Genova, alle primarie va in scena la debacle del partito di Bersani

Il Popolo della Libertà (ammesso che si chiami ancora così, visto che il Segretario Alfano ha deciso che le libertà sono tante e non una sola) sta male. Lo sappiamo, l’abbiamo scritto tante volte. Dall’altra parte, però, nonostante sondaggi favolosi e peana giornalistici degni della miglior stampa cubana, si sta forse pure peggio. La certificazione della morte apparente del Pd l’abbiamo avuta ieri sera, quando a Genova è andato in scena lo sgretolamento del partito di Bersani. Nel capoluogo ligure, da sempre incontrastato feudo della sinistra, si tenevano le primarie per decidere chi avrebbe dovuto candidarsi alla poltrona di sindaco alle imminenti elezioni comunali.
In pista l’attuale primo cittadino, Marta Vincenzi che, se cinque anni fa era SuperMarta l’eroina della sinistra alla ricerca dell’anima perduta, oggi è diventata solo un peso, tra permalosità varie, liti con il partito e (soprattutto) alluvioni gestite come peggio non si sarebbe potuto fare. Principale sfidante della Vincenzi era la riformista Roberta Pinotti, assidua frequentatrice del salotto di Porta a Porta e amica di Emilio Fede. Giornali per settimane parlavano dello scontro fratricida tra primedonne del Pd, calcolando chi l’avrebbe spuntata all’ultima curva. Risultato: nessuna delle due.
A trionfare è stato infatti un professore (vanno di moda, si è capito) di Economia appoggiato da Nichi Vendola e dal prete comunista don Gallo. Dietro Marco Doria (questo il nome del vincitore), l’esercito movimentista, centri sociali, pacifisti, antagonisti. Una specie di Pisapia più giovane, insomma.
Il risultato più eclatante è comunque la debacle (l’ennesima) del Partito Democratico in un suo fortino considerato inespugnabile. Quasi venti punti hanno separato il candidato sostenuto da Sinistra e Libertà e la Vincenzi (che subito ha fatto sapere di “non poter assicurare al momento sostegno a questo candidato”), con vertici locali del partito imbarazzatissimi e senza quasi parole. D’altronde, anche un bambino saprebbe che se apri le primarie anche a Vendola &co, le possibilità di vittoria sono risicate.
Evidentemente, dalle parti del Pd, c’è chi ama il masochismo spinto.
lunedì 13 febbraio 2012 ore 14:40
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carlo
13.02.12 15:27 at 15:27
il 21 gennaio vendola loda la vincenzi, ottimo sindaco, adesso la scarica!
http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/01/21/ne…
spago
13.02.12 17:55 at 17:55
http://www.ilpost.it/2012/02/13/bachelet-primarie… per me invece ha ragione Giovanni Bachelet sul Post..
Dario
16.02.12 10:42 at 10:42
"Evidentemente, dalle parti del Pd, c’è chi ama il masochismo spinto."
O forse c'è chi ama la Democrazia, rimettendosi al giudizio dei propri elettori ed ammettendo candidati dall'interno di una coalizione e non solo del proprio Partito, senza che nessuno li costringa a farlo, anche di fronte al concreto rischio di perdere.
O forse dimentichiamo che questo stesso "masochismo spinto" è quello che li ha portati magari a perdere le primarie, ma in definitiva a conquistare il Governo di importanti città come Milano e Cagliari.