Articoli marcati con tag ‘franceschini’

Franceschini è disperato e gioca la carta del fattore razziale

domenica, 25 ottobre 2009
Ascolta con webReader

franceschini

Dopo il mega floppone di Uolter il taumaturgo primariamente eletto con milioni e milioni di voti, le mollette verdi stampate sui cartelloni affissi in tutte le città ricordano all’Italia intera che oggi i fan del Partito Democratico saranno chiamati a scegliere il nuovo Segretario. Tra tutti i contendenti, il più disperato è senza dubbio l’attuale pro-tempore, quello che non aveva alcuna intenzione di candidarsi (salvo poi rimangiarsi tutto). Franceschini è alla canna del gas, non sa più che pesci pigliare, il distacco da Bersani è ampio. E così, ieri,ha giocato la carta della disperazione, che spera possa diventare quella della salvezza. Scegliere come vice un nero. Evidentemente Darione è un estimatore di Obama, si sarà rivisto le scene di isteria collettiva e di pianti infiniti all’annuncio della vittoria del cool from Illinois poco meno di un anno fa. Deve aver pensato, in buona fede, che la scelta della colorazione umana sia un fatto da non sottovalutare nella affannosa corsa verso il trionfo. Dopo una rapida ricerca negli archivi fotografici del partito, ha tirato fuori la foto di Jean Leonard Touadi, originario della Repubblica del Congo ma che sente l’Italia come il suo Paese. Motivando la scelta, Franceschini ha dichiarato molto chiaramente che ha scelto l’ex esponente dell’Italia dei Valori “anche perché è nero”. Non vuole essere ipocrita, il Segretario uscente. Ma se pensava di cavarsela così, con un’ammissione di quasi colpevolezza, si sbagliava di grosso.

Questo non è nient’altro che un esempio di razzismo, puro e semplice razzismo. Vedendo che le urne si avvicinano e che tutto sembra dire che il vincitore sarà l’avversario, si è pensato di giocare la partita sul fattore razziale, sul colore della pelle. Quanto di più squallido possa esserci. Lo stesso Touadi, pur accettando volentieri la proposta giuntagli inaspettata, ricorda di aver “sempre evitato come la peste di entrare in quel gioco per cui chi è nero diventa folcloristico”. Appunto. Un modo di fare politica non tanto originale, indice di poche idee e di molto pressapochismo. Naviga a vista, Franceschini. La butta sul ridicolo, annunciando al Mondo che i suoi vice saranno un nero e una donna. E se questa è la novità rivoluzionaria del principale partito della sinistra italiana, non rimane altro che mettersi le mani nei capelli. La cosa interessante è che su questa boutade  nessuno apre bocca. Se l’avesse fatto Berlusconi saremmo qui a parlare come minimo di incidente diplomatico con mezzo globo terracqueo, con l’Africa in rivolta. Inviterebbero Obama ad inviare le corazzate da guerra al largo della nostra penisola. Il solito doppiopesismo tipicamente italiano.

Se dalle parti di Arcore si dice una mezza stupidaggine, si fa qualche gaffe, si esagera, il plotone d’esecuzione è pronto a fare il proprio mestiere. Se le stesse identiche cose le fanno dall’altra parte, silenzio assoluto; va bene così. Non è una novità, ci siamo abituati. Ma è sempre utile rimarcarlo. Anche (e soprattutto) quando di mezzo ci va il colore della pelle.

E anche Franceschini sfancula Repubblica

lunedì, 14 settembre 2009
Ascolta con webReader

franceschini boh

Robe da matti. Obama l’aveva fatto a luglio, Zapatero soltanto qualche giorno fa. Oggi tocca a Franceschini. E chi l’avrebbe mai detto? Ormai lo sport nazionale, anzi mondiale, è diventato sfanculare Repubblica. Chissà se diventerà una disciplina olimpionica? Prima l’icona della sinistra europea, oggi il segretario del Partito Democratico. Che ha detto Dario? Questo:

Con la querelle sulle vicende private del premier, ci abbiamo perso anche noi: eravamo riusciti a portare il Paese a discutere della crisi con le nostre proposte, e poi è arrivata quest’ondata.

