Articoli marcati con tag ‘csm’

La Repubblica delle toghe (rosse)

giovedì, 11 marzo 2010
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Come ogni Soviet che si rispetti, il Politburo (pardon, il plenum) del Csm ha approvato in modo bulgaro, con il solo “no” dei membri laici in quota centrodestra, il documento che accusa Silvio Berlusconi di aver denigrato e delegittimato la magistratura. Il documento sarebbe il risultato  dei “frequenti attacchi del premier verso le toghe”. Repubblica parla di un “fascicolo” che è andato via via ingrossandosi. In pratica, i solerti togati si segnavano tutte le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, preparando la vendetta, la contromossa, il modo per cui infilzarlo ancora una volta. Ci provano costantemente, è una loro ossessione, un evidente schierarsi da una parte sola, infischiandosene della giustizia e delle leggi. L’importante è strangolare l’avversario politico, che per loro è un nemico da abbattere, da appendere a testa in giù in una delle tante piazze della Penisola. Il documento di ieri è un atto gravissimo, un ennesimo tentativo di far diventare l’Italia una Repubblica giudiziaria, dove i magistrati fanno e disfano le leggi a loro piacimento. Fa ridere poi, che mentre si condanna Berlusconi, si elogi la “compostezza” e il “silenzio” opposto ad accuse “generiche e ingiuste” di questi poveri giudici così vessati dalla prepotenza del Cavaliere.

D’altronde il nostro è un Paese dove gli agnellini in toga si possono permettere di pubblicare su internet insulti al Presidente del Consiglio che poi si ritrovano a dover giudicare, di andare ai raduni no-global in giro per il Mondo, di ispirarsi a Che Guevara per decidere se  (e ovviamente è sì) eliminare dalle schede elettorali il primo partito italiano, che ha la colpa di essere quello fondato dal loro nemico numero uno. Questo, per il soviet del Csm va bene. E’ normale, nulla di strano. E allora andiamo avanti così, verso la Repubblica delle toghe, dove prima di entrare in un tribunale si saprà già la sentenza. Specie se l’imputato non vota a sinistra.

ATTENTATO/ Dal CSM le prime ammissioni di colpa

martedì, 15 dicembre 2009
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Tra i tanti fomentatori d’odio, tra i tanti che da tempo soffiano sulle braci dell’imbecillità umana, ci sono pure loro, i magistrati schierati da una ben precisa parte politica, quelli che amano visitare gli studi televisivi e rilasciare interviste ai giornali. Non lo diciamo noi, sia chiaro. A dirlo è un autorevole membro del CSM, Gianfranco Anedda. Parole chiare ed inequivocabili, che non fanno altro che squarciare finalmente il velo dell’ipocrisia su quella specie di sancta sanctorum che sarebbe il Consiglio Superiore della Magistratura. Parole che hanno aperto una breccia in una congrega che sembrava un monolite, chiusa a riccio nell’opporsi, senza se e senza ma, al principale nemico: Silvio Berlusconi. E invece no. Anedda ha fatto nomi e cognomi, lasciando perdere la prudenza e il finto garbo istituzionale. Armando Spataro e Antonio Ingroia, due di quei magistrati “le cui parole, proprio perché eccessive, sono state indirettamente causa di violenza”. Una bomba. Immediate e ovviamente sdegnate le reazioni degli altri membri del CSM, tutti affannati a definire “inaccettabili” ed “irresponsabili” le frasi del loro collega.

Ridicola, poi, la reazione di Luca Palamara, Presidente dell’ ANM, associazione-partito che un giorno sì e l’altro pure passa al vaglio i provvedimenti del Governo in tema di giustizia e dice (ovviamente) che sono un attacco alla democrazia: “Anedda intende trascinare la magistratura nel clima di esasperazione e di lotta che non le appartiene, e che abbiamo sempre respinto”. Certo, come no. Se il clima di esasperazione e di lotta lo si respinge dicendo che “non è più il tempo della neutralità, che bisogna rovesciare il corso degli eventi (copyright Antonio Ingroia), è chiaro che Palamara o non conosce bene la lingua italiana o mente sapendo di mentire. Difese pietose, reazioni che fanno ridere, e pure tanto. Era ora che qualcuno dimostrasse di avere le palle e di sfidare apertamente l’organo di cui fa parte, dicendo chiaramente le cose come stanno, facendo nomi e cognomi di magistrati che si dedicano più alla politica che al loro mestiere di giudici. Vedremo se la breccia è destinata ad allargarsi o se le voci dissonanti saranno costrette al silenzio. Ancora una volta.

Quei poveri giudici tesi e irritati

venerdì, 3 luglio 2009
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Il blogger pg

Il blogger pg

Era bravo, anzi bravissimo. Per i suoi colleghi di distretto era un esempio da seguire. Il suo nome è Gaetano Dragotto e faceva il procuratore generale di Ancona: ora lascia la magistratura. Il motivo? Il Csm, il Consiglio Superiore della Magistratura, non lo ha confermato.

Come mai questa decisione del sempre giusto Csm? Tranquilli, calma, Berlusconi non c’entra niente. Dragotto non aveva espresso giudizi positivi sul Cavaliere, quindi non è questo il motivo della sua cacciata. L’ex pg, semplicemente, si era limitato a sottolineare alcune castronerie, davvero grosse, presenti in alcune sentenze scritte da alcuni suoi colleghi. Guai, in questo Paese, a criticare un magistrato. Nella relazione approvata dal Cms si sottolinea che l’iniziativa dell’ex pm “ha creato all’interno del distretto un clima di tensione e irritazione in un numero indefinito di colleghi, tanto che sull’argomento fu indetta un’apposita assemblea della sezione locale dell’Anm e solo dopo di essa, fu interrotto l’inserimento dei documenti nel blog”.

Eh sì, perchè Dragotto riportava le castronerie dei colleghi in un blog, chiamato Temi Nera, tra l’altro anonimo. Tra le tante, la sentenza riguardante un maniaco che aveva mostrato il proprio pene ad una bambina, assolto da un giudice perchè impossibilitato dal “trattenersi dall’urinare”. Ma una delle sentenze più belle è quella che concede le attenuanti generiche ad un senegalese perchè “l’imputato è africano e l’Africa è povera“.

Quindi, morale della favola, un giudice non può essere criticato da un collega, tra l’altro neppure in presenza di errori così plateali e ridicoli. Perchè, così dice il Csm, si crea in clima di irritazione e tensione. Poverini questi giudici, così tesi per quel blog. Però guai, ad un magistrato è permesso giudicare un imputato sul quale ha più volte manifestato palesi apprezzamenti negativi (eufemismo), perchè in questo caso di tensioni, irritazioni, sospetti (legittimi o meno) non se ne parla proprio. Guai.

Infine una curiosità: l’ex pm ha da pochissimo firmato gli arresti per l’ex sindaco del pd, ma questa circostanza sicuramente non ha a che vedere con la bocciatura del Csm. Il Csm è una cosa seria, si occupa di blog.