NOI VOGLIAMO LE PRIMARIE
E’ il momento. Il problema non è Berlusconi, il discorso è oltre Berlusconi. Vogliamo le primarie per il PdL, altrimenti muore. Vogliamo scegliere il coordinatore. Il Sindaco e il premier. Vogliamo scegliere noi per non far scegliere voi. Perché le vostre scelte sono dettate da logiche partitocratiche e invidie personali. Vogliamo il PdL della gente. Non fate resistenza: anche senza primarie la vostra rottamazione sarà solo rimandata. E’ questione di tempo.
Noi ne siamo convinti, crediamo sia questo il momento giusto. Anche il centrodestra è pronto alla svolta delle primarie. Anzi, non è che sia pronto, tutt’altro, ma per la sua sopravvivenza deve assolutamente introdurle. Altrimenti verrà inesorabilmente spazzato via nel giro di pochissime consultazioni elettorali. In particolare le primarie rappresentano, oggi, l’unico strumento di salvezza non tanto per la coalizione, ma per il Popolo delle Libertà.
Appena introdotte dalla sinistra, le primarie ci sembravano più che altro una grande raccolta fondi. Ma lentamente, e in questo bisogna dare atto al centrosinistra di essere stato capace e determinato, hanno rappresentato un validissimo strumento per scegliere la classe dirigente, specialmente a livello locale. E’ un esempio che deve essere assolutamente copiato. Perché funziona.
Noi vogliamo le primarie, perché vogliamo scegliere noi il capo del partito della nostra regione e della nostra città. E vogliamo scegliere noi, ovviamente, anche chi deve guidare il partito nazionale.
Il problema non è Berlusconi, il discorso è oltre Berlusconi. Non è lui ad essere in discussione, è ovvio che fino a quando lui vorrà sarà il leader politico del PdL. Ma bisogna guardare avanti. E con il Cavaliere a Palazzo Chigi, noi vogliamo scegliere un uomo o una donna che si occupi a tempo pieno del partito. Basta con i tre (o due) coordinatori, ne serve uno solo, ma a tempo pieno. Nessun Ministro. E deve essere deciso, scelto e votato dal (in minuscolo) popolo delle libertà. Questa è l’unica speranza di sopravvivenza per il partito.
Vogliamo anche scegliere a livello di coalizione i candidati ai Comuni, alle Province e alle Regioni. E in futuro il premier. Perché, ed è amaramente vero, voi dirigenti nazionali non ne siete capaci. Combinate solo pasticci, le recenti elezioni lo dimostrano. Come a Trieste. Oppure fate altre porcherie che la gente non capisce, vedi lo scontro tra il PdL e la Polverini nel Lazio. E perché, cari dirigenti, non vogliamo più ripetere l’errore fatto con Vendola: sbagliando le alleanze alle scorse regionali, voi lo avete fatto diventare Governatore della Puglia. Se Vendola è (politicamente) vivo, la colpa è di un dirigente che ben conosciamo. Che è ancora al suo posto.
Vogliamo scegliere noi per non far scegliere voi. Perché le vostre scelte non sono più dettate dal consenso popolare, ma da logiche partitocratiche, da veti incrociati e da invidie personali. Vogliamo il PdL vicino alla gente.
Dateci le primarie. Noi le vogliamo. Non cercate di resistere, non fatevi illusioni: perché anche senza primarie la vostra rottamazione sarà solo rimandata. E’ questione di tempo.
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martedì 31 maggio 2011 ore 17:37
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il nano
31.05.11 18:55 at 18:55
Uè, ma quella lì è roba da comunisti!
Comunque hai pienamente ragione.
LENIN
31.05.11 18:56 at 18:56
Assolutamente d'accordo:son troppe e ancora brucianti le dissennate candidature "imposte" dalle solite facce di merda che considerano la politica come la loro unica e sola "professione"!
