Articoli marcati con tag ‘informazione’

E poi dicono di Emilio Fede

martedì, 13 ottobre 2009
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Ieri sera all’Infedele, il programma del bastardo Gad Lerner, è andato in onda un incredibile scazzo tra il direttore del Corriere, De Bortoli, e il padre-fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari (in collegamento telefonico). De Bortoli ha rivendicato il diritto sacrosanto, ad esempio, di criticare sì Berlusconi, ma di non chiamarlo “Caimano”, perchè “è il presidente del Consiglio votato dalla maggioranza degli italiani, e io rispetto gli italiani“. Poi il direttore del Corriere ha ricordato che “io non conosco Berlusconi bene come lo conosce Scalfaro, che infatti andò a casa di Berlusconi per chiedergli di comprare Repubblica, visto che De Benedetti stava diventando troppo potente”. In risposta, Scalfari si è messo a pubblicizzare il suo odierno editoriale.

Ma non è questo che, al momento, ci interessa. Nella trasmissione, discutendo dei rapporti tra Berlusconi e De Benedetti, il conduttore Gad Lerner ha più volte preso platealmente le difese della CIR. Legittimo, per carità.

Ma perchè a Gad Lerner questa sua limpidissima faziosità non viene contestata da nessuno? Perchè Minzolini viene contestato come direttore del Tg1 mentre sotto la direzione di Gad Lerner nessuno scese in piazza? E che differenza c’è tra Gad Lerner e Emilio Fede?

Gad Lerner e De Benedetti in vacanza. Insieme.

Gad Lerner e De Benedetti in vacanza. Insieme.

E ora aboliamo subito la par condicio

venerdì, 9 ottobre 2009
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Berlusconi dice di essere carico. Ce lo dimostri subito abolendo una delle leggi più assurde di questo Paese: la par condicio. Non piace (quasi) a nessuno, tutti dicono che non funziona, ha un sacco di problemi. Del Lodo Alfano hanno detto (mentendo) che è un caso unico in Europa e nell’Universo, ma lo è a anche la par condicio. Quindi eliminiamola. Cancelliamola in un solo colpo. E’ il vero editto bulgaro, il vero bavaglio messo dalla sinistra all’informazione. E’ la legge ad personam per eccellenza: sì, la legge ad personam della sinistra contro Silvio Berlusconi.

Se ci pensate, è una legge che realmente limita la libertà di informazione, altro che par condicio. E’ roda di dieci anni fa, c’era Mancino, c’erano ancora i Verdi, c’era il Ppi. Il presidente del consiglio di allora era Massimo D’Alema, che arrivò a Palazzo Chigi senza passare dalle urne (una abitudine la loro). E’ una legge comunista, che impone addirittura ad un conduttore televisivo di tenere un sorriso costante per tutta la durata della trasmissione. E’ figlia di una mentalità e di paure d’altri tempi. Via, coraggio, aboliamola.

Semplicemente LIBERI TUTTI

domenica, 4 ottobre 2009
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Su La7 abbiamo dedicato una serie di post al problema generale dell’informazione televisiva in Italia, sulla scia delle polemiche sulla libertà di stampa culimante con la manifestazione di ieri a Roma. Concludiamo la serie dei post con un video riassuntivo secondo noi molto interessante:

Tutti i post della serie “Liberi Tutti”:

Liberi Tutti 1

Liberi Tutti 2 – Piroso e Bocca

Liberi Tutti 3 – Quale Rai?

Liberi Tutti 4 – In piazza

Giornalisti liberi, non liberi o incapaci?

domenica, 27 settembre 2009
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Filippo Facci

Su Santoro e Annozero è ricominciata la solita diatriba, con due fazioni opposte, accanite e irriducibili nel sostenere la propria tesi, l’una in difesa del presunto ultimo baluardo di informazione libera dal ‘regime’, l’altra che l’attacca come intollerabile falsa e faziosa propaganda contro governo, Silvio Berlusconi in particolare, sulla tv di stato.