Chiaro? Il caso delle escort, sollevato da Repubblica con una insistenza ai limiti delle molestie, ha danneggiato il Pd. Purtroppo Franceschini se ne rende conto solo ora, dopo mesi e mesi di discussioni sulla prostata di Berlusconi. Alla fine, secondo i sondaggi, la fiducia nel Cavaliere è addirittura aumentata, mentre quella in Franceschini e nel Pd rimane bassa, anzi bassissima. Oggi Dario apre gli occhi: le escort hanno danneggiato il Pd. E la sfanculata a Repubblica è servita. Poveretti, iniziano a far quasi pena…

Mentalmente instabili 2 – Franceschini

domenica, 6 settembre 2009
Ascolta con webReader
"Lei non sa chi sono io"

"Lei non sa chi sono io"

Pensate a Franceschini. L’ex democristiano, ora segretario provvisorio di un ex partito di sinistra, prima comunista, colui che non si sarebbe ricandidato alla segreteria del Pd, salvo poi ovviamente ricandidarsi, colui che racconta balle in continuazione senza nemmeno rendersene conto, colui che un giorno sì e l’altro pure accusa Berlusconi di approfittare della sua posizione di “potere”, del suo conflitto di interessi, per arrivare ad un qualche tornaconto personale, sapete che ha fatto?

Il segretario del Pd era a Fiumicino, appena atterrato dal volo Nizza-Roma. Come avrete letto, in questi giorni nell’aeroporto romano c’è un autentico caos-bagagli. E infatti, i bagagli di Franceschini e di tutti gli altri passeggeri dello stesso volo tardavano ad arrivare. Ma il nostro eroe, allontanatosi da sguardi indiscreti, prende in mano il telefono, e al grido di “lei non sa chi sono io” fa arrivare immediatamente i suoi bagagli, quelli della moglie e della figlia. Gli altri passeggeri? Son rimasti lì, ad aspettare. Mica sono privilegiati, loro.

Franceschini lo avrà piccolo…

giovedì, 16 luglio 2009
Ascolta con webReader

Titolo sul Corriere di oggi:

franceschinitwitter

Al Pd rimane solo Otelma

domenica, 12 luglio 2009
Ascolta con webReader
Il Divino Otelma

Il Divino Otelma

Il “Primo Teurgo della Chiesa dei Viventi”, nonché “Dispensatore di Verità Archetipa e Luce dei Viventi”, meglio conosciuto come Divino Otelma, ha parlato: Franceschini vincerà il Congresso del Pd in programma ad ottobre. La Cancelleria privata del “Gran Maestro dell’Ordine Teurgico di Elios”, ha infatti emesso un comunicato stampa che mette la pietra tombale su ogni previsione o discussione su chi tra Dario il pro tempore, Bersani e Marino, vincerà la gara alla leadership del Partito dell’ex Loft. Le parole sono chiare, e non ammettono repliche:

“Il Divino Maestro Otelma ha profetizzato la fatale vittoria di Dario Franceschini e la sua ascesa al soglio supremo del Partito Democratico. Gli altri candidati – a questo punto – prendano atto di ciò e si muovano di conseguenza (la mossa più saggia è il ritiro delle candidature). Il Divino Maestro ha parlato: la questione è chiusa“.

Non sappiamo ancora come sarà accolto, questo vaticinio solenne, nei quartieri che contano del Pd; quel che è certo è che il casino che regna sovrano da quelle parti rischia di non dare troppa importanza alla profezia del Teurgo. Mesti come non mai per il successo del G8, al di là delle ovvie dichiarazioni di facciata, delusi dal dietrofront repentino della galassia editoriale mondiale (esclusi i rosiconi rabbiosi di Repubblica&Unità), ci mancava solo lo stupratore coordinatore di circolo. Sì, perché sono riusciti a litigare perfino sul maniaco che da mesi andava in giro per Roma a violentare, terrorizzare e minacciare ragazze della Capitale. Chiariamo subito: noi troviamo assurdo che l’intero Partito Democratico venga tirato in mezzo alla vicenda, quasi che fosse esso stesso responsabile dei crimini compiuti da tal Luca Bianchini.

Il problema è che a collegare lo stupratore con il maggiore partito dell’opposizione sono stati proprio loro, dirigenti e autorevoli esponenti di quel partito. L’outsider di lusso alla segreteria, Ignazio Marino, arriva perfino a parlare di  “questione morale” interna al Pd: “Trovo davvero incredibile che un criminale che già 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Partito Democratico”. Da qui la considerazione che “nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna che non può essere ignorata né sottovalutata”. Apriti cielo. Dario il pro tempore risponde per le rime, definendo “offensive” le frasi del noto chirurgo, accusandolo di “utilizzare un episodio oscuro e terribile” per fare campagna congressuale. Bersani si limita a dire che “cose del genere non le pensa di noi il nostro peggiore avversario”.

In tutta Italia le varie correnti e correntine della vecchia novità della politica italiana hanno tirato fuori i coltelli e hanno iniziato a pugnalarsi a vicenda, una resa dei conti che probabilmente lascerà un bel po’ di cadaveri in giro. Un partito schizofrenico che vive di batoste quotidiane rischia di non avere più speranze per il futuro, di deprimersi e di suicidarsi. Non gli rimane che Otelma, che il futuro dice di vederlo. Il “Buon Pastore” (così si definisce il Divino) potrebbe essere un’ottima guida per Binetti & co. Ci pensino.

