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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; informazione</title>
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		<title>SIAMO TUTTI IN PERICOLO</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 12:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[palamara]]></category>

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		<description><![CDATA[Palamara, capo dell&#8217;Associazione Nazionale Magistrati, chiede &#8220;nomi e cognomi&#8221; di chi ha commentato su un sito internet. Perchè? Lo avevano definito &#8220;antipatico&#8221;. In questo Paese definire Palamara &#8220;antipatico&#8221; è reato e si rischia la schedatura. Auspicare la morte di Berlusconi, invece, non lo è. Anzi, è auspicabile. Dobbiamo avere il coraggio di  dire le cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img class="alignnone" title="paese normale" src="http://farm6.static.flickr.com/5179/5476850494_89bb4b6ce0.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Palamara, capo dell&#8217;Associazione Nazionale Magistrati, <strong>chiede &#8220;nomi e cognomi&#8221; di chi ha commentato su un sito internet. </strong>Perchè? Lo avevano definito &#8220;antipatico&#8221;. In questo Paese definire Palamara &#8220;<em>antipatico</em>&#8221; è reato e si rischia la schedatura. Auspicare la morte di Berlusconi, invece, non lo è. Anzi, è auspicabile.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span id="more-12368"></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<hr />
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Dobbiamo avere il coraggio di  dire le cose come stanno. <strong>In Italia la libertà di informazione è in grave pericolo. </strong>Anzi, forse non esiste più. Addirittura<strong> è la stessa libertà d&#8217;espressione ad essere minacciata. </strong>In questo Paese si è ancora liberi di esprimere la propria opinione? Probabilmente no.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Il pericolo è concreto.<strong> Oggi più che mai.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>E <strong>non per colpa di Berlusconi</strong>, del dittatore Berlusconi. Nessuna legge bavaglio. Nessun decreto contro l&#8217;informazione. Niente. Non c&#8217;entra Berlusconi.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>La libertà di espressione è minacciata dalla casta più potente di questo paese</strong>, la magistratura, che può permettersi il lusso di decidere chi ha diritto di parola, e chi no. Loro sì, possono farlo. Tanto decidono loro. Sono loro a decidere le cause dei loro colleghi, come si fa tra amici. E tra amici ci si difende.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Prendente <a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=31389" target="_blank">il caso del sito Il Legno Storto</a>. Già querelato tempo fa dall&#8217;ex magistrato di Milano Davigo (perché non ha apprezzato questa definizione scritta in un articolo: &#8220;non ha alcun spessore culturale per organizzare un golpe&#8221;), oggi <strong>è il presidente del&#8217;Associazione Nazionale Magistrati a muoversi. </strong>E lo fa in grande stile. Come conviene ad un capo.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Palamara si sente diffamato e chiede alla Procura di Perugia di<strong> acquisire nomi, cognomi e indirizzi internet di chi ha commentato un articolo su di lui. </strong>Vi rendente conto? E&#8217; una <strong>schedatura</strong>, niente di meno. Un fatto gravissimo.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ma quale era il tenore dei commenti? Ora tenetevi forte. Perché qualcuno scriveva <strong>&#8220;Palamara mi è antipatico</strong>&#8220;, e altri &#8220;<strong>Assomiglia a Mastella</strong>&#8220;, o ancora &#8220;<strong>Mi sembra uno da Grande Fratello&#8221;</strong>. Chiaro? Questo in Italia non si può dire.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Dire che Palamara è antipatico è reato. Si rischia di essere schedati.<strong> Ovviamente augurare la morte di Berlusconi,</strong> sperare e invitare qualcuno a sparare in testa al Presidente del Consiglio, no, non è reato. Anzi,<strong> è auspicabile. </strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Questo non è un Paese normale.</p>
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		<title>Moralismo berlusconiano (2)</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/08/13/moralismo-berlusconiano-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 08:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nick</dc:creator>
				<category><![CDATA[interni-old]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[moralismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrive Michele Brambilla: &#8220;Che ne è dell’inchiesta su Verdini? E di quella sulla P3? E Cosentino, l’ex sottosegretario sul quale pende un mandato d’arresto, e che continua a guidare il Pdl in Campania? E che fine ha fatto Brancher, nominato ministro per cercare di sfuggire, grazie al legittimo impedimento, a un processo nel quale è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive <span style="font-style: italic;"><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7705&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">Michele Brambilla</a></span>:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<blockquote><p>&#8220;Che ne è dell’inchiesta su <strong>Verdini</strong>? E di quella sulla <strong>P3</strong>? E <strong>Cosentino</strong>,  l’ex sottosegretario sul quale pende un mandato d’arresto, e che  continua a guidare il Pdl in Campania? E che fine ha fatto <strong>Brancher</strong>, nominato ministro per cercare di sfuggire,  grazie al legittimo impedimento, a un processo nel quale è poi stato  condannato? E il ministero lasciato libero dal dimissionario, o meglio  dimissionato <strong>Scajola</strong>, e ancora vacante? E il senatore <strong>Dell’Utri</strong>,  condannato in appello a sette anni per concorso in associazione mafiosa e  ancora ben ancorato al suo seggio in Senato?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Erano questi i temi che fino a pochi giorni fa occupavano le prime  pagine dei giornali. <strong>Tutto svanito</strong>, tutto evaporato, tutto cancellato  dall’inchiesta sulla casa di Montecarlo lasciata in eredità ad An e  finita in affitto al fratello della compagna di Fini. Sembra che  l’intera «questione morale» ora sia ridotta solo a questo, solo alla  <strong>casa di Montecarlo</strong> e alle presunte responsabilità di Fini.