Milano, nei negozi vendono la maglietta del perfetto terrorista

E’ primavera, è tempo di passeggiate (pioggia permettendo). Uno sguardo alle vetrine e magari viene voglia di fare acquisti. Se capitate nel cosiddetto “quadrilatero della moda multiculturale” di Milano, però, state ben attenti: i prodotti esposti in vetrina non sono come quelli che si trovano altrove. Libero racconta infatti della singolare t-shirt esposta in uno di questi negozi: maglietta bianca con impressi a stampa candelotti di dinamite e timer pronto alla deflagrazione. La divisa del perfetto terrorista da spiaggia, verrebbe da dire. Una rivisitazione milanese delle tuniche macchiate di qualche terrorista vero o presunto.
Che sia una scelta di cattivo, di pessimo gusto non serve neppure dirlo: è una schifezza, un insulto a tutte le migliaia di morti per colpa di delinquenti che indossavano gli stessi candelotti impressi su quelle t-shirt. Ancor più squallido il fatto che le vetrine dell’esclusivo circuito multiculturale della moda si prestino a questi nostalgici omaggi alle vedove oranti di Bin Laden.
Purtroppo, però, non c’è da stupirsi: è il risultato del voler essere tolleranti a tutti i costi, delle politiche buoniste e misericordiose dei tanti (troppi) Pisapia in giro per l’Italia. Mettere metaforicamente al rogo Oriana Fallaci e i suoi libri, guardare con ipocrita orrore chi denunciava il crescente amore per le pratiche jihadiste che si avvertiva nelle nostre città, ha prodotto questi risultati. Si veniva definiti razzisti, criminali, incapaci di comprendere i presunti aspetti positivi della colonizzazione della nostra cultura, del nostro modo di essere.
La questione, però, non è quella di rinchiudersi nel proprio fortino, non siamo così stupidi. Ma isolare e annientare le mele marce era un imperativo morale. Invece abbiamo preferito cedere al perbenismo, facendo diventare normale ciò che normale non è e non deve essere. Non stupiamoci allora di queste vomitevoli vetrine, che forse non fanno più neppure notizia.
venerdì 13 aprile 2012 ore 17:46
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leppie
13.04.12 20:29 at 20:29
È il mercato, bellezza.
Di che ti lamenti?
Leonardo
14.04.12 20:28 at 20:28
Per te "voler essere tolleranti a tutti i costi" significa lasciare alle persone la libertà di vestirsi come preferiscono?E in alternativa chi decide come ci si può vestire e come no?La maggioranza,il governo,un giudice?
cesira coen
15.04.12 8:24 at 08:24
Riguardo le magliette vendute a Milano….beh, il territorio italiano gliel'abbiamo già consegnato, ora gli insegnamo anche a fabbricarsi una bella cintura esplosiva x farci saltare in aria come fanno gli inventori della cintura stessa nei posti colmi di civili inermi in Israele. Un bel salto di qualità per il nostro paese, non c'è che dire!!! Molte volte mi vergogno di essere italiana!!!
ventoatindari
15.04.12 12:32 at 12:32
La società occidentale ha covato in se il germe del terrorismo se è vero com'è vero che gli attentatori dell'11 settembre avevano brevetti di volo USA, se erano cittadini britannici gli assassini della metro di Londra e cittadini spagnoli gli attentatori del treno di Madrid.
Eccessivo garantismo che ci fa giustificare tutto, come Penati, Rosy Mauro e il Trota, Don Verzè, Dacco' , Lusi, e Di Girolamo, tanto per fare qualche nome.
Società scoppiata se poi è ritenuto chic votare Pisapia e trovarsi garantiti da un ex-terrorista divenuto funzionario municipale, se le proteste dei commercianti per l'area C non ci toccano, tanto sono negozi dei ricchi quelli…) se il Leonka viene ammesso ai contributi municipali, se …. Vecchioni viene ritenuto un artista e se a Dario Fo, danno il Nobel per la letteratura… come a Luigi Pirandello,a Grazia Deledda e a Salvatore Quasimodo, scusate se è poco , ma di che cosa ci meravigliamo?