Aridatece Rosy Bindi

mercoledì, 1 luglio 2009
Ascolta con webReader

nota di dawblog: con questo post fa il suo esordio su Daw il grande Jack di Binario Unico.

debora1

Franceschini - Serracchiani, un possibile ticket per il PD?

Era stata dipinta come la nuova icona del PD, il simbolo del rinnovamento della classe dirigente che i quarantenni del partito hanno cercato in tutti i modi di accaparrarsi, la donna che ha battuto Berlusconi, elemento indispensabile nel curriculum del prossimo segretario, ed invece si è trasformata, in sole cinque parole, nella più grande bufala femminile in salsa PD dai tempi di Marianna Madia.

Parliamo naturalmente di Debora Serracchiani, neo eurodeputato del PD, salita alla ribalta delle cronache nazionali per aver criticato, da segretario di Udine e con argomenti per altro utilizzati da mesi da buona parte degli elettori del centrosinistra, l’attuale leadership del partito, con il solo pregio di averlo fatto mentre Franceschini stesso era in prima fila ad ascoltarla. L’intervento sollevò molti gridolini di gioia in stile obamiano da parte dei giovani del partito, dei cosiddetti quarantenni e della gente che a sinistra fa tendenza, e portò la giovane Debora in tv, con tanto di intervistona di Daria Bignardi; l’occasione venne colta al volo da Franceschini e soci, che candidarono la ragazza, e le portarono una buona dote di preferenze, portandola in Europa.

Decine di migliaia di fans su Facebook, gruppi che mirano alla sua elezione da leader e, alla fine, la Serracchiani, che ha appena confessato nel suo libro (già scritto!) che nel passato aveva difficoltà a distinguere Moro da Berlinguer (?), decide di appoggiare Franceschini e di farlo nel modo più ridicolo possibile:

Perché ha scelto di stare dalla parte di Franceschini?
“Perché è il più simpatico

Tanti bei discorsi sul parlare agli italiani, su laicità dello Stato, sul lavoro, niente, nada, tutto sparito a favore della simpatia per un candidato che tutto si può dire tranne che rappresenti il rinnovamento di un partito.

Si segnalano crisi cardiache dalle parti dei Piombini, gruppo noto per la sua autoreferenzialità (si segnala in particolare la riunione di Torino da loro organizzata e scippata dagli organi di partito, mentre loro erano troppo impegnati ad aggiornare i propri Twitter e a mettere le foto della giornata su Facebook) e per la totale inconsistenza progettuale, di leadership ed elettorale (vedasi le ripetute batoste elettorali di Ivan Scalfarotto) capeggiato da Sofri, Renzi, Civati ecc, gruppo che fin da subito ha cercato di accaparrarsi la scoperta di Debora, eleggendola a candidato ideale, sostenendola in tutti i modi e preparandole la riunione del Lingotto che si è invece tramutata in una sfida precongressuale in cui le truppe dei democrats hanno iniziato a dividersi tra i due fronti.

Nel fare i complimenti ai ventisette mila fans della europarlamentare per l’accurata scelta, ed ai molti di più che hanno fatto questa scelta anche nel segreto dell’urna, e per aver rivolto le loro speranze a delle piattaforme programmatiche così ampie e corpose, ci piace riportare le parole di Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma: “Se questo è il criterio, peccato che siano morti Totò e Tina Pica. Erano molto simpatici e sarebbero stati un ticket straordinario“.

