Perchè la “Rivoluzione dei Forconi” è potenzialmente devastante

Riceviamo, pubblichiamo e ringraziamo.
Da lunedì la Sicilia assomiglia a uno stato indipendente e in assetto di guerra. I collegamenti commerciali con il resto del paese (via mare e via terra) sono bloccati. Da cinque giorni il “Movimento dei Forconi” (Agricoltori e Pescatori in difficoltà) e i camionisti dell’AIAS (Forza d’Urto) presidiano i principali snodi stradali e portuali; i manifestanti, nonostante il notevole disagio, crescono in numero e gran parte della popolazione li appoggia.
In questi giorni, nelle città più grandi come Palermo, Catania e Messina manca la benzina; nei supermercati cominciano a scarseggiare i generi di prima necessità. Un grosso comune etneo di oltre 50.000 abitanti, Paternò, è “off-limits”: nessuno entra, nessuno esce. L’industria petrolchimica (Gela, Priolo) è ferma. L’isola di Lipari tra pochi giorni sarà al buio.
Una situazione di blocco totale che dimostra la “potenza di fuoco” dei manifestanti e la loro abilità nel riuscire a bloccare una regione più grande di Israele e di poco più piccola del Belgio . Colpisce inoltre la crescente stima che essi godono tra la popolazione siciliana: quasi tutti sono dalla loro parte e i commenti su Internet sono quasi tutti a senso unico. Certo è facile ottenere consensi quando si lotta contro il caro-benzina e il caro-alimenti, quando si lotta contro una classe politica immobile e spendacciona. E’ però difficile ottenere consensi con uno sciopero selvaggio e che crea disagi… ma sembrano riuscirci lo stesso.
E per diverse ragioni. Il movimento appare diverso dagli idealistici e velleitari “indignados”. Questi ultimi sono quasi tutti studenti, in dissenso con il modello economico imperante e con le banche, che sfasciano ogni tanto qualche vetrina, entrano al ministero dell’Economia, fanno cortei colorati e a ritmo di musica latino-americana. Gli indignados sono una versione aggiornata ai mutui sub-prime del Popolo di Seattle. Entrambi hanno ottenuto poco: qualche cassonetto bruciato, numerose simpatie progressiste e di cantanti piuomeno famosi. Ma la gente che lavora difficilmente digerisce le vetrine sfasciate e soprattutto manifestazioni del sabato pomeriggio che sanno di scampagnata con sanpietrini.
La “Rivoluzione dei Forconi” è qualcosa di diverso, ed è potenzialmente devastante. E’ la rivolta di lavoratori principalmente autonomi (camionisti, piccoli agricoltori e pescatori), a cui mancano risposte da parte della classe politica e che non lottano per velleitari ideali di uguaglianza sociale o per gli amerindi del Guatemala, ma per il pane che manca e per la benzina che costa troppo. E negli ultimi giorni si sono uniti a loro anche alcuni imprenditori edili e qualche commerciante e gli immancabili studenti. Contro di loro Confindustria (che segnala infiltrazioni mafiose), la grande distribuzione e… i media nazionali.
Colpisce infatti la scarsa informazione da parte della stampa nazionale, dai quotidiani ai siti internet. Certo, sono questi i giorni della “Notizia” per eccellenza. Non capita spesso che un gigante di 100.000 tonnellate affondi in diretta TV, che il capitano “cada nella scialuppa” ma una regione in Italia è pur sempre paralizzata.
I grandi avvenimenti storici si mettono in moto con molta lentezza, con meccanismi in apparenza minori e che spessano restano ignoti. Un anno fa un ragazzo si è dato fuoco a Tunisi e in poco tempo tutto il mondo arabo è diventato una polveriera. E da sempre le sollevazioni più importanti sono partite dai lavoratori, raramente dagli ideali. Non è che qualcuno teme l’effetto contagio?
di Nemo
sabato 21 gennaio 2012 ore 12:16
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Dante Morville
21.01.12 13:05 at 13:05
ma come ,tutto 'sto casino proprio quando monti ha annunciato che il pil con lui al comando crescerà del 10 % ,dieci per cento !…….me sa che 'sti forconauti non gli credono
leppie
21.01.12 14:32 at 14:32
Proprio adesso che c'è Monti, guardacaso…
Fino a novembre andava tutto bene, no? La giunta regionale siciliana era invidiata da quella del canton Berna.
Sveglia cicci, indovinate chi ci sta dietro… Chi ha paura di perdere privilegi, prebende, sovvenzioni a pioggia.
giovanni
21.01.12 21:34 at 21:34
Non credi che riuscire a tanto (senza politica ne sindacati)sia qualcosa che nessuno ti spiega nei TG ma da molti a roma è visto con TANTA preoccupazione da evitare di parlarne e ne oscura le vere motivazioni ?
alex
21.01.12 13:06 at 13:06
I primi con cui i siciliani dovrebbero prendersela è con i siciliani stessi
Non ci dimentichiamo quanta autonomia abbia la Sicilia e al contempo quanti rappresentanti abbiano sempre avuto nel parlamento italiano.
Eppure sono riusciti a distruggere la regione che, tra quelle del sud, aveva sicuramente le migliori potenzialità.
mario nanni
21.01.12 15:22 at 15:22
ci sono anche i forconi sardi, trattati oggi nel mio blog http://www.maralai.ilcannocchiale.it
saluti
Maralai
(mn)
ennio mosci
21.01.12 18:19 at 18:19
Tanta gente, anche in alto, non ricorda, o fa finta di non ricordare, come le grandi rivoluzioni, anche nell'Italia del novecento, sono nate proprio da movimenti del popolino, che er arrivato al limite massimo della sopportazione. Monti, in nome della salvezza dell'euro, che ci ha portato il raddoppio dei costi senza il beneficio del raddoppio degli stipendi ( a parte l'ormai usurato interesse sui mutui), ci sta conducendo alla rovina, e ci prende anche per il culo quando afferma che le liberalizzazioni pensate ci porteranno un aumento del Pil di 10 punti( glui possono credere sono quegli imbocconi della sinistra )
leppie
21.01.12 19:10 at 19:10
Senti ciccio, per diciotto anni avete creduto al miracolo forzaitaliota.
Proviamo a vedere cosa fa Monti per un anno?
avocado
22.01.12 10:51 at 10:51
farà parte di quel popolino che si è svegliato coi buoi fuori dalla stalla…
brusko
22.01.12 18:37 at 18:37
..non ci dimentichiamo che il popolo siciliano ha votato in massa per il partito che insieme con la lega ha portato l'Italia alla rovina !
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