Trovo molto sensato il giudizio espresso in proposito da Aldo Grasso sul Corriere della Sera, che, pur essendo molto critico nei confronti di Annozero e Santoro, ritiene ancor più sbagliato volerli censurare.

Sulla questione più generale della libertà di stampa e dello stato dell’informazione in Italia, trovo condivibilissimo quanto sostiene Filippo Facci nell’intervista rilasciata a Farefututo, il cui senso è ben riassunto nell’incipit dell’articolo:

“L’allarme sulla mancanza di libertà di stampa in Italia è «semplicemente ridicolo». Ma questo non significa che vada tutto bene. Perché la «militarizzazione» del bipolarismo rischia di schiacciare l’indipendenza di pensiero, mentre in televisione si vive l’informazione sempre più «come una grossa seccatura». E il centrodestra, più che chiudere programmi dovrebbe farne di nuovi. Anche perché se la libertà di stampa c’è, non è detto che tutti la sappiano (o la vogliano) usare.”

La ‘militarizzazione’ dell’informazione, nonché il suo uso sconsiderato e fuori da ogni regola, rappresenta dunque il vero problema dell’informazione nel nostro paese. Un problema divenuto purtroppo presente nell’informazione di entrambi gli schieramenti.

Dawteca, l'avviso di garanzia del 1994

giovedì, 20 agosto 2009
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dawtecalogopost22 novembre 1994. L’episodio lo conoscono tutti. Berlusconi è impegnato a Napoli nel presiedere un veritice sulla criminalità, e la Procura di Milano decide, via Corriere della Sera, di spedire un avviso di garanzia al Presidente del Consiglio. Nel video uno speciale epico del tg4 dedicato alla vicenda, davvero imperdibile. Notate i toni di Emilio Fede degni della terza guerra mondiale (a proposito: in realtà non era un avviso di garanzia ma un invito a comparire). Dopo aver spiegato – a modo suo – l’intera questione, dopo aver ricostruito – a modo suo – la “strategia della tensione” tra Berlusconi e magistrati, dopo aver mandato la dichiarazione integrale del Cavaliere, Fede che fa? Parte con una solenne rubrica televisiva “l’opinione del direttore“, che – come dice Fede stesso – “sono ancora io”… un mito. Comunque sia, il governo Berlusconi è agli sgoccioli.

Alla prossima puntata.

DawTeca, la storia del primo Governo Berlusconi

venerdì, 14 agosto 2009
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dawtecalogopostQuello che vi proponiamo è un documento che in pochi si ricordano. E’ la “storia di un governo“, cioè il racconto del primo governo Berlusconi. E’ un documento di pura “propaganda“, ma utile per rivivere la storia del primo governo del Cavaliere e anche per vedere qualche nota di colore di quei tempi. Notate il montaggio, la musica, i titoli, gli effetti, ogni aspetto realizzato secondo il perfetto manuale di comunicazione (di quei tempi).

Alla prossima puntata.

Una verità.

martedì, 4 agosto 2009
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barbara berlusconi 1

Barbara Berlusconi

Barbara Berlusconi è la prima figlia del premier nata dall’unione con Veronica Lario. Chi l’ha conosciuta è rimasto colpito dal viso angelico e dalla solarità che sa trasmettere. Molto legata al padre, è spesso stata complice dei coupe-de-theatre del Presidente del Consiglio versione padre-e-marito (il compleanno a Marrakech solo per citarne uno). Nell’ultimo numero di Vanity Fair porta allo scoperto  tutto il suo tormento per la difficile situazione che la sua famiglia sta vivendo.

