Articoli marcati con tag ‘blog’

La Cuba “più diversa e più libera” amata da Gianni Minà…

domenica, 8 novembre 2009
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Dite a Gianni Minà, colui che si è autodefinito “l’artista che ha affermato la televisione e il suo linguaggio”, che la bloggera che tanto detesta, quella che ha la colpa di non vedere e di non raccontare al Mondo diffidente “le conquiste sociali che rendono Cuba diversa, più libera”, è stata brutalmente sequestrata e picchiata da agenti della Sicurezza dello Stato.  “Mi hanno tolto i vestiti, mi hanno messo le gambe verso l’alto e la testa in giù per caricarmi in macchina”, ha raccontato Yoani Sanchez, curatrice del blog Generacion Y. “Con un ginocchio mi facevano forza contro il petto e io gli stringevo i testicoli. Poi mi hanno picchiato in testa.

Gli energumeni del civilissimo e democraticissimo governo dei fratelli Castro le avrebbero anche detto “fino a qui sei arrivata. Non farai più niente”. Insomma, un avvertimento molto chiaro in perfetto stile mafioso. Ma siamo sicuri che anche stavolta il prode amico dei dittatori ribadirà che si tratta di squallide mistificazioni, di episodi riconducibili a quellosforzo palese per controbattere il vento di simpatia nei riguardi di Cuba che spira nel continente latinoamericano e anche nella parte progressista degli Stati Uniti”. Ne siamo certi.

Ancora qui, dopo sei anni…. Auguri :)

lunedì, 2 novembre 2009
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Sei anni. Come ricorda la “targa” in fondo a queste pagine, questo blog è online dal 31 ottobre 2003. E di strada ne abbiamo fatta tanta insieme… Un grazie a tutti voi, che quotidianamente leggete e commentate, e un grazie enorme a tutti i collaboratori, autori, grafici, segretarie, giardinieri e escort :-)

Come ogni anno, ecco il consueto video riepilogativo di questi ultimi dodici mesi. Realizzato come sempre da Glf, ecco l’ultimo anno su daw:

Ps  il compleanno, tra l’altro, capita proprio in coincidenza del cambio di server. Già oggi il nuovo spazio è visibile da qualcuno, ma nel giro di 24-48 ore dovremmo di nuovo ritrovarci tutti! Abbiamo lavorato per evitare ogni possibile disagio dovuto al cambio di server (impostazioni, login, account utenti), ma probabilmente qualche piccolo inconveniente ci sarà (esempio: le foto dei profili non sono state salvate, ma ci mettete trenta secondi a ricaricarla).

***Registrati su DAW blog.

lunedì, 31 agosto 2009
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Dopo 200 post tondi tondi e dopo 16.600 commenti, è ora di qualche novità. In realtà è più una imposizione, ma vediamo di sfruttarla a nostro favore. In pratica, la società che ospita i nostri server – a pagamento ovvio – ci ha gentilmente fatto sapere che consumiamo troppa banda (che abbiamo loro pagato, vabbè), e che il numero dei commenti è troppo elevato (e allora? boh). Negli ultimi giorni, infatti, quando superavamo i limiti da loro consentiti, il blog non era più raggiungibile. Dopo un paio di giorni di tira e molla, siamo giunti ad un compromesso. Noi installiamo gli odiosissimi codici captcha nei commenti, e loro ci liberano da ogni limite. In pratica hanno paura che, visto il consistente numero di commenti, un eventuale attacco di spam potrebbe mettere down i loro server. Vabbè, alla fine va bene, pur odiando i codici captcha.

Ma a questo punto mettiamo le mani avanti e apriamo le registrazioni ufficiali al blog. In pratica, in trenta secondi (davvero trenta) potete registrarvi, mettere al sicuro il vostro nick, e caricarvi pure una foto per il vostro profilo. Lo potete fare qui. La registrazione è davvero velocissima, poi attendente la mail, che arriva subito, contenente la password e il gioco è fatto. Una volta loggati (qui) potete caricarvi la vostra foto e cambiare la password con una di vostro gradimento. Quando entrate nel blog, vi loggate e commentate. Nel box potete login potete selezionare “ricordami” in modo da non dover effettuare il login ogni volta.

