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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; Israele</title>
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		<title>L&#8217;Onu darà il via allo Stato palestinese: le conseguenze saranno devastanti</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 15:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra qualche giorno, con ogni probabilità, l’Onu darà il via libera alla nascita dello Stato palestinese. Se non ci saranno colpi di scena, infatti, l’Assemblea Generale approverà il documento che sancirà una volte per tutte quello che da più di sessant’anni si cerca di fare: un territorio e due Stati. Il principio è nobile e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="palestina" src="http://farm7.static.flickr.com/6166/6162523011_054682da83.jpg" alt="" width="480" height="265" />Tra qualche giorno, con ogni probabilità, l’Onu darà il via libera alla <strong>nascita dello Stato palestinese</strong>. Se non ci saranno colpi di scena, infatti, l’Assemblea Generale approverà il documento che sancirà una volte per tutte quello che da più di sessant’anni si cerca di fare: <strong>un territorio e due Stati</strong>. Il principio è nobile e quasi universalmente riconosciuto (anche i vari governi israeliani succedutisi negli anni hanno ormai digerito il fatto che prima o poi Israele dovrà cedere fette del suo già limitato territorio), ma quel che accadrà giovedì prossimo a New York sarà un<strong> errore madornale</strong>.</p>
<p>La risoluzione che l’Assemblea approverà non sarà niente di più che un <strong>mero atto formale</strong>, utile a far <strong>esaltare le masse</strong> di Gaza e delle piazze arabe in tumulto. Passata la sbornia, però, ci si accorgerà ben presto che quel voto al Palazzo di Vetro rappresenterà solo qualche frase scritta nero su bianco su un pezzo di carta. Mai come in questa circostanza, infatti, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.</p>
<p>Anche chi non è particolarmente avvezzo alle questioni di politica internazionale comprende facilmente che una decisione così importante, <strong>senza l’assenso statunitense</strong> e con mezzo Occidente pronto ad osteggiare la mossa palestinese, nasce già come <strong>fallimentare</strong>. Abu Mazen, con una rapidità dovuta alla necessità di placare Hamas ed il suo vastissimo seguito, ha imbracciato la causa dell’<strong>indipendenza a tutti i costi</strong>, dando così seguito al sogno di Arafat. Sogno che naufragò, tra l’altro, solo ed esclusivamente per responsabilità del vecchio Yasser già nel biennio 1999-2000, quando il Governo di Ehud Barak era pronto a dare tutto e di più ai palestinesi. Abu Mazen ha promesso l’indipendenza immediata, creando enormi aspettative che inesorabilmente andranno deluse. <strong>E allora sarà il disastro</strong>.</p>
<p>Quanto potrebbe durare la calma nella strisca di Gaza dopo la constatazione (amara) che il voto all’Onu non avrà alcun seguito? Contro chi si scatenerà la più che probabile rabbia? E Hamas, starà a guardare? Certamente no. <strong>Israele sarebbe preso immediatamente di mira</strong>, perché è lì a due passi, perché è sempre comodo cavalcare la caccia all’ebreo. Scoppierebbe un’<strong>Intifada</strong> capace di rovesciare il banco e di scalzare via, una volte per tutte, quell’Abu Mazen divenuto volto presentabile di un’Autorità nata su fondamenta terroriste. Sarebbe la miccia in grado di rendere incandescente (ancora di più) una regione già destabilizzata.</p>
<p>E il tutto davanti ad un’<strong>Europa inesistente</strong> (all’Onu sembra che ognuno andrà per conto suo, con la Francia possibilista sul sì alla risoluzione), alla <strong>debolezza di Washington</strong> (veto di Obama già annunciato), alla fluidità della realtà egiziana e siriana. Senza contare che la <strong>Turchia</strong>, potentissimo membro Nato e storico pilastro occidentale nel Mediterraneo, è ai ferri corti con Israele e con la stessa Bruxelles.</p>
<p>Insomma, mai come ora un inutile voto a New York potrebbe segnare il <strong>destino di un’area</strong> da sempre instabile. Le conseguenze potrebbero essere<strong> devastanti</strong>. Eppure, il vecchio e ormai moribondo Occidente dorme sonni profondi. Tentare di metterci una pezza, successivamente, sarà impresa quasi impossibile. Israele rischia di essere lasciato da solo, come un agnello in un branco di lupi. E piangere, poi, <strong>non servirà a nulla</strong>.</p>
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		<title>Il Cairo: assaltata Ambasciata d&#8217;Israele. 2 morti, 450 feriti. L&#8217;Ambasciatore è fuggito</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/09/10/il-cairo-assaltata-ambasciata-disraele-2-morti-450-feriti-lambasciatore-e-fuggito/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 09:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una folla di manifestanti ha fatto irruzione nell&#8217;Ambasciata di Israele a Il Cairo. Le forze speciali hanno evitato il peggio, ma l&#8217;Ambasciatore ha lasciato il Paese insieme alla famiglia ed ai collaboratori più stretti. Due morti e quattrocentocinquanta feriti nei disordini. Rimossa la bandiera di Israele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una folla di manifestanti ha fatto irruzione nell&#8217;Ambasciata di Israele a Il Cairo. Le forze speciali hanno evitato il peggio, ma l&#8217;Ambasciatore ha lasciato il Paese insieme alla famiglia ed ai collaboratori più stretti. Due morti e quattrocentocinquanta feriti nei disordini. Rimossa la bandiera di Israele.</p>
