Che dibattito Stracquadanio-Sechi-Daw
Che dibattito. Noi scriviamo della cretinata detta dall’onorevole Stracquadanio (PdL) su Internet e la sinistra, Cruciani su Radio24 la legge all’onorevole (ospite in studio), che ci accusa di “seguire la linea di Repubblica”. Nel frattempo Stracquadanio è infilzato da Mario Sechi, in un video che mettiamo online. Questa mattina ci arriva l’intervento di Stracquadanio, che pubblichiamo. Con la nostra nuova replica e quella di Sechi.
Pubblichiamo i due intereventi dell’Onorevole Stracquadanio in merito ai due nostri post su di lui. Lo ringraziamo, ovviamente, per l’attenzione. Poi, di seguito, la nostra risposta e quella di Mario Sechi, direttore del Tempo, anche lui richiamato in causa. Premessa: ieri sera alla trasmissione La Zanzara di Radio24, Giuseppe Cruciani ha letto il nostro post su Stracquadanio (che era presente in studio). L’onorevole ha detto che “daw non ha capito niente” e che “daw si fa dettare la linea da Repubblica”. Ah però. Di seguito gli interventi integrali.
L’intervento dell’Onorevole Stracquadanio (PDL) su questo nostro post (la “cretinata” da lui detta su Internet e la sinistra):
Caro Diego, se invece di fare il rottamatore, venivi alla riunione di Lettera 22, l’associazione dei giornalisti di centrodestra, ascoltavi tutto il mio intervento e non solo il pezzettino che ti ha dato Repubblica (come si fa agenda setting). E forse ti era più chiaro il concetto. Lo ripeto, se hai voglia di leggere, con parole politically correct.
È noto che sulla Rete, nella comunicazione politica, la sinistra è quantitativamente soverchiante sul centrodestra. Occorre capire perché.
La sinistra investe più quattrini? No. Tolto Grillo che non è sinistra, ma qualunquismo e demagogia, oltre che un gran furbone che fa soldi minchionando i suoi fan.
La sinistra ha idee migliori? Non credo proprio, vista la quantità di bugie e di argomenti contraddittori che utilizza.
Resta una tesi. Sulla Rete sono di più. Perché il nostro blocco sociale – chi ci vota- lavora e usa la rete come un strumento, non ci passa le ore a postare messaggi politici. Mentre la sinistra, i suoi militanti, il suo blocco sociale è prevalentemente pubblico impiego, lavorano solo 36 ore a settimana e non rischiano nulla. Posto fisso, stipendio fisso, nessuna responsabilità. E un gran tempo per fare propaganda.
Tutto qua.
Tu hai un’altra tesi? Esponila e discutiamo, ma non pretendere di insegnare ai gatti ad arrampicare.
————
L’intervento dell’Onorevole Stracquadanio (PDL) su questo altro nostro post (l’epic fail con Mario Sechi):
Posso rispondere? Alla domanda di Mario Sechi ho cercato di rispondere, se lui me ne avesse dato il tempo o volesse sentine una qualunque di risposta, mentre invece la sua era una evidente domanda retorica, la cui risposta era già compiuta nella domanda. Ho cercato di rispondere presentando la mia esperienza, il mio esempio. E Sechi, che voleva rispondersi da solo, ha detto che io venivo da una precedente esperienza politica e che quindi non facevo testo. Io so una cosa sola. Che ho iniziato la mia attività politica e sociale quando avevo 11 anni, tra le mura dell’oratorio. Era il 1970 e un piccolo gruppo di amici che frequentava l’oratorio di Metanopoli, villaggio ENI alle porte di Milano, ci schierammo in difesa della legge istitutiva del divorzio. Da allora ho letto giornali, partecipato alla vita politica scolastica del mio liceo, il Berchet di Milano, quindi ho incontrato Radio Radicale e ho seguito migliaia di ore di sedute del parlamento in diretta, magari in replica notturna, perché di giorno frequentavo l’università. Frequentavo, la sera, una associazione del Partito Radicale. A primavera, per qualche anno di fila, ho raccolto firme per i referendum e ho partecipato alle campagne di voto, intervenendo ai dibattiti pubblici con dieci o cinquanta persone al massimo. Poi ho iniziato a lavorare, per qualche hanno ho partecipato a distanza. Casualmente sono stato chiamato, nel 1990 (sono passati vent’anni dal primo contatto con la politica) a fare il riempilista alle comunali di Milano del 1990 per la lista Antiproibizionisti