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	<title>daw &#187; gossip</title>
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		<title>Il video di Canale5 è disgustoso, ma l&#039;ipocrisia lo è ancora di più</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 14:56:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il video realizzato da Canale5 sul giudice Mesiano è disgustoso. Qualcuno ha detto che quel giudice è inquietante, ma a noi sembra ben più inquietante il video. Si può trattare del peggior magistrato in circolazione, ma nulla autorizza ad un pedinamento del genere. Mesiano può fumare una sigaretta in pace, può andare tranquillamente dal parrucchiere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2434" class="wp-caption aligncenter" style="width: 535px"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-full wp-image-2434" title="foto-id=560629-x=800-y=800" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/10/foto-id560629-x800-y8001.jpg" alt="Un frammento di Mesiano spiato da Canale5" width="525" height="392" /><p class="wp-caption-text">Un frammento di Mesiano spiato da Canale5</p></div>
<p>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=i0PO36N1ESg" rel="shadowbox[post-2435];player=swf;width=640;height=385;" target="_blank">video</a> realizzato da Canale5 sul giudice Mesiano è <strong>disgustoso</strong>. Qualcuno ha detto che quel giudice è <strong>inquietante</strong>, ma a noi sembra ben più inquietante il video. Si può trattare del peggior magistrato in circolazione, ma nulla autorizza ad un <strong>pedinamento</strong> del genere. Mesiano può fumare una sigaretta in pace, può andare tranquillamente dal parrucchiere, può sedersi su una panchina di un giardino, può insomma fare quello che vuole senza che qualche mitomane lo riprenda di nascosto. Può addirittura indossare quegli orrendi calzini color turchese, ma quei calzini non possono diventare sintomo di una &#8220;<em>stranezza</em>&#8220;. E&#8217; <strong>lo stesso tipo di servizio</strong> che, quel genere di trasmissioni, dedica a <strong>presunti vip del mondo dello spettacolo</strong>: appostamenti fuori dalle discoteche, pedinamenti fino a casa. Con tanto di  giudizi sul look. Ma se è già discutibile per un vip, perchè anche un vip ha diritto di passeggiare su un marciapiede (anche se il mondo dello spettacolo presenta implicazioni che attenuano parzialmente questo &#8220;diritto&#8221;), è inaccettabile sicuramente per un giudice. Ma non solo. Ci piacerebbe, per la verità, anche un comunicato di scuse da parte dei massimi dirigenti di Mediaset, a cominciare de Fedele Confalonieri.</p>
<p><strong>Tuttavia non ci piace, anzi ci schifa, l&#8217;ipocrisia che si è levata sul caso. </strong>Perché, a leggere ad esempio l&#8217;editoriale di Michele Serra, si rimane allibiti di fronte a tanta spudoratezza. Qui vorremmo sapere perché ci si indigna -<em> e ripetiamo giustamente</em> &#8211; per questo &#8220;pedinamento&#8221; di Canale5, mentre <strong>non ci si indigna, anzi ne esce fuori una esaltazione collettiva, se cambia il soggetto spiato.</strong> Certo, perché se è Berlusconi ad essere pedinato, ripreso e fotografato allora va bene tutto. Senza dimenticare che Mesiano è stato ripreso in un luogo pubblico, e Berlusconi all&#8217;interno di un luogo privato, cioè la propria residenza. Eppure si adottano<strong> due pesi e due misure. </strong><strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong></strong>Noi, su queste pagine, abbiamo sempre criticato certi servizi morbosi dedicati al premier, con tanto di pedinanti e appostamenti, e altrettanto vigorosamente lo facciamo per il giudice Mesiano. Ci sembra sacrosanto. <strong>Ma l&#8217;ipocrisia di chi si scandalizza proprio non la tolleriamo</strong>. Ed è l&#8217;ipocrisia di chi, riguardo a Berlusconi, se ne fotte di qualsiasi privacy, e di chi ha consapevolmente alimentato ad arte questo clima di <em>&#8220;forte scontro politico</em>&#8220;, di chi ha cercato di impostare il dibattito politico di questo Paese sulle frequentazioni sessuali di Silvio Berlusconi. Ma sul Cavaliere tutto è permesso, anche le stesse miserabili cose che hanno fatto a quel giudice. Così è.</p>