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		<title>Attenti a questi due: tra Turchia e Israele può esplodere tutto</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/09/07/attenti-a-questi-due-tra-turchia-e-israele-puo-esplodere-tutto/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel Mediterraneo orientale c’è un grosso problema, potenzialmente più pericoloso della guerra civile libica. In questi giorni, infatti, benché pochi ne parlino, la tensione tra la Turchia ed Israele ha raggiunto il culmine: Ambasciatore di Tel Aviv espulso dal Paese euro-asiatico e congelamento di tutti i contratti militari tra i due Paesi. Il motivo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="erd net" src="http://farm7.static.flickr.com/6063/6124252102_4e8711fb04.jpg" alt="" width="480" height="170" />Nel Mediterraneo orientale c’è un grosso problema, potenzialmente più pericoloso della guerra civile libica. In questi giorni, infatti, benché pochi ne parlino, la <strong>tensione tra la Turchia ed Israele</strong> ha raggiunto il culmine: Ambasciatore di Tel Aviv espulso dal Paese euro-asiatico e congelamento di tutti i contratti militari tra i due Paesi. Il motivo è da ricercare nell’<strong>assalto israeliano</strong> di un anno fa alla Mavi Marmara, l’ammiraglia della <strong>Freedom Flotilla</strong> diretta a Gaza con a bordo tipi ben poco raccomandabili. Nell’incidente morirono nove cittadini turchi. Da qui, una serie infinita di moniti, ultimatum, misure ad hoc, minacce tra due Paesi che fino a pochi anni fa erano <strong>strettamente alleati</strong>. I tentativi di mediazione (pochi, a dire il vero) sono falliti, né Erdogan né Netanyahu vogliono (e possono) cedere. Da Ankara si chiedono <strong>scuse ufficiali e compensazioni economiche</strong>, da Tel Aviv si risponde che il caso è chiuso. Muro contro muro in un contesto geopolitico che ribolle ogni giorno di più, dalla Siria all’Egitto passando per le onnipresenti prove belliche tra palestinesi ed israeliani.</p>
<p>Il<strong> rischio che tutto esploda</strong> è alto, anche perché le conseguenze si ripercuoterebbero inevitabilmente sull’Occidente e sulla sua tenuta. La Turchia, infatti, è uno dei <strong>principali membri della NATO</strong>, ed il suo ruolo di contenimento dell’estremismo islamico ad Oriente è vitale per gli interessi strategici dell’Alleanza. Il problema è che <strong>pochi hanno compreso il mutamento fondamentale della politica di Ankara</strong> con l’avvento al potere di Recep Tayyip Erdogan. La Turchia vuole contare, vuole assumere quel peso politico regionale che la sua posizione geografica le permette.</p>
<p>Troppo frettolosamente <strong>l’asse Berlino-Parigi</strong> le ha chiuso le porte in faccia in merito all’ingresso nell’Unione Europea, dilapidando così i vantaggi che “la Cina del Mediterraneo” avrebbe comportato per l’ammaccata economia del Vecchio Continente (nel primo trimestre dell’anno il Pil del Paese euro-asiatico <strong>è cresciuto dell’11%</strong>). La conseguenza più diretta dei continui <em>“no”</em> è stata quella di far volgere lo sguardo dei turchi ad est, all’Iran, alla Siria. La Turchia che ambisce a diventare la<strong> padrona incontrastata</strong> del Mediterraneo orientale e il crocevia per i rifornimenti energetici diretti a ovest. Senza dimenticare che il suo esperimento di <strong>Islam-politico</strong> è divenuto un modello da esportazione per chi oggi medita (nel Maghreb piuttosto che nel Vicino Oriente) di dare una svolta modernizzante alle vecchie istituzioni autoritarie.</p>
<p>La politica di Ankara si è dunque <strong>estremizzata</strong>, irrigidita, coltivando nuovamente quel pericoloso<strong> nazionalismo</strong> da frustrazione (elemento frequente nella storia del Paese dopo la Seconda Guerra Mondiale) che si concretizza nel varo imminente di una <strong>poderosa flotta</strong> marittima e nelle schermaglie con Israele.</p>
<p><strong>Ne valeva la pena?</strong> No. Sarebbe stato interesse di tutti, specie dei miopi governanti europei, coltivare buone relazioni con la Turchia (che non si è neppure presentata alla <em>parata degli eroi</em> inscenata l’altro giorno da Sarkozy a Parigi) e mediando affinché il guanto di sfida con Israele non fosse lanciato. Invece nulla: troppe distrazioni, troppi tentennamenti, troppo egoismo. E così oggi si presenta davanti a noi un altro <strong>pantano</strong>, probabilmente <strong>più pericoloso di tanti altri</strong>.</p>
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		<title>Non chiamatelo pacifista</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/04/16/non-chiamatelo-pacifista/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 14:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Vittorio Arrigoni è stato vigliaccamente e barbaramente trucidato nella striscia di Gaza. Ora viene indicato dai media come &#8220;il pacifista&#8221;. Ma per rispetto di Vittorio, per favore, non chiamatelo così. Non era pacifista. Era un combattente. Odiava Israele. Disgustava il sionismo. Lui non voleva la pace. Voleva la morte di Israele. &#160; &#160; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm6.static.flickr.com/5185/5624589932_a3a7a9b184_z.jpg"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5141/5624001211_f72e4075e2.jpg" alt="arrigoni pacifista" width="280" height="391" /></a></p>
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<p>Vittorio Arrigoni è stato vigliaccamente e barbaramente trucidato nella striscia di Gaza. Ora viene indicato dai media come &#8220;il pacifista&#8221;. Ma per rispetto di Vittorio, per favore, non chiamatelo così. Non era pacifista. Era un combattente. Odiava Israele. Disgustava il sionismo. <strong>Lui non voleva la pace.</strong> Voleva la morte di Israele.</p>
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<p><span id="more-13193"></span></p>
