Perché per salvare il PdL bisogna asfaltare completamente la dirigenza

Dimmi che non vuoi morire. E’ questa la domanda/richiesta che andrebbe fatta a chi sta facendo crollare il PdL al 15%. Un partito che fa della schizofrenia e dell’immobilismo i suoi attuali capisaldi si può riprendere? Probabilmente no, ma una speranza c’è ancora: abbandonare coloro che l’hanno portato a questi livelli e seguire gli ideali di un movimento di centrodestra.
Perchè dovremmo avere fiducia in coloro che hanno dilapidato più del 20% di consensi in così pochi anni? Perchè chi non ha rispettato le promesse dei vari programmi (sempre gli stessi tra l’altro) degli ultimi 18 anni dovrebbe farlo ora? Possiamo continuare ad avere coordinatori che non fanno nulla se non mantenere la poltrona? Possiamo farci rappresentare nelle Camere da alcuni fenomeni del presenzialismo che sempre più spesso ci fanno vergognare?
Asfaltare questo partito significa comprendere che solo ripartendo da zero si può costruire un altro centrodestra. E un altro centrodestra non può che essere l’immagine di qualcosa di nuovo, non corrotto dai metodi perdenti di questi ultimi anni.
Saremo sempre grati a Berlusconi ma ora è arrivato il momento di farsi da parte, non perchè non sia sempre il miglior leader del Pdl ma perchè si è definitivamente deteriorata la sua credibilità come esponente politico. Troppi gli errori, troppi i nemici.
I critici, come noi, dovrebbero uscire dal partito o sostenerne un altro? Perchè? Noi stimoliamo una presa di coscienza: quella che i programmi sono più importanti delle persone e se i politici non sono più in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini, e alle promesse che più volte hanno avanzato, non meritano più di essere i principali rappresentanti del partito. Non meritano più la nostra fiducia. Non possono più essere i rappresentati di quelle idee e di quei programmi che noi abbiamo sempre condiviso ma che loro non hanno rispettato.
Vediamo giovani con molte idee piegarsi alle vecchie logiche non sapendo che quest’occasione non si ripeterà. Solo adesso si può cercare di salvare il salvabile, perchè prima o poi qualcuno anticiperà tutti e rovinerà qualsiasi intento positivo di far ripartire un progetto che inizialmente aveva convinto tanti.
La verità è che in molti pensano che questo partito sia finito, che il Cav sia bollito, che i coordinatori siano inutili e incompetenti, che Alfano non sia la risposta, che il movimento sia quasi totalmente sordo alle esigenze degli elettori e del territorio e che l’ultimo Governo Berlusconi sia stato molto deludente. Lo pensano ma non lo dicono. Perchè per ora è più comodo così. Forse per noi è più facile dirlo ma lo diciamo con l’orgoglio di chi si rende conto che non ci si può più nascondere, che si deve avere il coraggio di dire la verità senza fraintendimenti o ipocrisie.
Se il partito non ci sarà più tutti coloro che hanno girato le spalle alla realtà cosa faranno? E accadrà tra poco: gli elettori sono incazzati neri, pretendono volti nuovi e una politica seria che non sia solo annunci ma anche qualche fatto.
Agli amici di #formattiamoilpdl diciamo di avere più coraggio perchè quel clamore mediatico che hanno avuto può perdersi in poche settimane: se non ci sarà uno scatto coraggioso verso una sfida vera si perderanno nel vento. Non si può puntare verso l’alto senza comprendere che una vera formattazione non può prescindere da una risoluta critica nei confronti di chi si vuole sfidare. La tattica soft non ha senso, lo ribadiamo.
E a tutti i ragazzi che si incontrano e incontreranno in vari eventi in queste settimane diciamo che possono avere le migliori proposte del mondo ma che devono rendersi conto che i tappi al potere non si faranno da parte né si degneranno di considerarvi se non chiaramente sfidati e criticati.
Non preoccupatevi: non vi faranno fuori se li attaccherete. Non hanno più la forza né il sostegno della gente per poterlo fare. Questo è il momento, ora o mai più.
Christian De Mattia (per il Fazioso)
Diego Destro (per Daw)
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martedì 19 giugno 2012 ore 16:51
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spago
19.06.12 19:33 at 19:33
gratitudine a Berlusconi a parte concordo al 100%!! sottolineo (sono un rompipalle) solo una cosa però: uomini e programmi sono importanti, ma quel che si deve fare è costruire un nuovo partito. Una macchina funzionante che garantisca allo stesso tempo rinnovamento e coerenza, possibilità di farsi sentire per le minoranze e capacità di decidere, democrazia interna e meritocrazia.