&#8221; (&#8230;)</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>&#8220;Il primo degli effetti perversi di questa politica (e di questa  informazione) fatta di accuse e controaccuse, è appunto che sbandierando  uno scandalo si ottiene l’effetto di <span style="font-weight: bold;">cancellare i precedenti</span>. Ma il  secondo, forse finora sottovalutato, riguarda l’ancor più perverso  risultato di <span style="font-weight: bold;">attribuire a ciascuna vicenda un valore equivalente</span> a tutte  le altre. Così, a chi contesta una condanna in appello per mafia, o un  procedimento per camorra, o pressioni per condizionare gli incarichi di  magistrati, si risponde che un altro ha forse favorito un cognato  nell’acquisto di una casa, e tutto si azzera. E a chi ad esempio parla  di una casa editrice che ha cambiato proprietà perché alcuni giudici  sono stati corrotti (c’è una sentenza passata in giudicato che lo  stabilisce) si replica di tacere perché il cognato di Fini gira con una  Ferrari e ha uno polo griffata Ralph Lauren.&#8221; (&#8230;)</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>
 &#8220;<strong>«Moralista»</strong> è l’aggettivo-scomunica con cui si riduce al silenzio  chiunque osi sollevare una questione morale. Il principio è che <span style="font-weight: bold;">siamo  tutti peccatori</span> (c’è sempre qualche commentatore col turibolo che cerca  di dare dignità cristiana a questo giochetto) e quindi nessuno può  impartire lezioni, né chiedere chiarimenti, a chicchessia. Ora, non c’è  dubbio che siamo tutti bisognosi di essere perdonati per qualcosa, non  esistendo per alcuno l’impeccabilità. Ma l’imbroglio è appunto quello di  equiparare ogni «peccato», di silenziare chi ti contesta una corruzione  ricordandogli la sua multa per sosta vietata.&#8221;</p>
</blockquote>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La D&#8217;Addario col bavaglio</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/07/01/la-daddario-col-bavaglio/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 15:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; in corso la manifestazione romana contro il ddl sulle intercettazioni. In prima fila, testimonial delle manifestazione, c&#8217;è Patrizia D&#8217;Addario, l&#8217;escort di Berlusconi. La nuova icona del popolo viola, e probabilmente pure di quello giallo dei post-it, sfila accanto ai massimi responsabili dei vari movimenti. I manifestanti hanno un bavaglio (viola) in bocca e alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4122/4752411426_6a35d36a9f.jpg"><img class="alignnone" title="silvio daddario" src="http://farm5.static.flickr.com/4122/4752411426_6a35d36a9f.jpg" alt="" width="350" height="454" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E&#8217; in corso la manifestazione romana contro il ddl sulle intercettazioni. In prima fila, testimonial delle manifestazione, c&#8217;è<strong> Patrizia D&#8217;Addario, l&#8217;escort di Berlusconi. </strong>La nuova icona del popolo viola, e probabilmente pure di quello giallo dei post-it, sfila accanto ai massimi responsabili dei vari movimenti. I manifestanti hanno un bavaglio (viola) in bocca e alcuni post-it sulla fronte, mentre la D&#8217;Addario ha sotto braccio il suo ultimo libro &#8220;Gradisca presidente&#8221;. Passare dal letto di Putin al bavaglio in bocca è proprio un attimo.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sant&#8217;Oro &amp; C. credono nella libertà, ma credono di più al loro portafoglio</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il martire per eccellenza della tv italiana, Michele Sant’Oro, ha deciso che lui continuerà a lottare per la libertà d’informazione nonostante la tirannide berlusconiana. Lo farà via web, il 25 marzo prossimo. Benedetto dai sindacati dei giornalisti, al PalaDozza di Bologna andrà in scena lo show serale “Rai per una notte”, con la partecipazione straordinaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="2euro santoro" src="http://farm5.static.flickr.com/4072/4444612131_48bb024f8a_o.jpg" alt="" width="520" height="344" /></p>
<p>Il martire per eccellenza della tv italiana, Michele Sant’Oro, ha deciso che lui <strong>continuerà a lottare per la libertà </strong>d’informazione nonostante la tirannide berlusconiana. Lo farà <strong>via web</strong>, il 25 marzo prossimo. Benedetto dai sindacati dei giornalisti, al PalaDozza di Bologna andrà in scena lo show serale <strong>“Rai per una notte”</strong>, con la partecipazione straordinaria di Giovanni Floris. L’obiettivo, dichiarato dalla stessa FNSI, è quello di “<em>promuovere iniziative e manifestazioni per sostenere la libera informazione e assicurare la libera circolazione di punti di vista e di espressioni culturali e professionali”</em>. Il problema è che <strong>questa libertà sarà tutelata a pagamento</strong>. Già, perché l’intervistatore di puttane e di individui che per hobby sciolgono i bambini nell’acido, ha deciso che sarebbe meglio se gli spettatori tirassero fuori i portafogli e versassero <strong>2 euro e 50 ciascuno</strong> per sostenere lo show, in quanto <em>“il volontariato non basta”</em>. Complimenti per la faccia tosta!</p>
<p><strong>Gente strapagata dalla Rai</strong>, da Santoro agli ospiti che presenzieranno all’evento, chiedono allo spettatore di sborsare. Tutti illustri signori che vengono mantenuti dai contribuenti, che pagano (non poco) il canone Rai in cambio di un’offerta tv spesso desolante. Decidono di fare queste manifestazioni di libertà? Vogliono affittare<strong> palazzetti dello sport da quasi seimila posti</strong> a sedere? Bene, <strong>se li paghino loro</strong>, di tasca propria. Da anni, ogni santo giovedì, ci parlano di <strong>gente che non arriva alla fine del mese</strong>, di operai che stanno per <strong>gettarsi dai tetti delle fabbriche</strong> in cui lavoravano prima del licenziamento o della cassa integrazione, di mamme che non possono permettersi di avere figli, di giovani costretti a scappare all’Estero perché hanno le tasche vuote (ed è sempre colpa di Berlusconi). <strong></strong></p>