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<p>No, da Israele no. E’ meglio se la salma con i poveri resti di <strong>Vittorio Arrigoni</strong> torna in Italia passando per l’Egitto, attraverso il simbolico valico di <strong>Rafah</strong>. Israele no. E’ la richiesta della madre del volontario <strong>vigliaccamente</strong> e <strong>barbaramente</strong> trucidato in quel fazzoletto di terra stretto tra il deserto israeliano ed il Mediterraneo. E’ una richiesta che ci fa comprendere, come scrive oggi anche Pierluigi Battista sul Corriere della Sera, chi era Vittorio Arrigoni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non era un pacifista</strong>, non combatteva per la pace tra i popoli come abbiamo sentito e letto sui <strong>consueti peana</strong> che in momenti tragici come questo ci vengono offerti ogni tre secondi alla stregua di improbabili pasti pre-confezionati. No, Arrigoni era un <strong>combattente</strong> per una causa ben determinata, per la liberazione definitiva e totale della Palestina dalle grinfie israeliane. Basta dare un’occhiata ai suoi pezzi sul Manifesto, basta leggere i post che scriveva sul suo blog. Arrigoni invocava la <strong><em>“dannazione per i demoni sionisti”</em></strong>, parlava sprezzantemente di <em>“Stato ebraico”</em>, definiva <em>“propagandista di crimini”</em> chi aderiva a manifestazioni a sostegno della sicurezza di Israele. Bollava come <em>“disgustoso”</em> il sionismo, tacciava Shimon Peres di essere un criminale di guerra perché <em>“bruciava i bambini con il fosforo bianco”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non leggeva neppure i libri scritti da mostri sacri della letteratura mondiale come Oz, Grossman e Yehoshua, semplicemente perché <strong><em>“libri sporchi di sangue”</em></strong>. Ma ce l’aveva anche con quella parte di palestinesi che avevano accettato il negoziato, il confronto con l’altra parte, con il Governo di Tel Aviv: <em>“Al Fatah? Centrale di <strong>venduti alla causa di Israele”</strong></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco, definire Vittorio Arrigoni un pacifista sarebbe un errore, un drammatico errore. Significherebbe <strong>non comprendere</strong> e <strong>banalizzare</strong> la sua battaglia condotta per anni a Gaza. Dargli sbrigativamente del “pacifista” porterebbe immediatamente a pensare che la sua giusta causa fosse quella di far sedere attorno ad un tavolo i due contendenti, che l’obiettivo finale fosse la rispettosa convivenza in quei pochi chilometri quadrati di Vicino Oriente. <strong>No, tutt’altro</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vittorio Arrigoni aveva le idee ben chiare, il suo auspicio era quello di vedere la vittoria palestinese e la cacciata degli israeliani. Voleva porre rimedio a quello <strong><em>“scandalo storico”</em></strong> che aveva portato alla nascita, nel 1948, dello Stato della Stella di David. La sua era una <strong>battaglia convinta e determinata</strong>, ma non per la pace. Per l’opposto di quello che noi intendiamo come pace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cambiare i termini ed i connotati della sua missione sarebbe <strong>il più grande insulto</strong> che gli si possa fare, sarebbe l’<strong>onta più infamante</strong> alla sua memoria. Ricordarlo con le bandiere palestinesi a coprire le sue spoglie, invece, è il giusto modo per testimoniare chi è stato Vittorio Arrigoni. Un moderno combattente per una <strong>causa impossibile</strong>.</p>
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<p><em>Vi ricordiamo che siamo costantemente in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le rivoluzioni non si fanno su twitter</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 11:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Ci raccontavano che sarebbero bastate due bandiere ed una folla di giovani in piazza per cambiare il Mondo, per abbattere dittature e cacciare despoti. In tre giorni avremmo dovuto assistere ad un&#8217;alba di democrazia contagiosa risplendente sul Vicino e Medio Oriente. La realtà, però, è ben diversa. Assistiamo infatti ad un antisionismo crescente, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5257/5515898786_e0cc92aa52.jpg" alt="rgypt" width="280" height="223" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci raccontavano che sarebbero bastate <strong>due bandiere</strong> ed una folla di giovani in piazza per <strong>cambiare il Mondo</strong>, per abbattere dittature e cacciare despoti. In tre giorni avremmo dovuto assistere ad un&#8217;alba di <strong>democrazia contagiosa </strong>risplendente sul Vicino e Medio Oriente. La realtà, però, è <strong>ben diversa</strong>. Assistiamo infatti ad un antisionismo crescente, con le piazze che in breve si sono trasformate in <strong>centri d&#8217;odio contro Israele</strong>. L&#8217;ennesima dimostrazione che le rivoluzioni <strong>non si fanno su Twitter</strong>.</p>
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<p><span id="more-12528"></span></p>
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<p>Coloro che si commuovevano mentre migliaia di giovani e vecchi affollavano Piazza Tahrir per chiedere le dimissioni di Mubarak, farebbero meglio a <strong>rinsavire in fretta</strong>. Dicevano che finalmente sarebbe arrivata la democrazia, che l’Egitto aveva una voglia pazzesca di entrare nella modernità, che sentiva la necessità di pace, prosperità e tranquillità. Poi, tolto di mezzo il vecchio Rais, abbiamo assistito alle prediche di <strong>sceicchi deliranti</strong>, ad un Esercito che non ha tentennato neppure un secondo nel sparare ad <strong>altezza uomo</strong> contro i più esagitati e, notizia di questi giorni, ad un corposo rimpasto di Governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra le new entry un posto d’onore lo merita senz’altro il <strong>nuovo Ministro degli Esteri</strong>, Nabil al-Arabi, che appena poggiate le terga sull’importante poltrona ha chiamato <strong>a raccolta gli Stati arabi</strong> per <strong><em>“promuovere azioni contro Israele per le atrocità che ha commesso”</em></strong>. Un bell’inizio, moderato e pacato nei toni. Ma non è mica finita qui, perché il diplomatico si è distinto per aver aizzato la folla