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	<title>DAW blog/NEWS.com &#187; caos liste</title>
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		<title>Le prove del tentato golpe in Lombardia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 16:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diceva il grande vecchio che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci s&#8217;azzecca. E sembra che Andreotti sapesse il fatto suo, visto che oggi abbiamo la conferma di quanto si sospettava da giorni, grazie a Il Giornale. La Corte d&#8217;Appello di Milano che perde ore ed ore a studiare a tavolino il modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Golpe in Lombardia" src="http://farm5.static.flickr.com/4061/4419823491_c4733669b3_o.jpg" alt="" width="520" height="391" /></p>
<p>Diceva il grande vecchio che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci s&#8217;azzecca. E sembra che Andreotti sapesse il fatto suo, visto che oggi abbiamo la <strong>conferma di quanto si sospettava da giorni</strong>, grazie a <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/firme_lombardia_prove_vergogna/firme/09-03-2010/articolo-id=427906-page=0-comments=1">Il Giornale</a>. La <strong>Corte d&#8217;Appello di Milano</strong> che perde ore ed ore a studiare a tavolino il modo in cui <strong>far fuori Formigoni</strong> e le sue liste, truccando le elezioni, e che allo stesso tempo <strong>soprassiede alle valanghe di irregolarità della truppa-Penati</strong>. Carta canta. Il leit-motiv? Semplice: a parità di irregolarità, venivano sistematicamente annullate solo le firme a sostegno del Governatore uscente. Basta guardare le <strong>prove</strong>, i fogli, i documenti. La lista di Formigoni non ha il timbro tondo. Risultato, 25 firme cestinate. Giusto, per carità. La lista di Penati presenta il medesimo problema, ma stavolta le 23 firme vengono ritenute incredibilmente valide. E ancora, manca la qualifica dell&#8217;autenticante alle firme del candidato di Berlusconi? Via, nella spazzatura altre 23 sottoscrizioni. Manca la qualifica in quelle dell&#8217;esponente del Pd? Stavolta le 23 firme diventano valide. E via così, <strong>in un crescendo di vergona e di schifo</strong>, fino ad arrivare al clamoroso: Francesco Prina, consigliere regionale del Partito Democratico, che <strong>autentica sette firme senza poterlo fare</strong>. Ma per la pignola Corte d&#8217;Appello tutto ciò va bene. E come se ciò non bastasse, a corredare la <strong>scandalosa vicenda</strong> va segnalato un episodio alquanto inquietante: la richiesta d&#8217;accesso agli atti contestati è stata accettata in modo ultra veloce ai <strong>Radicali</strong>, <strong>per via telefonica e senza alcuna documentazione di merito</strong>. Un caso più unico che raro nella storia delle contestazioni elettorali.</p>
<p>Fortunatamente il Tar della Lombardia ha fatto <strong>un po&#8217; di giustizia</strong> in questa pietosa vicenda, dove le toghe hanno tentato di <strong>rovesciare la democrazia</strong>, eliminando alla radice il problema del consenso berlusconiano: <strong>togliere dalla scheda elettorale i candidati del Pdl</strong>. Non ci sono riusciti, almeno stavolta e almeno in Lombardia. Ma siamo sicuri che questa lunga mano che pretende di fare politica attiva quando dovrebbe unicamente limitarsi ad applicare le leggi <strong>non si fermerà</strong> davanti a niente ed a nessuno.</p>
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		<title>Colpo di Stato</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 19:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ morta la democrazia. L’Italia è un regime. Sì, ora lo possiamo dire. Questa sera, stiamo vivendo  la pagina più buia della nostra Repubblica. Il Tar del Lazio ha infatti deciso di usare come carta igienica il decreto interpretativo firmato dalla più alta carica dello Stato, il Presidente della Repubblica, cestinando la lista del principale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Colpo di Stato" src="http://farm5.static.flickr.com/4027/4418003100_ac08336235_o.jpg" alt="" width="520" height="548" /></p>
