Archivi per la categoria ‘società’

Bersani fischiato pure al festival dei laghi

domenica, 21 febbraio 2010
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Ricorderemo questa edizione del Festival di Sanremo per parecchi motivi. Le tette esplosive della Clerici, i record di ascolti, l’intervento della splendida Nilla Pizzi, Costanzo che quando apre bocca non si capisce più una parola, Pupo e il Principe, i fischi e gli insulti al Pupo e al Principe, la ribellione dell’orchestra, i tacchi di Cocciante e tanto altro.

Più seriamente, ricorderemo questo festival per lo straordinario sdoganamento dei laghi, per quella che passerà alla storia come l’edizione lacustre di Sanremo. Ha vinto Valerio Scanu, bravo, timido e dolce, ha cioè vinto ancora una volta Maria De FIlippi: e a questo punto si potrebbero unificare le due trasmissioni, Amici e il Festival, in una sola. Ecco a voi Sanremici, il festival della canzone italiana.

Politicamente ricorderemo il festival per i fischi a Bersani e gli applausi a Scajola. Chiariamo subito che il Ministro giocava in casa, ma il suo intervento è apparso molto più convincente di quello del segretario del Pd. Bersani sembrava scocciato (e che ci è andato a fare?), non preparato, pallido e nervoso. Le parole che (non) ha detto sono state completamente inefficaci. Anche in queste circostanze si dimostra la caratura del leader. Assente.

E ora tutti al lago. In tutti i laghi A fare l’amore in tutti i modi. Senza Bersani, ovvio.

“Potrebbe generare un figlio”

venerdì, 29 gennaio 2010
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Salvatore e Pietro Crisafulli

Durante il caso di Eluana ricordo molto bene la vicenda di Salvatore Crisafulli, e i relativi titoli dei giornali: “Viveva come Eluana”, “si risvegliò dopo due anni in stato vegetativo”, “sentiva di avere fame e sete”. Tutte testimonianze di Salvatore, entrato in coma nel 2003 in seguito a un incidente stradale e “risvegliatosi” nel 2005.

Durante la vicenda di Eluana, e tutti ricorderete il dibattito a tratti ipocrita che investì l’Italia intera, con tutte le polemiche e le uscite indegne di una Paese civile, l’esperienza di Crisafulli venne usata senza alcun scrupolo “contro” Eluana e il padre Beppino.

I media si scatenarono. Gli stessi Crisafulli scesero in campo per mantenere in “vita” Eluana, e segnarono indubbiamente il punto più basso di tutta la vicenda: Pietro accusò vigliaccamente Beppino Englaro di essersi inventato tutto. “Si è inventato tutto, me l’ha confidato, non ce la faceva a sopportare una simile situazione. Mi rendo conto di questa accusa e la ripeterò ai magistrati”.

Furono giorni molto tristi. Il libro-testimonianza di Crisafulli fu addirittura “determinante” a livello politico: Silvio Berlusconi e il governo illiberale di centrodestra tentarono, come ricorderete, di bloccare la sentenza del Tribunale su Eluana (qui tutti i nostri post di allora sulla vicenda), e lo stesso premier confessò di aver deciso in tal senso “grazie” alla lettura del libro di Crisafulli: “Ho letto alcune parti di un libro dal titolo «Con gli occhi sbarrati» di Salvatore Crisafulli, che racconta come muoveva gli occhi e capiva tutto ciò che si muoveva intorno a lui, ma questo movimento degli occhi veniva considerato dai medici un riflesso nervoso dai medici. Consiglio la lettura di questo libro a chi avesse dubbi al riguardo. Non sappiamo quanto irreversibile sia lo stato vegetativo di Eluana” (qui il video). Fu in quell’occasione che, va ricordato, il premier aggiunse quel vergognoso “potrebbe generare un figlio”.

Oggi i Crisafulli hanno cambiato idea. Dicono di essere stati dimenticati dalle istituzioni.

La stampa e una certa politica non ha più bisogno di loro. Non c’è bisogno, per ora, di sensibilizzare e indirizzare l’opinione pubblica. Non c’è più una Eluana da combattere. Loro stessi sono la nuova Eluana. Tanti auguri.

Aiutiamoli

venerdì, 15 gennaio 2010
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Si rimane davvero senza parole di fronte alle immagini e ai racconti provenienti da Haiti. E’ una catastrofe. Ci sono montagne di cadaveri ovunque. La situazione è drammatica. Nel nostro piccolo, forse, qualche soldo possiamo mandarlo: le iniziative sono tante, una vale l’altra. Un caffè in meno, un pacchetto di sigarette, magari non andiamo a vedere Avatar e aiutiamo chi solitamente vive con meno di 2 dollari al giorno. Ci costa poco, a noi.

