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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; congresso</title>
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		<title>Obama: maggioranza degli americani disapprova suo operato</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 21:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani Barack Obama si presenterà davanti al Congresso. Presenterà l’annunciato piano per il rilancio dell’economia e dell’occupazione, e già le polemiche sono pronte a divampare. I repubblicani sono sul piede di guerra e non vedono l’ora di azzannare la preda ferita, cercando così di dare al Presidente il colpo di grazia. Il compito di Obama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="obama flop" src="http://farm7.static.flickr.com/6072/6123573479_dfdd091d6b.jpg" alt="" width="480" height="270" /></p>
<p>Domani <strong>Barack Obama</strong> si presenterà davanti al Congresso. Presenterà l’annunciato piano per il rilancio dell’economia e dell’occupazione, e già le polemiche sono pronte a divampare. I repubblicani sono sul piede di guerra e non vedono l’ora di azzannare la preda ferita, cercando così di dare al Presidente il colpo di grazia. Il compito di Obama sarà più arduo che mai, giacché non solo parlerà davanti ad un Congresso sempre più tiepido nei suoi confronti, ma lo farà sapendo che (per la prima volta da quando ha fatto ingresso alla Casa Bianca)<strong> il 51% degli americani disapprova apertamente il suo operato</strong>.</p>
<p>Sono queste le dure cifre dei sondaggi, sempre più negativi per colui che solo tre anni fa prometteva una svolta, una rinascita. Il poll del Wall Street Journal/Nbc certifica anche che per il <strong>75%</strong> degli intervistati gli States stanno andando nella direzione sbagliata, e che dal crack finanziario del settembre 2008 non si era più visto un tale indice di pessimismo. In più, solo<strong> il 40% si dichiara disposto a ridare fiducia a Barack Obama</strong> nel 2012.</p>
<p>E’ una situazione delicata, difficile. Sarebbe catastrofica se dall’altra parte della barricata ci fosse un Reagan o un uomo dalla personalità così forte da imporsi subito alla ribalta. Ad oggi (ma le sorprese sono dietro l’angolo), in campo repubblicano regna sovrana la normalità. C’è Perry (favorito), ci sono Romney e la Bachmann. Probabilmente ci sarà pure la Palin. Ma nessuno di questi sembra essere un gigante, un <strong>trascinatore di folle</strong> in grado di rinsaldare il partito e di <strong>stuzzicare il fronte moderato</strong> che guarda più al candidato che al programma in occasione delle presidenziali. Eppure, se i numeri dell’economia stagnante continueranno a martellare l’America (<strong>crescita zero</strong> ad agosto, disoccupazione al 9%), potrebbe bastare anche un candidato normale per far uscire il Messia dell’Illinois dalla Casa Bianca.</p>
<p>La rimonta per Obama inizierà domani, davanti al Congresso: dovrà parlare chiaro, dovrà proporre misure efficaci, rapide e soprattutto credibili. Senza fare pasticci o incunearsi in estenuanti trattative che inevitabilmente porteranno a compromessi che danneggeranno in primo luogo lui. Vedremo <strong>se sarà in grado</strong> di farlo.</p>
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		<title>Il fallimento di Obama</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 10:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Obama, il presidente cool è in grande difficoltà. Il Congresso è inviperito per la gestione della guerra in Libia. Si parla apertamente di impeachment. Di violazione dei poteri di guerra. E&#8217; l&#8217;ennesimo pasticcio di Obama, che prima dà credito ai regimi, e poi li bombarda. &#160; &#160; &#160; &#160; Non sono momenti facili, questi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/dawblog"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5147/5568086967_8184f8864e.jpg" alt="fallimento obama" width="280" height="379" /></a></p>
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<p>Obama, il presidente cool è in grande difficoltà. Il Congresso è inviperito per la gestione della guerra in Libia. Si parla apertamente di impeachment. Di violazione dei poteri di guerra. E&#8217; l&#8217;ennesimo pasticcio di Obama, che prima dà credito ai regimi, e poi li bombarda.</p>
