong>Merkel</strong>, la leader paciosa della Cancelleria tedesca. L’ha fatto davanti alla platea di giovani del suo partito, stanchi ed arrabbiati. Arrabbiati perché non trovano lavoro, perché troppe tutele sono concesse <em>“ad arabi e turchi”</em> anziché a loro, a casa loro. Angela non ha fatto altro che allinearsi al pensiero in voga in Europa, quel modo di vedere le cose che tanto fa imbufalire i benpensanti acculturati fautori dell’integrazione senza se e senza ma. Perché dichiararsi aperti a tutti, sognare le cosmopoli e il melting pot è <strong>cool</strong>, è moderno. Il problema è che poi, andando a vedere qual è la triste realtà, si scopre che coloro che dovrebbero integrarsi in realtà non fanno altro che creare dei ghetti, delle kasbah dentro le città. E guai a chi ci mette piede.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>L’<strong>imposizione di una cultura</strong>, di un modo di vedere la vita, di usi e costumi. <strong>Null’altro che questo</strong>. E pian piano anche chi guardava all’Italia come ad un covo di razzisti beceri e boscaioli, inizia a ricredersi, a porsi sulla stessa linea. Immaginiamo se al posto della Merkel quel discorso l’avesse fatto <strong>Berlusconi</strong>. Apriti cielo: <em>Economist</em> con edizione straordinaria, interrogazioni parlamentari, appelli al Presidente della Repubblica, <strong>tonnellate di post-it </strong>su Repubblica, Santoro in tv con la stella di David al petto, la CEI a dire qualcosa di spiritualmente corretto. Il tutto, ovviamente, condito dalla solita richiesta di dimissioni per incitamento all’<strong>odio razziale</strong>. In Germania, invece, accade l’opposto. Accade che il Presidente della Repubblica venga criticato per aver sostenuto che <em>“l’Islam è parte della Germania”</em>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Anche stavolta, gli altri insegnano qualcosa a noi, eternamente avviluppati a quel <strong>senso di scandalo</strong> che un’affermazione forte e non conformista dà sempre alla piccola, bigotta e ipocrita Italia.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Grazie ragazzi</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 08:39:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Afghanistan. Quattro soldati italiani morti. Un ferito. Stamattina, poco dopo le sette ora italiana, l&#8217;imboscata. Tornavano da una missione nella valle del Gulistan. L&#8217;Italia intera dovrebbe onorare e rendere omaggio ai nostri soldati. Invece, ne siamo sicuri, qualche bastardo sciacallo ne approfitterà per raccattare quattro voti. Qui, noi, siamo orgogliosi dei nostri militari. Che vanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4077/5064527532_8620bb95f2.jpg"><img class="alignnone" title="italia afghanistan" src="http://farm5.static.flickr.com/4077/5064527532_8620bb95f2.jpg" alt="" width="390" height="262" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Afghanistan.<strong> Quattro soldati italiani morti</strong>. Un ferito. Stamattina, poco dopo le sette ora italiana, l&#8217;imboscata. Tornavano da una missione nella valle del Gulistan.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>L&#8217;Italia intera dovrebbe onorare e rendere omaggio ai nostri soldati. Invece, ne siamo sicuri, qualche bastardo sciacallo ne approfitterà per raccattare quattro voti. Qui, noi, siamo orgogliosi dei nostri militari. Che vanno lontano, a rischiare la propria vita, in nome della democrazia. In nome della pace.<strong> In nome, anche, del popolo italiano.</strong></p>
<p><strong><br />
 </strong></p>
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