Fischio Balotelli perchè è italiano

giovedì, 7 gennaio 2010
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Il vittimismo di Balotelli è inferiore soltanto alla sua ben conosciuta arroganza: lo ha dimostrato, ancora una volta, ieri pomeriggio. Fischiato dal pubblico del Chievo, il giocatore dell’Inter ha definito in diretta tv il pubblico di Verona come “uno schifo“, riconducendo i fischi che hanno accompagnato la sua uscita in campo al solito fenomeno del razzismo delle curve.

Attenzione: fischiare Balotelli, o un altro giocatore, perché nero è deprecabile e non trova alcuna giustificazione. Ma il pubblico di Verona è noto per la propria sportività, avendo tra l’altro vinto più volte il premio Fair Play. La dichiarazione di Balotelli è, quindi, del tutto fuori luogo. Come vengono fischiati Totti, Cassano, Gattuso e Del Piero, allo stesso modo può essere fischiato anche Balotelli. E quando il razzismo non c’entra niente, lui per primo cerchi di non fare la vittima. Il suo problema, ribadito anche ieri, non è il colore della pelle ma il comportamento sul campo: arrogante e  provocatore. E in tal senso rappresenta, purtroppo,  il peggior esempio di italiano medio.

Morto Brenda, il trans di Piero Marrazzo

venerdì, 20 novembre 2009
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Tempo fa quando qualche idiota bruciò la macchina della D’Addario certa stampa cercò in qualche modo, in realtà nel solito modo viscido e velato, di ricollegare l’accaduto a Silvio Berlusconi, e in parecchi forum in giro per la rete era un continuo leggere commenti del tipo “mafioso“, “metodi intimidatori mafiosi” e via di questo passo, ecco, oggi che è stato trovato morto carbonizzato Brenda, il trans del caso Marrazzo, cosa leggeremo su certa stampa e su certi forum?

Auguri all'uomo Piero Marrazzo

martedì, 27 ottobre 2009
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Al di là degli schieramenti politici, al di là delle ossessioni di ognuno di noi, bisogna fermarsi un attimo e necessariamente fare un bel in bocca al lupo all’uomo Piero Marrazzo. Quello che sta passando deve essere infernale, e forse nemmeno minimamente immaginabile. In questa Italia di bacchettoni Marrazzo sarà per sempre “quello dei trans“. Contro di lui si è scatenata una ondata di indignazioni infinita: il problema non è il suo tradimento, o il suo vizio, il problema è con chi faceva sesso.

In Italia esiste un tabù grandissimo: quello del transessuale. Non lo sapremo mai, ma probabilmente se lo avessero beccato con una donna, lui stesso non avrebbe parlato di “debolezze“. Eppure lo ha fatto. Oggi il Corriere scrive che 10 milioni di italiani hanno rapporti con transessuali: ci sembra un po’ un dato esagerato, ma se così fosse è inspiegabile questo accanimento per queste “debolezze”. E chissà i commenti di questo popolo dei 10 milioni sul caso Marrazzo…

Prendete Berlusconi, i suoi rapporti sessuali con le escort non hanno nulla di strano perché riguardano donne. Pur essendo rapporti extraconiugali, qui non si parla di debolezze. Perché un marito che ha rapporti sessuali con una donna va bene, ma un marito che fa sesso con un transessuale non va più bene. Lo stesso per il “cattolico” modello: una scappatella si perdona, se con una donna. Altrimenti no, è da “curare”. Così funziona questa Italia moralista e ipocrita.

Intanto la moglie di Marrazzo, a differenza di altri casi, ha deciso che non abbandonerà il marito: gli starà vicino. Probabilmente per cercare di salvare il proprio matrimonio. Tantissimi auguri a Marrazzo. Di cuore.

Questo prete è un grande coglione

sabato, 19 settembre 2009
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Don Giorgio de Capitani è un autentico coglione.

E’ un prete, parroco in quel di Monte di Rovagnate in provincia di Lecco, alla “riscoperta del Cristo radicale“, o meglio di “una sinistra radicale che non ha trovato finora nessun partito ideale in cui trovarmi a mio agio“. Oh, sono tutte parole sue. E’ un coglione, e mica lo diciamo noi, ci mancherebbe. E’ lui stesso ad ammetterlo in un video intitolato, appunto, “Anch’io mi sento un coglione“. E noi ci crediamo, sulla fiducia. D’altronde è un prete. Poi andiamo a leggere il suo blog (che in alto ha un bel bollino rosso, poi capiremo perchè), e qui abbiamo tutte le conferme del caso: Don Giorgio non è un solo coglione, ma un pericoloso ossessionato. Di Berlusconi. Con l’aggravante, tra l’altro, di essere un sacerdote.

Ad esempio, dopo l’attentato a Kabul, che è costato la morte di sei italiani, sei eroi italiani, Don Giorgio Il Coglione sul suo bellissimo blog scrive:

“Perché la morte di sei mercenari vale più di migliaia di disoccupati in un Paese rincoglionito? Perché onorare la morte di mercenari, quando ben pochi si ricordano dei veri testimoni della carità e della giustizia?”