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<p>Non sono momenti facili, questi, per <strong>Barack Hussein Obama</strong>. Il Presidente più <em>cool </em>che ci sia è infatti impantanato in un&#8217; imbarazzante polemica tutta interna, con un <strong>Congresso inviperito</strong> (eufemismo) per non essere stato minimamente avvertito dei propositi presidenziali in merito all’avventura in <strong>Libia</strong>. Lo scontro è talmente aspro che, al suo ritorno dal viaggio-vacanza in America Latina, Obama si è trovato sulla scrivania del proprio ufficio una lettera dello speaker della Camera dei Rappresentanti <strong>Boehner</strong>, il quale gli ha messo nero su bianco <strong>sette-domande-sette</strong>.</p>
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<p>Una sorta di <strong>interrogatorio scritto</strong> con domande la cui sola lettura fa venire il mal di pancia a chi le guerre le decide.<strong> Qualche esempio?</strong> Ecco qua: <em>“Signor Presidente, vogliamo che <strong>Gheddafi rimanga al potere oppure no</strong>?”</em>, e ancora, <em>“Qual è, per la Casa Bianca, la <strong>definizione di successo</strong> in riferimento all’operazione libica?”</em>. Sostanzialmente, scrive il battagliero repubblicano Boehner, <em>“vogliamo che <strong>il Presidente spieghi perché abbiamo attaccato la Libia</strong>”</em>.</p>
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<p>Chissà se Obama sarà in grado di farlo, dal momento che fino ad ora ha lasciato campo a <strong>Hillary</strong> ed ha evitato di dire mezza parola interessante su tutta la vicenda. E quando ha parlato, non si è capito niente del suo pensiero, viste le <strong>continue oscillazioni</strong> che hanno trasformato lo Studio Ovale in una sorta di pendolo permanente.</p>
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<p>La questione non è di poco conto. Fin <strong>dal 1973</strong>, infatti, il Presidente è tenuto a <strong>chiedere al Congresso l’autorizzazione</strong> per l’ingresso in un conflitto, piccolo o grande che sia. E <strong>Obama non l’ha fatto</strong>, tant’è che il Segretario alla Difesa Gates continua a dire che entro pochissimo gli Stati Uniti si sganceranno dall&#8217;operazione.</p>
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<p>Il dissenso nei confronti del nuovo Carter (mai profezia fu più azzeccata) cresce ed è <strong>trasversale</strong>: il deputato democratico dell’Ohio Kucinich ipotizza addirittura la<strong> richiesta di impeachment</strong>, mentre Richard Lugar accusa il Presidente di <em>“aver violato la risoluzione sui poteri di guerra”</em>.</p>
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<p>E se i Tea Party denunciano come la Libia non abbia mai attaccato gli interessi americani, il politologo Larry Sabato vaticina che <em>“verranno scritti libri di Storia per narrare gli <strong>errori compiuti da Obama</strong> sulla Libia”</em>.</p>
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<p>Insomma, <strong>ennesimo pasticcio</strong> di un’Amministrazione che prima apre e dà credito a regimi e despoti, e poi si trova a bombardarli. <strong>Senza sapere neanche il perché</strong>. Ma si sa, se le bombe le sgancia Bush, si parla di crimini di guerra, se a lanciare più di cento Tomahawk in un’ora è il giovane Barack, non si dice mezza parola. <strong>Lui può</strong>, perchè è tanto <em>cool</em>.</p>
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<p><em>Vi ricordiamo che sulla <strong>guerra in Libia</strong> siamo in diretta, con aggiornamenti, notizie e appofondimenti, <strong>esclusivamente</strong> nelle nostre pagine ufficiali su <strong><a href="http://www.facebook.com/dawblog" target="_blank">Facebook</a></strong> (dovete cliccare sul “Mi Piace” per seguirci) e <strong><a href="http://twitter.com/daw_blog">Twitter</a></strong>. <strong>Seguiteci</strong>.</em></p>
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		<title>Al Pd rimane solo Otelma</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 08:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il “Primo Teurgo della Chiesa dei Viventi”, nonché “Dispensatore di Verità Archetipa e Luce dei Viventi”, meglio conosciuto come Divino Otelma, ha parlato: Franceschini vincerà il Congresso del Pd in programma ad ottobre. La Cancelleria privata del “Gran Maestro dell’Ordine Teurgico di Elios”, ha infatti emesso un comunicato stampa che mette la pietra tombale su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1462" class="wp-caption alignleft" style="width: 274px"><img class="size-full wp-image-1462" src="http://daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/07/otelma1.jpg" alt="Il Divino Otelma" width="264" height="400" /><p class="wp-caption-text">Il Divino Otelma</p></div>