La politica torni a essere esclusivamente al servizio delle persone!
p.s.non credo che in puglia,anche con la poli-sborrone le cose sarebbero andate tanto diversamente:l'ho già scritto e lo ripeto.Nel sud ha attecchito il "bassolinismo",anche senza bassolino:la società civile è INESISTENTE!Come spiegarsi,altrimenti,il risultato di Napoli?Più sgoverni localmente,accordando a tutti un assistenzialismo misero e incerto,più disamministri la cosa pubblica,più ti votano!A volte mi chiedo:ma gli italiani la conoscono o no l'italia?
silvana
31.05.11 20:50 at 20:50
Concordo. Ad esempio la Sicilia è terra completa: siti archeologici, mare incantevole, cucina superlativa, tradizioni, artigianato, città bellissime. Ma è un mortorio, langue. Politici inetti ma, soprattutto, popolo indifferente, passivo. La Sicilia potrebbe essere una Florida italiana e, invece, piagnucola, chiusa nel suo individualismo.
avocado
31.05.11 19:20 at 19:20
ma senti…ti farei notare una cosa da nulla: tra voi e le primarie c'è proprio….berlusconi. e l'editoriale di sallusti sul giornale di famiglia ne è la prova.
e senza berlusconi niente televisioni compiacenti, soldi, contratti e mignotte,nulla di nulla.
o il padrone che sgancia o le primarie per un partito serio. ma tu questo lo sai benissimo e ciurli nel manico. d'altronde hai già svenduto molte delle lotte libertarie che dicevi di sostenere per il tuo ruolo nel web.
avocado
31.05.11 19:23 at 19:23
"Il berlusconismo è l’unica antipolitica applicabile a un sistema, tale è stato e tale deve rimanere. Per correggere i suoi eccessi e le sue bizzarrie non servono elezioni primarie, alla gente non interessa se i coordinatori debbano essere uno, tre o cinque. Basta un capo che se ne occupi e un po’ di buon senso."
angelo
31.05.11 19:49 at 19:49
é fondamentale che il candidato guidato a reggere le sorti della coalizione nelle prossime sfide che ci attendono sia l'espressione di una scelta popolare e questo naturalmente anche a livello locale, visto che le scelte fatte dal partito nelle due sfide decisive hanno sollevato perplessità anche all'interno dell'elettorato di centro destra in quanto la scarsa credibilità di lettieri a la mancanza di chiarezza con la quale il centro destra ha cercato di proporre una figura alternativa alle forze che hanno governato la città e la regione per tanti anni si sono scontrate inevitabilmente con il sistema giustizialista e forcaiolo di de magistris e questo ha fatto convergere anche i voti dei terzo polo e degli scettici verso la persona che meglio poteva rappresentare le istanze della popolazione stanca dei soliti giochi di palazzo!
Martin Sileno
31.05.11 20:59 at 20:59
a patto che siano primarie all'americana, ovvero aperte a tutti, e non come spesso è successo in quelle del PD, con un candidato forte e cinque fantoccio.
Marco Zeloni
31.05.11 21:51 at 21:51
le primarie hanno anche il vantaggio di necessitare di una organizzazione, quindi di persone che partecipano. mobilitazione e selezione quindi. andiamo andiamo!!!
Astragalo
31.05.11 23:44 at 23:44
I candidati del centrodestra al primo turno, hanno tutti preso meno voti dei partiti che li hanno sostenuti, a Cagliari addirittura i partiti avevano raggiunto il 55%, il candidato il 44%. Dunque ? Evidentemente le scelte sono state sbagliate, e chi meglio degli elettori con le primarie possono fare la scelta giusta ?
Quando Silvio si ritirerà, io voterei Brunetta, credo che sia un personaggio unico in Europa, per quel che ne so gli dovevano dare anche il premio nobel ma quando decise di candidarsi al parlamento la proposta venne ritirata.
avocado
2.06.11 15:19 at 15:19
ma quale premio nobel…c'ha tipo due sole pubblicazioni su riviste di economia di basso spessore.
premio nobel….bah
Astragalo
31.05.11 23:52 at 23:52
Copiare le primarie del PD ? No, si può fare di meglio, primarie all'americana.
Le primarie della sinistra sono state vere a livello locale e regionale, a livello nazionale sono state una presa in giro, fatte dopo aver deciso chi era il candidato premier.
suckit
1.06.11 10:29 at 10:29
> Vogliamo le primarie per il PdL, _altrimenti muore_.