<p><strong>E loro, che fanno?</strong> Alla prima occasione <strong>mettono la tariffa </strong>per assistere al loro spettacolo, il dazio per sentire gli sproloqui della compagnia circense santoriana e travaglina. <strong>Una libertà da difendere</strong>. A pagamento. Insomma, più che nel cuore, in Sant’Oro e compagni l’ideale di libertà è radicato nel già grande <strong>portafoglio</strong>. Un bell&#8217;esempio, non c&#8217;è che dire.</p>
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		<title>E poi dicono di Emilio Fede</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/10/13/e-poi-dicono-di-emilio-fede/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 11:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
				<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[emilio fede]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[la7]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera all&#8217;Infedele, il programma del bastardo Gad Lerner, è andato in onda un incredibile scazzo tra il direttore del Corriere, De Bortoli, e il padre-fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari (in collegamento telefonico). De Bortoli ha rivendicato il diritto sacrosanto, ad esempio, di criticare sì Berlusconi, ma di non chiamarlo &#8220;Caimano&#8221;, perchè &#8220;è il presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera all&#8217;<strong>Infedele</strong>, il programma del <a href="http://www.gadlerner.it/" target="_blank"><em>bastardo</em></a> <strong>Gad Lerner</strong>, è andato in onda un incredibile scazzo tra il direttore del Corriere, De Bortoli, e il padre-fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari (in collegamento telefonico). De Bortoli ha rivendicato il diritto sacrosanto, ad esempio, di criticare sì Berlusconi, ma di non chiamarlo &#8220;Caimano&#8221;, perchè &#8220;<em>è il presidente del Consiglio votato dalla maggioranza degli italiani, e io rispetto gli italiani</em>&#8220;. Poi il direttore del Corriere ha ricordato che <em>&#8220;io non conosco Berlusconi bene come lo conosce Scalfaro, che infatti andò a casa di Berlusconi per chiedergli di comprare Repubblica, visto che De Benedetti stava diventando troppo potente&#8221;. </em>In risposta, Scalfari si è messo a pubblicizzare il suo odierno editoriale.</p>
<p>Ma non è questo che, al momento, ci interessa. Nella trasmissione, discutendo dei rapporti tra Berlusconi e De Benedetti,<strong> il conduttore Gad Lerner ha più volte preso platealmente le difese della CIR</strong>. Legittimo, per carità.</p>
<p>Ma perchè a Gad Lerner questa sua limpidissima faziosità non viene contestata da nessuno? Perchè Minzolini viene contestato come direttore del Tg1 mentre sotto la direzione di Gad Lerner nessuno scese in piazza? E<strong> che differenza c&#8217;è tra Gad Lerner e Emilio Fede?</strong></p>
<div id="attachment_2373" class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px"><img class="size-full wp-image-2373" title="lerner de benedetti" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/10/lerner-de-benedetti11.jpg" alt="Gad Lerner e De Benedetti in vacanza. Insieme." width="520" height="318" /><p class="wp-caption-text">Gad Lerner e De Benedetti in vacanza. Insieme.</p></div>
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		<title>E ora aboliamo subito la par condicio</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 08:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[par condicio]]></category>

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		<description><![CDATA[Berlusconi dice di essere carico. Ce lo dimostri subito abolendo una delle leggi più assurde di questo Paese: la par condicio. Non piace (quasi) a nessuno, tutti dicono che non funziona, ha un sacco di problemi. Del Lodo Alfano hanno detto (mentendo) che è un caso unico in Europa e nell&#8217;Universo, ma lo è a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Berlusconi dice di essere carico. Ce lo dimostri subito abolendo una delle leggi più assurde di questo Paese: <strong>la par condicio. </strong>Non piace (quasi) a nessuno, tutti dicono che non funziona, ha un sacco di problemi. Del Lodo Alfano hanno detto (mentendo) che è un caso unico in Europa e nell&#8217;Universo, ma lo è a anche la par condicio. Quindi <strong>eliminiamola</strong>. Cancelliamola in un solo colpo.<strong> E&#8217; il vero editto bulgaro</strong>, il vero bavaglio messo dalla sinistra all&#8217;informazione. E&#8217; la legge ad personam per eccellenza: sì, <strong>la legge ad personam della sinistra contro Silvio Berlusconi</strong>.</p>
<p>Se ci pensate, è una legge che realmente limita la libertà di informazione, altro che par condicio. E&#8217; roda di dieci anni fa, c&#8217;era Mancino, c&#8217;erano ancora i Verdi, c&#8217;era il Ppi. Il presidente del consiglio di allora era Massimo D&#8217;Alema, che arrivò a Palazzo Chigi senza passare dalle urne (una abitudine la loro). E&#8217; una legge comunista, che impone addirittura ad un conduttore televisivo di tenere un sorriso costante per tutta la durata della trasmissione. E&#8217; figlia di una mentalità e di paure d&#8217;altri tempi. Via, coraggio, <strong>aboliamola</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Semplicemente LIBERI TUTTI</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/10/04/semplicemente-liberi-tutti/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 16:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Su La7 abbiamo dedicato una serie di post al problema generale dell&#8217;informazione televisiva in Italia, sulla scia delle polemiche sulla libertà di stampa culimante con la manifestazione di ieri a Roma. Concludiamo la serie dei post con un video riassuntivo secondo noi molto interessante: Tutti i post della serie &#8220;Liberi Tutti&#8221;: • Liberi Tutti 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su La7 abbiamo dedicato una serie di post al problema generale dell&#8217;informazione televisiva in Italia, sulla scia delle polemiche sulla libertà di stampa culimante con la manifestazione di ieri a Roma. Concludiamo la serie dei post con un video riassuntivo secondo noi molto interessante:</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="409" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6889958&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="409" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6889958&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
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</tbody>