<p>Il “Primo Teurgo della Chiesa dei Viventi”, nonché “Dispensatore di Verità Archetipa e Luce dei Viventi”, meglio conosciuto come <strong>Divino Otelma</strong>, ha parlato: <strong>Franceschini vincerà il Congresso del Pd</strong> in programma ad ottobre. La Cancelleria privata del “Gran Maestro dell’Ordine Teurgico di Elios”, ha infatti emesso un <a href="http://divinotelma.ilcannocchiale.it/2009/07/11/sara_dario_il_nuovo_segretario.html">comunicato stampa</a> che mette la pietra tombale su ogni previsione o discussione su chi tra Dario il pro tempore, Bersani e Marino, vincerà la gara alla leadership del Partito dell’ex Loft. Le parole sono chiare, e non ammettono repliche:</p>
<blockquote><p>“Il Divino Maestro Otelma ha profetizzato la <strong>fatale vittoria di Dario Franceschini</strong> e la sua <strong>ascesa al soglio supremo</strong> del Partito Democratico. Gli altri candidati – a questo punto – prendano atto di ciò e si muovano di conseguenza (la mossa più saggia è il ritiro delle candidature). Il Divino Maestro ha parlato: <strong>la questione è chiusa</strong>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Non sappiamo ancora come sarà accolto, questo vaticinio solenne, nei quartieri che contano del Pd; quel che è certo è che il <strong>casino che regna sovrano</strong> da quelle parti rischia di non dare troppa importanza alla profezia del <em>Teurgo</em>. Mesti come non mai per il successo del G8, al di là delle ovvie dichiarazioni di facciata, delusi dal dietrofront repentino della galassia editoriale mondiale (esclusi i rosiconi rabbiosi di Repubblica&amp;Unità), <strong>ci mancava solo lo stupratore coordinatore di circolo</strong>. Sì, perché sono riusciti a litigare perfino sul maniaco che da mesi andava in giro per Roma a violentare, terrorizzare e minacciare ragazze della Capitale. <strong>Chiariamo subito</strong>: noi troviamo assurdo che l’intero Partito Democratico venga tirato in mezzo alla vicenda, quasi che fosse esso stesso responsabile dei crimini compiuti da tal Luca Bianchini.</p>
<p>Il problema è che<strong> a collegare lo stupratore con il maggiore partito dell’opposizione sono stati proprio loro</strong>, dirigenti e autorevoli esponenti di quel partito. L’outsider di lusso alla segreteria, <strong>Ignazio Marino</strong>, arriva perfino a parlare di  <strong><em>“questione morale”</em></strong> interna al Pd: “<em>Trovo davvero incredibile che un criminale che già 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Partito Democratico”</em>. Da qui la considerazione che <em>“nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna che non può essere ignorata né sottovalutata”</em>. Apriti cielo. <strong>Dario il pro tempore</strong> risponde per le rime, definendo <strong><em>“offensive”</em></strong> le frasi del noto chirurgo, accusandolo di <em>“utilizzare un episodio oscuro e terribile</em>” per fare campagna congressuale. <strong>Bersani</strong> si limita a dire che <strong><em>“cose del genere non le pensa di noi il nostro peggiore avversario”</em></strong>.</p>
<p>In tutta Italia le varie correnti e correntine della vecchia novità della politica italiana hanno tirato fuori i coltelli e hanno iniziato a <strong>pugnalarsi a vicenda</strong>, una resa dei conti che probabilmente lascerà un bel po’ di cadaveri in giro. Un partito schizofrenico che vive di batoste quotidiane rischia di non avere più speranze per il futuro, di deprimersi e di suicidarsi. <strong>Non gli rimane che Otelma</strong>, che il futuro dice di vederlo. Il <strong><em>&#8220;Buon Pastore&#8221;</em></strong> (così si definisce il Divino) potrebbe essere un’ottima guida per Binetti &amp; co. Ci pensino.</p>