Quindi: se vi registrate (in trenta secondi), NIENTE ODIOSO CODICE CAPTCHA nei commenti (e in più profilo con foto tutto per voi). Se non vi registrate, pazienza, ma se commentate dovete inserire l’odioso codicillo. A voi la scelta, e scusate per il disagio.

Nota: i pulsanti LOGIN/REGISTRATI sono visibili in alto a destra.

Nota2: gli autori del blog non hanno bisogno della registrazione.

Lo sciopero dei blogger fighetti

martedì, 14 luglio 2009
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Il logo fighetto della protesta

Il logo fighetto della protesta

Internet è davvero meravigliosa. Un gruppo di blogger, in realtà una minoranza, per protestare contro un disegno di legge che loro stessi definiscono “legge bavaglio” che fa? Si mette proprio il bavaglio. La strategia di queste menti illuminate è davvero ridicola e fallimentare, e questo ci può dare qualche consiglio sulla sua paternità. Per un giorno, addirittura, niente post. Lo sforzo deve avere dell’incredibile: immaginiamo alcuni di loro, che normalmente sfornano quintali di post al giorno, aspettare ardentemente la mezzanotte per riprendere la loro consueta attività onanistica. Oh, un intero giorno senza farsi i pompini a vicenda con gli altri blogger, sai che noia?

Nel merito il ddl impone, anche ai blogger, l’obbligo di rettifica. Vuol dire che se scrivi una sciocchezza, una balla, una bugia, vuol dire che se passi il tuo tempo a sputtanare qualcuno, ecco, questo qualcuno può dirti: “bello, pubblica la mia rettifica”. E tu lo devi fare. Un qualcosa che, tra gentiluomini, già avviene. Non a caso in testa alle proteste ci sono i Grillo, i Di Pietro e i Travaglio.

Tutto questo allarmismo, in realtà, ci sembra esagerato e ingiustificato, e il sospetto che sia frutto della solita ossessione  antiberlusconiana è forte (infatti Di Pietro parla di “legge criminale“, quindi il sospetto è più di un sospetto).  Secondo noi non cambierà assolutamente niente: deve ancora nascere il legislatore capace di mettere il bavaglio a Internet.

Tuttavia, la protesta, contro il ddl, doveva mettere da parte le sceneggiate isteriche di qualche blogger per concentrarsi sui tempi imposti per la rettifica: soltanto 48 ore. Che sono oggettivamente poche. Questo termine andrebbe radicalmente cambiato. Che poi, diciamocelo, i blogger fighetti che si lamentano di queste 48 ore – “magari non mi collego per due giorni” – sono gli stessi collegati pure dal cesso in wi-fi, altro che 48 ore.

AGGIORNAMENTO. Non solo fighetti, ma probabilmente anche scemi. Dal blog di Francesco Costa:

Tra l’altro, a ulteriore conferma dell’inutilità di questo sciopero, e del fatto che l’assurda procedura per la richiesta di rettifica sia frutto di grande ignoranza, piuttosto che di luciferini intenti censori, cito testualmente dalla relazione in commissione giustizia del Senato:

La IX Commissione della Camera dei deputati, considerato che la disposizione in esame estende ai siti informatici le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, [...] ha espresso parere favorevole a condizione che il riferimento ai “siti informatici” sia sostituito da “giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5″.

Quei poveri giudici tesi e irritati

venerdì, 3 luglio 2009
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Il blogger pg

Il blogger pg

Era bravo, anzi bravissimo. Per i suoi colleghi di distretto era un esempio da seguire. Il suo nome è Gaetano Dragotto e faceva il procuratore generale di Ancona: ora lascia la magistratura. Il motivo? Il Csm, il Consiglio Superiore della Magistratura, non lo ha confermato.

