Fermi tutti! Pomicino e De Michelis ci spiegano come salvare l’Italia

Per la serie chi non muore si rivede, ecco che per salvare l’Italia, l’Europa, l’euro e il mondo intero arrivano loro, due eterni semi-defunti della politica italiana che però sono sempre lì, come degli zombie: Paolo Cirino Pomicino e Gianni De Michelis. Scrivono un’accorata lettera ad Alfano, Bersani e Casini. Anzi, un “manifesto economico-politico”. Lo riporta oggi la Stampa.
E’ una cosa che se non fosse reale, nero su bianco, sarebbe da iniziare a ridere per non smettere più. Cirino Pomicino, l’uomo cui si deve gran parte dello stato finanziario in cui versa l’Italia, chiede “una nuova Bretton Woods” per costruire “un nuovo ordine monetario”. Ma il meglio arriva quando Pomicino, l’uomo della spesa pubblica, invoca “una disciplina dei mercati finanziari capace, anche con divieti precisi, di orientare la grande liquidità internazionale verso l’economia reale”.
Incredibile. Eppure è tutto vero, tragicamente vero.
martedì 19 giugno 2012 ore 11:44
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Roberto
19.06.12 12:48 at 12:48
A fine 1991 ultimo anno di Pomicino ministro l'Italia aveva un rapporto Debito Pil al 95%, pressione fiscale al 36%, il Pil cresceva del 3%, avevamo industrie pubbliche se ben privatizzate avrebbero fatto scendere il rapporto debito pil al 70%, c'era un avanzo primario del 4%, cioè il bilancio dello stato era in attivo al netto della spesa per interessi.Il 30% della spesa pubblica era per investimenti Il debito pubblico era al 98% in mani nazionali.
Se il debito aumentava esponenzialmente era per colpa degli interessi sul debito a tassi medi del 15%, colpa di Ciampi e della sua assurda decisione di tenere la Lira nella banda stretta dello Sme. Lo stesso Ciampi e il governo Amato furono i colpevoli della deblache del Settembre 92 , quando il governatore bruciò 150.000 miliardi di lire per difendere una parità assurda e il secondo non voleva svalutare…..
Oggi 20 anni dopo abbiamo un rapporto Debito Pil al 125%, pressione fiscale al 49%, il pil decresce del 2%, una spesa pubblica raddoppiata ma con la spesa per investimenti scesa al 7% del totale. Non abbiamo quasi più niente da privatizzare e il nostro debito pubblico è sottoscritto al 50% da investitori esteri.
Questi sono numeri veri e tristi, che dicono che disastro hanno fatto i vari Amato Berlusconi Ciampi Prodi D'Alema Monti. Hanno distrutto una nazione che oggi poteva avere una fortissima competitività.
Chi vuole deridere Pomicino ex ministro del bilancio fino a fine 1991 è solo una persona che non conosce niente di economia. Nonostante mille difetti e problematiche la I Repubblica aveva un suo sviluppo tanto da far diventare gli Italiani il popolo con il secondo tasso di risparmio al mondo dopo il Giappone…..
Bisognerebbe chiedere scusa e non permettersi di scrivere cose così insulse che offendono il buon senso.
Chi si deve vergognare e dovrebbe essere processato sono i nuovi governanti e tutti i lacchè che danno le colpe al passato.
Mauro Zechi
19.06.12 13:25 at 13:25
wow che commento acuto. devo dire che le argomentazioni non vi mancano. nel merito sarebbe stato troppo difficile entrarci ?
Nexus
20.06.12 1:31 at 01:31
In 30 anni dal 1950 al 1980 il debito pubblico (rispetto al PIL) è cresciuto di 3 punti (passando dal 52% al 55%).
In 13 anni dal 1980 al 1993 il debito pubblico è cresciuto di 65 punti (passando dal 55% al 120%).
Tre punti di PIL in 30 anni e 65 punti di PIL in 13 anni: questo il risultato del compromesso storico DC-PSI-PCI.
Oggi è al 119%.