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<p><em><strong>Tutti i post della serie &#8220;Liberi Tutti&#8221;:</strong></em></p>
<p><strong>• </strong><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;id=3785" target="_blank">Liberi Tutti 1 </a></p>
<p><strong>• </strong><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;id=3790" target="_blank">Liberi Tutti 2 &#8211; Piroso e Bocca</a></p>
<p><strong>• </strong><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;id=3795" target="_blank">Liberi Tutti 3 &#8211; Quale Rai?</a></p>
<p><strong>• </strong><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;id=3801" target="_blank">Liberi Tutti 4 &#8211; In piazza</a></p>
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		<title>Giornalisti liberi, non liberi o incapaci?</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/09/27/giornalisti-liberi-non-liberi-o-incapaci/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 10:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nick</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Facci]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Su Santoro e Annozero è ricominciata la solita diatriba, con due fazioni opposte, accanite e irriducibili nel sostenere la propria tesi, l&#8217;una in difesa del presunto ultimo baluardo di informazione libera dal &#8216;regime&#8217;, l&#8217;altra che l&#8217;attacca come intollerabile falsa e faziosa propaganda contro governo, Silvio Berlusconi in particolare, sulla tv di stato. Trovo molto sensato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://1.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/Sr8WpLqLOfI/AAAAAAAAAek/zwyUsWR6W3k/s1600-h/filippo-facci.jpg"><img style="border: 0pt none; margin-top: 0px; margin-bottom: 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 259px;" title="Filippo Facci" src="http://1.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/Sr8WpLqLOfI/AAAAAAAAAek/zwyUsWR6W3k/s400/filippo-facci.jpg" border="0" alt="" width="400" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">Filippo Facci</p></div>
<p><span class="nota">Su Santoro e Annozero è ricominciata la solita diatriba, con due fazioni opposte, accanite e irriducibili nel sostenere la propria tesi, </span><span style="font-style: italic"><a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/rai4/prima-puntata/prima-puntata.html" target="_blank"><span class="nota">l&#8217;una</span></a></span><span class="nota"> in difesa del presunto ultimo baluardo di informazione libera dal &#8216;regime&#8217;, </span><span style="font-style: italic"><a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_26/santoro-istruttoria_fee9da4a-aaa3-11de-a0d4-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><span class="nota">l&#8217;altra</span></a></span><span class="nota"> che l&#8217;attacca come intollerabile falsa e faziosa propaganda contro governo, Silvio Berlusconi in particolare, sulla tv di stato.</span></p>
<p>Trovo molto sensato il giudizio espresso in proposito da Aldo Grasso sul Corriere della Sera, che, pur essendo <span style="font-style: italic"><a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_25/annozero_santoro_aldo_grasso_9e3998b4-a997-11de-93d1-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><span class="nota">molto critico</span></a></span><span class="nota"> nei confronti di Annozero e Santoro, ritiene </span><span style="font-style: italic"><a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_26/grasso_santoro_7b8403ac-aa5c-11de-a0d4-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><span class="nota">ancor più sbagliato</span></a></span><span class="nota"> </span><span class="nota">volerli censurare.</span></p>
<p>Sulla questione più generale della libertà di stampa e dello stato dell&#8217;informazione in Italia, trovo condivibilissimo quanto sostiene <span style="font-style: italic"><a href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=2297&amp;Cat=1&amp;I=immagini/INTERVISTA/facci3_int.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=L%27Intervista&amp;Codi_Cate_Arti=39&amp;Page=1" target="_blank"><span class="nota">Filippo Facci</span></a></span><span class="nota"> </span><span class="nota">nell&#8217;intervista rilasciata a Farefututo, il cui senso è ben riassunto nell&#8217;incipit dell&#8217;articolo: </span><span class="nota" style="font-style: italic"></p>
<blockquote><p>&#8220;L’allarme sulla mancanza di libertà di stampa in Italia è «semplicemente ridicolo». Ma questo non significa che vada tutto bene. Perché la «militarizzazione» del bipolarismo rischia di schiacciare l’indipendenza di pensiero, mentre in televisione si vive l’informazione sempre più «come una grossa seccatura». E il centrodestra, più che chiudere programmi dovrebbe farne di nuovi. Anche perché se la libertà di stampa c’è, non è detto che tutti la sappiano (o la vogliano) usare.&#8221;</p></blockquote>
<p></span></p>
<p>La &#8216;militarizzazione&#8217; dell&#8217;informazione, nonché il suo uso sconsiderato e fuori da ogni regola, rappresenta dunque il vero problema dell&#8217;informazione nel nostro paese. Un problema divenuto purtroppo presente nell&#8217;informazione di entrambi gli schieramenti.</p>
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		<title>Dawteca, l&#039;avviso di garanzia del 1994</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/08/20/dawteca-lavviso-di-garanzia-del-1994/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 18:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[22 novembre 1994. L&#8217;episodio lo conoscono tutti. Berlusconi è impegnato a Napoli nel presiedere un veritice sulla criminalità, e la Procura di Milano decide, via Corriere della Sera, di spedire un avviso di garanzia al Presidente del Consiglio. Nel video uno speciale epico del tg4 dedicato alla vicenda, davvero imperdibile. Notate i toni di Emilio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1804" style="border: 1px solid black; margin: 10px;" title="dawtecalogopost" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/dawtecalogopost1.jpg" alt="dawtecalogopost" width="115" height="20" />22 novembre 1994.