+++mercoledì 18 gennaio 2012 - ore 14:02+++
Roma, 18 gen. (Adnkronos) – “Il Terzo polo non si chiama Dc. E
non sara’ la Dc, ne’ ora ne’ mai. Perche’ la scommessa finiana – che
va ben oltre lo scontro con Silvio Berlusconi e con il suo apparato di
potere – e’ la scommessa per una nuova politica, declinata in nuove
forme e su nuove coordinate. Liberta’, laicita’, riforme, giovani,
pari opportunita’, legalita’, ambiente, merito. Una piattaforma
chiara, che non puo’ e non deve essere annacquata in una sorta di
grande (o piccolo) centro dal sapore democristiano”. E’ quanto si
legge nell’editoriale de ‘Il futurista’ (www.ilfuturista.it),
webmagazine e settimanale di area finiana diretto da Filippo Rossi,
che mette in copertina una promessa: ”Non moriremo democristiani”.
Un impegno, si legge nell’articolo di presentazione del nuovo
numero, che “varra’ in ogni caso, sia che il Terzo polo sopravviva
autonomamente (in tal caso, spettera’ alla delegazione futurista
innestare nel nuovo progetto i suoi valori, laicita’ in primis), sia
che il Terzo polo decida di ricostruire un nuovo centrodestra con il
Pdl (o come si chiamera’) di Berlusconi a Alfano”. E in quel caso,
conclude il “Futurista, “c’e’ da credere che i finiani continueranno
sulla strada del Terzo polo da soli. Per non morire democristiani, e
per non morire nemmeno ad Arcore”.
Sempre su questo tema nello scorso numero il futurista aveva
lanciato una ”provocazione” a Futuro e liberta’: perche’ non pensare
a una collocazione europea oltre il “totem del popolarismo”. Insomma,
si chiedeva il settimanale, perche’ non provare a immaginare un
percorso di avvicinamento a quel “Terzo polo europeo costituito dal
partito dei liberali, dei democratici e dei riformisti?”.
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