sulla droga. Facemmo un eletto, Tiziana Maiolo, e io costituii, insieme ad altre cinque persone, il gruppo di supporto all’unico consigliere. Nel 1992 Tiziana Maiolo venne candidata come indipendente in Rifondazione Comunista. Fu eletta alla Camera il 5 aprile del 1992, e mi chiese di diventare il suo addetto stampa, anche se io ero lontano anni luce dai comunisti. Qui è iniziato il mio contatto diretto con il Parlamento e la politica nazionale. Ogni giorno cercavo di inventarmi un’idea di comunicazione per il mio capo, e non era difficile, vista la mattanza giudiziaria di Mani Pulite e la posizione garantista di Tiziana. Abbiamo visitato insieme tutte le carceri di Italia, dove ho conosciuto un mondo che non potevo immaginare. Ho visto Gabriele Cagliari in cella un giorno prima del suo suicidio procurato dal pm De Pasquale, uno di quelli che oggi lavora su Berlusconi. Alla fine del 1993 siamo entrati in contatto con Silvio Berlusconi che stava organizzando Forza Italia e volle offrire la candidatura a Tiziana Maiolo. Fui io a negoziare la sua posizione in lista con chi preparava le liste, Marcello Dell’Utri. Tiziana Maiolo fu candidata alla Camera nella lista proporzionale in Calabria e in Liguria, dove venne eletta. Non sto a raccontare l’incredibile campagna elettorale in due regioni distanti parecchie centinaia di km tra loro. A proposito, in Calabria ho anche curato la raccolta delle firme per la lista di Forza Italia. Nel 1995 ebbi la mia grande occasione. C’erano i tre referendum contro le tv private e io suggerii agli uomini vicini al presidente Berlusconi di costituire il Comitato per il No, di cui divenni il portavoce. Fu una campagna entusiasmante che meriterebbe un capitolo a se. Vincemmo e, fino alla scorsa settimana, avevo il record di vincitore di referendum che aveva raggiunto il quorum. L’anno successivo ci furono le elezioni politiche e il presidente Berlusconi volle candidarmi. Mi fu assegnato il collegio di Gallarate, sulla carta vincente. Era la mia prima vera candidatura. Avevo 36 anni e 26 anni di attività politica dietro le spalle, centinaia di migliaia di articoli di giornale letti, migliaia di articoli, volantini, comunicati stampa, atti parlamentari scritti. Milioni di lire spesi per iscrizioni, viaggi, benzina, materiale, telefono, contributi per le sedi (una lo anche dipinta nelle feste di Natale), libri. Non fui eletto per 158 voti su 100mila elettori. Vinse la oggi mia amica leghista Giovanna Bianchi Clerici, allora non eravamo alleati. I voti vennero fatti mancare volutamente da alcuni personaggi locali di Forza Italia che temevano interferissi con le loro decisioni locali (non è una novità, vero). Dal 1996 al 2001 collaborai con il Gruppo parlamentare alla Camera e con il partito che di stava organizzando. Al gruppo facevo parte dell’ufficio stampa. Al partito ho inventato una prima newsletter cartacea diretta agli iscritti “LineaAzzurra”, mentre nel 2000 realizzai una prima newsletter web targata Forza Italia. Si chiamava “Punto Azzurro” e era una raccolta settimanale di interviste a deputati e senatori di Forza Italia, su diversi temi. Era tutta in HTML. All’epoca non c’era Joomla e neppure WordPress. Per sviluppare il sito utilizzavo FrontPage di Microsoft. Nel 2001 dovevo essere candidato e fui fatto fuori all’ultimo minuto, in circostanze rocambolesche. Presi allora un anno sabbatico e rimasi a Milano, dove ho lavorato come consulente per la comunicazione e i rapporti con le istituzioni. Nel 2003 una collaborazione professionale mi riporta a Roma per un attività part-time tre giorni alla settimana. Offrii l’altra metà delle mie giornate romane a Renato Brunetta, allora responsabile del Settore Programma del partito. Presi a lavorare, naturalmente gratis, con Brunetta. Dopo due mesi Brunetta mi chiese il tempo pieno e mi offrì una somma pari alla consulenza romana. Accettai. Organizzai la sua campagna elettorale del 2004, e alla fine, andai a lavorare a Palazzo Grazioli nello staff del Presidente. Due anni di lavoro incessante e bellissimo. Poi nel 2006, la candidatura e l’elezione al Senato. Erano passati dieci anni