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	<title>daw &#187; media</title>
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		<title>Granata, la Binetti e un cilicio di troppo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 15:41:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo. Daw chiede scusa, umilmente scusa. Dopo ore ed ore passate a leggere il Fatto di oggi ci siamo convinti: essere un esponente della maggioranza di governo e possedere un blog sul sito del giornale che puntualmente sostiene che il tuo leader sia un incrocio tra Donato Bilancia e Totò Riina non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></p>
<p><em><br />
 </em></p>
<p><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="alignnone" title="binetti" src="http://30.media.tumblr.com/tumblr_l683fxCheB1qcmx7ro1_400.jpg" alt="" width="400" height="271" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Daw chiede scusa, umilmente scusa. Dopo ore ed ore passate a leggere il Fatto di oggi ci siamo convinti: essere un esponente della maggioranza di governo e possedere un blog sul sito del giornale che puntualmente sostiene che il tuo leader sia un incrocio tra Donato Bilancia e Totò Riina <strong>non è sbagliato, né tantomeno discutibile.</strong></p>
<p><strong><br />
 </strong></p>
<p><strong>La colpa è nostra e della nostra mancata evoluzione intellettuale</strong>, perché nulla c’è di strano in realtà. In fondo Fabio Granata esprime liberamente le sue opinioni, quelle che riporta anche sul proprio portale ufficiale (www.fabiogranata.it, come <a href="http://www.daw-blog.com/2010/07/27/daw-sul-fatto/" target="_blank">puntualizza indignata Caterina Perticoni</a>). Peccato però che la nostra querelle non fosse affatto legata al contenuto delle uscite del deputato finiano (che ben conosciamo ed in parte condividiamo), bensì proprio all’accostamento, alquanto stonato, col giornale di Travaglio&amp;Co.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Cosa ci sia di criticabile nei suoi modi di operare? Nulla. <strong>Granata continui pure a mostrare il suo faccione accanto al logo del Fatto</strong>. E poco importa se quest’ultimo considera il suo partito d’appartenenza, il Popolo delle Libertà, figlio di un accordo stipulato sedici anni fa tra Forza Italia e la mafia.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>E’ curioso tuttavia constatare come questo liberismo ideologico debba essere garantito sempre ed esclusivamente a destra.</strong></p>
<p><strong><br />
 </strong></p>
<p>Come non ricordare ad esempio il martirio patito dalla povera <strong>Paola Binetti</strong>: la senatrice, “<em>colpevole</em>” tra le altre cose di indossare il <em>cilicio</em>, subì una vera e propria campagna denigratoria a causa delle sue posizioni conservatrici (a tratti estremiste, ma difese con dignitosa coerenza) portate avanti dalle fila del Pd. <strong>Offese e insulti si alternarono a squallide ironie degli stessi alleati</strong>, col solo intento di annientare la figura di un esponente scomodo per il centrosinistra, messo in breve tempo prepotentemente alla porta.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Alla faccia della tanto decantata democrazia all’interno del partito</strong>, immediatamente smentita appena un’anima minoritaria osò perseguire una via alternativa. Ma nel caso di Granata il discorso è diverso. C’è di mezzo il buon senso.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><em>(di Massimo Falcioni)</em></p>
<p><em><br />
 </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pompini, che passione (3)</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/07/27/pompini-che-passione-3/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 12:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricordate il caso di Alexander Stille, il giornalista-professore-scrittore, e dei suoi mirabolanti editoriali ripresi continuamente da Repubblica? Qui addirittura ne abbiamo preso lo spunto per farne una rubrica &#8211; pompini, che passione (puntata uno e puntata due) &#8211; e più volte abbiamo messo in evidenza questa piacevole pratica tra Repubblica e altri giornali. Oggi siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4151/4833615889_4a69ec26f4_b.jpg" rel="shadowbox[post-6482];player=img;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="alignnone" title="stille 3" src="http://farm5.static.flickr.com/4151/4833615889_4a69ec26f4.