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		<title>Sinistra a puttane</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 10:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giovedì di AnnoZero è passato, la D&#8217;Addario è andata finalmente in onda, c&#8217;è stato il record di ascolti, Santoro è contento (ma moderatamente: si sa, lui gode solo quando lo censurano, è fatto così). Per la prossima puntata consigliamo a Santoro qualcosa di più hard, che ne so, una puntata interamente dedicata al porno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2237" class="wp-caption aligncenter" style="width: 478px"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-full wp-image-2237" title="sinistra puttane" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/10/sinistra-puttane.jpg" alt="La sinistra nel tunnel..." width="468" height="312" /><p class="wp-caption-text">La sinistra nel tunnel...</p></div>
<p><strong>Il giovedì di AnnoZero è passato</strong>, la D&#8217;Addario è andata finalmente in onda, c&#8217;è stato il record di ascolti, Santoro è contento (ma moderatamente: si sa, lui gode solo quando lo censurano, è fatto così). Per la prossima puntata consigliamo a Santoro qualcosa di più hard, che ne so, una puntata interamente dedicata al <strong>porno</strong>. Così, tanto per proseguire sulla linea.</p>
<p><em>Apriamo parentesi.</em> Con la consueta faziosità di Annozero, la stessa che tempo fa fece incazzare e abbandonare lo studio ad una come Lucia Annunziata (perché Santoro, parlando di Israele, proponeva e sponsorizzava soltanto le tesi dei terroristi palestinesi), ieri sera abbiamo assistito ad una ennesima dimostrazione, pratica e sul campo, di quanto sia elevata la libertà di informazione in questo Paese. Se c&#8217;è un problema, è l&#8217;esatto contrario di quello che quattro sfigati benpensanti di sinistra vogliono far credere. Il problema è che in Italia c&#8217;è una cattiva informazione. E Annozero ne è la dimostrazione. Una trasmissione che studia pure le inquadrature per far apparire l&#8217;ospite di centrodestra come un povero scemo che razza di informazione fa? Per carità, che vada pure in onda, ma non si può negarne la faziosità estrema. <em>Chiusa parentesi.</em></p>
<p><strong>La puttana di Bari</strong>, che non vuole ricattare nessuno -<em> d&#8217;altronde tutti noi giriamo con un registratore tra le tette (per chi le ha, ovvio)</em> &#8211; che senza reddito e senza soldi ha messo in piedi in un terreno un cantiere di non si capisce bene cosa, <strong>è la nuova icona pop della sinistra italiana.</strong> Dalle inchieste di Bari emerge inequivocabilmente un solo reato: la corruzione nello scandalo sanità del Partito Democratico. Ma di questo è vietato parlarne. La libera stampa controllata da Berlusconi non lo permette. Una sinistra italiana che se ne frega dei disoccupati, dei problemi del Paese, dell&#8217;economia, della crisi. Così è.</p>
<p>Esempio.<strong> Lo scudo fiscale in Aula è passato per le assenze di molti big del centrosinistra</strong>. Se questi fossero stati presenti, lo scudo fiscale sarebbe stato bocciato. Dove erano? Di una cosa siamo sicuri: questi fenomeni, questi grandi esponenti della sinistra italiana,<strong> ieri sera erano tutti incollati davanti alla tv. A vedere Santoro parlare di puttane.</strong></p>
<p>La sinistra che è ridotta così. Male. E&#8217; attaccata al letto di Berlusconi. Alle sue prestazioni sessuali.<strong> Una sinistra finita a puttane. Letteralmente.</strong></p>
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		<title>L&#039;ultimo delirio di D&#039;Avanzo su Repubblica: tre domande a Berlusconi sulle casette di legno</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 22:02:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Guardatelo. Allegro, gioioso, apparentemente lucido e solare. Il sorriso stampato sul volto che solo il trucco pesante delle maestranze delle televisioni da lui possedute rende più giovane di quello che è. Silvio Berlusconi ad Onna, pronto a consegnare le chiavi delle minuscole casette ricostruite non da lui, ma dalla Protezione civile di quel Bertolaso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardatelo. Allegro, gioioso, apparentemente lucido e solare. <strong>Il sorriso stampato sul volto che solo il trucco pesante</strong> delle maestranze delle televisioni da lui possedute rende più giovane di quello che è. Silvio Berlusconi ad Onna, pronto a consegnare le chiavi delle <strong>minuscole casette ricostruite non da lui</strong>, ma dalla Protezione civile di quel Bertolaso che andò a cena con quel Tarantini che tanto sta facendo per smascherare il vero volto del potere che ci governa. Sorride, assicura che da oggi parte il futuro, che da quelle volgari abitazioni dipinte con tinte pastello del tutto fuori luogo bisogna cominciare a guardare positivamente al domani.<strong> Mente. E sa di mentire.</strong></p>
