ALFANO? NO, GRAZIE. Ecco perché non possiamo sostenere Angelino

Vorrei ma non posso e sindrome da maggiordomo. Sono queste le due malattie croniche che descrivono il segretario del Pdl Angelino Alfano: da promessa a delusione nell’arco di pochi mesi.
Lo diciamo chiaramente: il senza quid non lo possiamo sostenere. Né come segretario pilotato, né come aspirante candidato premier preconfezionato alle primarie (sempre più eventuali). Siamo stati tra i pochi a contestarlo (in modo ponderato con il sostegno di fatti e dati) e sfidarlo apertamente a Pavia nel corso dell’incontro di #formattiamoilPdL. Ciò di cui siamo più orgogliosi è non averlo applaudito quando, con fare da commesso viaggiatore improvvisato, sparava un po’ di promesse a buon mercato che poi puntualmente non si sono avverate. Come era prevedibile.
Angelino Alfano non è il nostro candidato perché, oltre il politichese di cui è dialetticamente maestro, manca la sostanza.
Avrebbe potuto smarcarsi e dimostrare un briciolo di autonomia da un Cav sempre più in difficoltà ma non lo ha fatto, avrebbe potuto ripartire ammettendo gli errori del Governo Berlusconi e facendo piazza pulita dell’indegna dirigenza attuale del partito ma non lo ha fatto (perché ne è connivente).
In realtà non ha fatto proprio nulla, se non una cosa: fare promesse. In un anno da designato ha promesso 3 volte le primarie senza mai indicare una data. Ha preferito incontrare decine di volte Verdini e Bondi, invece di andare dagli imprenditori e commercianti, strozzati dalla crisi e delusi dal Pdl. S’è fatto dettare la linea da chiunque senza mai spiccare per originalità. Ha straperso le amministrative, facendo esultare un perdente cronico come Bersani, e facendosi battere pure a casa propria ad Agrigento e in tutta la Sicilia.
Da sostenitore del Governo Monti ha accettato qualsiasi cosa, piegandosi ai ridicoli raduni Abc e dando sempre l’impressione di rimanere fregato dai furbi Bersani e Casini. Ha promosso tantissimi uffici di presidenza in cui non si è mai deciso nulla. Ha lasciato crollare il partito nelle percentuali addossando le colpe delle varie sconfitte alla scelta dei candidati (che ha voluto o avallato lui!) o al Governo Monti. E nelle campagne elettorali ha puntato, per esempio, sulla critica all’Imu che lui ha fatto votare in Parlamento. Ha subito il Cav e ne ha accettato ogni ballerina uscita. E’ stato persino criticato, senza replicare, da un Cosentino qualsiasi, un personaggio che un partito serio avrebbe già messo alla porta viste le note vicende giudiziarie.
Un’imbarazzante conduzione che in pochi segnalano, come se fosse un peccato di lesa maestà criticare la pochezza di un nominato. Anzi, tutti fanno capannello intorno all’Angelino, per preservare le proprie posizioni o costruirne di nuove. Viene “salvato” dalle critiche e imposto a interlocutore quando pure i sassi sanno che non decide nulla né sa decidere nulla. Noi non ci stiamo a questa mancanza di coraggio, non possiamo accettare la deprimente rassegnazione di chi lo sosterrà pavidamente per mancanza di alternative.
E tra l’altro c’è di meglio in questo partito ormai rassegnato a perdere un punto percentuale a settimana. Ma, soprattutto, c’è molto di meglio in chi ha sempre sostenuto questo partito ma non si rassegna alla morte del centrodestra. C’è di meglio in chi è sempre stato nella retrovia e ora vuole essere protagonista, stimolando tutti gli elettori (e non appellandosi ai bolliti dirigenti) a ripartire da quelle idee che loro non sono stati in grado di realizzare (compreso Alfano che da Guardasigilli non ha rispettato manco un punto del programma sulla giustizia).
Alfano non è il nostro candidato, questo Pdl, così come è ora, non ci rappresenta più.
Non abbiate paura: lasciate i vecchi schemi, abbandonate le gabbie. Vi sentirete diversi. Vi sentirete liberi. Ci saranno novità… in retrovia.
Diego Destro (per Daw)
Christian De Mattia e Maglia Nera (per il Fazioso)
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E’ Angelino Alfano il primo vincitore del talent #formattiamoilPdL
martedì 03 luglio 2012 ore 14:21
(C) DAW-BLOG/DAW-NEWS RIPRODUZIONE RISERVATA








LENIN
3.07.12 16:40 at 16:40
Condivido appieno:non c'è proprio bisogno di un inutile Chamberlain!
Urge ben altro!
Il centrodx necessita di persona davvero coraggiosa,capace di cancellare dai ns cuori e dalle ns menti 20anni20 di inutili promesse mai tramutate in fatti,nonostante le vagonate di milioni di voti ottenuti.
Se non si capisce questo la vittoria non ci sarà MAI PIU'!
Perciò serve un Uomo di rottura,non di apparato.Un uomo vero,proveniente dalla realtà italiana vera!
VR46
4.07.12 23:39 at 23:39
Ueeeee bananas,
avete avuto molte occasioni per disertare le urne dal 1995 al 2008.
Non lo avete mai fatto, avete permesso che la situazione politica italiana – grazie a Berlusconi si incancrenisse.
Avete sostenuto un pagliaccio, un gruppo dirigente ridicolo, un presidente del consiglio indegno del ruolo per oltre 3 lustri.
Vi e' piaciuta la bicicletta? Adesso tutti muti e pedalare.