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ricordate il caso di <strong>Alexander Stille</strong>, il giornalista-professore-scrittore, e dei suoi <a href="http://www.daw-blog.com/2010/07/19/stille-e-le-solite-ossessioni/" target="_blank">mirabolanti editoriali</a> ripresi continuamente da <strong>Repubblica</strong>? Qui addirittura ne abbiamo preso lo spunto per farne una rubrica &#8211; pompini, che passione (<a href="http://www.daw-blog.com/2010/07/20/pompini-che-passione/" target="_blank">puntata uno</a> e <a href="http://www.daw-blog.com/2010/07/22/pompini-che-passione-2/" target="_blank">puntata due</a>) &#8211; e più volte abbiamo messo in evidenza questa piacevole pratica tra Repubblica e altri giornali.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Oggi siamo alla conclusione della vicenda Stille-Repubblica. Come? Con un fantastico &#8211; <strong>ma prevedibile</strong> &#8211; <strong>colpo di scena: Alexander Stille da oggi ha <a href="http://stille.blogautore.repubblica.it/" target="_blank">un blog su Repubblica</a>. </strong>E così il pompino è compiuto, finito, terminato. Il blog si chiama &#8220;<em>In un altro Paese&#8221;</em>, e mai titolo fu più profetico. <strong>Di che discuterà Stille? </strong>Ce lo dice lui stesso, con uno schematismo tipico di un professore universitario:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<blockquote><p>1.)   Il fenomeno Berlusconi – in tutte le sue manifestazioni.<br />
 2.)   La liberta’ di stampa in Italia e negli USA.<br />
 3.)   Il declino economico dell’Italia che si vede nelle cifre economiche a partire dei primi anni ’90.<br />
 4.)   La crisi politica della sinistra italiana.<br />
 5.)   L’America di Obama e le difficolta’ di cambiare anche con una maggioranza al Congresso e un leader politico di qualita’.<br />
 6.)   Il rapporto tra corruzione e democrazia.<br />
 7.)   La fuga di cervelli dall’Italia e la crisi dell’universita’ in Italia.<br />
 8.)   La crisi della Chiesa Cattolica e il problema dei preti pediofili.</p>
</blockquote>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Messo così sembra onestamente <strong>un blog comico.</strong> Ma pazienza. Notare specialmente<strong> il punto 5 </strong>che contiene un pompino nel pompino: Obama è cool, è grande, è di qualità, mamma mia quanto è bravo, eppure ha qualche difficoltà… ma la colpa non è sua! Forse è meglio se Stille si mette a scrivere di Berlusconi….</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Daw sul Fatto</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/07/27/daw-sul-fatto/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Daw è finito sul Fatto Quotidiano, l&#8217;orrido giornale delle Procure, per la vicenda del deputato del PdL Granata e del suo blog sul sito del Fatto (questo il post). Ecco l&#8217;articolo: Qui in alta risoluzione. ps: questa non è una puntata di questa serie, sia chiaro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="alignnone" title="disgrazia" src="http://farm5.static.flickr.com/4087/4833410527_0f4b27ac78.jpg" alt="" width="280" height="103" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Daw è finito sul Fatto Quotidiano</strong>, l&#8217;<em>orrido</em> giornale delle Procure, per la vicenda del deputato del PdL <strong>Granata</strong> e del suo blog sul sito del Fatto (<a href="http://www.daw-blog.com/2010/07/16/una-granata-fra-le-palle/" target="_blank">questo il post</a>).</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ecco l&#8217;articolo:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4108/4834023198_f0f640d826_b.jpg" rel="shadowbox[post-6466];player=img;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="alignnone" title="orrido" src="http://farm5.static.flickr.com/4092/4834023288_1b283e9a33.jpg" alt="" width="280" height="344" /></a></p>
<p><a href="http://s3.amazonaws.com/data.tumblr.com/tumblr_l67q28q4h91qcmx7ro1_1280.jpg?AWSAccessKeyId=0RYTHV9YYQ4W5Q3HQMG2&amp;Expires=1280314649&amp;Signature=rnwWHJgZoS6XWXvfASUFJpIBrCY%3D" target="_blank">Qui</a> in alta risoluzione.<br class="spacer_" /></p>
