Oggi i politici devono fare solo una cosa: chiederci scusa

In questi giorni sento continuamente per bocca del presidente del Consiglio, la parola austerità. Tagli, innalzamento delle imposte, lacrime e sangue sono diventate una costante quotidiana di ogni articolo, ogni telegiornale. Quasi a volerci addolcire una pillola di per se indigesta.
Austerità. Alla luce degli scandali e degli sprechi pubblicamente scoperchiati davanti all’opinione pubblica, questa parola – nessuno pare avere il coraggio di dirlo – è inaccettabile. Inaccettabile da quelli che con una tassazione direttamente in busta paga hanno sempre pagato fino all’ultima lira… euro. Inaccettabile da quelli che, quotidianamente, devono sopravvivere nel libero mercato, dove i primi a fare concorrenza sleale sono i vicini di casa, i dirimpettai di fabbrica.
Austerità… come chiederebbe Maria Antonietta all’affamato popolo francese, mentre lei continua la sfarzosa vita di corte, come lo chiederebbe il politburo al popolo sovietico in coda per il pane, mentre fa crescere una insensata spesa militare.
Austerità, la stessa che potrebbe chiedere il dittatore nordcoreano ai suoi connazionali vicini alla carestia mentre impiega ingenti fondi in una fallimentare avventura missilistica. Anche per il moloch pubblico ci sarà austerità: qualche biro in meno per gli uffici pubblici, riciclare la carta per le fotocopie, tagli nella polizia penitenziaria. Si perchè noi siamo il paese per cui l’affollamento delle carceri si combatte con meno poliziotti, meno nuove carceri e più amnistie.
Austerità la chiediamo tutti noi, che facciamo quotidianamente i conti con gli euro rimasti nel portafoglio, e non dovremmo urlare lo sdegno, lo schifo per il finanziamento pubblico. Soldi rubati dalle nostre tasche. E qui, caro Presidente Napolitano, non siamo davanti ad un ciclico tornado qualunquista, qui non siamo stati abbagliati da un grillino qualsiasi. Qui siete voi, sistema politico, che siete stati capaci di dilapidare un capitale di fiducia. Dall’alto del suo Colle lei dovrebbe richiamare queste mele marce e chiedere di fare un passo indietro, restituendo il mal tolto. Perché sia chiaro, con o senza finanziamenti milionari, alle sezioni ed a i volantini ci penseranno sempre i militanti coi loro contributi personali e non l’onorevole peones in viaggio tra Roma, Capri e Cortina.
E invece no: si discute e si dibatte, ma non si taglia ne si restituisce il maltolto. E la politica costa, troppi deputati in carica ed ex. La benzina aumenta esponenzialmente ma le accise rimangono costanti. Imprenditori suicidi perchè strozzati dal sistema. Un fisco a banda armata ed una pubblica amministrazione morosa nei pagamenti.
Ma é sempre e solo austerità. Mai dignità? Dignità del silenzio di chi da Maastricht in poi ci ha accompagnato su questo impervio percorso. Chi ha consegnato l’ideale europeo alle banche ed ai traders, chi ha allargato i confini in nome di un mercato unico scatenando una suicida concorrenza interna con la corsa al costo più basso, ed a incontrollate immigrazioni di disperati e delinquenti. Dignità di star zitti per chi ha usato il debito pubblico in maniera clientelare, gli assalti alla diligenza che ogni finanziaria squallidamente ci regalava. Perché quelli che stanno pagando non sono loro.
Il loro compito, oggi, è soltanto quello di chiederci scusa. Il loro compito, oggi, é quello di accettare in silenzio di essere accomunati a dei ladri, a degli incompetenti. Il governo tecnico é una umiliazione per la democrazia, è il rassegnarsi al fallimento di che è stato soltanto capace di buttare parole al vento. Di indicarci il sole soltanto per distoglierci lo sguardo dalla borsa che ci stanno rubando. Se poi questa era piena di soldi o di speranze, a loro di certo nulle é mai importato.
sabato 05 maggio 2012 ore 14:08
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Zivas
5.05.12 15:50 at 15:50
A chi debbono chiedere scusa i politici? Dove erano tutti i cittadini che oggi urlano arrabbiati? E dove saranno appena un po' di euro dovessero ritornare nei loro portafogli? Il "noi buoni e loro cattivi", i comunisti ed i fascisti, i politici e l'antipolitica; è questa continua contrapposizione che rovina ( ed ha rovinato ) il nostro paese. Quando smetteremo di credere che il mondo sia diviso in bianco e nero?
ivana bragatto
5.05.12 18:43 at 18:43
Non solo scuse, vogliamo anche il ritorno del mal tolto!!!!!!!
Hip
5.05.12 19:27 at 19:27
Sperperare denaro a destra e sinistra non significa austerità,Mario "2+2=3" Monti avrebbe bisogno di ripetizioni di italiano oltre a quelle di matematica.Per il resto non credo che la casta chiederà mai scusa,è più probabile che ci consiglino di mangiare la pizza se manca il pane.
LENIN
6.05.12 11:28 at 11:28
Col massimo del rispetto,ma trovo il post di una dusarmante ingenuità.
Mi colpiscono 2 punti:
1)l'appello accorato al quirinale("dall'alto del suo colle"),quasi dimenticando la storia,fin qui mi risulta MAI SMENTITA,della "cresta" sui biglietti aerei da e per Bruxelles;
2)il voler sottacere che dietro la classe politicante della 1a come dell'attuale repubblichetta,coresponsabili dell'intollerabile lievitare della SPESA PUBBLICA CLIENTELARE,ASSISTENZIALE,STATALISTA,IMPRODUTTIVA e di conseguenza del ns DEBITO PUBBLICO,c'è il POPOLINO ITALIANO di FANCAZZISTI,ASSISTITI,CLIENTES,SUCCHISANGUE E SUCCHIALATTE PERENNEMENTE ATTACCATI A CIUCCIARE L'INESAURUBILE MAMMELLA STATALE.E ciò dalle Alpi agli Appennini,dal Nord al Sud,compreso Centro&Isole,maggiori e minori.
Non c'è speranza e non c'è mai fine al peggio!
VR46
6.05.12 20:10 at 20:10
Strano che in questo articolo il maggiore responsabile di tutti i problemi che viviamo oggi (es. negazione della crisi per anni, debito pubblico in vorticosa ascesa, un parlamento di raccomandati, di ladri, e di inquisiti, etc.. etc…) non venga neppure nominato di striscio.
Una svista? Una mancanza voluta?
Rosicate bananas.