Dalle sue parole, infatti, emerge l’antipatia nei confronti delle ultime vicende che hanno coinvolto l’illustre padre, e da quelle righe traspare una sorta di incredulità per tutto quanto è stato scritto recentemente. Nell’intervista esplicita – con le parole – la sua visione di morale pubblica e privata.  Insomma ci racconta la sua verità, che vuole condividere col lettore affamato di gossip. Ci racconta le sue riflessioni. Occasione ghiotta per l’armata brancaBerlusconi che alberga nella redazioni italiane e sopratutto in quella di Repubblica. I giornalai di Ezio Mauro gongolano, orgogliosi del loro flop delle 10 domande alle quali hanno fatto seguire un nuovo flop con le altre 10 domande.  L’intervista, che leggendola, scivola delicatamente per la sincerità dei pensieri è da loro subdolamente presentata come un attacco anzi un disconoscimento della linea di condotta del padre. Una intervista dove la ragazza non mostra reticenze. Così scrivono. Un giudizio tanto netto, quello di Barbara, al punto da costringerla ad un successivo comunicato stampa di chiarimento sui contenuti rilasciati al mensile. Comunicato necessario per evitare una strumentalizzazione da  parte delle forze impegnata in questa ultima battaglia politica. Molto probabilmente la battaglia finale.

Si perché da Noemi, alla D’Addario, da villa Certosa a Palazzo Grazioli, il disegno  – come qui si è detto molte volte – è oramai chiaro. Bisogna arrivare laddove né le urne né la macchina giudiziaria è mai arrivata: bisogna distruggere Silvio Berlusconi costi quel costi.

Anche mandando tutto a puttane.

Speciale G8 – Ridiculousness is in danger in Montenero di Bisaccia

giovedì, 9 luglio 2009
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Manuale DipartimentoAQUILA.inddErano settimane che lo aspettavano: il colpaccio della stampa straniera, lo scoop che avrebbe fatto traballare e magari crollare il berlusconismo ed il governo. Gruppi editoriali ed opposizione erano in prima linea, con la bava alla bocca, in attesa di una scossa, ma mai si sarebbe potuto pensare che avrebbero dovuto pagarsela di tasca propria.

La richiesta di "aiuto" di Di Pietro

La richiesta di "aiuto" di Di Pietro

Il protagonista di questa vicenda, triste e squallida è il paladino dei grillini e di Travaglio, quell’Antonio Di Pietro da Montenero di Bisaccia di cui abbiamo imparato ad apprezzare un italiano tutto particolare, e che questa volta si cimenta con l’inglese, per denunciare al mondo le perfidie del regime del cavaliere nero ed in particolare il lodo Alfano.

Una paginata sull’International Herald Tribune condita da appello finale affinché una fantomatica comunità internazionale faccia girare la notizia dell’esistenza del Lodo e della cena dei giudici, e faccia pressione affinché l’Italia non diventi una dittatura (testuale: dictatorship); una roba da oppositori a regimi ben più seri e realistici del nostro, ad ulteriore prova di come ormai dalle parti dell’IDV non si abbia più nozione di cosa sia il senso del pudore e del ridicolo.

Un appello a prima vista internazionale, ma in realtà tutto proiettato verso l’interno e verso una ricerca della visibilità parzialmente perduta da quando il dibattito congressuale del PD è entrato nel vivo; a dimostrazione di questo, oltre al pessimo livello di inglese, che pareggia parzialmente le performance rutelliane di “please visit the website“, anche il fatto che molto sia sottointeso e comprensibile solo in casa nostra, come il lungo paragrafo sulla famigerata cena dei giudici con tanto di premier e ministro.

Di Pietro parla a New York perché Largo del Nazzareno intenda, buttando fango nel ventilatore mentre il Paese è al centro delle attenzioni e degli apprezzamenti mondiali. Pagine e pagine di dichiarazioni in cui valorosi esponenti dell’Italia dei Livori ci raccontano di quanto il premier ci imbarazzi nel mondo, e quando Obama ed i grandi della Terra si riuniscono a parlare di crisi globale, il prode molisano prova a sputtanare il Paese a livello mondiale, per di più pagando circa 80.000€, non riuscendolo a farlo gratuitamente. Dalla fame nel mondo alle cene di Silvio, paladini della giustizia pronti a vendersi anima e cittadinanza per un po’ di visibilità e due voti in più. Anti-italiani, pseudo-italiani, vergogna.