Come mai questa decisione del sempre giusto Csm? Tranquilli, calma, Berlusconi non c’entra niente. Dragotto non aveva espresso giudizi positivi sul Cavaliere, quindi non è questo il motivo della sua cacciata. L’ex pg, semplicemente, si era limitato a sottolineare alcune castronerie, davvero grosse, presenti in alcune sentenze scritte da alcuni suoi colleghi. Guai, in questo Paese, a criticare un magistrato. Nella relazione approvata dal Cms si sottolinea che l’iniziativa dell’ex pm “ha creato all’interno del distretto un clima di tensione e irritazione in un numero indefinito di colleghi, tanto che sull’argomento fu indetta un’apposita assemblea della sezione locale dell’Anm e solo dopo di essa, fu interrotto l’inserimento dei documenti nel blog”.

Eh sì, perchè Dragotto riportava le castronerie dei colleghi in un blog, chiamato Temi Nera, tra l’altro anonimo. Tra le tante, la sentenza riguardante un maniaco che aveva mostrato il proprio pene ad una bambina, assolto da un giudice perchè impossibilitato dal “trattenersi dall’urinare”. Ma una delle sentenze più belle è quella che concede le attenuanti generiche ad un senegalese perchè “l’imputato è africano e l’Africa è povera“.

Quindi, morale della favola, un giudice non può essere criticato da un collega, tra l’altro neppure in presenza di errori così plateali e ridicoli. Perchè, così dice il Csm, si crea in clima di irritazione e tensione. Poverini questi giudici, così tesi per quel blog. Però guai, ad un magistrato è permesso giudicare un imputato sul quale ha più volte manifestato palesi apprezzamenti negativi (eufemismo), perchè in questo caso di tensioni, irritazioni, sospetti (legittimi o meno) non se ne parla proprio. Guai.

Infine una curiosità: l’ex pm ha da pochissimo firmato gli arresti per l’ex sindaco del pd, ma questa circostanza sicuramente non ha a che vedere con la bocciatura del Csm. Il Csm è una cosa seria, si occupa di blog.

Le domande e le risposte del simpatico Luca Sofri

lunedì, 25 maggio 2009
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Il simpatico Luca Sofri, qualche giorno fa, si chiedeva – e spiegava – il perchè della nomina di Augusto Minzolini alla guida del Tg1. Probabilmente non lo ritiene degno, chi lo sa.

Guarda un po’ che coincidenze: oggi, invece, il simpatico Luca pubblica il link ad un delirante editoriale di Gad Lerner (sì sì, di Gad Lerner). In questo prestigioso e fondamentale contributo al dibattito pubblico sul tema che più interessa la sinistra (il gossip), Lerner definisce Berlusconi come un “vecchio bavoso” senza più il controllo delle proprie “facoltà mentali“.

E pensare che Gad Lerner venne nominato direttore del Tg1 nel 2000. Chissà se il simpatico Luca Sofri si chiese – ai tempi – il perchè. Oggi, comunque, una risposta ce l’ha data.

Curioso poi un altro fatto: sia Lerner sia Sofri sono membri, chi in modo più fighetto chi meno, del Partito Democratico (della direzione o dell’assemblea, chi lo sa, in quel partito non si capisce niente).

E lo chiamano Luca Sofri

mercoledì, 13 maggio 2009
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Luca Sofri, tra una raccolta fondi per Ivan Scalfarotto e l’altra, se la prende con Alessio Vinci, il nuovo conduttore di Matrix. La bizzarra teoria di Sofri è questa: Mentana era serio, faceva vero approfondimento, mentre Vinci è praticamente un cazzaro. E argomenta così, in riferimento a Vinci :

Ad aprile ha fatto due o tre inevitabili puntate sul terremoto, e poi ne ha fatta una su Renato Zero, e una su Signorini, e una sui personaggi dei reality, e una che c’erano Panariello e la Ferilli, e una con parecchi comici, e una con Baldini“.

Poi siamo andati a vedere gli ultimi due mesi di Mentana e, a parte un numero altissimo di puntate dedicate ai grandi casi di cronaca (Garlasco, Cogne, Unabomber, Perugia etc), ecco che salta fuori il grande approfondimento di Enrico Mentana:

- Claudio Bisio 30 gennaio 2009
- Marco Baldini, 28 gennaio 2009 (lo stesso ospite che con Vinci è, per Sofri, inaccettabile)
- “Facciamoci riconoscere” 23 gennaio 2009 con Carlo Verdone
- “La carica dei reality” 9 gennaio 2009
- Christian de Sica 19 dicembre 2008
- Aldo Giovanni e Giacomo 15 dicembre 2008
- Sandra e Raimondo Vianello, 12 dicembre 2008
- Michelle Hunziker 3 dicembre 2008

E ci fermiamo qui. Primo perchè ricordiamo anche puntate su Teo Teocoli, su Paolo Bonolis, sui fenomeni da baraccone della tv, su Antonio di Pietro. E secondo perchè Sofri ci è simpatico, anche se in questo caso ragiona da fighetto di sinistra.