</strong> L&#8217;episodio lo conoscono tutti. Berlusconi è impegnato a Napoli nel presiedere un veritice sulla criminalità, e la Procura di Milano decide, via Corriere della Sera, di spedire un <strong>avviso di garanzia al Presidente del Consiglio</strong>. Nel video uno <strong>speciale epico del tg4 </strong>dedicato alla vicenda, davvero imperdibile. Notate i toni di Emilio Fede degni della terza guerra mondiale (a proposito: in realtà non era un avviso di garanzia ma un invito a comparire). Dopo aver spiegato &#8211; a modo suo &#8211; l&#8217;intera questione, dopo aver ricostruito &#8211; a modo suo &#8211; la &#8220;strategia della tensione&#8221; tra Berlusconi e magistrati, dopo aver mandato la dichiarazione integrale del Cavaliere, Fede che fa? Parte con una solenne rubrica televisiva &#8220;<strong>l&#8217;opinione del direttore</strong>&#8220;, che &#8211; come dice Fede stesso &#8211; &#8220;sono ancora io&#8221;&#8230; un mito. Comunque sia, il governo Berlusconi è agli sgoccioli.</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="327" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4888110&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="327" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4888110&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="327" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4887868&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="327" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4887868&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="327" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4887773&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="327" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4887773&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>Alla prossima puntata.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>DawTeca, la storia del primo Governo Berlusconi</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/08/14/dawteca-la-storia-del-primo-governo-berlusconi/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 16:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che vi proponiamo è un documento che in pochi si ricordano. E&#8217; la &#8220;storia di un governo&#8220;, cioè il racconto del primo governo Berlusconi. E&#8217; un documento di pura &#8220;propaganda&#8220;, ma utile per rivivere la storia del primo governo del Cavaliere e anche per vedere qualche nota di colore di quei tempi. Notate il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1804" style="border: 1px solid black; margin: 10px;" title="dawtecalogopost" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/dawtecalogopost1.jpg" alt="dawtecalogopost" width="115" height="20" />Quello che vi proponiamo è un documento che in pochi si ricordano. E&#8217; la <strong>&#8220;storia di un governo</strong>&#8220;, cioè <strong>il racconto del primo governo Berlusconi.</strong> E&#8217; un documento di pura &#8220;<em>propaganda</em>&#8220;, ma utile per rivivere la storia del primo governo del Cavaliere e anche per vedere qualche nota di colore di quei tempi. Notate il montaggio, la musica, i titoli, gli effetti, ogni aspetto realizzato secondo il perfetto manuale di comunicazione (di quei tempi).</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="409" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4826138&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="409" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4826138&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
<tr>
<td><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="409" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4825890&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="409" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4825890&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>Alla prossima puntata.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Una verità.</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/08/04/una-verita/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 19:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dawblog</dc:creator>
				<category><![CDATA[interni-old]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Barbara Berlusconi è la prima figlia del premier nata dall’unione con Veronica Lario. Chi l’ha conosciuta è rimasto colpito dal viso angelico e dalla solarità che sa trasmettere. Molto legata al padre, è spesso stata complice dei coupe-de-theatre del Presidente del Consiglio versione padre-e-marito (il compleanno a Marrakech solo per citarne uno). Nell&#8217;ultimo numero di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1705" class="wp-caption alignleft" style="width: 205px"><img class="size-medium wp-image-1705" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/barbara-berlusconi-11-195x300.jpg" alt="barbara berlusconi 1" width="195" height="300" /><p class="wp-caption-text">Barbara Berlusconi</p></div>
<p><strong>Barbara Berlusconi</strong> è la prima figlia del premier nata dall’unione con Veronica Lario. Chi l’ha conosciuta è rimasto colpito dal viso angelico e dalla solarità che sa trasmettere. Molto legata al padre, è spesso stata complice dei coupe-de-theatre del Presidente del Consiglio versione padre-e-marito (il compleanno a Marrakech solo per citarne uno). Nell&#8217;ultimo numero di Vanity Fair porta allo scoperto  tutto <strong>il suo tormento</strong> per la difficile situazione che la sua famiglia sta vivendo.</p>
<p>Dalle sue parole, infatti, emerge l’antipatia nei confronti delle ultime vicende che hanno coinvolto l’illustre padre, e da quelle righe traspare una sorta di incredulità per tutto quanto è stato scritto recentemente. Nell&#8217;intervista esplicita – con le parole – la sua visione di morale pubblica e privata.  Insomma ci racconta la sua verità, che vuole condividere col lettore affamato di gossip. Ci racconta le sue riflessioni. <em>Occasione ghiotta per l’armata brancaBerlusconi</em> che alberga nella redazioni italiane e sopratutto in quella di Repubblica. I giornalai di Ezio Mauro gongolano, orgogliosi del loro flop delle 10 domande alle quali hanno fatto seguire un nuovo flop con le altre 10 domande.  L’intervista, che leggendola, scivola delicatamente per la <strong>sincerità dei pensieri </strong>è da loro subdolamente presentata come un attacco anzi un disconoscimento della linea di condotta del padre. Una intervista dove la ragazza <em>non mostra reticenze</em>. Così scrivono. Un giudizio tanto netto, quello di Barbara, al punto da costringerla ad un successivo comunicato stampa di chiarimento sui contenuti rilasciati al mensile. <em>Comunicato necessario per evitare una strumentalizzazione</em> da  parte delle forze impegnata in questa ultima battaglia politica. Molto probabilmente <strong>la battaglia finale</strong>.</p>