anti-Mubarak proclamando che <em>“l’Egitto non dovrà più accettare gli <strong>eccessi israeliani</strong> nei territori occupati”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prestigiosi opinionisti egiziani sono certi che il al-Arabi ben presto si renderà disponibile a <strong>stabilire rapporti diplomatici con l’Iran</strong>, a migliorare le relazioni con la <strong>Siria</strong> di Assad e ad avviare un <strong>dialogo con l’Hezbollah</strong> libanese. Un bel programma di governo, non c’è che dire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E gli idealisti cultori dei diritti umani sempre e comunque <strong>continueranno a chiudere gli occhi</strong>, perché l’importante è che una bandiera rivoluzionaria sventoli in una piazza. Quel che sta sotto o dietro la bandiera non importa, <strong>non è affar loro</strong>. L&#8217;importante è che la <strong>scenografia sia bella,</strong> tutto il resto non conta.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il sogno del nuovo Egitto: uccidere ebrei</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2011/02/21/il-sogno-del-nuovo-egitto-uccidere-ebrei/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 10:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco cosa succede nel nuovo Egitto. Due milioni di egiziani applaudono in piazza lo sceicco Al Qaradawi, tornato in patria dopo la rivoluzione dei democratici. Applaudono i suoi discorsi contro Israele e l&#8217;equazione kamikaze=martire. Inoltre, sappiate che “l’uccisione di cittadini americani è un obbligo”. Ci chiedevamo, con preoccupazione, cosa sarebbe accaduto dopo la cacciata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="egitto israele" src="http://farm6.static.flickr.com/5220/5436455679_52a7fe3fc6.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ecco cosa succede nel nuovo Egitto. Due milioni di egiziani applaudono in piazza lo sceicco Al Qaradawi, tornato in patria dopo la rivoluzione dei democratici. Applaudono i suoi discorsi contro Israele e l&#8217;equazione kamikaze=martire. Inoltre, sappiate che “l’uccisione di cittadini americani è un obbligo”.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span id="more-12164"></span></p>
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<hr />
<p><br class="spacer_" /></p>
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<p>Ci chiedevamo, con preoccupazione, cosa sarebbe accaduto dopo la cacciata di Hosni Mubarak. Scrivevamo che quel popolo in festa rischiava di farci dimenticare cosa rappresenti l’Egitto sullo scacchiere del Vicino Oriente, di quanto importante e vitale sia preservare l’<strong>equilibrio</strong> faticosamente raggiunto in quella regione. Teorizzavamo, senza alcuna pretesa di preveggenza, che dopo il vecchio Rais ci sarebbe stata <strong>solo instabilità</strong>, confusione. Il diluvio.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Certamente è presto per tirare le somme, però qualcosa si può già dire. Venerdì scorso, in una piazza Tahrir affollata da circa <strong>2 milioni</strong> di egiziani, si è rivisto lo sceicco <strong>Yusuf al Qaradawi</strong>, dopo trent’anni di esilio (coatto) dal suo Egitto. E che ha detto il predicatore nonché conduttore su Al Jazeera del programma tv <strong>“Sharia e Vita”</strong>? <em>“Riusciremo a <strong>liberare Gerusalemme</strong> ed a entrare in Palestina. Ho un sogno, quello di tenere un sermone nella moschea di Al Aqsa”</em>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E fin qui, niente di drammaticamente sconvolgente rispetto a quanto già non temessimo. Il problema è che lo sceicco ha <strong>aizzato la folla</strong> in visibilio con alcune delle sue celebri fatwe, come quella in cui giustifica gli attacchi terroristici contro i civili israeliani: <em>“Il <strong>kamikaze</strong> che si fa saltare su un bus a Tel Aviv è <strong>un vero martire</strong>”</em>. Inoltre, sappiate che <em>“l’uccisione di cittadini americani è un<strong> obbligo</strong>”</em>, e che <em>“la libertà deve essere <strong>al servizio dell’Islam</strong>”</em>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Finito qui il delirio?Neanche a parlarne, perché un regime va rifondato a partire dalle fondamenta. E allora, ci si metta subito in testa che <em>“l’Egitto deve rinascere con una diversa filosofia, non occidentale, dal momento che l’America e l’Europa sono <strong>comunità di nudisti</strong>”</em>. Sia chiaro, inoltre, che <em>“la società va <strong>mondata dagli elementi pervertiti</strong>, omosessuali in testa”</em>. E la laicità <em>“non è che ateismo, ossia <strong>negazione dell’Islam</strong>”</em>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Il problema, come è ovvio, non è il contenuto dei sermoni dell’ottantaquattrenne al Qaradawi, quanto il fatto che la stessa folla che (senza bandiere religiose o politiche, così ci raccontavano) ha defenestrato Mubarak stesse ad adorare il blaterare dello sceicco. Urla e applausi per uno che sostanzialmente teorizza lo <strong>Stato teocratico fondato sulla Sharia</strong> e che sogna di <strong>morire uccidendo ebrei</strong>: <em>“Colpirò i nemici di Allah, gli ebrei, e loro mi lanceranno una bomba. A quel punto finirò la mia vita <strong>con il martirio</strong>”</em>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E’ questa la nuova democrazia egiziana di cui avevamo bisogno?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Provate a difendere questi assassini</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 13:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>