dalla prima candidatura al Parlamento e 36 dalle prime esperienze politiche. Nel racconto ho saltato tutte le campagne elettorali, alcuni libri scritti e diffusi con Libero, centinaia di articoli pubblicati da altri. Il resto è storia recente. Ecco perché non ci sto a farmi massacrare da chi pretende di insegnare come si fa politica dicendolo da spettatore. Il terribile vizio italiano di essere in 60 milioni di allenatori della squadra di calcio e di esaltare Lippi quando vince i mondiali e di massacrarlo quando, quattro anni dopo, li perde è una pratica che mi fa schifo. Concludo dicendo: chiedete a Mario Sechi come si diventa giornalisti a Il Tempo e vediamo cosa funziona meglio o peggio. Ci sono molte cose che non vanno nel mio partito e che io voglio cambiare. Chi mi segue sulla rete lo sa perfettamente. Ma non credo che primarie, congressi, blog e siti siano rimedi ai vuoti politici. Sono le idee e i valori che contano. E dovrebbe contare l’impegno e il merito delle persone. Non credo che i congressi e le primarie (come le conosciamo in Italia) siano il migliore criterio di selezione. La politica si impara a bottega. E occorre apprendistato. Grazie a chi ha voluto leggermi fino a qui.
La risposta di Mario Sechi, direttore del Tempo:
Vedo che Stracquadanio ha il dono della sintesi. Scrive un sacco, non dice nulla. Dunque traduco: no alle primarie, no ai congressi, no alla rottamazione, no ai blog, noi ai social network, no alla rete. No. No. No. No. No. No. Mi viene in mente il buon Hemingway: “Some lived init and never felt it but he knew it all was nada y pues nada y naday pues nada. Our nada who art in nada, nada be thy name thy kingdom nada thy will be nada in nada as it is in nada. Give usthis nada our daily nada and nada us our nada as we nada our nadas and nada us not into nada but deliver us from nada; pues nada”.
La nostra risposta:
Lo abbiamo evocato più volte in questi giorni, e l’onorevole Stracquadanio ci ha risposto con un eccesso di affetto nelle ultime 24 ore; crediamo umilmente che non abbia capito quello che abbiamo avuto da ridire su di lui, ma apprezziamo comunque il segnale di attenzione.
A “La Zanzara”, su Radio24, siamo stati accusati di farci dettare l’agenda da Repubblica. Da Repubblica. Noi. Questo solo perché abbiamo riportato il video in cui Stracquadanio dichiarava che la sinistra vince online perché il suo blocco elettorale è a casa senza un cazzo da fare e quindi fa propaganda politica.
Ci permettiamo di insistere, ed anche se scriviamo questa risposta nel primo pomeriggio, mentre l’Onorevole è senz’altro impegnato a Roma (attorniato da colleghi che però stanno innaffiando le carote su Farmville), siamo gente che lavora, e conosciamo gente di destra e di sinistra che lavora un sacco ed anche gente di destra e di sinistra che non combina un cazzo da mattina a sera.
Conosciamo però anche tanta gente che su internet e grazie ad internet ci lavora; ormai il concetto di internet come strumento di passatempo e di pornografia è un po’ superato dai tempi, e Stracquadanio dovrebbe saperlo dato che non è un novizio della rete. Ci è stato detto dall’onorevole che avremmo dovuto partecipare all’evento di Lettera 22 e sentire il discorso completo e non solo una frase estrapolata (che pure ci è sembrata piuttosto chiara). Ne saremmo stati lieti, ma forse le poste hanno ritardato la consegna dell’invito: la prossima volta usate l’e-mail.
Saremmo in quel caso anche lieti di portare con noi come materiale di referenza le montagne di post con cui abbiamo denunciato in ogni maniera, tra l’indignazione e l’ironia, quanto illeggibile sia Repubblica, e da anni definiamo “giornalaio” chi ci scrive; accusarci di essere al seguito del pifferaio Scalfari ci pare un po’ sciocco.
Sempre nella sua lunga risposta delle sei del mattino (onore al merito, noi si dormiva), Stracquadanio ci ha voluto raccontare come ha iniziato a fare politica. Un percorso lungo con una gavetta difficile: Stracquadanio non è uno catapultato lì per amicizie privilegiate, ma si è sempre fatto un mazzo notevole con una passione che non abbiamo mai voluto mettere in discussione.