<p><strong>E’ morta la democrazia</strong>. L’Italia è un regime. Sì, ora lo possiamo dire. Questa sera, stiamo vivendo  la pagina più buia della nostra Repubblica. Il Tar del Lazio ha infatti deciso di usare come <strong>carta igienica</strong> il decreto interpretativo firmato dalla più alta carica dello Stato, il Presidente della Repubblica, cestinando la lista del principale partito italiano, della provincia di Roma e della Capitale. <strong>I romani non avranno il diritto di votare i loro rappresentanti</strong>, non potranno farlo. Sulle schede troveranno listini e listoni, ma non il Popolo della Libertà. <strong>Ricorso respinto</strong>. E dopo il danno, la beffa: la discussione sul merito del ricorso del partito più votato dagli italiani è stato fissato al <strong>6 maggio</strong>, quando le elezioni saranno passate da un mese e mezzo. Un insulto alla decenza, una carognata. Un <strong>tribunale che non rispetta le leggi</strong> della Repubblica, una congrega che commette abusi. <em>“Il decreto interpretativo non può trovare applicazione perché  la Regione Lazio ha dettato proprie disposizioni in tema elettorale esercitando le competenze date dalla Costituzione”</em>, hanno scritto i magistrati. In pratica, la sentenza è diventata la dichiarazione alle agenzie degli avvocati del Pd: un <strong>semplicissimo copia-incolla</strong>.</p>
<p>Al di là di formalismi interpretati quasi sempre a vantaggio di una determinata parte politica, rimane lo scempio di vedere milioni di elettori esclusi dal più elementare e basilare diritto di ogni realtà democratica: il voto. E, non a caso, il primo ad esultare per questa decisione del Tar è il leader fascista <strong>Antonio Di Pietro</strong>. Contento di vincere facile.</p>
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		<title>E se anche Scalfaro sfancula la sinistra</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Quanti sono gli elettori del Pdl in Lazio e in Lombardia? Qualche milione,no? Cosa sarebbe successo se si fosse votato senza la lista del partito di maggioranza? Sarebbe stato eletto un organismo che non avrebbe rappresentato la realtà e rispecchiato davvero la società. Una follia”. No, queste parole non sono di Bondi o Cicchitto, no [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Scalfaro" src="http://farm5.static.flickr.com/4036/4416881354_41c145cc1a_o.jpg" alt="" width="520" height="391" /></h2>
<blockquote>
<h2 style="text-align: center;"><em>“Quanti sono gli elettori del Pdl in Lazio e in Lombardia? Qualche milione,no? Cosa sarebbe successo se si </em><em>fosse votato senza la lista del partito di maggioranza? Sarebbe stato eletto un organismo che non avrebbe rappresentato la realtà e rispecchiato davvero la società. Una follia”. </em></h2>
</blockquote>
<p>No, queste parole non sono di Bondi o Cicchitto, no no. A parlare così è l’<strong>Emerito Scalfaro</strong>, chiamato dal Corriere della Sera a commentare il caos liste e tutto il putiferio seguito alla <strong>doverosa firma</strong> di Napolitano al decreto interpretativo che ha permesso al partito di maggioranza di tornare in campo. E se anche Oscar Luigi Scalfaro, il Peggior Presidente della Repubblica che l’Italia abbia mai avuto, uno dei più acerrimi nemici di Silvio Berlusconi, uno degli ultimi uomini a comminare la pena di morte in Italia (ma dopo aver pregato una notte intera, sia chiaro), un uomo che per hobby schiaffeggiava signore un po’ scollate nei ristoranti, dice che tutto sommato <strong>non si poteva lasciar fuori il Pdl</strong> con i suoi candidati, significa che davvero tutto questo ragliare per il via libera al decreto è senza senso. Certo, il devoto Oscar Luigi <strong>attacca il Premier</strong> (le vecchie abitudini sono dure a morire), deprecando che <em>“una persona giunta al vertice della responsabilità rivendichi di continuo un diritto ad avere le mani libere”</em>, ma nella sostanza neppure il <strong>vegliardo custode perpetuo</strong> della Costituzione può dire che quanto accaduto è un affronto alla democrazia, un golpe, una prevaricazione delle regole e tutto il minestrone di stupidaggini e falsità che negli ultimi tre giorni i dipietrini di viola insciarpati con i loro sparring-partner piddini hanno urlato al Mondo intero.</p>
<p>Forse sarebbe ora di tornare sulla terra, di abbassare i toni e di darsi una regolata. Eviterebbero <strong>altre figuracce</strong>.</p>
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