Don Giorgio de Capitani è un autentico coglione.
E’ un prete, parroco in quel di Monte di Rovagnate in provincia di Lecco, alla “riscoperta del Cristo radicale“, o meglio di “una sinistra radicale che non ha trovato finora nessun partito ideale in cui trovarmi a mio agio“. Oh, sono tutte parole sue. E’ un coglione, e mica lo diciamo noi, ci mancherebbe. E’ lui stesso ad ammetterlo in un video intitolato, appunto, “Anch’io mi sento un coglione“. E noi ci crediamo, sulla fiducia. D’altronde è un prete. Poi andiamo a leggere il suo blog (che in alto ha un bel bollino rosso, poi capiremo perchè), e qui abbiamo tutte le conferme del caso: Don Giorgio non è un solo coglione, ma un pericoloso ossessionato. Di Berlusconi. Con l’aggravante, tra l’altro, di essere un sacerdote.
Ad esempio, dopo l’attentato a Kabul, che è costato la morte di sei italiani, sei eroi italiani, Don Giorgio Il Coglione sul suo bellissimo blog scrive:
“Perché la morte di sei mercenari vale più di migliaia di disoccupati in un Paese rincoglionito? Perché onorare la morte di mercenari, quando ben pochi si ricordano dei veri testimoni della carità e della giustizia?”
Mercenari, già. E il paragone è un qualcosa di volgare. E’ una bestemmia. Ma che c’entra? Non si sa. Poi definisce il Ministro della Difesa “Ignazio del cazzo” La Russa, tanto per dare un po’ di colore ai suoi articoli. L’intervento è già stato cancellato dall’autore, “obbligato per l’insulto a La Russa, l’insulto avrebbe inquinato, secondo l’Avvocato della Curia, l’intera pagina” spiega Don Giorgio. Non solo coglione, ma anche codardo. E poi annuncia: “Avrò inevitabili sanzioni“. Ecco, ci siamo, dopo i Travaglio, i Sant’Oro e i Luttazzi arriva l’ultimo martire italiano: Don Giorgio da Monte di Rovagnate.
Ma il sacerdote non è nuovo a queste uscite. Leggendo velocemente il suo blog, si scopre una sua autentica passione per Debora Serracchiani, anzi più che passione è amore. Infatti Don Giorgio la mette in guardia, le consiglia di stare attenta ai “nemici“, in particolare a Massimo D’Alema perchè è “un compagno che ti frega“.
Ma oltre all’amore, Don Giorgio ha – come dicevamo - una autentica ossessione per Silvio Berlusconi. Sul suo blog, l’educato sacerdote difficilmente lo chiama per nome, ma preferisce l’appellativo “Demente“. E così Don Giorgio ci racconta del “culo sporco” di Berlusconi, e nei suoi post troviamo tutto il repertorio dei vari Travaglio, D’Avanzo e brutta compagnia: “sfiducia nelle istituzioni”, “uso personale della giustizia”, “demenza politica”, “ha schiacciato sotto i piedi la Politica”, “povero uomo”. Niente di diverso, insomma. Ma Don Giorgio Il Coglione va oltre. Pensate che incolpa Berlusconi, ops, scusate il “Demente“, di essere responsabile del ritorno del latino nelle Messe (Don Giorgio è contrario, anche se “l’ho studiato tanto”).
Ci piacerebbe tanto ascoltare un’omelia del sacerdote. Sarà un comizio. Lui ci tiene alla politica, alla sua Ossessione, al Demente. Pensate che nel menu del suo blog, la “politica” viene prima della “religione“. E’ un po’ particolare questo Don Giorgio. Particolare, e coglione. Tanto coglione. Troppo.