+++giovedì 02 febbraio 2012 - ore 20:29+++
SANITA’: ALTROCONSUMO, FINO A 300 GIORNI PER GASTROSCOPIA, 7 MESI PER ECOGRAFIA =
SUPERTICKET E LISTE D’ATTESA, LA SALUTE PUO’ ATTENDERE
Roma, 2 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – Fino a 300 giorni di
attesa per una gastroscopia a Bari e 7 mesi per un’ecografia
all’addome a Torino. E’ quanto emerge da una inchiesta di Altroconsumo
sui tempi d’attesa in 80 strutture sanitarie pubbliche di 5 grandi
citta’: Bari, Milano, Napoli, Roma, Torino. Il tutto aggravato dai
superticket, introdotti della manovra finanziaria dello scorso agosto,
che prevede 30 euro di pagamento per un esame oculistico o ortopedico;
dai 46 euro di Campania e Lazio ai 52,80 euro di Lombardia e Piemonte
per l’ecografia.
In pratica – sottolinea Altroconsumo – andare in una struttura
privata per l’ecografia non si spende molto di piu’: 60-65 euro.
L’associazione ha contattato i Centri unici di prenotazione (Cup) su
quattro esami e visite molto comuni: ecografia addome, gastroscopia,
visita oculistica, visita ortopedica.
I risultati dell’indagine, consultabili su www.altroconsumo.it
saranno inviati agli assessorati regionali a cui fanno riferimento le
citta’ coinvolte. (segue)
(Adnkronos/Adnkronos Salute) – Alcuni casi eclatanti.
Contattando il Cup a Roma non e’ possibile prenotare un’ecografia
prima di 6 mesi – ben 188 giorni. A Torino i tempi s’accorciano, ma di
poco: 117 giorni, ben 4 mesi. A Bari per lo stesso esame i giorni
d’attesa sono 106, per una gastroscopia 126.
Se si e’ disposti ad andare fuori citta’ i tempi si accorciano
visibilmente, ma non sempre la differenza vale il viaggio, quindi la
soluzione piu’ comoda puo’ essere la visita privata.
I tempi medi – sottolinea Altroconsumo – sono altissimi e le
medie citta’ per citta’ sforano quasi sempre le indicazioni comprese
nel Piano nazionale di governo delle liste d’attesa sui tempi massimi
da rispettare che determinano 30 giorni per una visita e 60 per un
esame diagnostico. Pur riconoscendo l’utilita’ e il vantaggio del Cup
(un unico numero/punto di riferimento gestisce le prenotazioni delle
strutture pubbliche della citta’) non sempre il cittadino riesce a
trovare una visita in tempi ragionevoli in una struttura adeguata alle
proprie esigenze di mobilita’, conclude l’associazione.
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