Che svegli al Sole24Ore! Si accorgono che il problema non era Berlusconi e scrivono alla Merkel: “FACCIA PRESTO”

Rieccoci. Il Sole24Ore ci riprova. Dopo quella indimenticabile prima pagina del novembre scorso (FATE PRESTO), che servì di fatto a cacciare Berlusconi da Palazzo Chigi, oggi il quotidiano di Confindustria ripropone ancora lo stesso titolo. Evidentemente con queste copertine il giornale vende bene. Fatto fuori il Cavaliere, perchè così bisognava fare, perchè così ci dicevano, perchè era urgente “fare presto”, lo spread sarebbe sceso (300 punti, secondo qualche politico illuminato) e il governo tecnico del Super Mario Monti, scienziato e professore, avrebbe risolto tanti problemi dell’Italia.
Non è andata esattamente così. I risultati sono ben diversi. La spinta di Monti è già finita, il suo governo tecnico è finito prima del già triste governo Dini. Non ha più forza, non ha più energia, non sa manco lui cosa fare. Ma i dati economici, e tutti gli indicatori, sono preoccupanti. Terribilmente preoccupanti. C’è stato rigore (tanto) e niente crescita. Tutto si è fermato.
Prima di Monti eravamo sull’orlo del precipizio. Il professore ci ha buttato giù.
E in tutto questo quei saputelli del Sole24Ore si svegliano (oggi) e si accorgono che il problema non era tanto Berlusconi (e non è Monti), ma la signora Angela Merkel, super padrona dell’Europa. “Signora Merkel, così non può andare avanti” scrive il direttore Napoletano nel suo evangelico editoriale. Che continua a chiedere: “bisogna dare un messaggio forte ai mercati”. Ma ancora? Solo due giorni fa sono stati dati 100 miliardi alle banche spagnole, e i mercati hanno reagito come sappiamo (male). E ora?
Per il Sole il “tempo delle parole è finito”. Sì, vero. Come quello dei “fate presto”.
L’EDITORIALE DI NAPOLETANO
Signora Merkel, così non può andare avanti. Non farà molta strada se continuerà ad essere indifferente alla rabbia dei greci, distante dall’orgoglio ferito degli spagnoli, dalle paure italiane e dalle angosce francesi. Tirare fuori 100 miliardi europei (di cittadini europei, una buona parte italiani) per difendere le banche spagnole e ritrovarsi con lo spread BTp-Bund a 473 punti (rendimento al 6,03%) e quello con i Bonos spagnoli oltre quota 520 (rendimento al 6,51%) è solo l’ultima spia di un allarme rosso che lei si ostina a volere ignorare. Non esistono vie alternative. Lo abbiamo già detto e scritto ripetutamente. Bisogna dare un messaggio forte ai mercati: l’Europa esiste, non salta, punto.
Il tempo delle parole è finito, con dieci anni di ritardo, il disegno di integrazione politica va portato a compimento attraverso scelte concrete, immediatamente operative. Almeno tre.
1 – Garanzia unica per i depositi bancari europei. A chi solleva problemi morali, non del tutto infondati, sulla sua introduzione, va spiegato che, in assenza di questo strumento, rischia di pagare di più anche chi si è comportato bene.
2 – Accesso diretto al Fondo salva-Stati (Efsf) da parte degli istituti di credito. Potrà sembrare un dettaglio ma non lo è: le turbolenze di ieri sui mercati sono figlie proprio della convinzione che gli aiuti arriveranno da un secondo fondo di stabilità, Esm, non dall’Efsf, e questo incide sulla qualità e il tasso di rischiosità dei titoli di Stato spagnoli.
3 – Unificazione dei debiti pubblici europei distinguendo (Paese per Paese) il carico degli interessi ma neutralizzando così l’azione della speculazione sui tassi dei titoli sovrani dei Paesi del Sud Europa (e non solo) che si è rivelata molto onerosa. Questo terzo punto è il più complicato. Si può raggiungere solo a patto che si scambi la protezione in comune con la modifica della Costituzione di ciascun Paese per cedere sovranità nazionale e acquistare sovranità europea sigillata da una nuova, vera carta costituzionale. Perché diventi realtà chi governa i singoli Paesi (Francia e Germania comprese) deve avere la forza di far capire ai suoi elettori gli indubbi benefici di breve e medio termine conquistabili con tale scelta. Può sembrare un processo ardito (di certo non è agevole) ma è addirittura obbligato se non si vuole fare la fine dei dieci piccoli indiani di Agatha Christie.
