Fini si offre a Bersani, ma la verità è che non ha nulla da offrire

Gianfranco Fini è disperato. Doveva cambiare il mondo, doveva essere il leader del centrodestra del futuro, sognava in grande, si emozionava quando leggeva il suo nome a caratteri cubitali sulla prima pagina di Repubblica, ma ormai è cambiato tutto. Le cose, come è noto, sono andate diversamente da come le immaginava il leader di Fli, e ora il Presidente della Camera Super Partes non sa più cosa fare.
Casini non lo sopporta, lo vede come un peso, e all’interno del suo partito Fini è criticato e sono in tanti ad essersi pentiti di aver seguito lui e Bocchino. Un partito che sta per essere sciolto.
Oggi, in una intervista sulla Stampa, Fini si mette in vendita e si offre a Bersani. Un po’ come Casini, che tuttavia aveva aperto (quasi) a Vendola, ma il leader di Fli invece non ne vuole sapere: “mai con Sel”. E nemmeno, aggiunge, con Di Pietro.
Poi precisa che “anche Casini la pensa come me”, anzi “credo”, e conclude che nel 2013 bisognerà ripartire dal lavoro di Monti. Fa quasi tenerezza, questo ex leader. Ormai costretto a offrirsi a sinistra, costretto ad immaginarsi alleato di Bersani e dell’ex Partito Comunista. Lui, l’ex segretario di Alleanza Nazionale. Così va il mondo. Ma poi, scusate, Fini potrà pure mettersi in vendita: ma che ha da vendere? Il nulla.
mercoledì 04 luglio 2012 ore 13:49
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dante
4.07.12 15:04 at 15:04
fini si offre è sbagliato ,fini soffe è il titolo giusto
Hip
4.07.12 20:23 at 20:23
Fini può contare sull' effetto nostalgia,come quando Mussolini venne sconfitto e ci fu l'emigrazione di vari fascisti nel PCI.
giovit.
5.07.12 10:01 at 10:01
finalmente il traditore ottiene quello che si merita andare a vaffa!!!!!!!!!