<p>ps: questa non è una puntata di <a href="http://www.daw-blog.com/2010/07/22/pompini-che-passione-2/" target="_blank">questa serie</a>, sia chiaro.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Lotta con le chiappe al sole</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/07/24/lotta-con-le-chiappe-al-sole/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 07:57:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche l’antagonismo va in ferie, anche quello più impegnato ed organizzato. Stiamo parlando della sezione romana di Indymedia, che in un lungo ed imbarazzatissimo comunicato pubblicato sul proprio sito ha annunciato la chiusura del portale fino ad una non meglio precisata data autunnale. Il motivo reale, stando ai responsabili, è “la mancanza di partecipazione”, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" src="http://farm5.static.flickr.com/4134/4822013487_592abca80a_m.jpg" alt="" width="240" height="222" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Anche l’antagonismo va in ferie, anche quello più impegnato ed organizzato. Stiamo parlando della sezione romana di <strong>Indymedia</strong>, che in un lungo ed imbarazzatissimo comunicato pubblicato sul proprio sito ha annunciato la chiusura del portale fino ad una non meglio precisata data autunnale. Il motivo reale, stando ai responsabili, è <em>“la mancanza di partecipazione”</em>, la necessità  di <em>“ripensare il progetto”</em>. Sta di fatto che, dal 31 luglio, <em>“non sarà più possibile pubblicare nuovi articoli o commentare quelli esistenti”</em>. Insomma,  la <strong>lotta per salvare la democrazia può prendersi una pausa agostana</strong>, bavagli e bavaglini possono continuare a tappare le bocche il tempo di qualche bagno di sole e di qualche nuotata: tanto per gridare alla morte della libertà <strong>c’è sempre tempo</strong>. Come scrive un commentatore in un messaggio lasciato sul sito, <strong><em>“è tempo de infradito e tutti ar mare”</em></strong>. Già, la lotta alla dittatura e al Cavaliere nero può attendere. Farla abbronzati e riposati è sicuramente tutt’altra cosa.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tg3: Berlusconi vuole fare il Papa</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/07/23/tg3-berlusconi-vuole-fare-il-papa/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 17:16:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Incredibile al Tg3. Ecco dove possono arrivare le ossessioni. La bella inchiesta di Panorama sulle &#8220;notte bravi dei preti gay&#8221; sarebbe stata ordinata da Berlusconi per punire la Chiesa, colpevole di aver criticato la finanziaria (!). E&#8217; tutto vero. E&#8217; andato in onda al Tg3. Domani ci sveleranno che il piano è stato pensato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;id=4530"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4078/4821026777_de51d9a5e9.jpg" alt="" width="485" height="464" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Incredibile al Tg3. Ecco dove possono arrivare le ossessioni. La bella inchiesta di Panorama sulle &#8220;<a href="http://www.daw-blog.com/2010/07/23/le-notti-brave-dei-preti-gay/" target="_blank">notte bravi dei preti gay</a>&#8221; sarebbe stata ordinata da Berlusconi per punire la Chiesa, colpevole di aver criticato la finanziaria (!). E&#8217; tutto vero. E&#8217; andato in onda al Tg3. Domani ci sveleranno che il piano è stato pensato per screditare la Chiesa, perchè Berlusconi si è messo in testa di diventare Papa. State pronti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DAW_-_Cambia_il_tuo_punto_di_vista_7&amp;id=4530" target="_blank"><strong>Nostro articolo su DawLa7.it</strong></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>RAI. Azienda dei tribunali</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/07/23/rai-azienda-dei-tribunali/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 10:34:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Soltanto in Italia possono accadere queste cose. Un&#8217;azienda, la RAI, non può decidere autonomamente di rimuovere un direttore, un dirigente e probabilmente nemmeno una semplice segretaria, e non può nemmeno, di conseguenza, scegliere quale persone nominare al loro posto. Non può fare nulla. Prima deve avere il benestare di qualche Tribunale d&#8217;Italia, altrimenti niente, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" src="http://farm5.static.flickr.com/4079/4820051633_34ed3f7699.jpg" alt="" width="500" height="377" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Soltanto in Italia possono accadere queste cose. Un&#8217;azienda, la RAI, non può decidere autonomamente di rimuovere un direttore, un dirigente e probabilmente nemmeno una semplice segretaria, e non può nemmeno, di conseguenza, scegliere quale persone nominare al loro posto. Non può fare nulla. Prima deve avere il benestare di qualche Tribunale d&#8217;Italia, altrimenti niente, è tutto inutile.