<p>L’egoarca bugiardo, che nelle notti di Palazzo Grazioli, tra una escort e una cena accompagnata dal suo menestrello di fiducia, scrive piani su come abbattere gli ultimi bastioni del libero pensiero come Travaglio e Santoro, immagina come mettere a tacere le scomode voci dell’Italia che non ci sta a farsi schiacciare dal suo tacco verniciato. Immagina e ordina. Ordina ai suoi scagnozzi messi ai posti opportuni, ai posti di combattimento, là dove conta. <strong>Ordina di allestire la tv di regime</strong>, il sistema massmediatico fatto a sua immagine e somiglianza, dove Feltri da una parte e Minzolini dall’altra rappresentano le colonne ultime del potere nero che torna e che speravamo morto e sepolto in quella Piazza Loreto che ha ridestato l’animo agli italiani veri, quelli della Resistenza.</p>
<p>No, <strong>non rivolgeremo a Berlusconi altre dieci domande: tanto non ci risponderebbe</strong>, perché si sa, i tiranni prima o poi si arroccano nei loro fortini, con la paura perenne ed esiziale di perdere il bastone del comando; la paura di essere traditi, di essere pugnalati alle spalle. Non possono uscire dal fortino dorato, perché là fuori c’è la folla pronta a fare la sua parte, a detronizzare colui che sul trono si è seduto schiacciando come formiche rare brasiliane tutti i cristi, umili e speranzosi, che osavano sperare in un futuro diverso, non corrotto dall’alito mortifero del Cavaliere di Arcore, che agita indiscriminatamente il suo manganello contro chiunque osi ribellarsi all’autorità che tutto ammorba.</p>
<p><strong>Ci limiteremo a pochi interrogativi</strong>: ci dica, Berlusconi, <strong>perché davanti alle meste e modeste casette di Onna l’erba era tagliata irregolarmente</strong>. Ce lo spieghi: non hanno forse diritto, le comparse d’Abruzzo, a godere di un prato all’inglese regolare? E <strong>quelle panchine di legno in mezzo alle piazzette, senza copertura</strong>. L’ennesima umiliazione per i vecchi del luogo, costretti a leggere Repubblica senza adeguata copertura contro le intemperie. Risponda, se ha fegato, Presidente. Indigna, poi, <strong>la squallida colorazione degli interni</strong>, un bianco che gela, un bianco che toglie speranza, che ispira il pianto. La condanna di Silvio Berlusconi per questa povera gente: vivere in mezzo al freddo, tra piastre e non fornelli, tra vasche larghe che inducono anche le anime pie a pensare ai passatempi prediletti del sessuomane, dell’uomo malato, del pervertito toro scatenato che rendeva schiave giovani ragazze inconsapevoli dell’orrore cui stavano andando incontro.</p>
<p>No, non risponderà. Però noi, in nome delle genti d’Abruzzo, dell’Italia intera, delle orde di eritrei respinti in mare dall’arroganza del potere tentacolare razzista e violento, delle sventurate ed innocenti ragazze della famiglia Topolanek, chiamate nella dimora prepotente in terra sarda per divertire il despota dalla bassa statura alla presenza dello stesso premier ceco, le tre domande gliele facciamo. E’ dovere morale, imperativo categorico. <strong>Per la nostra libertà ormai costantemente minacciata, per la nostra rivoluzionaria voglia di verità.</strong></p>
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		<title>E anche Franceschini sfancula Repubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 13:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Robe da matti. Obama l&#8217;aveva fatto a luglio, Zapatero soltanto qualche giorno fa. Oggi tocca a Franceschini. E chi l&#8217;avrebbe mai detto? Ormai lo sport nazionale, anzi mondiale, è diventato sfanculare Repubblica. Chissà se diventerà una disciplina olimpionica? Prima l&#8217;icona della sinistra europea, oggi il segretario del Partito Democratico. Che ha detto Dario? Questo: Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="aligncenter size-full wp-image-2048" title="franceschini boh" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/09/franceschini-boh1.jpg" alt="franceschini boh" width="518" height="345" /></p>
<p>Robe da matti. <a href="http://www.daw-blog.com/2009/07/09/speciale-g8-e-obama-sfancula-repubblica/" target="_blank">Obama</a> l&#8217;aveva fatto a luglio, <a href="http://www.daw-blog.com/2009/09/14/anche-zapatero-sfancula-repubblica/" target="_blank">Zapatero</a> soltanto qualche giorno fa. Oggi tocca a Franceschini. E chi l&#8217;avrebbe mai detto? Ormai lo sport nazionale, anzi mondiale, è diventato sfanculare Repubblica. Chissà se diventerà una disciplina olimpionica? Prima l&#8217;icona della sinistra europea, oggi il segretario del Partito Democratico. Che ha detto Dario? <a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_14/franceschini_caso_escort_bd89765a-a116-11de-9cad-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Questo</a>:</p>