Il problema delle primarie e della rottamazione della classe dirigente per dare vita ad una nuova primavera, però, resta grande come una casa: noi non siamo contro Stracquadanio, siamo contro un partito dove, come ha giustamente ricordato il direttore Sechi, se uno vuole fare politica deve andare a chiedere in ginocchio al capoquartiere che gli lasci un po’ di posto e dove chi ha voglia di impegnarsi genuinamente non ha alcun modo di partecipare.
Non è dandoci dei comunisti che risolverete i problemi del PDL, tanto più che a noi non ci paga nessuno, e quello che scriviamo lo scriviamo per passione pura e semplice, e rimaniamo sempre aperti al confronto su tutto quello che scriviamo e lanciamo come idea. Se però la sua risposta è: no alle primarie, no ai congressi, e no a tutto il resto, ci dica allora lei, onorevole Stracquadanio, cosa ci rimane?
Il cero? Alla Madonna, intendiamo.
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giovedì 16 giugno 2011 ore 18:27
(C) DAW-BLOG/DAW-NEWS RIPRODUZIONE RISERVATA










ReyTS
16.06.11 20:09 at 20:09
Ho letto il primo post, ho letto quasi tutto questo.
Daw, una domanda però mi sorge spontanea dopo tanti anni che ti seguo… mi sai spiegare il perchè nel tuo blog, o in alri che frequentavo tempo fa, la maggior parte dei commenti era scritta da gente di sx? Anche adesso se leggo i vari post, i commenti son scritti in maggioranza dai sinistri.
Mò spiegami i motivi
piddi
16.06.11 21:25 at 21:25
Il motivo è semplice. È che, da quando c'è Berlusconi, per essere dichiarati 'di sinistra' basta pochissimo. Basta non essere 'fedeli alla linea'. Pure daw, adesso, sol per avere proposto le primarie ed espresso dubbi sulla dirigenza del PDL è stato iscritto tra i fan di 'repubblica'. Basta poco … che ce vó!
ReyTS
16.06.11 22:33 at 22:33
Un tempo mi trovavi d'accordo su molte cose piddi, ultimamente invece mi da l'impressione che tu scriva a capocchia e da acido.
I commenti scritti nei vari blog danno almeno un'idea su come la pensa la gente e su che parte politica gravitano, bhe, qui di cdx ne vedo pochini e lo stesso vale altrove, mentre trovi frotte di gente pro IDV, PD e via dicendo.
Io mi son sempre chiesto quanto sia "DURA" la giornata di quelli che passano il tempo su questo blog, sulle varie home page dei quotidiani nazionali o esteri e su chissà quanti siti che visitano durante l'orario lavorativo.
R
16.06.11 23:52 at 23:52
Rey, scusa eh, ma se su internet ci stanno prevalentemente quelli 'de sinistra' che non fanno un cazzo, come sono riusciti a convincere quelli de destra che lavorano a votare e votare sì al ref. Dove li hanno incontrati, sul pianerottolo digitale?
caravaggio
17.06.11 10:45 at 10:45
@piddi
non basta non essere fedeli alla linea. Basta non aver nulla da dire se non lamentarsi. come fai tu e come fanno i sinistri in genere.
piddi
16.06.11 21:04 at 21:04
Complimenti daw! Benvenuto tra i comunisti! Comunque non è vero che l'onorevole dica a tutto no. Quando vi furono polemiche su certe candidature disse che 'darla' era un metodo come un altro per far carriera anche politica. Ed ammetterai che, specialmente per chi assegna i posti a 'tavola', si tratta di un metodo assai più utile e divertente di noiosi congressi e stancanti primarie.
P.s.: … ma se la politica si fa per passione e non è un 'mestiere' cui si accede per amicizia e cooptazione, come fa un radicale 'lontanissimo' dai comunisti a lavorare nello staff di una di rifondazione comunista? Vabbè che ormai sei comunista, ma Tu, daw, entreresti nello staff di migliore o di vendola? Indosseresti, di giorno, e per lavoro, la camicia rossa per poi rivestire, di notte, quella azzurra?
alex
16.06.11 21:06 at 21:06
Stracquadanio,uno che straborda senza dire nulla.anzi qualcosa ha detto.ed è molto grave,non solo riferito ai pubblici dipendenti che non fanno un cazzo ,e che sono di sinistra(a mia memoria erano quasi tutti democristiani,però il tempo è cambiato-e che i suoi colleghi giocano con internet in parlamento e pagati 700€ al giorno) ma che Cagliari si è suicidato per colpa di De Pasquale(comes e lo avesse ucciso lui),proprio senza pudore.Rottamatelo,questo,altrimenti per voi sarà piu' dura….
