Cosa vuole fare Maroni? Il salvatore o il curatore fallimentare della Lega?

Roberto Maroni si prepara all’incoronazione (non sappiamo se con rito celtico) a gran capo della Lega dopo aver messo sotto formalina il padre padrone del movimento, l’Umberto Bossi per il quale sempre più forte viene invocata la forca anche da qualche suo adepto (come ha fatto Tosi quando ha ipotizzato “provvedimenti” nei confronti del futuro presidente onorario a vita). Bobo è calmo, si muove con prudenza, con quell’ambiguità che lo ha portato negli anni a ricoprire importanti incarichi di governo e, al contempo, a prendere le distanze da ciò che lui stesso firmava. Una capacità rara, che ora lo porta a guidare il partito dei verdi padani.
Tutto è pronto: il congresso di giugno gli darà in mano una Lega lacerata, moribonda, umiliata e svergognata. A lui il compito, difficile, di risollevarla. Se però il primo passo che ha in mente è il ritiro della propria delegazione da Camera e Senato, rischia subito di commettere l’ennesima stupidaggine degna dei riti dell’ampolla riempita con le sacre acque del dio Po sulle vette del sacro Monviso. “Decideremo il mese prossimo se andare via da Roma”, spiega Maroni. “Dobbiamo rinnovare la nostra proposta politica per trovare nuove e concrete soluzioni alla questione settentrionale“, aggiunge.
E’ facile dunque prevedere una Lega che ripiomba nel passato, nel folklore di fine anni Novanta, quando si stampavano le banconote padane e si costituivano i parlamenti locali con il Sole delle Alpi a campeggiare ovunque. Una Lega capace di riempire feste di paese, ma totalmente inutile, inconsistente a livello politico. Un movimento senza poltrone (quelle che contano), senza regioni da amministrare. Un carrozzone destinato a impantanarsi in riti ormai vecchi e ritornelli fin troppo sentiti. Maroni potrebbe essere l’àncora di salvezza per la Lega Nord, tirandola fuori dal tritacarne mediatico in cui è finita (per sue colpe). Ma potrebbe anche esserne il curatore fallimentare. Il passo, mai come in questo caso, è davvero breve.
giovedì 24 maggio 2012 ore 16:01
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