<blockquote><p>Con la <span style="font-style: italic;">querelle </span>sulle vicende private del premier, ci abbiamo perso anche noi: eravamo riusciti a portare il Paese a discutere della crisi con le nostre proposte, e poi è arrivata quest&#8217;ondata.</p></blockquote>
<p>Chiaro? Il caso delle escort, sollevato da Repubblica con una insistenza ai limiti delle molestie, ha danneggiato il Pd. Purtroppo Franceschini se ne rende conto solo ora, dopo mesi e mesi di discussioni sulla prostata di Berlusconi. Alla fine, secondo i sondaggi, la fiducia nel Cavaliere è addirittura aumentata, mentre quella in Franceschini e nel Pd rimane bassa, anzi bassissima. Oggi Dario apre gli occhi: le escort hanno danneggiato il Pd. E la sfanculata a Repubblica è servita. Poveretti, iniziano a far quasi pena&#8230;</p>
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		<title>Mentalmente instabili</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/09/06/mentalmente-instabili/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 11:16:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una settimana che a Repubblica rompone le palle per la vicenda Feltri-Avvenire, a causa - a sentir loro &#8211; della inaccettabile intromissione del &#8220;quotidiano di Berlusconi&#8221; nella vita privata del direttore-moralista-ipocrita del quotidiano della CEI: non solo si sono dimenticati tutte le loro prime pagine degli ultimi mesi, le loro inchieste, le 10 domande, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="aligncenter size-full wp-image-1966" title="repubblicanoemi" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/09/repubblicanoemi1.jpg" alt="repubblicanoemi" width="580" height="442" /></p>
<p>E&#8217; una settimana che a<strong> Repubblica rompone le palle per la vicenda Feltri-Avvenire</strong>, a causa -<em> a sentir loro</em> &#8211; della inaccettabile intromissione del &#8220;quotidiano di Berlusconi&#8221; nella vita privata del direttore-moralista-ipocrita del quotidiano della CEI: non solo si sono dimenticati tutte le loro prime pagine degli ultimi mesi, le loro inchieste, le 10 domande, la spettacolari discussioni sulla prostata, sulle capacità sessuali e sulle dimensioni del pene di Berlusconi; ma oggi, già oggi, con la loro fenomenale coerenza sparano nella edizione online l&#8217;ultima dichiarazione di Noemi su Berlusconi (dichiarazione tra l&#8217;altro innocente, ma che loro hanno la straordinaria capacità di far apparire in modo scabroso). Non sono capaci di non farlo, è più forte di loro. Sono ossessionati e mentalmente instabili. Ormai è provato.</p>
<p><em>ps oggi più che mai la prima pagina di Repubblica, il quotidiano degli evasori fiscali, è più spinta di una qualsiasi home page di un partito dell&#8217;opposizione. Bisogna smetterla di vedere Repubblica come un semplice quotidiano. Aprite gli occhi.</em></p>
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		<title>L&#039;ultima di D&#039;Avanzo: Berlusconi è comunista</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2009/09/02/lultima-di-davanzo-berlusconi-e-comunista/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 09:34:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Andrebbe fermato, perché il delirio è una cosa brutta, umiliante. Anche se il delirante ha solo 56 anni. D’Avanzo, il mitico scooppista abile nello scovare presunti fidanzati di diciottenni campane con precedenti penali, ieri c’è andato giù pesante.  Niente di nuovo, direte. Beh, stavolta il sermone-romanzo è particolarmente duro, una roba che non ammette repliche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1932" class="wp-caption alignleft" style="width: 289px"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-full wp-image-1932" title="berlusconi comunista" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/09/berlusconi-comunista1.jpg" alt="Silvio rosso" width="279" height="403" /><p class="wp-caption-text">Silvio rosso</p></div>
