Il futuro dei reduci di Alleanza Nazionale

E’ bastato che Berlusconi, tra un’intervista alla Bild e un seminario con economisti e Nobel, proponesse il ritorno a Forza Italia, per assistere alla ribellione degli ex aennini. La destra del partito, del PdL, non ci sta a farsi risucchiare in congressi dove il leader viene acclamato imperatore, tra gli inni del Maestro Serio e le hostess con divisa del partito. Dicono che il più attivo oppositore al progetto berlusconiano sia Ignazio Benito Maria La Russa, già colonnello finiano e ora coordinatore del PdL. Addirittura c’è chi sussurra che l’ex ministro della Difesa stia studiano un ritorno all’antico, ad Alleanza Nazionale senza Fini, che è volato (schiantandosi subito al suolo) verso Futuro e Libertà. Giorgia Meloni, giovane dama nera (serbatoio vivente di voti), sarebbe la lady cui La Russa vorrebbe affidare il partito.
Non tutti, però, ci stanno: Altero Matteoli, decano della politica per anni intento a studiare (nelle vesti di sindaco e di senatore) la fattibilità dell’autostrada per Orbetello, ha già dimenticato i tempi andati. Per lui, ministro di un’infinità di cose nei governi berlusconiani, va bene tutto, anche finire sotto Forza Italia. L’importante è rimanere lì, in Parlamento, ancora per qualche anno. Non capiscono, questi signori, che tutto è cambiato nella politica italiana, che i vecchi schemi non sono più proponibili. Neppure il Cavaliere l’ha ancora compreso. Pensano che basti riportare indietro l’orologio di qualche anno per recuperare quel filo poi spezzato con il popolo, il loro popolo, che aveva visto di buon occhio (salvo le normali eccezioni) la fusione dell’anima pseudoliberale con quella conservatrice in un grande contenitore. L’esperimento era andato bene: Silvio Berlusconi era tornato a Palazzo Chigi con alle spalle la più grande maggioranza che la storia parlamentare italiana abbia mai visto. Poi, proprio da destra sono arrivati i colpi decisivi e tutto è crollato.
La salvezza, però, non è nella scissione di qualcosa che nel frattempo è diventato sempre più piccolo e insignificante. Dividersi per poltrone, cariche e ambizioni sarebbe letale non solo per loro e per i nuovi partitini, ma anche per l’intero centrodestra italiano. Conoscendoli, però, è difficile sperare che se ne rendano conto. Pensano di fare concorrenza a Berlusconi, quelli come La Russa: ma non hanno capito che (forse) si contenderanno qualche manciata di voti solo con Storace e Buontempo. Per arrivare al 2 per cento.
mercoledì 18 luglio 2012 ore 16:47
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Pippo
19.07.12 10:03 at 10:03
Seguendo le loro travagliate vicissitudini e le loro dimostrate capacità un posto a tempo pieno sia Montecitorio che a Palazzo Madama potrebbe essere loro degnamente garantito: tra il personale delle pulizie.
Pippo il vecchio.