<p>Si perché da Noemi, alla D’Addario, da villa Certosa a Palazzo Grazioli, il disegno  &#8211; <em>come qui si è detto molte volte</em> &#8211; è oramai chiaro. Bisogna arrivare laddove né le urne né la macchina giudiziaria è mai arrivata: <strong>bisogna distruggere Silvio Berlusconi</strong> costi quel costi.</p>
<p><em>Anche mandando tutto a puttane.</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Speciale G8 &#8211; Ridiculousness is in danger in Montenero di Bisaccia</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/07/09/speciale-g8-ridiculousness-is-in-danger-in-montenero-di-bisaccia/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 16:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jack</dc:creator>
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		<category><![CDATA[di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
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		<description><![CDATA[Erano settimane che lo aspettavano: il colpaccio della stampa straniera, lo scoop che avrebbe fatto traballare e magari crollare il berlusconismo ed il governo. Gruppi editoriali ed opposizione erano in prima linea, con la bava alla bocca, in attesa di una scossa, ma mai si sarebbe potuto pensare che avrebbero dovuto pagarsela di tasca propria. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1389" style="border: 1px solid gray;" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/07/LogoG8_Aquila_small2.jpg" alt="Manuale DipartimentoAQUILA.indd" width="100" height="100" />Erano settimane che lo aspettavano: il colpaccio della stampa straniera, lo scoop che avrebbe fatto traballare e magari crollare il berlusconismo ed il governo. Gruppi editoriali ed opposizione erano in prima linea, con la bava alla bocca, in attesa di una scossa, ma <strong>mai si sarebbe potuto pensare che avrebbero dovuto pagarsela di tasca propria</strong>.</p>
<div id="attachment_1409" class="wp-caption alignright" style="width: 340px"><img class="size-full wp-image-1409" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/07/appellodipietro.jpg" alt="La richiesta di &quot;aiuto&quot; di Di Pietro" width="330" height="520" /><p class="wp-caption-text">La richiesta di &quot;aiuto&quot; di Di Pietro</p></div>
<p>Il protagonista di questa vicenda, triste e squallida è il paladino dei grillini e di Travaglio, quell&#8217;<strong>Antonio Di Pietro da Montenero di Bisaccia</strong> di cui abbiamo imparato ad apprezzare un italiano tutto particolare, e che questa volta si cimenta con l&#8217;inglese, per denunciare al mondo le perfidie del regime del cavaliere nero ed in particolare il lodo Alfano.</p>
<p><strong>Una paginata sull&#8217;International Herald Tribune</strong> condita da appello finale affinché una fantomatica comunità internazionale faccia girare la notizia dell&#8217;esistenza del Lodo e della cena dei giudici, e faccia pressione affinché l&#8217;Italia non diventi una dittatura (testuale: <em>dictatorship</em>); una roba da oppositori a regimi ben più seri e realistici del nostro, ad ulteriore prova di come ormai <strong>dalle parti dell&#8217;IDV non si abbia più nozione di cosa sia il senso del pudore e del ridicolo</strong>.</p>
<p>Un appello a prima vista internazionale, ma in realtà<strong> tutto proiettato verso l&#8217;interno</strong> e verso una ricerca della visibilità parzialmente perduta da quando il dibattito congressuale del PD è entrato nel vivo; a dimostrazione di questo, oltre al pessimo livello di inglese, che pareggia parzialmente le performance rutelliane di &#8220;<em>please visit the website</em>&#8220;, anche il fatto che molto sia sottointeso e comprensibile solo in casa nostra, come il lungo paragrafo sulla famigerata cena dei giudici con tanto di premier e ministro.</p>
<p><strong>Di Pietro parla a New York perché Largo del Nazzareno intenda</strong>, buttando fango nel ventilatore mentre il Paese è al centro delle attenzioni e degli apprezzamenti mondiali. Pagine e pagine di dichiarazioni in cui valorosi esponenti dell&#8217;Italia dei Livori ci raccontano di quanto il premier ci imbarazzi nel mondo, e quando Obama ed i grandi della Terra si riuniscono a parlare di crisi globale, <strong>il prode molisano prova a sputtanare il Paese a livello mondiale</strong>, per di più pagando circa 80.000€, non riuscendolo a farlo gratuitamente. Dalla fame nel mondo alle cene di Silvio, paladini della giustizia pronti a vendersi anima e cittadinanza per un po&#8217; di visibilità e due voti in più. <strong>Anti-italiani, pseudo-italiani, vergogna.</strong></p>
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		<item>
		<title>La &#039;personalizzazione&#039; della politica un male moderno (e non solo italiano)?</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/07/02/la-personalizzazione-della-politica-un-male-moderno-e-non-solo-italiano/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 09:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrive Giampiero Ricci su Ffwebmagazine: &#8220;Come noto Caligola fece senatore un cavallo, Eliogabalo si mise contro il popolo e le famiglie dei patres inscenando un matrimonio con una vestale, Nerone si guadagnò il risentimento della corte costringendo gli ospiti ad ascoltare i suoi versi. Nei nostri tempi si assiste davvero alla rilettura in chiave postmoderna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/SkxY6DkcF9I/AAAAAAAAAYg/6sPZujc1ZpE/s1600-h/silvio+imperatore.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 211px; height: 335px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BMMtnwgvhr8/SkxY6DkcF9I/AAAAAAAAAYg/6sPZujc1ZpE/s400/silvio+imperatore.jpg" border="0" alt="" /></a><span style="font-size:85%;"><a href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=1799&amp;Cat=1&amp;I=immagini/Foto/1presidential_seal_int.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=L%27Analisi&amp;Codi_Cate_Arti=38" target="_blank"><span class="nota">Scrive</span></a></span><span class="nota"> Giampiero Ricci su Ffwebmagazine:</span></p>
