
Nessun segno di novità. Il 2010 è iniziato come era finito il 2009: con le solite ossessioni. Berlusconi torna a farsi vedere in pubblico, e i soliti malati ossessionati perdono la testa. A parte che subito tornano in pista quella serie di autentici dementi negazionisti, gli stessi che sono tuttora convinti che sulle Torri Gemelle non si schiantò nessun aereo, ma a parte questi folli colpisce tutta una serie di considerazioni apparse sui quotidiani italiani.
Berlusconi è tornato in pubblico, venti giorni dopo l’attentato, e già questo non va bene. Figuriamoci, loro lo vorrebbero morto, stavano così bene con il Cavaliere chiuso in casa. Poi contestano anche il luogo dell’apparizione di Berlusconi: un centro commerciale. E figuriamoci! Subito lo si fa passare come il “simbolo berlusconiano” per eccellenza, quello della “prima discesa in campo”. Che snob. Che fighetti. Che poveracci. Dove sarebbe dovuto andare Berlusconi? In qualche palloso convengo?
E poi, e qui siamo davvero a livelli di trattamento sanitario obbligatorio, c’è chi ironizza sul nuovo “culto dell’immagine“. Scrive Luca Telese (!) sul Fatto Quotidiano, il Gazzettino di Procure e Manette, che “Siamo alla pretesa di un culto della personalità rivoltante, in perfetto stile Ceausescu”. Addirittura! La colpa di Berlusconi, secondo queste menti geniali, è quella di “mostrare le ferite“. Ovvio vero? Non deve farlo. E sul culto della personalità, perché è permesso il culto di Obama e quello di Berlusconi no? Su Obama non si è addirittura andati oltre? Poi, a dirla tutta, si lamentano proprio quei giornali che hanno sempre dedicato tonnellate di pagine al culto della personalità di dittatori assassini o di falsi rivoluzionari ipocriti e moralisti. Non scherziamo, su.