La ripresa di Franceschini

mercoledì, 24 giugno 2009
Ascolta con webReader

La Vignetta è tratta dal Corriere della Sera

Declino della destra? Se non lo avessi visto e ascoltato lunedì sera dal vivo, mentre lo diceva in tv, non ci avrei creduto. Avrei pensato che i giornali avevano frainteso le dichiarazioni del segretario del Partito democratico, o le avevano forzate un po’, come troppo spesso accade. E invece no, Franceschini aveva detto proprio così: queste elezioni sono andate bene, «è iniziato il declino della destra».” Questo l’incipit dell’articolo di Luca Ricolfi sulla Stampa di oggi. Che continua: “Naturalmente può darsi benissimo che il consenso alla destra sia in declino, e che le prossime elezioni le vinca la sinistra, specie se si dovesse votare fra quattro anni e nel frattempo il governo non fosse riuscito a combinare granché, o Berlusconi – travolto dai suoi scandali e dai suoi guai giudiziari – fosse stato costretto a un’uscita di scena poco onorevole. E tuttavia per vedere nei risultati di questa tornata amministrativa i segni del declino del centrodestra mi pare ci voglia una fantasia decisamente fervida. Se fossi un dirigente del Pd, rifletterei semmai su questa circostanza: la disfatta per 32 a zero che il centrosinistra ha subito in questa tornata amministrativa non si è consumata in un momento politicamente felice per il centrodestra, bensì in un momento di difficoltà e debolezza. Debolezza per le vicende del premier (processo Mills, caso Noemi, caso Patrizia), che secondo i sondaggi hanno allontanato una parte dell’elettorato, soprattutto cattolico. Ma debolezza anche perché, come giustamente notava ieri Massimo Giannini su Repubblica, è probabile che una parte dei leghisti se ne siano andati al mare «preferendo l’affondamento del referendum al sostegno del candidato dell’alleanza di centrodestra». Se il centrosinistra ha perso, e perso così sonoramente, nonostante l’avversario fosse in un momento di difficoltà, quel che viene da chiedersi non è se sia iniziato il declino del centrodestra ma, tutto all’opposto, se stia continuando quello del centrosinistra. La mia impressione è che la risposta sia affermativa, e che gli anni che abbiamo davanti saranno molto duri per il partito di Franceschini.”

Quello che ancora non capisco è se Franceschini ci fa, c’è o ce lo fanno essere.

Caro Franceschini, una domanda per Lei…

venerdì, 5 giugno 2009
Ascolta con webReader
il segretario a tempo del Pd

il segretario a tempo del Pd

E’ da settimane che con tono da inquisitore e sguardo truce, Dario Franceschini intima a Silvio Berlusconi di rispondere. Rispondere al decalogo di D’Avanzo (anche nella versione in inglese, visto che  il bravo scooppista di Repubblica ha provveduto a tradurre il suo capolavoro), rispondere agli italiani della crisi economica in atto, rispondere delle misure adottate per fronteggiare l’emergenza-Abruzzo, eccetera eccetera. L’unica domanda che manca riguarda il dietrofront su Kakà, ma evidentemente il Segretario a tempo del Pd è un po’ lento a cavalcare l’ondata di indignazione popolare. Ad una domanda, però, dovrebbe rispondere lui, l’ex vice di Veltroni catapultato a fronteggiare le masse berlusconiane in procinto di sbancare, ancora una volta, le urne d’Italia.

Visto che siamo ad un giorno ormai dalle elezioni europee, definite dallo stesso Franceschini “importanti perché si tratta anche di mandare i nostri rappresentanti al Parlamento Europeo, nel luogo dove sempre più si assumeranno decisioni rilevanti per i cittadini”, ci piacerebbe sapere una volta per tutte dove questi rappresentanti alloggeranno. No, non stiamo parlando di sontuose suites o di appartamenti sfarzosi, ma di quale gruppo parlamentare accoglierà la pletora dei piddini nostrani. Non è una domanda difficile…il Segretario dovrebbe saperlo, si spera. L’altra sera a “Otto e mezzo” ha detto che “i partiti progressisti, sia socialisti che non, sono a un passo da un accordo per formare all’Europarlamento un nuovo gruppo, che costituisca un’alleanza tra i socialisti e i non socialisti.

Cioè? Che vuol dire “alleanza tra socialisti e non socialisti”? Anche Aldo Biscardi sarebbe stato più chiaro di un evidentemente confuso leader dimezzato dell’ex Loft. Il fatto è che siamo passati dal fatto che “il Pd non entrerà mai nel Pse, ma non potrà prescindere dai socialisti europei”, alla news di questo papocchio misto di socialdemocratici e non, una roba non meglio definita che servirebbe solo ed esclusivamente a togliere dall’imbarazzo il Partito Democratico, che essendo una sommatoria di ex dc ed ex pc, non sa ancora come definirsi. Il problema è che non tutti sono d’accordo, anzi! Vernetti, vicino a Rutelli, fa sapere che non se ne parla proprio: “Sarebbe un ingresso nell’eurogruppo socialista con un mero cambio di nome. Così facendo commetteremmo un errore, provocheremmo un danno, assesteremmo un colpo durissimo alle ambizioni del Pd. A questo punto l’alternativa ci sarebbe, e si chiama “Liberali e Democratici”, gruppo dove siederanno tutti gli eletti dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, noto campione del liberalismo.

Ecco, Segretario Franceschini, risponda lei ora, ci faccia sapere (più che altro per curiosità) dove si poggeranno le terga dei rappresentanti del suo partito. Ma stia tranquillo, noi non diremo mai  che un suo silenzio corrisponde ad un brutale atto di violenza, ad una strategia fondata sulla menzogna. Deliri del genere li lasciamo all’organo ufficiale del suo partito.