Perchè La7 ha scelto di essere una copia di Raitre?

Non esistono i diritti d’autore per un divano. E se malauguratamente ci fossero, basterebbe cambiarne il colore o lo stile. Così in effetti è accaduto nel caso di “The show must go off”, nuovo programma di Serena Dandini, alla prima uscita su La7 dopo il divorzio da Viale Mazzini.
Eppure l’anima di “Parla con me” si percepisce ancora, intatta. Non solo il sopra citato divano, ma pure un cast letteralmente identico. A partire dal regista, Igor Skofic, passando per i soliti Dario Vergassola, Neri Marcorè, Paola Minaccioni, Andrea Rivera, Max Paiella ed Elio e le storie tese, quest’ultimi gli unici davvero in gran forma assieme ai nuovi entrati Lillo e Greg.
“The show must go off” (buono il dato d’esordio: 5,7% di share) per ora non è altro che l’esatta trasposizione della banda dandiniana da un’emittente all’altra, con la leggera differenza di uno spettacolo diluito tutto in una serata, quella del sabato.
Se è vero che plagiare se stessi non è reato, palese pare la ripicca nei confronti di Raitre. Non è un caso che Paolo Ruffini, neo-direttore di La7, lo sia stato prima del terzo canale di Stato, fino alla sostituzione polemica con Antonio Di Bella (direttore del Tg3 sotto la sua gestione). Senza dimenticare che la campagna acquisti dell’emittente di Telecom Italia Media ha succhiato proprio da quel bacino.
Una guerra aperta, dichiarata, che rischia di diventare altamente rischiosa sotto il profilo degli ascolti. La7 infatti si sta rapidamente costruendo un’identità, molto di nicchia ed affatto generalista. L’accostamento a Raitre, voluto e aggressivo, punta decisamente alla spartizione della torta. Questo comporterà una virata “ideologica”, già presente ma fin’ora non troppo accentuata, che potrebbe definitivamente bollare il terzo polo televisivo e tarparne la crescita.
Lanciare una sfida ad un’unica rete, perdipiù a quella maggiormente politicizzata, non è la strategia migliore.
lunedì 23 gennaio 2012 ore 16:22
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Nicomede
23.01.12 17:41 at 17:41
si scannano, comunisti e talebani..
carlo.marcs.
24.01.12 6:52 at 06:52
"Lanciare una sfida ad un’unica rete, perdipiù a quella maggiormente politicizzata, non è la strategia migliore."
E a te che te ne fotte, cambia canale e zitto. come dice daw. Omologare verso il basso tutta la produzione televisiva uniformandola allo squallore dei programmi mediaset invece è un ottima strategia vero? soprattutto per le casse del tuo padrone che cominciano a soffrire, in crisi di ascolti e pubblicità.
VEramente hanno sempre fatto schifo al c a z z o, solo grazie alle amicizie politiche, mafiose, alla corruzione, alla personale discesa in campo del padrone, alle leggi confezionate ad hoc, alla sottrazione di risorse già finanziate da prodi per la rete internet, sono riusciti a non chiudere travolti dai debiti. Giusto ieri, quando mediaset ha perso il 20% in due giorni, quel pezzo di asterischi si è tolto dai asterischi. Prova provata che ha sgovernato sfasciando il paese e ingrassare se stesso per 20 anni.
carlo.marcs.
24.01.12 7:11 at 07:11
era il 2000 che telemontecarlo indebitata fino al collo cambia proprietà e lancia la sfida ai due giganti. raccoglie subito un succoso carniere di pubblicità e l'adesione entusiasta di molti artisti. il nanetto simbolo della sfida conquista fazio, guzzanti, littizzetto e corteggia mentana. solo fazio raccoglie 4 miliardi al mese di pubblicità per un talk show in diretta concorrenza con costanzo. Stanno per partire ma il 2001, l'anno nero per l'italia che ancora si fida di quel pezzo di m e rd a e lo manda al governo. La telecom passa da colaninno a tronchetti, chi tocca la tv muore. Consulenti mediaset vengono mandati a sabotare la7 e fallisce il progetto. Costanzo in una intervista, a chi gli chiede come mai quelle presenze intorno alla culla di la7, conferma che è stato confalonieri l'autore del killeraggio.
Come vedi asino, la storia è ben diversa, il progetto di una rete alternativa a quello schifo di porno low cost dei canali del caimano esiste da tempo. Nessuno scimmiotta nessuno, voi vi tirate le seghe e scrivete idiozie senza ne capo ne coda ma si sa, l'italia dei cialtroni è questa, persino questo blog di cazzari sfigati si sente un autorevole testata e spara minchiate a ripetizione. tanto è il tono che conta, i contenuti figuriamoci. Un bel bignè è un bel bignè, anche se all'interno è farcito di m e r d a invece che di cioccolato, vero? Ignoranza, superficialità e arroganza, questa è l'italia di destra. ieri eia eia alalà, oggi meno male che silvio c'è. Non valete un c a z z o.
avocado
24.01.12 10:06 at 10:06
la campagna acquisti????
quelli li hanno cacciati dalla rai, te lo sei scordato?
e secondo il più banale principio del libero mercato, un'altra emittente, visto che gli ascolti li fanno, ne ha approfittato.
alex
24.01.12 13:30 at 13:30
Il perché il professor Aldo Grasso scriva i suoi inutili articoli parlando di tv sul Corriere credo di immaginarlo: si chiamano volgarmente soldi… il perché lei, Massimo Falcioni (chi?!), scriva i suoi inutilissimi articoli qui invece mi sfugge.
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