Un consiglio ad Alessio Vinci: parla anche tu di comitati elettorali e vedrai che tornerai ad essere quello bravo, giovane, moderno, internazionale, fuori dalla famiglia e uno che non ha mai incontrato Apicella nella vita.

Mirko batte il querelante

domenica, 10 maggio 2009
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Ricordate il caso della querela di Gigi Moncalvo contro Mirko Morini, per noi amici il blogger Buttirrometro? Ricostruisce i fatti il quotidiano Estense.com:

Tutto nacque da una frase postata da Morini nel suo blog Butirrometro (oggi Banality Fair) nel giugno 2005. Commentando gli ospiti di una trasmissione, il ferrarese descrisse Moncalvo come “ex idiota, ora riabilitato dai più, famosa la sua faccia da rimprovero”.
Troppa “licenza” secondo il giornalista, che querelò il blogger per diffamazione. Il gip Silvia Giorgi condannò nel giugno 2007 con decreto penale il giovane alla pena pecuniaria di 300 euro (peraltro condonata dall’indulto).
Ma Morini ha voluto credere nelle proprie ragioni e, attraverso il suo legale, l’avvocato Alessandro Cavallari del foro di Bologna, ha impugnato il decreto e ha scelto di difendersi in dibattimento

E il dibattimento, è notizia di questi giorni, ha dato pienamente ragione a Mirko. Moncalvo ha perso su tutta la linea: per Morini l’assoluzione è con formula piena perchè il fatto non è reato. Ora rimane in piedi soltanto la causa civile per il risarcimento, ma è molto probabile che si ripeta l’esito della causa penale.

Abbiamo chiesto direttamente a Mirko un commento su questa felice conclusione:

“Sono molto soddisfatto di come si è svolto il processo, cioè dell’interesse ad approfondire che ho notato sia nel giudice dott. Caruso sia nel pubblico ministero dott. Proto, e soprattutto di come è terminato il processo stesso. La vicenda è stata lunga e dispendiosa, sia in termini economici (per ora ho speso 4836 € solo in avvocati) sia in termini umani. Mi è costato molto tempo presenziare alle quattro udienze alle quali ho partecipato, preparare la difesa assieme al mio avvocato Alessandro Cavallari e molte energie. Non si dorme tranquilli con un processo penale ed un processo civile sulle schiena.
Spero che l’esito del mio processo possa rappresentare, se non un precedente giuridico (questo dipenderà dalle motivazioni), almeno un precedente “emotivo” per gli altri 150 querelati, tante erano secondo il poliziotto sentito durante il processo le querele presentate da Moncalvo.”

La sensazione è che tutto questo poteva e doveva essere evitato. Eppure in tutta Italia ci sono altri 150 querelati da Moncalvo. Pensate se ognuno di loro, per evitare il processo, si accordasse con il querelante proponendo ad esempio un risarcimento di 5.000 euro: Moncalvo si porterebbe a casa qualcosa come 750.000 euro. Mica male no?

Pubblichiamo il verbale dell’udienza dell’11 novembre 2008 e quello del 18 dicembre 2008, insieme alla memoria difensiva di Morini. E’ una lettura decisamente interessante per capire come sono andate le cose e il grado di tecnicismo del processo. Segnaliamo un passaggio di Moncalvo in replica al pm che parlava – giustamente – di “post”:

“non si tratta di un post ma si tratta di un articolo. Un post è un commento che viene attaccato”.

E un passaggio illuminato di Morini:

“Io non posso offendere una persona dandogli dell’ex idiota, perchè allora il paradosso verrebbe che se io gli do’ dell’ex intelligente non è un offesa, perchè c’è la parola intelligente, non c’è la parola idiota…”