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		<description><![CDATA[Questi non sono bambini normali. Questi sono bambini che giocano a fare gli assassini. Aspettano il passaggio di una macchina, con pesanti sassi in mano, per tirarli addosso al conducente o ai passeggeri, con la chiara intenzione di colpire e di uccidere.  Per loro un gioco. Ma non deve essere un alibi. E&#8217; un gioco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/v/tn387jUQ1MM"><img class="alignnone" title="assassini" src="http://farm5.static.flickr.com/4061/5074654873_4393db8e4e.jpg" alt="" width="280" height="170" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Questi non sono bambini normali.<strong> Questi sono bambini che giocano a fare gli assassini. </strong>Aspettano il passaggio di una macchina, con pesanti sassi in mano, per tirarli addosso al conducente o ai passeggeri, con la chiara intenzione di colpire e di uccidere.  Per loro un gioco. Ma non deve essere un alibi. E&#8217; un gioco assassino.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Qualche giorno fa ha suscitato scalpore la storia de<strong>l bambino investito dall&#8217;auto</strong>. L&#8217;episodio era fin troppo chiaro, ma siccome il bambino è palestinese e l&#8217;autista un leader di una organizzazione della destra israeliana, allora, tutto si capovolge.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Il bambino assassino torna ad essere un bambino innocente</strong>, che era quasi lì per caso. Come racconta il padre: &#8220;<em>non è riuscito a scansarsi dalla macchina che procedeva ad alta velocità&#8221;. </em>Sembra quasi un &#8220;<em>normale</em>&#8221; incidente automobilistico. Dei sassi in mano al bambino nessuna spiegazione. Nel video dell&#8217;incidente, però, si vede chiaramente che il bambino non era lì per caso. Ma <strong>era lì per colpire il conducente. Per ammazzarlo. Per massacrarlo.</strong> Non solo non passava di lì per caso, ma era diretto proprio verso l&#8217;auto. Con la sua arma assassina in mano.</p>
<p><strong><br />
 Chiamiamo le cose con il loro nome</strong>, lontano da ogni ipocrisia. Questi sono assassini, addestrati da perfide menti assassine. Se qualcuno, se qualche codardo dal caldo del proprio ufficio, osa difendere queste porcherie, deve fare solo una cosa. Salire su un auto con targa israeliana e percorrere quella strada della morte. <strong>Tanto sono solo bambini, vero?</strong></p>
<p><strong><br />
 </strong></p>
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		<title>Con Israele</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 14:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui si sta con Israele, senza se e senza ma. Qui si sta con l’unica democrazia del Vicino e del Medio Oriente, con l’unico Stato che permette alle donne di camminare per strada vestite come preferiscono, con l’unico Stato che celebra elezioni libere cui tutti possono partecipare. Qui si sta con uno Stato costantemente minacciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4012/4678655114_4939f0311b_b.jpg"><img class="alignnone" title="israele" src="http://farm5.static.flickr.com/4012/4678655114_4939f0311b_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Qui si sta con Israele</strong>, senza se e senza ma. Qui si sta con l’unica democrazia del Vicino e del Medio Oriente, con l’unico Stato che permette alle donne di camminare per strada vestite come preferiscono, con l’unico Stato che celebra elezioni libere cui tutti possono partecipare. Qui si sta con uno Stato <strong>costantemente minacciato</strong> di sparizione, di olocausto nucleare, di riedizione della Shoah.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Oggi, a Roma, ci sarà occasione per ribadire tutto questo. <strong><em>“Per la verità, per Israele”</em></strong> (ore 18, Tempio di Adriano, Roma) è una <a href="http://www.veritaperisraele.org/">manifestazione</a> trasversale, senza colori politici, aperta a tutti. Per ribadire, perché mai come ora ce n’è tanto bisogno, che è ora di porre fine alla ignobile mole di bugie che quotidianamente si riversa sulla democrazia israeliana. Stampa internazionale, dittatori dai capelli unti, organizzazioni universali per i diritti umani: tutti contro Israele, colpevole di esistere.  Per evitare <em>che ciò che è stato ritorni</em>, per affermare con sempre più forza e più voce che quella fetta sottile di terra schiacciata tra il Mediterraneo e gli Stati arabi nemici ha il sacro diritto all’esistenza.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Con Israele, <strong>sempre</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Abbraccio mortale</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/06/18/abbraccio-mortale/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 02:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[Due attori, entrambi protagonisti di Fair Game, l&#8217;ultimo film con Sean Penn presentato un mese fa a Cannes. Lui, Khaled al-Nabawy, e lei, Liraz Charhi, sul red carpet di Cannes, sommersi dagli scatti dei fotografi, si tengono per mano e per un secondo si abbracciano. Normale, in quelle occasioni. Ma non tanto normale in Egitto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4069/4710169899_4fb9910368_b.jpg"><img class="alignnone" title="abbraccio mortale" src="http://farm5.static.flickr.com/4069/4710169899_4fb9910368.jpg" alt="" width="428" height="500" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Due attori</strong>, entrambi protagonisti di Fair Game, l&#8217;ultimo film con Sean Penn presentato un mese fa a Cannes. Lui, Khaled al-Nabawy, e lei, Liraz Charhi, sul red carpet di Cannes, sommersi dagli scatti dei fotografi, si tengono per mano e per un secondo si abbracciano. Normale, in quelle occasioni. Ma non tanto normale in Egitto, dove Khaled è tornato e dove è stato accolto dall&#8217;indifferenza più totale. Perchè<strong> lui è egiziano e lei è israeliana</strong>.</p>
<p>