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Dopo il caso Ruffini, reintegrato da un giudice al comando di Raitre, fioccano le cause contro l&#8217;azienda: Masotti, Caprarica, Mineo, Di Bella e probabilmente pure Freccero (&#8220;ci sto pensando, non vorrei essere l&#8217;unico rimasto fregato&#8221;). Questi signori arrivano a concepire la loro poltrona come di nomina divina, e quindi intoccabile. Non possono essere sostituiti o sposati ad altro incarico.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Tutto questo è inaccettabile. La Rai così è ingestibile. Ci vorrebbe una bella riforma, che faccia scegliere il cda dell&#8217;azienda direttamente a qualche Tribunale, così evitiamo tutti questi ricorsi e l&#8217;azienda torna gestibile e governabile. Dai giudici, certo.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pompini, che passione (2)</title>
		<link>http://www.daw-blog.com/2010/07/22/pompini-che-passione-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 12:14:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nuova puntata della rubrica &#8220;Pompini, che passione&#8220;. Oggi i signori di Repubblica, sfiorando il sacrilegio, dedicano le proprie attività ad Avvenire e Famiglia Cristiana. Ecco qui:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.daw-blog.com/2010/07/20/pompini-che-passione/" target="_blank">Nuova puntata </a>della rubrica &#8220;<strong>Pompini, che passione</strong>&#8220;. Oggi i signori di Repubblica, sfiorando il sacrilegio, dedicano le proprie attività ad Avvenire e Famiglia Cristiana. Ecco qui:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4093/4818141070_8518a03a65_b.jpg" rel="shadowbox[post-6320];player=img;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="alignnone" title="passione 2" src="http://farm5.static.flickr.com/4093/4818141070_8518a03a65_b.jpg" alt="" width="402" height="791" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pompini, che passione</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 12:48:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Calma, calma. Parliamo di giornalismo, o meglio di giornalai. E parliamo di quella pratica chiamata comunemente &#8220;farsi i pompini a vicenda&#8221; tra stampa italiana e stampa estera. Consiste in questo: io, grande giornale italiano, segnalo in bella evidenza l&#8217;articolo di un giornalista straniero, arricchendolo con qualcosa del tipo &#8220;lucida analisi&#8220;, &#8220;intervento autorevole&#8221; e cose così, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4100/4811929478_36bf01bd9c.jpg" rel="shadowbox[post-6269];player=img;"><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" class="alignnone" title="stille" src="http://farm5.static.flickr.com/4100/4811929478_36bf01bd9c.jpg" alt="" width="280" height="378" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Calma, calma. <strong>Parliamo di giornalismo, o meglio di giornalai</strong>. E parliamo di quella pratica chiamata comunemente &#8220;<em>farsi i pompini a vicenda</em>&#8221; tra stampa italiana e stampa estera. Consiste in questo:<strong> io, grande giornale italiano, segnalo in bella evidenza l&#8217;articolo di un <a href="http://www.daw-blog.com/2010/07/19/stille-e-le-solite-ossessioni/" target="_blank">giornalista straniero</a></strong>, arricchendolo con qualcosa del tipo &#8220;<em>lucida analisi</em>&#8220;, &#8220;<em>intervento autorevole</em>&#8221; e cose così, pubblicandone ampi stralci, scatenando poi magari un dibattito sul <a href="http://www.daw-blog.com/2010/07/19/stille-e-le-solite-ossessioni/" target="_blank">giornalista</a>, sul suo autorevole pezzo e su tutte quelle paranoie sul &#8220;<em>come ci vedono dall&#8217;estero</em>&#8220;.