Obama, quel sì un po’ paraculo alle nozze gay

Barack Hussein Obama dice sì alle nozze gay. Folle esultanti di giornalisti prezzolati (Corriere e Repubblica ovviamente in primis) a esultare come inebriati da un orgasmo squassante: “E’ il primo presidente della storia a farlo”, scrivono con toni trionfanti e trionfalistici. Peccato che la dichiarazione di ieri sera di Obama sia degna di un vero e proprio paraculo. L’attuale presidente a fine mandato era infatti contrario, fino a qualche tempo fa, ai matrimoni tra omosessuali. Lo è sempre stato.
Ora che le elezioni si avvicinano e la paura di vedere sparire la propria entusiastica base liberal che quattro anni fa vide in lui l’emulo di Gesù Cristo si fa sempre più forte, ecco la folgorazione sulla via di Damasco: “Ho maturato questa convinzione parlando con famigliari e amici”, spiega il presidente. Subito però aggiunge che la sua posizione è strettamente personale e che comunque i matrimoni gay non sono un diritto civile. No no, perché si affretta a precisare che la competenza sulla materia deve rimanere a livello di singolo stato. Insomma, tutelare gli omosessuali vale meno della guerra alla segregazione razziale. Il North Carolina e il Colorado hanno subito preso in parola Barack, bocciando leggi simili sulle nozze tra persone dello stesso sesso.
Obama è in difficoltà e lo sa. Sa che la rielezione (pur probabile, ad oggi) non è scontata. Teme di perdere elettori, insoddisfatti per come ha gestito il mandato, tra insuccessi, promesse non mantenute e imbarazzi vari. A chi esulta per il passo presidenziale sul riconoscimento dei matrimoni gay ricordiamo che pure il perfido falco conservatore Dick Cheney, l’uomo delle guerre dell’altrettanto perfido George W. Bush, si espresse a favore delle nozze tra omosessuali. Esattamente negli stessi termini in cui ha parlato ieri Obama. Solo che allora tutti (ma proprio tutti) i tromboni della carta stampata gridarono allo scandalo perché l’allora vicepresidente non aveva fatto il passo completo, convincendo il suo diretto superiore a dire che il tema è questione federale e non per i singoli stati.
La paraculata di Obama, probabilmente, avrà due effetti nel medio termine: compattare la base conservatrice attorno a Romney (impresa che sembrava delicata e difficile) e alienare a Barack l’ala più radicale dei Democratici, quella che si aspettava ben altro e molto di più dal primo presidente nero della storia. Quello che parlava come Martin Luther King.
giovedì 10 maggio 2012 ore 16:45
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zappa
10.05.12 18:30 at 18:30
sarebbe interessante sapere quando avrebbe detto che non sono un diritto civile.
Anna
10.05.12 21:03 at 21:03
Mi sono riletta tutta l'intervista, non lo dice mai!
zappa
11.05.12 17:13 at 17:13
eh si, io me la son sentita tutta, e confermo.
grazie ilsenatore per la risposta alla mia domanda.
Franco
11.05.12 17:23 at 17:23
Pur di sostenere l'insostenibile, Ilsenatore commenta le cose che lui stesso si inventa.
spago24
11.05.12 9:08 at 09:08
http://www.francescocosta.net/2012/05/09/lha-fatt…
Qui un commento di segno diverso e secondo me più azzeccato! When in trouble go big!
JACKALDAY
30.06.12 18:51 at 18:51
SAPETE QUAL E' IL MUSICISTA PREFERITO DAGLI OMOSESSUALI?
GAY CHARLES
JACKALDAY.BLOGSPOT.IT