<p>Andrebbe fermato, perché il delirio è una cosa brutta, umiliante. Anche se il delirante ha solo 56 anni. D’Avanzo, il mitico scooppista abile nello <a href="http://www.daw-blog.com/2009/05/27/gino-o-boss/">scovare presunti fidanzati</a> di diciottenni campane con precedenti penali, ieri c’è andato giù pesante.  Niente di nuovo, direte. Beh, stavolta il sermone-romanzo è particolarmente duro, una roba che non ammette repliche. Innanzitutto il ridicolo: <strong>Berlusconi è uno sporco comunista</strong>, il che farebbe bestemmiare anche la mummia semi-putrefatta di Lenin. <em>“Fingere di non capire quanto è accaduto oggi a Dino Boffo”</em> – scrive D’Avanzo – significa <em>“accettare di chiudere gli occhi dinnanzi al <strong>metodo sovietico</strong> inaugurato dal potere che ci governa”</em>. Questo “potere che ci governa”, un ibrido tra fascismo e comunismo, che <strong>punisce chi dissente</strong>, è sempre più cattivo e spregiudicato, secondo il campione delle inchieste non sempre felici. <em>“Boffo osa criticare, con molta prudenza, lo stile di vita di Berlusconi e si ritrova nella lista dei cattivi. <strong>Deve avere una lezione</strong>”</em>. Già, Silvio in camicia nera che ordina al camerata Feltri di andare a menare l’agnello di Dio, condannato per molestie. Sì, perché <em>“una bastonatura mediatica è ben più funesta di un lassativo. <strong>Può essere definitiva come un colpo di pistola</strong>. Un colpo di pistola che lo tramortisce”</em>.</p>
<p>Ora, non sappiamo se il probabilmente prossimo collaboratore esterno di <em>Repubblica</em> (<strong>84 prepensionamenti al quotidiano dello svizzero De Benedetti impongono dolorose rinunce</strong>) abbia mai pensato di dedicarsi alla scrittura di thriller, ma lo scenario che ritrae è surreale, folle. Offensivo, perché nega l’evidenza, dà dell’<em>”attaccabrighe, briccone, bugiardo” </em>a Feltri, che (ora <strong>lo sappiamo ufficialmente</strong>) ha pubblicato la sentenza di condanna per molestie. La cosa che, in teoria, dovrebbe essere fondamentale. <strong>Invece no</strong>. D’Avanzo, maliziosamente, decide che al direttore del <em>Giornale</em>, ribattezzato Brighella,delle molestie non interessa un emerito fico secco. Già, perché lo scopo meschino di quella <strong><em>“schifezza”</em></strong> (citazione testuale) presentata da Feltri è <strong><em>“gridare al Mondo che il direttore del giornale della Conferenza episcopale è un frocio!”</em></strong>. E l’allarme, l’urlo di dolore, straziante, che lo scoopparolo di <em>Repubblica</em> lancia è drammatico: da oggi <em>“<strong>i movimenti gay afflitti dall’Italia omofoba</strong> discuteranno dell’uso dell’omosessualità come colpa, difetto, vergogna, addirittura come reato”</em>. Già, proprio quei movimenti sui quali il direttore Boffo ha per anni <strong>sparso letame</strong>, seguendo un moralismo ipocrita oggi ridicolizzato dall’evidenza dei fatti. E tutto ciò senza tirar fuori il manganello o l’olio di ricino, come ritiene Beppe D’Avanzo, <strong>l’unico</strong> che in Italia può andare a <em>“mettere le mani nel sacco dei rifiuti”</em> senza farsi alcun problema.</p>
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		<title>Lo sapevate e avete taciuto, ipocriti difensori del falso moralista</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 13:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1900" class="wp-caption aligncenter" style="width: 505px"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-full wp-image-1900" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/vescovo_gazzetta1.jpg" alt="Un vescovo che non legge Avvenire" width="495" height="346" /><p class="wp-caption-text">Un vescovo che non legge Avvenire</p></div>
<p>E così sappiamo ora che <strong>tutti sapevano</strong>. Almeno da tre mesi, infatti, quasi tutti i Vescovi d’Italia avevano ricevuto una <strong>dettagliata relazione</strong> sul passato più o meno discutibile del custode supremo della moralità pubblica, Dino Boffo. Le carte sono lì, <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2009/08/31/pop_minidossier.shtml"><strong>in bella evidenza</strong></a>: pagina 6 del <em>Corriere della Sera</em>. Il mittente è anonimo, ma questo importa ben poco. La cosa rilevante è che il colpo di Feltri non è stato un fulmine a ciel sereno, una vergognosa messa alla gogna di un pover’uomo che ha tanto a cuore il disagio delle parrocchie campagnole del Belpaese. Tutti sapevano e tutti hanno taciuto, come se avere alla guida del proprio quotidiano un signore condannato per molestie fosse cosa meno importante che tuonare dai pulpiti delle chiesette contro il dissoluto Silvio, acrobata dei lettoni con baldacchino. Su una cosa non ci sono più dubbi: <strong>Boffo ha effettivamente patteggiato</strong>, pagando 516 