Mino Reitano, il riscatto postumo che batte gli Amici di Maria

Un riscatto postumo, ma pur sempre un riscatto. Il riscatto di chi veniva bistrattato in vita; il riscatto di chi invece, da morto, riesce ad aumentare rimpianti ed un leggero senso di colpa. “Avevo un cuore che ti amava tanto”, omaggio a Mino Reitano condotto da Massimo Giletti, ha infatti trionfato nella sfida degli ascolti contro “Amici”.
Cinque milioni di telespettatori contro i quattro e mezzo della De Filippi, rispettivamente pari ad un 20,8 e 21,1% di share. Numeri contrastanti, dettati dalla differente durata dei due prodotti. Perché se Viale Mazzini ha chiuso i battenti della prima serata alle 23 e 45, il Biscione s’è allungato almeno sino all’una. Le cifre in sovrapposizione (21.20-23.45) sentenziano tuttavia la vittoria – seppur di misura – di Raiuno.
I critici, increduli, si sono sbizzarriti. Qualcuno ha fatto addirittura spallucce dimostrando come la tv di Stato avesse raccolto dinanzi allo schermo solo anziani e pensionati, a fronte di un talent show capace di catalizzare giovanissimi anche in una serata d’esodo come quella del sabato.
Chiacchiere utili, ma fino ad un certo punto. Anzi, quasi dileggianti verso il cantante calabrese. Come se Mino la consacrazione non la meritasse nemmeno oggi, a tre anni dalla scomparsa.

Puro, buono e modesto. Forse troppo. In pochi lo prendevano sul serio. Non che lui non avesse delle responsabilità in proposito, con delle apparizioni e performance discutibili in contesti altrettanto discutibili.
Trasferitosi da giovanissimo in Germania, in un locale di Amburgo si era esibito assieme ai “Quarrymen”, che nel giro di pochi anni sarebbero divenuti celebri nel mondo col nome dei “Beatles”. Lo ribadiva con orgoglio.
Eppure qualcuno non gli credeva. Sorrideva, ironizzava. Anche sui denti, più importanti della sua musica. Pippo Baudo lo convinse ad “aggiustarseli” in occasione del ritorno a Sanremo nel 2002. Nella puntata post-festivaliera di “Domenica In” però, il giornalista Aldo De Luca lo fulminò: “Quanto ti è costata la dentiera?”. Il pubblico in sala insorse e invocò l’espulsione della penna del Messaggero. Quel pubblico che l’ha gratificato per un’ultima volta e che ha insegnato come uno show zeppo di rvm, ricordi, aneddoti e praticamente a costo zero, possa totalizzare quanto un carrozzone dai cachet milionari. La Rai mediti.
lunedì 16 aprile 2012 ore 13:45
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