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martedì 12 giugno 2012 ore 12:50
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LENIN
12.06.12 15:22 at 15:22
La cupola dello pseudocapitalismo assistito italico è capace solo di dire "FATE PRESTO":tanto a loro interessa solo la stessa cosa,cioè restare aggrappati alla mammella statalista,che gli pompa latte,pardon €,a go-go!
Nel frattempo è scomparso il fine ultimo della loro pseudoproduzione assistita:i consumatori non ci sono più e se ci sono praticamente non consumano più,se non lo stretto necessario.
Da consumatore anch'io,rivolgo loro un pressante quanto accorato invito:FATE PRESTO A TOGLIERVI DALLE OO,RAZZA DI PARASSITI ASSISTITI E SUCCHIASANGUE A SBAFO DELLE COLLETTIVITA'!
FANKIULL!!!!
step
12.06.12 15:54 at 15:54
A chi spera che passando il tempo si possa dimenticare chi è stato berlusconi premier, consiglio due video per non dimenticare:
http://www.youtube.com/watch?v=ozwLg3u_lJI&fe…
http://www.youtube.com/watch?v=LwfI5dbs9bk&fe…
Non so chi ha "fatto fuori" il cavaliere, ma credo che a costoro non dovremo smettere mai di essere grati.
tempdruck
12.06.12 21:03 at 21:03
Step
e rimandi a dei filmati di 3 anni fa?
Poi fammi capire, sarebbero queste le colpe di berlusca?
Se per queto, anche Rigor Montis a febbraio diceva che la fase acuta della crisi è passata.
I fatti dicono che i parametri economici non sono mai peggiorati cosi tanto da come quando c'è questa banda di tecnocrati bocconiani incapaci.
Beato te che ti basta sapere che non c'è più berlusca per vivere felice e contento.
Nexus
13.06.12 1:11 at 01:11
Quelli sono video del 2009, nel 2010 il PIL italiano è stato del +1,8%. Quella di oggi è tutta un'altra crisi, con cause diverse.
step
13.06.12 11:09 at 11:09
Quelli sono video che dimostrano che grado di superficialità e inettitudine impregnava quella classe dirigente con in testa il vostro amato totem.
Quanto sia recuperabile la situazione lasciata da quegli incapaci non lo so.
Ma saperli lontano aiuta sicuramente l'ottimismo.
Il tempo sarà giudice supremo
Nexus
13.06.12 1:25 at 01:25
Non si può accusare la Germania per colpe che non ha. La Germania è l'unico grande paese europeo che non è in crisi, la loro ricetta funziona a casa loro.
Non è colpa della Germania se la spesa pubblica italiana è cresciuta di centinaia di miliardi negli ultimi 30 anni.
La Merkel ha ragione ad opporsi alla monetizzazione del debito (BCE che compra il debito e stampa moneta) perché è immorale, diseducativo e causerebbe inflazione a doppia cifra come succedeva in Italia alcuni decenni fa.
La Merkel ha ragione ad opporsi agli eurobond, una truffa colossale per il popolo tedesco che non vuole pagare i debiti degli altri europei, senza la minima garanzia che questi finiscano di sprecare e fare debiti.
La Merkel ha torto quando impone il fiscal compact, il pareggio di bilancio, che obbliga l'Italia ad imporre tasse per 800 miliardi di euro all'anno per coprire gli 800 miliardi di spesa pubblica annua.
…
La colpa dell'aumento della spesa pubblica in Italia è di tutti i governi degli ultimi decenni. Ma chi ha sempre remato contro la riforma delle pensioni che faceva risparmiare allo Stato centinaia di miliardi di euro, rendendo autosufficienti i lavoratori-pensionati ? Chi ha abolito la mini-riforma Maroni, lo "scalone", che ci avrebbe fatto risparmiare 9 miliardi all'anno a partire dal 2006 ? Chi ha bloccato le strade e le ferrovie contro qualsiasi riforma del mercato del lavoro ? Chi solo un anno fa ha votato ad un referendum contro la gestione concorrenziale dei servizi pubblici comunali, impedendo così risparmi e più libertà ? La sinistra.
Chi ha tradito il programma, arrendendosi e indietreggiando davanti alle piazze rosse, senza mai portare a termine un vero cambiamento ? Il centro destra.