euro di ammenda. Lo ammette candidamente il Corriere: il famoso foglio che campeggiava ieri in apertura del <a href="http://www.daw-blog.com/2009/08/31/la-solita-patacca-di-repubblica/">nostro post</a> è <em><strong>“la fotocopia di un vero certificato del casellario giudiziale di Terni”</strong></em>. E qui sta la notizia che tanti in questi giorni tentano di mettere in ombra, preferendo disquisire amabilmente sulla gola profonda che ha inviato ai monsignori il riassuntino della vicenda che ha per protagonista il direttore di Avvenire. Chi sarà mai stato?, si domandano allarmati i D’Avanzo della situazione… saranno stati i servizi segreti? <strong>Chi ha passato tutto a Feltri?</strong> Ma c’è di più, perché oggi il giallo di fine estate si arricchisce di un nuovo elemento: chi è quell’ <strong><em>“Eccellenza”</em></strong> che ha richiesto delucidazioni su Boffo? Chi ha avuto la cura di spillare gli A4 che sono poi stati spediti in tutt’Italia e che un incazzatissimo Arcivescovo di Firenze Betori (ex ombra di Ruini ai tempi della Cei) ha provveduto a <strong>cestinare immediatamente</strong> per sua stessa ammissione? Non si sa, per ora. Potrebbe essere un prelato o un prefetto, solo il tempo svelerà l’arcano.</p>
<p>Quel che è certo è il tentativo (maldestro) di sviare l’attenzione sul <strong>fatto che conta</strong>: la condanna, patteggiata, per molestie compiute nel gennaio 2002. Il resto è fuffa, inutile e ridicolo arrampicarsi sugli specchi per tentare di salvare il salvabile. Non importa che a fare le prediche sui gioiosi vizi notturni del Cavaliere sia uno che forse dovrebbe starsene zitto e con il capo chino, per carità! Tutto l’interesse è rivolto a sapere chi si è <strong>permesso di dire come stanno le cose</strong>, di togliere quel velo di ipocrisia che stava diventando sempre più imbarazzante e surreale. E perplessità sui vari comportamenti dell’eterno capo di Avvenire le ha sollevate pure il direttore dell’<em>Osservatore Romano</em>, che oggi s<strong>i vanta di non aver mai scritto una riga</strong> sulle vicende private di Berlusconi. E fa capire, senza tanti giri di parole, che da Oltretevere sono abbastanza sconcertati per le ultime mosse di Boffo contro il governo: <em>“non si è forse rivelato imrpudente ed esagerato paragonare il naufragio degli eritrei alla Shoah?</em>”. Ecco, appunto. Ma da noi è <strong>più eccitante</strong> sapere chi ha smascherato l’ipocrita direttore.</p>
<ul>
<li><strong>AGGIORNAMENTO</strong>/ <span style="color: #ff0000"><strong>ESCLUSIVA <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-8827.htm">DAGOSPIA</a></strong></span></li>
</ul>
<p>Parla un monsignore:<em> &#8220;L&#8217;informativa <strong>è la classica minuta preparata per la Segreteria di Stato</strong>, destinatari Ratzinger e Bertone. basta prendere anziché la fotocopia l&#8217;originale del documento, quindi metterlo controluce e si leggerà in filigrana &#8220;Officie Sanctae Sedis&#8221;, in più <strong>si vedrà lo stemma pontificio</strong>. Le minute preparate per la Segreteria di Stato Vaticana<strong> sono senza firma</strong>&#8220;.</em></p>
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		<title>La solita patacca di Repubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 07:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1896" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-full wp-image-1896" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/att_jpg1.jpg" alt="quella che per D'Avanzo è una &quot;velina&quot;" width="450" height="337" /><p class="wp-caption-text">quella che per D&#39;Avanzo è una &quot;velina&quot;</p></div>
<p>D’Avanzo non è più ridicolo. E’ semplicemente andato fuori di testa. Il Re indiscusso dei moralizzatori italiani ha già deciso che <em>il Giornale</em> si è inventato tutto e che il <strong>povero Boffo</strong>, agnello di Dio, è una vittima sacrificale. Crocifisso come il suo Superiore duemila e passa anni fa, ha avuto la colpa di <em>“aver dato voce alle inquietudini del mondo cattolico per lo stile di vita di Silvio Berlusconi”</em>. I documenti pubblicati da Feltri ieri sono <strong>carta straccia</strong>, per il nostro buon Beppe D’Av. Sono “veline” e basta. E di mezzo ci sarebbero addirittura i <strong>servizi segreti</strong>, impegnatissimi a sputtanare <em>“un giornalista che <strong>dà conto del disagio che nelle parrocchie</strong>, nei ceti più popolari del cattolicesimo italiano, provoca la <strong>vita disordinata del capo del governo</strong>, il suo modello