Mercenari, già. E il paragone è un qualcosa di volgare. E’ una bestemmia. Ma che c’entra? Non si sa. Poi definisce il Ministro della Difesa “Ignazio del cazzo” La Russa, tanto per dare un po’ di colore ai suoi articoli. L’intervento è già stato cancellato dall’autore, “obbligato per l’insulto a La Russa, l’insulto avrebbe inquinato, secondo l’Avvocato della Curia, l’intera pagina” spiega Don Giorgio. Non solo coglione, ma anche codardo. E poi annuncia: “Avrò inevitabili sanzioni“. Ecco, ci siamo, dopo i Travaglio, i Sant’Oro e i Luttazzi arriva l’ultimo martire italiano: Don Giorgio da Monte di Rovagnate.

Ma il sacerdote non è nuovo a queste uscite. Leggendo velocemente il suo blog, si scopre una sua autentica passione per Debora Serracchiani, anzi più che passione è amore. Infatti Don Giorgio la mette in guardia, le consiglia di stare attenta ai “nemici“, in particolare a Massimo D’Alema perchè è “un compagno che ti frega“.

Ma oltre all’amore, Don Giorgio ha – come dicevamo - una autentica ossessione per Silvio Berlusconi. Sul suo blog, l’educato sacerdote difficilmente lo chiama per nome, ma preferisce l’appellativo “Demente“. E così Don Giorgio ci racconta del “culo sporco” di Berlusconi, e nei suoi post troviamo tutto il repertorio dei vari Travaglio, D’Avanzo e brutta compagnia: “sfiducia nelle istituzioni”, “uso personale della giustizia”, “demenza politica”, “ha schiacciato sotto i piedi la Politica”, “povero uomo”. Niente di diverso, insomma. Ma Don Giorgio Il Coglione va oltre. Pensate che incolpa Berlusconi, ops, scusate il “Demente“, di essere responsabile del ritorno del latino nelle Messe (Don Giorgio è contrario, anche se “l’ho studiato tanto”).

Ci piacerebbe tanto ascoltare un’omelia del sacerdote. Sarà un comizio. Lui ci tiene alla politica, alla sua Ossessione, al Demente. Pensate che nel menu del suo blog, la “politica” viene prima della “religione“. E’ un po’ particolare questo Don Giorgio. Particolare, e coglione. Tanto coglione. Troppo.

Il Vaticano in tempo di crisi: aprire uno shop online

lunedì, 17 agosto 2009
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Un papa's shop (non originale...)

Un papa's shop (non originale...)

Uno dei cardini del Pontificato di Benedetto XVI è la lotta al consumismo. L’ha scritto anche nella sua ultima Enciclica, “Caritas in Veritate”, auspicando “un effettivo cambiamento di mentalità, che ci induca ad adottare nuovi stili di vita”. Uno stile che oggi, scrive il Papa, “in molte parti del mondo è incline all’edonismo e al consumismo”. Bene, parole sante, santissime. Il problema è che il Governatorato della Città del Vaticano (che da B16 dipende) ha fatto orecchie da mercante, e ha messo online una sorta di catalogo di tutto ciò che il turista devoto o meno può acquistare nel nuovo shop del piccolo Stato. E così scopriamo, con un rapido clic, che la “sciarpa Paradiso” ci viene a costare la modica cifra di 78 euro, mentre il “foulard Paradiso” 20 euro in più. E senza sconti. Preferite avere una copia in resina e polvere di marmo alta 98 centimetri del “Buon Pastore”? Bene, costa 835 euro tondi tondi. Magari volete un orologio ricordo, da mettere al polso per

Benedetto XVI

Benedetto XVI

non scordare mai di essere stati a Roma ad ammirare le meraviglie dei Musei Vaticani. Sappiate che costa 30 euro, e il cinturino è in plastica. Molto più semplicemente, perché no, potrebbe piacervi  una guida ai Musei e alla Città del Vaticano. Il prezzo è di 35 euro.  Insomma, il negozio in rete è lì, appena aperto ma ancora in fase di test. Una volta terminata la sperimentazione, si potrà pagare esclusivamente tramite carta di credito previa registrazione.

E’ paradossale che in questa particolare fase che stiamo attraversando, con una crisi economico-finanziaria che crea disoccupazione e riduce i consumi delle famiglie, con una povertà dilagante in tutto il pianeta,  il Vaticano decida di aprire un negozio online per vendere souvenir a prezzi folli. Ennesima prova della distanza che c’è, sempre più profonda, tra chi predica moderazione, low profile, carità e poi fa l’esatto opposto. L’ennesima conferma della validità della massima “predicare bene e razzolare male”. E il tutto mentre il Papa manda in stampa un’enciclica che esorta tutti a limitare le spese folli e superflue. Chissà, se il Pontefice non è ascoltato neanche nei  0,44 chilometri quadrati di superficie che governa, forse non aveva poi tutti i torti il vaticanista epurato del Tg3, quello dei “quattro gatti”.