<p>&#8220;Come noto <span style="font-weight: bold;">Caligola</span> fece senatore un cavallo, <span style="font-weight: bold;">Eliogabalo</span> si mise contro il popolo e le famiglie dei <em>patres</em> inscenando un matrimonio con una vestale, <span style="font-weight: bold;">Nerone</span> si guadagnò il risentimento della corte costringendo gli ospiti ad ascoltare i suoi versi. Nei nostri tempi si assiste davvero alla rilettura in chiave postmoderna di un esercizio della leadership che pareva seppellito nelle brume della storia?<br />
<span class="nota">La spaventosa implementazione della<span style="font-weight: bold;"> </span><em>information communication technology</em> dell’ultimo ventennio ha gioco forza accorciato i tempi concessi ai leader politici per rispondere agli stimoli avanzati da società sempre più complesse e i poveri leader si cimentano nell’agone politico sapendo che buona parte delle loro chance di vedersi confermati alla successiva tornata elettorale risiede nella loro capacità di reazione, di proposta, di fedeltà a un programma ovvero di soluzione rapida a un dato problema, una capacità che molto spesso consiste nella <span style="font-weight: bold;">“comunicazione” della propria presunta efficienza</span>, più che in una efficienza politica <em>tout court</em> o in una reale incisione nella battaglia quotidiana dei comuni mortali.<br />
Con <em>The Cult of the Presidency: America&#8217;s Dangerous Devotion to Executive Power</em> (pp. 264, Cato Institute), <span style="font-weight: bold;">Gene Healy</span>, editorialista del <em>Los Angeles Times</em> e del <em>Chicago Tribune</em> propone una pubblicazione organica dei suoi studi sugli abusi di potere dei presidenti americani di entrambi gli schieramenti, districandosi tra eccessi di retorica bipartisan, populismi che oltre a essere il sale della democrazia, sono spesso strumenti indispensabili per muovere l’immaginario collettivo; il punto è che sopra tale condizione delle democrazie contemporanee di fatto appare germinare una nuova vecchissima tendenza politica: <span style="font-weight: bold;">il  culto del presidente</span>.</span>&#8221; (&#8230;)<br />
<span class="nota">&#8220;Healy incolpa forse troppo facilmente <span style="font-weight: bold;">la personalizzazione della politica</span>, la quale peraltro ha il merito di costringere il leader di turno a prendersi le sue responsabilità e a mettere la faccia sul proprio comportamento politico con tutto quello che ne consegue, ma al di là di questo su una cosa ha ragione, troppo spesso «quando i candidati presidenziali parlano sembra quasi che stiano concorrendo per una carica a metà tra l’angelo guardiano, lo sciamano e il signore supremo della terra» perdendo di vista il fatto che essi non sono altro che amministratori pro-tempore di una <em>res publica</em> che sono chiamati ad onorare.</span>&#8221;</p>
<p>Ovviamente ogni riferimento a Silvio Berlusconi nell&#8217;articolo è puramente incidentale e non voluto.<br />
<a href="http://www.blogger.com/%3Cspan%20class="></a></p>
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		<title>La fatwa dell&#039;ayatollah Di Pietro</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/06/24/la-fatwa-dellayatollah-di-pietro/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 17:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Probabilmente i telegiornali hanno un effetto ipnotico per Antonio Di Pietro, che deve aver seguito con attenzione quello che sta accadendo in questi giorni in Iran. Talmente attento da essersi immedesimato in uno degli Ayatollah della Repubblica islamica guidata da Ahmadinejad, con tutti gli oneri e gli onori che tale carica comporta. E così,  l’ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1172" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1172" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/06/di-pietro-duce-300x220.jpg" alt="l'Ayatollah Di Pietro" width="300" height="220" /><p class="wp-caption-text">l&#39;Ayatollah Di Pietro</p></div>
<p>Probabilmente i telegiornali hanno un effetto ipnotico per <strong>Antonio Di Pietro</strong>, che deve aver seguito con attenzione quello che sta accadendo in questi giorni in Iran. Talmente attento da essersi <strong>immedesimato in uno degli Ayatollah</strong> della Repubblica islamica guidata da Ahmadinejad, con tutti gli oneri e gli onori che tale carica comporta. E così,  l’ultimo prototipo del fascista che conta qualcosa  in Parlamento, ha trovato il tempo per <strong>lanciare una sua personalissima fatwa contro il direttore del Tg1</strong>, Augusto Minzolini.  La colpa di quest’ultimo è <strong>gravissima</strong>: aver preferito informare gli italiani sulle proteste di massa a Teheran, sulla crisi economica, sul piano-Obama, piuttosto che dispensare <strong>pillole di puro gossip</strong> con servizi costruiti sulle illazioni delle varie Patrizie che, di giorno in giorno, ricordano casualmente di essere state pagate dal Presidente del Consiglio per prestazioni libidinose a Palazzo Grazioli o a Villa Certosa. Questo basta e avanza a Di Pietro per <strong>pretendere la testa di Minzolini</strong> su un vassoio d’argento, come fece Erode con lo sciagurato Giovanni Battista.</p>
<p>Si vede che le percentuali <em>hard</em> ottenute alle europee lo hanno fatto definitivamente sbroccare. Il direttore del Tg1, sostiene l’Ayatollah dell’Italia dei Valori, <em><strong>“andrebbe licenziato per giusta causa”</strong></em>. Il motivo? Beh, perché Minzolini non è nient’altro che <strong><em>“l&#8217;Emilio Fede del servizio pubblico, che toglie spazio alla politica e alle notizie in tv”</em></strong>.  Non basta, perché Tonino si è rivolto direttamente a Napolitano, con una lettera, per presentargli <em>“il materiale che ha raccolto sull’assoluta mancanza di trasparenza e indipendenza dell&#8217;informazione pubblica”</em>. E’ curioso tutto ciò, soprattutto se pensiamo alle difese a spada tratta che Di Pietro ha fatto, negli anni, di un Michele <strong>Santoro</strong> che di certo non può essere riconosciuto come faro dell’obiettività.</p>