culturale, il suo <strong>esempio di vita</strong>”</em>. E allora, scrive allarmato il censore di Repubblica, questa storiaccia <em>“dovrebbe inquietare chiunque. Dovrebbe sollecitare l’<strong>allarme dell’opinione pubblica</strong>, l’intervento del Parlamento, le <strong>indagini del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica</strong> per controllare la correttezza delle mosse dell’intelligence”</em>. Robe e teoremi che non riuscirebbe ad immaginare neanche uno che nelle cospirazioni ci sguazza da ottant’anni come Cossiga. Una bufala, insomma. Una vicenda <em>“manipolata con perizia”</em>, un <em>“dossier taroccato”</em> da Feltri che diventa così <em>“l’arma di una bastonatura brutale che deve eliminare gli scomodi”</em>.  <strong><em>“Aggressione brutale di chi dissente”</em></strong>, aggiunge a scanso di equivoci.</p>
<p>Un quadro drammatico, tragico, quello ritratto dallo scooppista prediletto dall’esperto di case comprate in nero Ezio Mauro. Peccato che nel suo blaterare D’Avanzo si dimentichi di dire che sì, effettivamente Boffo quella condanna l’ha patteggiata. Sì, perché, con la grande capacità di stravolgere le notizie che è propria della rinomata cooperativa che edita i cosiddetti giornali indipendenti italiani (quelli dei grandi editoriali e delle grandi firme), l’attenzione ora si sposta sull<strong>’indignazione corale</strong> per le presunte particolari attenzioni della Polizia nei confronti del direttore di Avvenire: <em>“è vero o falso che Dino Boffo sia un noto omosessuale attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni ?”</em>, si domanda preoccupato D’Avanzo. Forse, se non fosse ossessionato dalla voglia di tirare il collo a Berlusconi, avrebbe potuto chiedersi se effettivamente il direttore cocco di Ruini abbia o no <strong>molestato una povera signora</strong>. E avrebbe potuto domandarsi pure se fosse proprio Boffo l’<strong>uomo giusto e titolato</strong> per <em>“dare conto del disagio che si vive nelle parrocchie”</em> a causa delle (presunte) allegre notti del Cavaliere assatanato. E invece no, neppure il <strong>minimo dubbio</strong> sfiora lo specialista del guardare sotto le lenzuola altrui.</p>
<p>Quando è lui a mettere in piedi campagne denigratorie costruite su scoop tutti da dimostrare, lo fa per il bene della Patria e per <strong>puro spirito giornalistico</strong>. Quando invece lo fanno gli altri, magari basandosi anche su qualcosa di più che un registratore tenuto nelle tette da una escort barese, dicono <strong>stronzate</strong>. Di più, stronzate pericolose per la democrazia. Forse pensar meno alle stronzate degli altri e più alle proprie farebbe bene. Anche allo spirito.</p>
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		<title>Moralisti da quattro soldi (in nero)</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 07:58:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eccone un altro. Si sapeva già, ma Feltri fa bene a rilanciarla. Ezio Mauro, il principe dei moralisti, il direttore di Repubblica, il giornalaccio delle inchieste sessuali su Berlusconi e la sua prostata, il direttore che rompe sempre le palle con la legalità, il rispetto della legge, la serietà, i comportamenti che anche in privato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccone un altro. Si sapeva già, ma Feltri fa bene a rilanciarla. <strong>Ezio Mauro</strong>, il principe dei moralisti, il direttore di Repubblica, il giornalaccio delle inchieste sessuali su Berlusconi e la sua prostata, il direttore che rompe sempre le palle con la legalità, il rispetto della legge, la serietà, i comportamenti che anche in privato devono essere esemplari, ecco, sapete che ha fatto? Si è comprato una bella casa a Roma. E allora? Beh, l&#8217;ha pagata in nero. Leggete:</p>
<p><strong>E il direttore di Repubblica compra casa in nero</strong></p>
<p><em>(di <a href="fbechis.blogspot.com" target="_blank">Franco Bechis</a> e pubblicato oggi sul <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=378168" target="_blank">Giornale</a>)</em></p>