R
16.06.11 21:44 at 21:44
In questo momento il buon Straquadanio sta difendendo l'indifendibile Porcellum, l'unico sistema elettorale che poteva eleggerlo.
VR46
16.06.11 22:15 at 22:15
E da abruzzese quale sono vorrei ricordare la perla di Straquadanio su l'Aquila:
“L’Aquila era una città che stava morendo, indipendentemente dal terremoto, e il terremoto ne ha certificato la morte civile’‘
(intervento alla Camera, 7 luglio 2010).
R
16.06.11 22:37 at 22:37
ma perché lo mandano in tv, mi chiedo.
Amen
16.06.11 22:41 at 22:41
Ma dai, daw, nel Pdl sono tutti come Stracquadanio: servi (liberi) che si oppongono ad ogni iniziativa che possa turbare il padrone. Hai voglia a rottamare …..
Nulla può cambiare fino a che non si rottamerà il vero responsabile del degrado della destra italiana: chi governa il partito e il paese unicamente per fare i suoi sporchi interessi.
balbo
16.06.11 22:43 at 22:43
>>Non è dandoci dei comunisti che risolverete i problemi del PDL,
DAW in simpatia ora credo tu sappia come ci si sente da destra ad essere definiti comunisti solo perchè il partito e il capo hanno una linea che non accetta voci fuori dal coro.
Io non so se mai te ne accorgerai anche tu o forse già lo sai ma il tuo inguaribile ottimismo ti dice di "lottare per cambiare il partito dall'interno"… ma bisogna accertare il fatto che il vero partito stalinista e in cui "il capo ha sempre ragione" è il PDL.
Non c'è democrazia interna e i vertici semplicemente sono selezionati dall'alto a simpatia e per raccomandazione.
Ed è così da anni e anni.
E' stato, è e sarà sempre un partito di plastica.
(così come lo è il fratello gemello del PdL ovvero l'IdV)
Pace e amen bisogna rassegnarsi invece di combattere contro i mulini a vento.
Fabio
17.06.11 0:24 at 00:24
Il dibattito sta continuando… http://www.facebook.com/Fabopolis/posts/152879511… Sechi contro Libertini ora… uno spasso…
bongo-bongo
17.06.11 0:55 at 00:55
Tra tanti intellettuali che ha la destra, dovreste aggiungere l'illuminato pensiero di Un capezzolone o di un pippofranco.
Flash
17.06.11 5:10 at 05:10
Ok, tutto bello. Ma ricordiamoci che non dobbiamo spararci troppo addosso.
I sinistri su internet cosa fanno ? Parlano male di Berlusconi e del governo in continuazione, facendo il lavaggio del cervello alla gente.
Invece qui leggo solo autocritiche, anche se ci sarebbe da dire molto sul Vendola tassatore che buca il bilancio della puglia ad esempio. A sinistra sono tutto un bluff, le teorie economiche di vendola e co. sono tutte baggianate, altro che il criticato (da me) ministro Tremonti !
Non a caso Silvio ha vinto per 10 punti nel 2008. La gente ha la memoria corta, si è già dimenticata il periodo del terrore del governo Prodi.
zappa
17.06.11 11:44 at 11:44
qui leggi solo autocritiche?
devi essere arrivato nelle ultime 3 settimane allora.
Simone Casadei
17.06.11 13:11 at 13:11
Il centrodestra sta perdendo colpi. La constatazione è banale come quella sulle mezze stagioni che non ci sono più, o quella sul blu che sta bene su tutto. E' necessario fare autocritica. Ieri sera, a Otto e mezzo, Stracquadanio ha riconosciuto la "crisi" individuandone tre cause, tutte riconducibili ad una responsabilità esterna: la crisi economica, l'aggressione mediatica ai danni di Berlusconi, la scissione di Fini (non ha citato l'accanimento giudiziario verso il Presidente del Consiglio, ma forse se l'è dimenticato). Insomma: la sintesi è che in casa Pdl tutto funziona per il meglio e che se i risultati non arrivano è solo per colpa di altri. Siamo sicuri che sia così? Non è forse possibile che un partito che perde voti e consenso debba correggere anche qualcosa al suo interno?