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ecco, poi, magari qualche giorno più tardi, <strong>io grande giornale italiano vengo citato dal giornale straniero </strong>per aver ripreso l&#8217;articolo del grande giornalista straniero. Chiaro eh? Più o meno. Ma non è finita.<strong> Qualche giorno dopo</strong>, io grande giornale italiano ospito, addirittura ospito,<a href="http://farm5.static.flickr.com/4100/4811929478_36bf01bd9c.jpg" rel="shadowbox[post-6269];player=img;" target="_blank"> un editoriale del famoso giornalista straniero</a>, che a questo punto diventa &#8220;<em>prestigioso</em>&#8220;. Se poi, attenzione, l&#8217;editoriale ospitato non è altro che la traduzione completa dell&#8217;articolo citato soltanto qualche giorno prima, allora &#8211; <em>signori e signore</em> &#8211; siamo di fronte ad un vero e autentico capolavoro, cioè a quello che viene comunemente chiamato<em> &#8220;il pompino perfetto&#8221;</em>. <strong>Capito come funziona?</strong> Esattamente così.</p>
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		<title>Stille e le solite ossessioni</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 10:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilsenatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[La mafia, con tutti i suoi nomi e le sue diramazioni, esiste da che Mondo è Mondo, lo sappiamo tutti. Tutti, tranne uno. Alexander Stille, uomo dal curriculum lungo quanto un editoriale domenicale di Eugenio Scalfari, è solito semplificare le cose, riducendole al minimo comune denominatore di tutto il male, che poi (guarda caso) è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" src="http://farm5.static.flickr.com/4097/4806912938_2e37261c7d.jpg" alt="" width="500" height="331" /></p>
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<p>La mafia, con tutti i suoi nomi e le sue diramazioni, esiste da che Mondo è Mondo, lo sappiamo tutti. Tutti, tranne uno. <strong>Alexander Stille</strong>, uomo dal curriculum lungo quanto un editoriale domenicale di Eugenio Scalfari, è solito semplificare le cose, riducendole al minimo comune denominatore di tutto il male, che poi (guarda caso) è sempre lui, Silvio Berlusconi. L’<strong>ultimo delirio</strong> del professore, giornalista e scrittore, è raccolto in un articoletto apparso su <a href="http://www.foreignpolicy.com/articles/2010/07/16/married_to_the_mob" target="_blank"><strong>Foreign Policy</strong></a>. L’obiettivo è spiegare alla platea mondiale perché, nonostante le forze dell’ordine italiane mettano a segno un giorno dopo l’altro colpi importanti contro i clan malavitosi, questi si rigenerino come le code delle lucertole una volta spezzate. La risposta alla domanda indiretta è la solita, e vede in <strong>Silvio Berlusconi il colpevole</strong>. In pratica, stando al folle ragionamento del professore, le quotidiane operazioni antimafia sarebbero la testimonianza lampante che il Premier favorisce Cosa Nostra &amp; co. Un Berlusconi colpevole di aver dato il via ad una politica che <strong>legifera nell’interesse dei criminali</strong>, i quali <em>“frequentemente sono stati sorpresi a parlare con il Premier e con membri del suo entourage”</em>. Colpevole di <em>“fare favori alla criminalità organizzata”</em>, sospettato di <em>“aver stipulato un <strong>patto con la mafia </strong>per garantirsi il successo elettorale”</em>.</p>
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<p>Il solito concentrato di sentenze pressappochiste e superficiali, il solito minestrone di luoghi comuni elaborato da chi probabilmente è abituato a leggersi quotidianamente i <strong>pistolotti di Travaglio</strong> e a partecipare ai <strong>brunch</strong> oltreoceano organizzati da <strong>Furio Colombo</strong>. Sa Alexandre Stille da quanti  quanti secoli esiste la mafia? Uno come lui, che insegna alla Columbia University, dovrebbe saperlo. E ancora, sa Alexandre Stille che il Governo presieduto da Silvio Berlusconi, quello che lui considera una sorta di capo dei capi, ha una media di <strong>otto mafiosi arrestati al giorno</strong>? Sa Alexandre Stille che con Berlusconi Presidente del Consiglio è stato arrestato Bernardo <strong>Provenzano</strong>, Gran Visir di Cosa