Questo sarebbe un male?
Gimand
1.06.11 17:45 at 17:45
Ricordate però che anche negli USA, spesso e volentieri, alle primarie dei repubblicani partecipano anche i democratici e viceversa. E su questo si potrebbe scrivere un intero trattato.
Spesso e volentieri questi elettori riescono a far eleggere candidati di partito "battibili" dal candidato "avversario".
Se, ad esempio, io fossi un repubblicano e andassi a votare ad una convention democratica, farei di tutto per far eleggere una figura mediocre, che poi potrà più facilmente venir battuta dal repubblicano alle elezioni.
Purtroppo, con questi machiavellismi, alla lunga emergeranno solo i peggiori, sia democratici sia repubblicani.
Si correrebbe il rischio, senza aver alle spalle quel substrato istintivo di libertà e di democrazia tipico del cittadino americano, di veder eleggere ad un'ipotetica convenzione del PDL, dei candidati "graditi" solo ed esclusivamente ai sinistri.
Luciano Baroni
2.06.11 22:07 at 22:07
Vero Giamnd, vero.
Io spero che prima o poi, venga fatta la scelta di fare il passo definitivo sul Maggioritario vero, quello Uninominale.
So che è difficile, ma penso che sarebbe la scelta giusta per evitare ciò che stanno cercando di fare : rimettere in gioco col proporzionale, la prima repubblichetta che se anche ha permesso di crescere come Paese, ha tenuto bloccato come in questi anni la scelta dei candidati.
Non esistono primarie perfette, come non esiste proporzionale senza preferenze, che tutti sappiamo cosa vogliano dire.
Ciao.
p.s. A proposito : ho sentito che Pisapia sta pensando di dare la Presidenza del Consiglio comunale a Manfredi Palmeri : CVD il fasciocomunismo.
Gimand
4.06.11 23:09 at 23:09
Caro Luciano,
La Prima repubblichetta si è praticamente suicidata con la PROPORZIONALE PURA. Già ai tempi di De Gasperi s'era capito che le due camere erano praticamente ingovernabili con quel sistema. Ma non credo assolutamente che il maggioritario "secco" sia la soluzione. La nostra democrazia, a differenza degli USA o della Gran Bretagna, non è nata maggioritaria. Vedo meglio una proporzionale corretta, come ora. Col maggioritario "secco" avremmo, sì, due schieramenti (prima delle elezioni), ma subito dopo assisteremmo al riemergere del deprecato fenomeno del "trasformismo", cioè, gruppi consistenti di eletti in uno schieramento che passano disinvoltamente a quello avversario, fregandosene bellamente del voto degli elettori.
Questo perché la "personalizzazione" della politica porta l'eletto a considerare gli elettori una proprietà personale, una riserva di caccia esclusiva ed il maggioritario non farebbe altro che accrescere questa tendenza.
Dalle mie parti si dice che "quando un cane dimena la coda lo fa per una ragione ben precisa". Nessuno mi leva dalla testa il sospetto che la "battaglia" per il maggioritario del 1993 con i referendari di Segni alleati al PDS di Occhetto (fino ad allora avversi a qualsiasi mutamento del sistema elettorale e non solo), fu ingaggiata risolutamente da quest'ultimo proprio perché – anche e soprattutto grazie al repulisti di "mani pulite"- sperava non solo di vincere le elezioni, ma addirittura di ANNIENTARE tutti gli altri partiti dello schieramento a lui avverso: sarebbe rimasto il padrone incontrastato della politica.
Lou Mogghe
2.06.11 2:58 at 02:58
…e allora svegliate daw! perchè il pdl non esiste. esiste il partito in sostegno dell'azione politica della persona berlusconi. le primarie, come qualsivoglia altro strumento atto ad alimentare la vita democratica di un partito, lì dentro non ci saranno mai. o ti va bene quello che dice e fa lui o per loro "sei un compagno"…è questo il concetto che ormai è hanno fatto passare (e purtroppo assimilare ) all'Italia.
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