Amen
17.06.11 8:16 at 08:16
Rassegnarsi o passare a Futuro e Libertà.
piddi
17.06.11 8:53 at 08:53
Un tempo mi trovavi d’accordo su molte cose piddi, ultimamente invece mi da l’impressione che tu scriva a capocchia e da acido.
Caro Rey, visto che sono stato bannato per mesi, non capisco dove tu "ultimamente" abbia letto miei commenti.
Comunque, non vedo cosa c'è di "acido" nel dire quel che è evidente. Ovvero che, per certa destra, son "di sinistra" tutti. Persino Fini e quelli che lo hanno seguito sono stati iscritti tra i "comunisti". E' vero o no? Altro che "capocchia"! E vedrai che, a breve, se continua così, anche Daw verrà bollato come di sx.
Quanto alla sottile analisi secondo cui su internet ci son solo fancazzisti di sx … beh … mi associo alla corretta risposta di Daw.
ReyTS
17.06.11 18:29 at 18:29
Omg.. ma lo vedi che sei acido ? Ok ho scritto ultimamente invece che i commenti scritti da te prima e dopo bann ? Cambia forse la sostanza? Che poi nessuno mi pare dica che i fancazzisti siano SOLO di sx, ma che il loro numero che passa la DURA giornata lavorativa commentando sui blog almeno da ciò che osservo mi sembra sia MOLTO maggiore.
Per me Fini non è un comunista, è semplicemente un voltagabbana, una banderuola al vento. Anni addietro mi piaceva come politico, ora mi ha disgustato.
Birimboocky
17.06.11 9:01 at 09:01
La rete è un luogo dove le cazzate, le menzogne rimangono visibili per tanto tempo e spesso ,vengono smontate senza pietà.
Per cui anche chi le dice viene sbugiardato senza censura.
Mica come la TV dove puoi dire stronzate a briglia sciolta e dall'altra parte c'è uno spettatore che subisce passivamente!
Per non parlare di giornalisti più attenti al proprio posto di lavoro che alle notizie.
E Straquadagno contina a non capire, già da come etichetta Grillo si capisce che non è proprio in grado di arrivare al significato di BLOG, FORUM, SOCIAL NETWORK, figuriamoci se conosce il M5S.
piddi
17.06.11 11:43 at 11:43
@Caravaggio
Il fatto che daw venga ora etichettato come uno che si fa dettare la linea da repubblica, conferma la mia constatazione. Il resto sono chiacchiere. Mi pare, poi, che quando al governo c'era Prodi ti lamentavi parecchio anche te no? Eri forse di Sx?
Simone Casadei
17.06.11 13:17 at 13:17
Finché le cose per il Pdl hanno funzionato, il partito sembrava andare bene così com'era. Ora, però, i nodi vengono al pettine. Una selezione mediocre dei suoi rappresentanti nelle Istituzioni (quando questa selezione è poi avvenuta, s'intende), una democrazia interna solo di facciata (anche a livello locale), una incrollabile ed incondizionata fiducia nel suo leader hanno portato all'impasse di oggi.
Per venirne fuori è necessaria una "rivoluzione", concetto che in questo caso ben si sposa con istituti come le primarie e con azioni politiche come quella della "rottamazione". L'avversione verso di essi da parte di Stracquadanio ne sottolinea l'importanza.
balbo
17.06.11 13:30 at 13:30
http://www.youtube.com/watch?v=7P2c49i6GEY
Lo scontro Daw-Stracquadanio sull zanzara
Daw ti fai dettare l'agenda da Repubblica.it!
Comunque io un suggerimento ai politici berlusconiani per non subire l'agenda setting da qualcun'altro lo avrei: essere più educati, meno strafottenti e sparare meno minchiate.
Perchè se io elettore moderato posso avere dei punti di contatto voi beceri politici berlusconiani siete così odiosi e strafottenti che mi fate scappare via.
Oggi sono Brunetta e Stracquadanio.
Ieri erano Santanchè e La Russa.
Poi vedetevela voi
daw
17.06.11 13:46 at 13:46
ah bene bene!
Hanno tagliato il pezzo precedente, che mi piaceva molto…
Stamattina altro epic fail di stracquadanio, ne abbiamo parlato su facebook
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