<p>Mi ha telefonato Giancarlo Perna, firma di punta de il Giornale. Deve fare un ritratto di Ezio Mauro, direttore di Repubblica con una speciale inclinazione alla indignazione. Perna si ricordava di un articolo uscito su Il Tempo quando io ne ero direttore, che riguardava l&#8217;acquisto da parte di Mauro di un casa dal valore di 2,150 miliardi di vecchie lire (era il 2000, l’euro ancora ai nastri partenza), ma con 850 milioni non dichiarati negli atti ufficiali e pagati con una serie di assegni da 20 milioni ciascuno (uno da 10) firmati da Mauro. Sì, quell’articolo uscì dopo lunghi giorni di gestazione. Anche se tutto era documentato (ne ho ancora copia io, perfino degli assegni) all’unghia, chiesi di pazientare e insistere con Mauro per avere una sua versione dei fatti. Lui prima si negò. Poi dopo dieci giorni rispose che non conosceva chi fosse il proprietario della casa e che le modalità con cui l’aveva acquistata erano fatti suoi. A quel punto feci pubblicare l’articolo, virgolettando quella dichiarazione.</p>
<p>Non volevo attacchi personali, per cui solo la cronaca dei fatti e nessun commento su quegli assegni che certo fecero risparmiare un po’ di tasse. D’altra parte la storia era davvero divertente, per le clamorose coincidenze dovute al sorriso beffardo del destino&#8230; Eccola in sintesi. Nel filmato (audio trascritto a fianco ndr.) potrete invece ascoltare i principali passaggi del racconto fatto dal venditore di quella casa&#8230;</p>
<p>Alberto Grotti era vicepresidente dell’Eni. Finì nei guai con Enimont. Pagò con il carcere. Uscito un giorno lesse un articolo di Repubblica che riteneva diffamatorio. Volle fare causa, ma non aveva più soldi per le spese legali. Allora Grotti si rivolse alla anziana madre. Che decise di vendere una casa a Roma. La comprò Ezio Mauro, direttore di Repubblica&#8230;</p>
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		<title>Se la predica è dal pulpito sbagliato</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 17:05:22 +0000</pubDate>
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<dt><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-full wp-image-1882" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/giornale11.jpg" alt="l'apertura de &quot;Il Giornale&quot;" width="551" height="210" /></dt>
</dl>
<p style="text-align: left">Che strano Paese l’Italia. Tutti ad accorrere in difesa del povero <strong>Dino Boffo</strong>, direttore eterno di <strong><em>Avvenire</em></strong> che è stato vivisezionato oggi dal <strong><em>Giornale</em></strong> di Feltri. Tutti, nessuno escluso. La cooperativa della stampa italiana si è subito messa in moto per <strong>gridare allo scandalo</strong>, <em>Repubblica</em> sbatte l’indignazione in apertura.  Siddi (segretario della Federazione Nazionale della Stampa) parla di <em>“attacco incredibile”</em> e di <em>“scandagliare le fogne”</em>. E dalla politica ovviamente non poteva mancare la lenzuolata di <strong>dichiarazioni da verginelle immacolate</strong>. La risorta Finocchiaro, col suo tono grave, sentenzia che <em>“la lettura dei giornali di oggi ci consegna un <strong>panorama desolante per la democrazia italiana</strong>: l’attacco al direttore di Avvenire ci fa capire che la misura è colma”</em>. Persino i crociati del Pdl sono desolati per quanto accaduto, e Buttiglione riconduce la scelta de <em>il Giornale </em>direttamente al Premier. Ora, certamente<strong> Feltri c’è andato giù pesante</strong>, su questo non si discute.</p>
<div id="attachment_1877" class="wp-caption alignleft" style="width: 374px"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="size-medium wp-image-1877" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/08/feltri-300x199.jpg" alt="lo scatenato Feltri" width="364" height="241" /><p class="wp-caption-text">lo scatenato Feltri</p></div>
<p style="text-align: left">Quel che fa specie è vedere come tutti si siano improvvisamente risvegliati e sentano la democrazia minacciata da chi va a rovistare nella vita privata degli altri. Per mesi ci hanno raccontato tutti i particolari dei gusti notturni di Silvio Berlusconi, di come gli piacciono le donne, e di quante docce ghiacciate faccia dopo i ripetuti orgasmi. Per settimane ci hanno fatto sentire audio registrati dalla escort Patty, per giorni e giorni hanno scritto pagine su pagine di quanto indecente sia il comportamento privato del Cavaliere. Oggi, che <em>il Giornale</em>, a torto o a ragione (lo scopriremo presto) pubblica una <strong>trascrizione di un documento del casellario giudiziario</strong>, che è pubblico, tutto il Belpaese salta su come una cavalletta impazzita. <strong>La solita Italia dei due pesi e delle due misure</strong>. La solita Italia dove un signore con (probabilmente) più di uno scheletro nell’armadio può permettersi di s<strong>puttanare e condannare alla gogna</strong> uno che (forse) si è divertito in camera da letto. Prediche dal solito pulpito sbagliato.</p>
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