ALT! L’Espresso di De Benedetti non ha pagato tasse per 225 milioni di euro

Proprio loro. L’Espresso, il gruppo dell’ingegnere De Benedetti, non ha pagato imposte per 225 milioni di euro (pari a oltre 440 milardi di lire) su plusvalenze non dichiarate. Pochi giorni fa, ma la notizia si è saputa solo oggi, è arrivata la condanna dalla Commissione Tributaria Regionale di Roma, dopo gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate. Eppure, evadere le tasse non si deve fare… almeno così scrivono Repubblica e l’Espresso.
Il Gruppo Editoriale L’Espresso è stato condannato al pagamento di imposte su plusvalenze non dichiarate per un importo pari a oltre 440 miliardi delle vecchie lire, a cui si aggiungono altri costi ripresi a tassazione per circa 14 miliardi; nella partita con il fisco, per fatti che risalgono al lontano 1991, il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento di spese di giudizio per complessivi 500 mila euro.
La notizia si evince dalla sentenza n. 64/9/2012 della Ctr di Roma, depositata in segreteria lo scorso 18 maggio. La vertenza prendeva le mosse da una verifica operata dalla Gdf nell’anno 1995, dalla quale scaturivano dei rilievi d’imposta relativi ad una operazione di fusione che vedeva protagonista la Editoriale La Repubblica spa, società già, di fatto, di proprietà di Editoriale l’Espresso spa; tutte compagini facenti parte del Gruppo Cir, attuale proprietario delle quote di controllo.
L’allora competente Ufficio delle imposte dirette di Roma emetteva due avvisi di accertamento, riuniti nell’odierno procedimento, muovendo contestazioni a carico del Gruppo per un importo complessivo che superava i 700 miliardi di lire. Il Gruppo L’Espresso spa impugnava detti avvisi dinanzi agli organi di giustizia tributaria competenti, dando principio a un contenzioso alquanto controverso, conclusosi con esito favorevole al contribuente sino ai gradi di merito, per essere poi ribaltato dalla Corte di cassazione. Con le sentenze 20393 e 20394 del 2007, i giudici di Piazza Cavour censuravano le decisioni della Ctr Lazio, rinviando le cause ad altra sezione dello stessa commissione.
Sulla riassunzione proposta dal gruppo editoriale, si pronunciava la nona sezione della Ctr di Roma, con la sentenza in commento, concludendo per un accoglimento parziale delle doglianze di ricorso e condannando il Gruppo l’Espresso al pagamento di ingenti somme (addirittura 500 mila euro per le sole spese di lite).
giovedì 24 maggio 2012 ore 18:10
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@Sanxer
27.05.12 22:27 at 22:27
Pagare e pedalare.
Artemio
27.05.12 23:32 at 23:32
sai quanto gliene frega. La multa gliel'ha pagata Mediaset. E ne avanzano ancora 335.
adalberto
28.05.12 17:47 at 17:47
ma non era lui, la tessera n. 1 del PD, sempre pronto a fare la morale agli altri….e come è sparita subito la notizia dal web come dai media tradizionali !
Antonio Pennisi
28.05.12 18:50 at 18:50
E’ una vera vergogna! Sono letteralmente nauseato! Ciao
roberto boeri
22.01.13 9:33 at 09:33
Negli ultimi vent'anni c'è stato molto più "casino ", nella politica italiana….ma da come la vedo in questa campagna elettorale …c'è proprio da vergognarsi dei politici che ci sono e di come si comportano !?…non so cosa verrà fuori dalle elezioni!? Cerco ti avere unpo' di speranza …ma a chi si può dare fiducia? Temo che ci troveremo in un gran "bordello".
sireo
22.01.13 12:00 at 12:00
e,tu vorresti essere il moralizzatore dell'italia? ma vai a farti fottere.