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		<title>Ammucchiata selvaggia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 12:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ottobre è lontano, il Congresso della verità anche. Eppure, all’interno del Partito Democratico, è già scattata la corsa alla segreteria. Più che di una corsa, si potrebbe parlare di un’ammucchiata interraziale degna di un porno di gran qualità. Tutti insieme, di certo non appassionatamente. Messa la pietra sopra le europee e sopra i 4 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottobre è lontano, il Congresso della verità anche. Eppure, all’interno del Partito Democratico, è già scattata la <strong>corsa alla segreteria</strong>. Più che di una corsa, si potrebbe parlare di un’<strong>ammucchiata interraziale</strong> degna di un porno di gran qualità. Tutti insieme, di certo non appassionatamente. Messa la pietra sopra le europee e sopra i 4 milioni di voti persi, l’ex Loft è scosso da un’isteria collettiva che porta tutte le varie anime derelitte del Piddì ad avanzare proprie candidature.</p>
<div id="attachment_815" class="wp-caption alignleft" style="width: 204px"><img class="size-medium wp-image-815" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/06/binetti082-210x300.jpg" alt="autorevole candidata alla Segreteria del Pd" width="194" height="263" /><p class="wp-caption-text">autorevole candidata alla Segreteria del Pd</p></div>
<p>Tutto è partito dalla presunta (non smentita né confermata) discesa in campo di <strong>Ignazio Marino</strong>, luminare dei trapianti e gran sostenitore del diritto a morire come si vuole, con dignità. Apriti cielo! immediata la risposta della pasdaran ciliciata, <strong>lady Binetti</strong>: <em>“Se si candida Marino, mi candido anch&#8217;io alla <strong>leadership morale</strong> del Pd. Lui è un ambiguo”</em>. E a chi le fa notare che l’illustre professore si è sempre dichiarato cattolico, la sosia di Mrs Doubtfire replica secca: <em>“Macchè! Da questo punto di vista è un bluff. In tutte le sue posizioni, ha palesato ampie sacche di ambiguità che non vorrei caratterizzassero il nuovo partito. Se il Pd non diventa un<strong> serio interlocutore del mondo cattolico</strong> non si schioda dal 25 per cento”</em>.  A queste due,  si è aggiunta anche un’altra candidatura, quella dell’ evergreen <strong>Ermete Realacci</strong>, che ritiene<em> “importante la presenza di un esponente ambientalista”</em>, mentre il fantomatico “gruppo dei quarantenni” spinge per <strong>Nicola Zingaretti</strong>.</p>
<p>In campo, ufficialmente, c’è solo <strong>Pierluigi Bersani</strong>, sostenuto da Letta e da un bel po’ in attesa di diventare guida suprema del partito, grazie anche ai suoi legami più che stretti con i sindacati. Evidentemente, però, a non tutti piace l’idea di uno spostamento a sinistra. <strong>Mario Adinolfi</strong>, non si sa quanto seriamente, lancia <strong>Filippo Andreatta</strong>, figlio di Beniamino l’ideatore dell’Ulivo. Andreatta sarebbe scelta saggia per il blogger, benché <em>“<strong>sia figlio del prodismo</strong> e portatore della posizione del <strong>tutti dentro</strong>: un Pd che accolga, anche se in potenziale conflittualità su alcune posizioni, sia l&#8217;ambientalismo dei verdi, sia il socialismo residuale dell&#8217;ex Sdi, tutto il mondo ex comunista di Vendola e soprattutto di Bertinotti, oltre alla realtà comunista di un segmento della lista con la falce e martello”</em>.</p>
<div id="attachment_812" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-812" src="http://www.daw-blog.com/wp-content/uploads/2009/06/dalema1-300x220.jpg" alt="D'Alema preoccupato per il futuro del Pd" width="300" height="220" /><p class="wp-caption-text">D&#39;Alema preoccupato per il futuro del Pd</p></div>
<p>Un minestrone già visto e già vomitato perché indigesto.  In pratica, <strong>il ritorno dell’allegra combriccola unionista</strong>, implosa sulla povera testa dello sciagurato Romano. E se a tutto ciò aggiungiamo i ripensamenti dell’attuale Segretario a tempo <strong>Franceschini</strong>, il quale sta meditando di presentarsi al Congresso perché, secondo la notoriamente ben informata Repubblica, <em>“bisogna difendere l’<strong>operazione di rinnovamento del partito</strong> che rischia di finire affossata dai soliti capicorrente tornati all’assalto”</em>. Insomma, niente di nuovo. Il solito desolante spettacolo di un’opposizione che, anziché delle scosse altrui dovrebbe preoccuparsi della <strong>propria sopravvivenza</strong>.</p>
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