Nostra e latitante da ben 43 anni? Lo sa, lo sa. <strong>Fa finta di non saperlo</strong>. D’altronde lui la realtà italiana la conosce bene, avendo speso anni preziosi della sua triste vita scrivendo del nostro Paese, a <strong>spandere inchiostro sulla sua ossessione</strong>, su quel Silvio Berlusconi che non lo fa dormire la notte. Uno che prendeva l’aereo dagli Stati Uniti per andare ad Annozero a catalogare le annunciatrici Rai in base alla loro vicinanza a Berlusconi,  si commenta da solo. Uno che sente la necessità di intervenire in merito a Noemi Letizia, tirandone in ballo il padre e dipingendo scenari che solo una mente fortemente schiava di atteggiamenti compulsivi può elaborare, <strong>è</strong> <strong>alla frutta</strong>, a corto di argomentazioni valide. D’altronde deve essere difficili rimanere lucidi, se nell’ultimo ventennio si è scritto, pubblicato e commentato praticamente solo di Berlusconi.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Scrivere libri ed articoli sulle avventure sessuali del Premier italiano deve essere qualcosa di appagante, perché altrimenti non si spiega l’<strong>ossessività</strong> e la <strong>frenesia</strong> con la quale lo <em>Stille-pensiero</em> manda in libreria continue opere sulla piovra d’Arcore. Probabilmente, il tutto è frutto di una scarsa lucidità, di una visione a senso unico, <strong>rabbiosa e acida</strong> di come stanno le cose. L’ennesimo esempio di come l’odio possa portare gli uomini, anche quelli con i curriculum lunghissimi tirati fuori ad ogni occasione utile, a <strong>diventare ridicoli</strong>, macchiette.</p>
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		<title>Libertà di sputtanare</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 06:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marquise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[espresso]]></category>
		<category><![CDATA[finmeccanica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ditemi voi se in un paese &#8220;civile&#8221; si può liberamente colpire, massacrare e infangare l&#8217;immagine di una delle migliori eccellenze italiane nel mondo impunemente nel nome della libertà di stampa. Nel vortice del pettegolezzo è finita Finmeccanica. Da settimane i quotidiani, con ovviamente LaRepubblica e L&#8217;Espresso in prima linea, stanno vomitando fango senza nessun pudore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" src="http://farm5.static.flickr.com/4138/4805529146_047d785643.jpg" alt="" width="500" height="177" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ditemi voi se in un paese &#8220;civile&#8221; si può liberamente colpire, massacrare e infangare l&#8217;immagine di una delle migliori eccellenze italiane nel mondo <strong>impunemente</strong> nel nome della libertà di stampa. Nel vortice del pettegolezzo è finita <a href="http://www.finmeccanica.it/Corporate/IT//index.sdo" target="_blank"><strong>Finmeccanica</strong></a>. Da settimane i quotidiani, con ovviamente <strong>LaRepubblica</strong> e <strong>L&#8217;Espresso</strong> in prima linea, stanno <strong>vomitando fango</strong> senza nessun pudore sull&#8217;azienda, pubblicando intercettazioni (come le ha ottenute l&#8217;Espresso?) e costruendo <strong>teoremi su teoremi senza alcuna prova</strong>. Solo il gusto di distruggere. <strong>Loro sono i giudici. Non i tribunali.</strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>La holding quotata in borsa a Milano, grazie a questo fuoco incrociato, <strong>ha perso il 25%</strong> da inizio anno rispetto ai suoi principali competitors che sono tutti in guadagno. E parliamo di aziende del calibro di <strong>Boeing</strong> o <strong>Lockheed Martin</strong>. Un bel servizio reso agli investitori e una bella figura da cioccolatai proprio all&#8217;inizio del Salone Aeronautico di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mostra_internazionale_e_esposizione_di_volo_di_Farnborough" target="_blank">Farnborough</a>, che si è aperto in questi giorni, dove si espone il meglio della produzione di Finmeccanica e si firmano contratti e ordinativi. Complimenti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Una grande azienda <strong>riconosciuta nel mondo per la qualità e la tecnologia dei suoi prodotti</strong> (sistemi di difesa, aerei, treni, elicotteri, navi, satelliti e molto altro). Un vanto italiano con importanti commesse in tutto il mondo, utili e migliaia di dipendenti di altissimo livello,  massacrato dai <strong>teoremi al post-it</strong> senza che nessun tribunale ancora abbia fiatato o condannato qualcuno. E&#8217; la solita logica del <strong>&#8220;ti massacro e poi si vedrà&#8221;</strong>. Questo è il loro amore per l&#8217;Italia e per chi lavora in questa realtà che fa onore a tutti noi nel mondo.