<p>Eppure, solo poco tempo fa, in occasione del quasi unanime sconcerto per la puntata di Annozero dedicata al terremoto in Abruzzo, l’ex e perpetuo PM alzò immediatamente la voce per difendere l’ex europarlamentare conduttore televisivo: <em>“<strong>Le intimidazioni avvengono nei confronti di quelle persone che cercano di restare indipendenti</strong> e di non cedere alle loro consuete pressioni e  l&#8217;unica indecenza rispetto alla trasmissione è la pretesa di Berlusconi e Fini di <strong>poter pilotare l&#8217;informazione al fine di descrivere una realtà che non esiste</strong>”</em>. Era il 13 aprile 2009. Due mesi dopo, Tonino pronuncia solennemente da quel pulpito che tanto ama, la fatwa (o editto? Magari <strong>editto bulgaro</strong>,no?) contro il direttore del principale tg italiano. Intima ai vertici della Rai di licenziare in tronco Minzolini, perché la scaletta del Tg1 <strong>non corrisponde ai suoi voleri</strong>. Chissà, magari il Presidente della Rai lo ascolterà, considerata la sua sorprendente velocità nel portare al Cda di Viale Mazzini la vicenda in questione, lasciando di stucco, a quanto pare, lo stesso direttore generale.</p>
<p>Quel che è certo è che ancora una volta il capetto dell’Italia dei Valori ha dimostrato tutta la sua <strong>bassezza politica</strong>: demagogo pronto a sfruttare ogni chiacchiericcio di bottega pur di poter dire la sua, di far casino. Un continuo dimostrare qual è la <strong>vera volgarità della politica</strong>, che non deve essere necessariamente infarcita di puttane o nudisti per essere oscena. <strong>Basta meno</strong>, molto meno.</p>
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		<title>Minà e la &quot;bloggera&quot; impertinente</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/05/16/mina-e-la-bloggera-impertinente/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 16:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[società]]></category>
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		<description><![CDATA[Sappiamo da tempo che “a uno dei cinquanta, cento operatori culturali, comunicatori, o artisti che hanno ideato e affermato, in Italia, la televisione e il suo linguaggio; a uno dei giornalisti italiani più conosciuti all’estero”, non si può toccare Cuba né il suo capo più o meno indiscusso ed assoluto, Fidel Castro. Stavolta però, Gianni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_215" class="wp-caption alignleft" style="width: 311px"><img class="size-full wp-image-215" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/05/minacastro.jpg" alt="Gianni Minà e l'amico Fidel" width="301" height="256" /><p class="wp-caption-text">Gianni Minà e l&#39;amico Fidel</p></div>
<p>Sappiamo da tempo che <em>“a uno dei cinquanta, cento operatori culturali, comunicatori, o artisti che hanno ideato e affermato, in Italia, la televisione e il suo linguaggio; a uno dei giornalisti italiani più conosciuti all’estero”</em>, <strong>non si può toccare Cuba né il suo capo</strong> più o meno indiscusso ed assoluto, Fidel Castro. Stavolta però, Gianni Minà è andato oltre, attaccando in modo impietoso e a dir poco squallido, <strong>Yoani Sánchez</strong>, la titolare del blog <a href="http://desdecuba.com/generaciony/"><strong>Generación Y</strong></a>, giovane donna che da un pc di L’Avana vuole far conoscere al Mondo l’altra faccia di Cuba, tutto ciò che il regime non mostra e non vuole che si sappia, correndo rischi e pericoli. Yoani non potrà presentare il suo libro <a href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/rizzoli/libro/3052_cuba_libre_sanchez.html"><em><strong>“Cuba Libre”</strong></em></a> alla Fiera Internazionale del Libro di Torino perché le autorità castriste <strong>le hanno negato il visto</strong>. Ma a Minà questo va bene. Tutti sanno che <em>“<strong>Cuba ha raggiunto in questi anni standard d’eccellenza</strong> nell’educazione, nella sanità, nella protezione sociale, nella cultura, nello sport”</em>.</p>
<p>Tutti? Lasciamo perdere. Ma l’accusa <em>da Torquemada</em> è che la blogger  <strong><em>“fa finta di non sapere questo”</em></strong>. Certo,  il fatto che nell’isola nessuno abbia mai potuto depositare una scheda elettorale in un’urna, che esista il reato d’opinione, che per essere ammessi agli studi di livello superiore si debba dimostrare di possedere una serie di requisiti ideologici, non conta. E’ più gratificante <strong>cantare le lodi del regime</strong>, santificarne la meravigliosa efficienza della sanità locale, dire che <em>“<strong>queste conquiste sociali rendono Cuba diversa, più libera</strong>, dai Paesi che invece sono stati prigionieri del neoliberismo e del mercato”</em>.</p>
<div id="attachment_217" class="wp-caption alignright" style="width: 205px"><img class="size-medium wp-image-217" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/05/minisanchez1-195x300.jpg" alt="la copertina di &quot;Cuba Libre&quot;" width="195" height="300" /><p class="wp-caption-text">la copertina di &quot;Cuba Libre&quot;</p></div>
<p>Una gran bella faccia tosta. Minà accusa la <strong><em>“bloggera che sfida Castro”</em></strong> (per l’ ideatore della televisione e del suo linguaggio in Italia è ben più che semplice lesa maestà) di essere una cialtrona, di essere una creatura del Nord sfruttatore, di voler <em>“creare malessere nella società cubana”</em>. Perché, denuncia l’aedo del castrismo,<em> “c’è ancora uno <strong>sforzo palese per controbattere il vento di simpatia nei riguardi di Cuba</strong> che spira nel continente latinoamericano e anche nella parte progressista degli Stati Uniti”</em>.</p>
<p>Citando Pierluigi Battista, <em>“Minà ha descritto le meraviglie della sanità cubana con gli stessi toni con cui gli apologeti del fascismo lodavano i treni in orario e quelli dell’Urss l’efficienza del sistema scolastico sovietico. Salvo poi vedere come tutto fosse<strong> pura, ingannevole propaganda di regime</strong>”</em>. Appunto. E siamo sicuri che Minà, tanto amico di Fidel &amp; co. non avrebbe mai chiesto, nella sua veste di intervistatore ufficiale del dittatore, di concedere alla Sánchez il permesso di venire in Italia. D’altronde<strong> non ha mai aperto bocca sugli scrittori cubani messi in galera</strong> per aver semplicemente espresso la propria opinione.</p>
<p>Ma Yoani non chiedeva questo all’  “artista che ha affermato la televisione e il suo linguaggio”. Chiedeva, con una semplicità straordinaria, di annotarsi qualche domanda da porre al Lider Maximo: perché non permette ai cubani di fondare un giornale o una radio? Perché non concede ai giornalisti di poter scrivere pubblicamente critiche al governo del Paese?  <strong>Semplici domande che l’aedo non farà mai</strong>.</p>
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