Il governo premia con un indennizzo chi ha accusato di omicidio i nostri marò

Il governo italiano, quello dei sapientoni bocconiani che tutto sanno fare per la salvezza del paese, pagherà i parenti dei due pescatori uccisi il 15 febbraio scorso in uno scontro in acque internazionali. Un fatto mai chiarito che però ha portato New Delhi a sequestrare, arrestare e accusare con prove, documenti e perizie abilmente falsificate due nostri soldati, da ormai due mesi detenuti nella squallida galera di Trivandrum, tra serpenti e vacche sacre.
Nonostante i viaggi dell’italo-svedese Staffan De Mistura e del suo superiore GiulioMariaTerzidiSant’Agata, gli indiani se ne sono fregati del diritto internazionale, della logica, delle autopsie e di tutti gli accertamenti balistici: gli italiani rimangono in galera e basta. Prudenza ha suggerito Monti, mentre Napolitano borbottava seccato su chi osava esporre manifesti di solidarietà ai marò: “Proponessero qualcosa, sarebbe meglio”, aveva detto il nostro Capo dello Stato.
Qualcosa si è mosso, dice tronfio e solenne il titolare della Difesa, l’Ammiraglio Giampaolo Di Paola: “Pagheremo un indennizzo alle famiglie dei due pescatori”, che per la cronaca si sospetta fossero legati a doppio filo con qualche gruppo di pirati che infesta le acque davanti al Kerala. “E’ una questione di generosità e rispetto delle sofferenze umane, un atto di donazione ex gratia“, ha proseguito il ministro. Davanti allo sbalordimento, alla sorpresa, alle bocche che si erano aperte in un moto di sconcerto, Di Paola ha replicato sicuro: “Tutto questo, però, non ha nulla a che vedere con il discorso della giurisdizione, che è italiana”.
Sarà. Sta di fatto che in due mesi di trattative e negoziati, di ambasciatori e funzionari Onu in pensione che tirano fuori il petto perché ottengono “la pastasciutta per i marò”, i risultati delle manovre dei tenici-professori sono pari allo zero più assoluto. Niente di niente. L’unica cosa che sono riusciti a fare è pagare chi ha accusato i nostri ragazzi di aver ammazzato due pescatori su una bagnarola in mezzo all’oceano indiano. Anche se le armi che hanno sparato i colpi non sembrano essere in dotazione ai contingenti anti-pirateria della Nato.
venerdì 20 aprile 2012 ore 14:49
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fabrizio60
20.04.12 18:29 at 18:29
caro Daw, da questo governo di tronfi buffoni impegnatissimi ad autoincensarsi e ad autoattribuirsi il titolo di salvatori della patria, ti aspettavi qualcosa di diverso?
step
20.04.12 19:39 at 19:39
Ci sono molte cose non chiare in questa storia. Non so come faccia ilsenatore ad avere tutte queste sicurezze.
Hip
20.04.12 21:05 at 21:05
Spero che la "donazione" venga fatta dopo il ritorno dei nostri soldati in Italia considerando che farla prima sarebbe da dementi,oltre a ciò osservo che con il "rispettato" Monti la musica per noi non è cambiata.
il nano
20.04.12 21:26 at 21:26
Sì, vabbè, ma un minimo di rispetto per quei poveraci che hanno perso un famigliare ci vorrebbe.
tucalar
21.04.12 15:14 at 15:14
ancora 1 volta la solita figura da codardi
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21.04.12 16:37 at 16:37
INDIANI POPOLO DI CACATORI STRADALI.
sono stato diverse volte in India nei pressi di Munbai , appena fuori della città ti accorgi che la gente si accuccia con molta eleganza e sussiego :stanno defecando.
non ci sono toilettes a sufficienza.
questi baciatori di piscio sacro di sacra vacca che ci invadono con le loro merci frutto dello sfruttamento disumano dei loro operai ci voglion dare una lezione dopo aver subito per duecento anni il frustino degli inglesi. Italiani dedichiamo l'8 x 1000 all'acquisto delle toilette per gli indiani e facciamo ritornare i nostri militari . fare la cacca in casa contro il ritorno dei nostri militari .
Silvia
21.04.12 18:16 at 18:16
Secondo me, il solo pensiero di "indennizzare" i parenti delle vittime, è già un'ammissione di colpevolezza. Fin dall'inizio di questa vergognosa pagliacciata, ho sempre pensato ghe il governo indiano da noi voglia soldi. Si tratta di sequestro di persona, nè più nè meno di quello che avrebbero fatto dei pirati, con l'aggravante dell'appoggio del governo indiano, per il quale i nostri due marò sono già stati giudicati colpevoli, prima ancora di qualunque processo!
VR46
21.04.12 23:11 at 23:11
Ho gia' commentato un post precedente sullo stesso argomento, pertanto evito di ripetermi.
Vi chiedo una sola cosa: vi ha sfiorato minimamente l'idea che i militari italiani abbiano effettivamente sparato, magari solo per spaventare l'imbarcazione dei pescatori (credendoli pirati), ed ucciso due uomini?
francmel
22.04.12 17:47 at 17:47
Che i parà abbiano sparato è pacifico,visto che l'hanno amesso loro.
alessandro
23.04.12 9:40 at 09:40
si hanno sparato ma con con qualche ora di anticipo e decine di miglia lontane dal peschereccio delle vittime … cioè hanno sparato ad una barca diversa da quella dei pescatori indiani ..
alessandro
23.04.12 9:45 at 09:45
. Secondo il report trasmesso a Roma – si legge sempre sul Corriere della Sera – l'allarme è scattato alle 11.30 del 15 febbraio mentre la Enrica Lexie si trovava a «33 miglia dalla costa sudovest dell'India».
La posizione della nave è confermata dai dati forniti dal satellite, anche gli orari non coincidono, visto che la polizia indiana colloca gli spari almeno due ore dopo. E questo ha fatto nascere l'ipotesi che i due pescatori siano stati uccisi in un diverso conflitto, anche tenendo conto che quella stessa sera risulta avvenuto un altro attacco di pirateria in un tratto di mare poco distante.
alessandro
23.04.12 10:35 at 10:35
. Secondo il report trasmesso a Roma – si legge sempre sul Corriere della Sera – l'allarme è scattato alle 11.30 del 15 febbraio mentre la Enrica Lexie si trovava a «33 miglia dalla costa sudovest dell'India».
emanuele
24.04.12 18:35 at 18:35
Riflettendo un pò meglio dell'autore dell'articolo,si dovrebbe riconoscere che il fatto che i famigliari delle vittime ritirino la costituzione di parte civile a fronte della donazione di un quantitativo di denaro sensibilmente inferiore a quello che sarebbe loro spettato dopo la condanna dei due militari(incameramento da considerarsi certo date le cospicue cauzioni già versate)unito ad un pronto e sbandierato perdono,equivale di fatto ad un riconoscimento,al momento solo da parte dei predetti famigliari ma il dato é comunque importante, dell'innocenza dei militari italiani,in quanto esplicita i dubbi dei primi(senz'altro adeguatamente assistiti dal punto di vista legale)su una condanna dei secondi malgrado le migliori intenzioni nel senso delle autorità giudiziarie del Kerala
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3.05.12 1:11 at 01:11
tutto quello che abbiamo ottenuto dopo le gloriose ed impegnate visite del ministro degli esteri e di altri eminenti geni della polòitica è stato che i nostri soldati invece di mangiare la schifosa monnezza indiana , possono mangiare gli spaghetti.
grazie governo !