 L&#8217;attore sarà addirittura interrogato dal leader del sindacato attori egiziani, tale Ashraf Zaki, per sapere &#8220;<em>se conosceva, prima di firmare la parte, che la Charhi era una cittadina americana di origini israeliane e che aveva prestato due anni di servizio nell&#8217;esercito sionista</em>&#8220;. Khaled rischia addirittura una lunga sospensione. Una <strong>fatwa</strong> ad un attore per aver lavorato con una israeliana è cosa normale, in Egitto.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pacifisti 5</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/06/08/pacifisti-5/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dawblog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come mai un branco di &#8220;pacifisti&#8221; brandisce coltelli insanguinati e un soldato israeliano è maciullato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4024/4681663395_05913e6fd1_b.jpg"><img class="alignnone" title="PAcifisti 5" src="http://farm5.static.flickr.com/4024/4681663395_05913e6fd1.jpg" alt="" width="229" height="500" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Come mai un branco di <strong>&#8220;pacifisti</strong>&#8221; brandisce coltelli insanguinati e un soldato israeliano è maciullato?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un nuovo Israele-day</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/06/07/un-nuovo-israele-day/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 13:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse bisogna prepararsi ad un altro &#8220;Israele Day&#8221;. Le critiche all&#8217;azione militare dello Stato ebraico sono venute da numerosi amici di Israele anche di sponde opposte, da Furio Colombo a Carlo Panella. Tuttavia sta crescendo una mobilitazione anti-israeliana che deve preoccuparci. Manifestazioni davanti alle ambasciate, un nuovo e tragico clima di paura attorno al ghetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://farm5.static.flickr.com/4012/4678655114_4939f0311b_b.jpg"><img class="aligncenter" title="Israele-day" src="http://farm5.static.flickr.com/4012/4678655114_4939f0311b_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><br class="blank" /></p>
<p><br class="blank" /></p>
<blockquote style="text-align: left;"><p>Forse bisogna prepararsi ad un altro &#8220;Israele Day&#8221;. Le critiche all&#8217;azione militare dello Stato ebraico sono venute da numerosi amici di Israele anche di sponde opposte, da Furio Colombo a Carlo Panella. Tuttavia sta crescendo una mobilitazione anti-israeliana che deve preoccuparci. Manifestazioni davanti alle ambasciate, un nuovo e tragico clima di paura attorno al ghetto di Roma, le richieste di condanna morale nei confronti di Gerusalemme. Molti hanno preso spunto da un&#8217;azione militare errata per riproporre antichi luoghi comuni contro lo Stato ebraico. Bisogna stare attenti a non fare di tutta erba un fascio. Non tutti i critici di Israele sono antisemiti ma dobbiamo sapere che in questi giorni e nei prossimi il rischio che vecchi slogan anti-ebraici prendano il sopravvento è sempre incombente. Ecco perchè io penso che gli amici di Israele non possano assistere a questa involuzione del clima politico chiamandosi fuori. Va impedito il processo a Israele. <strong>C&#8217;è tutto un mondo di sinistra e cattolico</strong> che in questi anni ha taciuto sulle più gravi aggressioni non solo verbali contro lo Stato ebraico. <strong>Vengono chiamate pacifiste organizzazioni </strong>che hanno un atteggiamento e comportamenti guerrieri contro Israele. L&#8217;indulgenza verso le organizzazioni estremiste islamiche è costante e inaccettabile. <strong>Qualcuno si muova e chiami a raccolta quanti amano Israele </strong>e non abbiamo paura, soprattutto in questo momento, di ribadire la solidarietà verso un popolo e uno stato assediati da sessant&#8217;anni.</p>
</blockquote>
<p><br class="blank" />Peppino Caldarola<br class="blank" /><br class="blank" /><br />
 Splendido articolo di Caldarola sul Riformista. E&#8217; una sinistra che ci piace.<strong></p>
<p><br class="blank" /><br />
Per un nuovo Israele Day: noi ci stiamo.<br />
</strong></p>
<p><br class="blank" /></p>
<p><br class="blank" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I pacifisti 4</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/06/04/i-pacifisti-4/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 18:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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		<description><![CDATA[Israele contatta la nave dei pacifisti, e questi così rispondono: &#8220;Shut up, go back to Auschwitz&#8221; &#8220;We&#8217;re helping Arabs go against the US, don&#8217;t forget 9/11&#8243; Ma è ancora tutto normale, sono pacifisti no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/v/pxY7Q7CvQPQ"><img class="aligncenter" title="Isr video 5" src="http://farm5.static.flickr.com/4059/4659535341_8bbd58a146.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Israele contatta la nave dei pacifisti, e questi così rispondono:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<blockquote><p>&#8220;Shut up, go back to Auschwitz&#8221;</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>&#8220;We&#8217;re helping Arabs go against the US, don&#8217;t forget 9/11&#8243;</p>
</blockquote>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ma è ancora tutto normale, sono pacifisti no?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I pacifisti 3</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 20:42:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[pacifisti]]></category>

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		<description><![CDATA[I &#8220;pacifisti&#8221; ora si scoprono dichiaratamente pronti pure al martirio. Succede anche questo, e probabilmente continueranno a essere chiamati &#8220;pacifisti&#8220;. Un po&#8217; alla volta emergono nuovi dettagli sul mondo di questi &#8220;pacifisti&#8220;. Del loro carico umanitario abbiamo già detto, armi comprese. Come della loro indole assassina. Ora sappiamo anche la natura più propriamente &#8220;umanitaria&#8221; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/v/ZSAxAj2KIdU"> <img src="http://farm5.static.flickr.com/4028/4667392270_3699d0f152.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a><br />