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ieri il Direttore della Comunicazione Finmeccanica, <a href="http://www.finmeccanica.it/Corporate/IT/Corporate/Press_and_Media/Comunicati_stampa/args/detail/details~press~Comunicati_Stampa~2010~Finmeccanica_10_07_2010.shtml///index.sdo" target="_blank">dopo aver già diffidato l&#8217;Espresso</a>, ha dovuto scrivere ai quotidiani per smorzare il giochetto caro ai post-it: <strong>sputtanare</strong>. <strong>E questa la chiamano libertà di stampa!</strong> Chiamatela con il suo nome: <strong>libertà di sputare sull&#8217;Italia</strong>. Leggete.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<blockquote><p>Caro direttore,  le ricostruzioni pubblicate oggi che descrivono i  verbali degli interrogatori tratti probabilmente dagli atti depositati  al Tribunale del Riesame di Roma, proseguono l&#8217;<strong>azione di diffamazione  messa in atto e basata su notizie non corrispondenti alla realtà che  danneggiano gravemente l&#8217;immagine del Gruppo Finmeccanica. Si vuole  attivare teoremi atti ad identificare Finmeccanica come azienda  creatrice di fondi neri. In tale contesto si è costretti per l&#8217;ennesima  volta a riconfermare i seguenti punti: Finmeccanica non ha mai  costituito fondi neri all&#8217;estero.</strong> L&#8217;operazione Digint, che viene  erroneamente identificata come il tramite per la creazione di riserve  finanziarie all&#8217;estero, per Finmeccanica in realtà ha avuto come <strong>unico  obiettivo l&#8217;acquisizione di un software particolarmente efficace ed  evoluto</strong>. Il software della Digint che sta per essere adottato da quasi  tutte le società del Gruppo, produce significativi risultati, ed è stato  anche venduto e installato presso società esterne. Tale software è  sviluppato e gestito da alcuni tecnici che sono rimasti soci della  società a garanzia della manutenzione e sviluppo del software stesso,  nonché dei loro interessi come progettisti di quell&#8217;impianto. Da qui la  richiesta di mantenere una quota di maggioranza nella nuova società dopo  aver dato tutte le garanzie di governance a Finmeccanica. Queste  persone erano infatti i fondatori della IKON, società leader in Italia  delle intercettazioni telefoniche e dotata di software molto evoluto.  Tale società ha tra l&#8217;altro lavorato per le principali Procure. La IKON  attraverso l&#8217;intervento di Lorenzo Cola in qualità di consulente  Ernst&amp;Young, offrì a Finmeccanica la sua tecnologia. Finmeccanica,  dopo alcuni approfondimenti tecnici e la richiesta di trasformare la  tecnologia da attiva a passiva (da dedicata alle intercettazioni, alla  difesa dei sistemi informatici) accettò di valutare una proposta che  venne poi affidata alla consulenza della società Ernst&amp;Young.  <strong>Finmeccanica non ha mai chiesto di schermare in alcun modo l&#8217;operazione  Digint con la società lussemburghese Lincoln</strong>. Contrariamente a quanto si  afferma il coinvolgimento del Presidente e Amministratore Delegato di  Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, nei vari passaggi  dell&#8217;iniziativa, è esattamente lo stesso dedicato alle numerose  iniziative del gruppo Finmeccanica di queste dimensioni, vale a dire,  alla valutazione strategica e tecnologica. In particolare, non è mai  stato coinvolto sui passaggi azionari della quota non posseduta da  Finmeccanica e, come affermato più volte, non ha mai conosciuto Gennaro  Mokbel. Finmeccanica precisa, infine, che non c&#8217;è stata nessuna  irregolarità nelle le modalità di pagamento di Lorenzo Cola. <em>Riccardo Acquaviva (Direzione Comunicazione  Finmeccanica)</em></p>
</blockquote>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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