 I &#8220;<em>pacifisti</em>&#8221; ora si scoprono dichiaratamente pronti pure al martirio. Succede anche questo, e probabilmente continueranno a essere chiamati &#8220;<em>pacifisti</em>&#8220;.<br />
 Un po&#8217; alla volta emergono nuovi dettagli sul mondo di questi &#8220;<em>pacifisti</em>&#8220;. Del loro carico umanitario abbiamo già detto, armi comprese. Come della loro indole <a href="http://www.daw-blog.com/2010/06/01/i-pacifisti/" target="_blank">assassina</a>. Ora sappiamo anche la natura più propriamente &#8220;umanitaria&#8221; di quel carico. Farmaci. Perfetto. Ma in larga parte erano <a href="http://idfspokesperson.com/2010/06/03/unloading-of-humanitarian-aid-from-the-flotilla-continues-3-june-2010/" target="_blank">scaduti</a>.  Il carico, quello buono che è rimasto, quindi al netto di armi e di farmaci scaduti, è comunque <a href="http://idfspokesperson.com/2010/06/03/photos-of-flotillas-humanitarian-aid-being-transferred-from-ashdod-port-to-kerem-shalom-crossing-3-june-2010/" target="_blank">in transito verso Gaza</a>. Per opera di Israele, non certo grazie ai <em>pacifisti</em> (e pensate che Hamas, in segno di protesta, non vuole nemmeno far passare gli aiuti).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I pacifisti 2</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/06/03/i-pacifisti-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 08:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[pacifisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi, ancora, avesse qualche dubbio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/v/B6sAEYpHF24"><img class="aligncenter" title="Video ISr 4" src="http://farm5.static.flickr.com/4036/4665925176_60ede4a48b.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>Per chi, ancora, avesse qualche dubbio.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I pacifisti</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/06/01/i-pacifisti/</link>
		<comments>http://www.daw-blog.com/2010/06/01/i-pacifisti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 14:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[pacifisti]]></category>

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		<description><![CDATA[I pacifisti. Così si chiamano, e così vengono definiti dai media di propaganda di tutto il mondo. Pacifisti loro, e Israele cattivo. Repubblica oggi titola in prima pagina: &#8220;la condanna del mondo&#8220;. Del mondo. La condanna. Incredibile. Ma andiamo a conoscere meglio questi gentili pacifisti.Portavano aiuti umanitari, ci hanno detto. Certamente. Ecco una fotografia scattata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I pacifisti. <strong>Così si chiamano</strong>, e così vengono definiti dai media di propaganda di tutto il mondo. Pacifisti loro, e Israele cattivo. Repubblica oggi titola in prima pagina: <em>&#8220;la condanna del mondo</em>&#8220;. Del mondo. La condanna. Incredibile. Ma andiamo a conoscere meglio questi gentili pacifisti.<strong>Portavano aiuti umanitari, ci hanno detto.</strong> Certamente. Ecco una fotografia scattata all&#8217;interno di una delle loro navi, con il dettaglio di alcuni di questi &#8220;<em>aiuti umanitari</em>&#8220;:<br />
 <br class="blank" /><a href="http://farm5.static.flickr.com/4054/4659513515_0ebb63b290_b.jpg"><img class="aligncenter" title="Armi pacifisti" src="http://farm5.static.flickr.com/4049/4659591763_86640ac1df.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><br class="blank" />Non male vero? Sono pacifisti, ricordatevelo. Poi la gloriosa e indipendente stampa internazionale ci viene a raccontare che Israele ha sferrato l&#8217;attacco all&#8217;improvviso. Non è vero, ovviamente. Guardate questo video, e notate come<strong> Israele stessa si è offerta di aiutare il passaggio degli &#8220;aiuti&#8221; attraverso i naturali canali umanitari.</strong> Ma i &#8220;<em>pacifisti</em>&#8221; non potevano accettare, primo perchè avete ben visto che razza di <em>&#8220;aiuti umanitari</em>&#8221; portassero, e poi perchè dovevano per forza andare a Gaza. Altrimenti la provocazione non sarebbe riuscita.<br class="blank" /><a href="http://www.youtube.com/v/qKOmLP4yHb4"><img class="aligncenter" title="Avvertimento Israele" src="http://farm5.static.flickr.com/4059/4659535341_8bbd58a146.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a><br class="blank" />Altro video. Guardate come i &#8220;<em>pacifisti</em>&#8221; accolgono i soldati israeliani sulle loro navi. Non male per essere &#8220;<em>pacifisti</em>&#8220;:<br class="blank" /><a href="http://www.youtube.com/v/gYjkLUcbJWo"><img class="aligncenter" title="Accoglimento israele" src="http://farm5.static.flickr.com/4014/4660159394_70e18eb6ce.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a><br class="blank" />Infine, ultimo video. Ecco un &#8220;<em>pacifista</em>&#8221; mentre fa qualcosa di veramente pacifista:<strong> accoltella un soldato israeliano.</strong><br class="blank" /><a href="http://www.youtube.com/v/buzOWKxN2co"><img class="aligncenter" title="Accoltellamento israeliano" src="http://farm2.static.flickr.com/1298/4660159484_7eb4d076fc.jpg" alt="" width="300" height="182" /></a></p>
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		<title>Israele ha fatto bene</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 06:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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		<description><![CDATA[Certo, c&#8217;erano uomini che non c&#8217;entravano niente. Succede anche con gli attacchi missilistici di Obama in Pakistan e nello Yemen. Ma è incredibile come quella nave venga fatta passare per &#8220;pacifista&#8221;, quando è assolutamente vero il contrario. Erano filo terroristi, amici degli jhadisti e di Hamas. Quella nave era una provocazione, e Israele ha risposto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="floatbox" href="http://farm5.static.flickr.com/4012/4659279904_ca06bc8eec.jpg"><img class="aligncenter" title="ilgiornale" src="http://farm5.static.flickr.com/4012/4659279904_ca06bc8eec_m.jpg" alt="" width="169" height="240" /></a></p>
<p>Certo, c&#8217;erano <strong>uomini che non c&#8217;entravano niente.</strong> Succede anche con gli attacchi missilistici di Obama in Pakistan e nello Yemen. <strong>Ma è incredibile come quella nave venga fatta passare per &#8220;pacifista&#8221;</strong>, quando è assolutamente vero il contrario.<strong> Erano filo terroristi</strong>, amici degli jhadisti e di Hamas. Quella nave era una provocazione, e Israele ha risposto, probabilmente cadendo nella trappola. &#8220;<em>Otterremo uno di due magnifici scopi: o il martirio o Gaza&#8221;</em>: è la dichiarazione di una donna, prima della partenza della nave. Così è stato. Perché non è sufficiente dichiarare di <em>&#8220;portare aiuti umanitari</em>&#8221; per essere, di fatto, una missione umanitaria. Specialmente se si vuole passare da Gaza, a tutti i costi. E non casualmente. Realizzare in mezzo al Mediterraneo una zona libera per il terrorismo non era tollerabile. <strong>Israele ci è cascata, d&#8217;accordo, ma ha fatto bene. Sì, ha fatto bene.</strong></p>
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		<title>Grazie Israele: &#8220;Vi ringraziamo per il fatto di esistere&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 13:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[“Noi liberali di tutto il Mondo vi ringraziamo per il fatto stesso di esistere”. E’ questa la frase-simbolo del breve ma toccante discorso che Silvio Berlusconi, come solo pochissimi altri leader mondiali, ha tenuto alla Knesset, Parlamento israeliano. E’ il momento indubbiamente più alto di una visita storica, che ripropone l’Italia come Paese che sa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Berlusconi Israele 1" src="http://farm5.static.flickr.com/4053/4327928532_50a629915b_o.jpg" alt="" width="520" height="390" /><br />
<img class="aligncenter" title="Berlusconi Israele 2" src="http://farm5.static.flickr.com/4007/4327196957_907fb658bf_o.jpg" alt="" width="520" height="389" /><br />
<img class="aligncenter" title="Berlusconi Israele 3" src="http://farm5.static.flickr.com/4046/4327197043_6c6b814692_o.jpg" alt="" width="520" height="391" /></p>
<h2 style="text-align: center;"><em>“Noi liberali di tutto il Mondo<br />
vi ringraziamo per il<br />
fatto stesso di<br />
esistere”.</em></h2>
<p>E’ questa la frase-simbolo del breve ma toccante discorso che <strong>Silvio Berlusconi</strong>, come solo pochissimi altri leader mondiali, ha tenuto alla Knesset, <strong>Parlamento israeliano</strong>. E’ il momento indubbiamente più alto di una <strong>visita storica</strong>, che ripropone l’Italia come Paese che sa decidere da che parte stare e che sa imporsi sulla scena internazionale. Unico Paese che <strong>non usa il doppiogiochismo </strong>e i tentennamenti tipici di altre pseudo-potenze europee, che magari con la bocca sorridono a Tel Aviv e contemporaneamente strizzano l’occhio a Hezbollah, Hamas &amp; co.</p>
<p>Berlusconi ancora una volta si è dimostrato<strong> capo di governo rispettato</strong>, “<em>leader coraggioso, combattente della libertà, fautore della pace”</em>, come ha voluto sottolineare un calorosissimo Netanyahu in questi giorni. <strong>Ha piantato l’ulivo</strong>, è stato in <strong>pellegrinaggio</strong> allo Yad Vashem, si è <strong>inchinato</strong> davanti alla bandiera con la Stella di David. Cose che pochi hanno fatto. Si è beccato la furiosa reazione del neo-nazista <strong>Ahmadinejad</strong>, che nella pausa tra un’impiccagione ed un’altra, ha minacciato l’Italia di irrigidimento nelle relazioni bilaterali da parte di Teheran. Anche questo è un bene. Mai come ora il nostro Paese ed Israele sono vicini, vicinissimi: <strong>i tempi delle passeggiate a braccetto con i terroristi assassini di Hezbollah sono un triste ricordo</strong>.</p>
<p><em>“Mi sento uno di voi dal giorno in cui ho visitato Auschwitz”</em>, ha detto (tra gli applausi scroscianti dei deputati) un commosso Berlusconi, ancor più commosso dal <strong>ricordo che Netanyahu ha fatto dell’adorata Mamma Rosa</strong>, <em>“donna coraggiosa incinta di otto mesi che ha salvato dalla furia nazista una ragazza ebrea”</em>. Amicizia solida, duratura, profonda.<strong> Un’amicizia giusta. </strong>Non si può stare dalla parte dei lanciatori di razzi, non si può trattare con quegli assassini che amano farsi saltare in aria sugli autobus affollati. E Berlusconi, questo, l’ha ripetuto più volte, con coraggio. Sì, perché<strong> non ha avuto problemi a dire anche che è giusto restituire le terre occupate ai palestinesi</strong>, e le alture del Golan alla Siria. Cose che solo tra amici si possono dire senza preoccuparsi di incrinare i rapporti.</p>
<p><strong>Un esempio di come si fa politica estera</strong>, di come un Paese un po’ troppo spesso sputtanato (spesso per invidia) dai panzoni della Vecchia Europa sa essere grande ed autorevole. Noi, <em>“migliori amici di Israele”</em>, noi che sappiamo riconoscere l’infame barbarie delle leggi razziali. E lo facciamo lì, davanti alle vittime di folli errori, di crimini che la storia ha condannato abbondantemente, ma che qualche esaltato con i capelli unti ancora mette in dubbio, minacciando di annientare tutto e tutti con una bomba nucleare. <em>“Silvio, carissimo amico italiano, deve essere un esempio per tutti i leader del Mondo, lo stimiamo e lo amiamo”</em>. No, non sono parole nostre, ma di un Primo Ministro di uno Stato estero, di un grande popolo che sa cosa sia la sofferenza e la dignità. <strong>Israele</strong>.</p>
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