Fini is unfit

Ecco perchè Fini è unfit. Ecco perchè non può più fare il Presidente della Camera. Con l’auspicio che sia il Capo dello Stato, il garante di tutti, ad intervenire sul leader di FLI.
“Mr. Fini is unfit the lead the Parliament“. Rilanciando il titolo che, qualche mese fa, l’Economist dedicò a Silvio Berlusconi, l’auspicio è che, dal Quirinale, si levi un fermo e pressante invito all’ex Presidente di Alleanza Nazionale a lasciare lo scranno più alto di Montecitorio.
Certo, quello di Giorgio Napolitano sarebbe un intervento irrituale, ma non lo è stata, forse, anche la nota con la quale, la scorsa settimana, il Capo dello Stato ha espresso il suo disappunto per la nomina a ministro dell’Agricoltura del “responsabile”, ex UDC di Pier Furby Casini, Saverio Romano? Credo che sarebbe utile se o giornali e i siti, vicini al centro-destra, promuovesseto una raccolta di firma per convincere Napolitano a interrompere il suo lungo silenzio su questa sempre più grave crisi istituzionale.
Certo, il “vaffa” di Ignazio La Russa a Fini è, e resta, una parolaccia deplorevole. E ha ragione l’ex ministro Claudio Scajola quando afferma che il Parlamento non è lo stadio “Giuseppe Meazza”. Ma il punto centrale è che, ormai, i deputati della maggioranza – i quali, nel 2008, elessero Gianfranco alla Presidenza – non lo riconoscono come rappresentante, autorevole e imparziale, delle terza carica dello Stato, ma vedono in lui un arcigno avversario, gonfio di rancori nei confronti di Berlusconi e dei dirigenti del partito, che ha co-fondato, soprattutto quelli di provenienza aennina.
A microfoni spenti,il presidente della Camera ha dato a La Russa del “cocainomane”, invitandolo a farsi curare da un buon psichiatra. E, in serata, nello studio di Lilli Gruber, vicina al PD, come tutti i conduttori de La7, il finiano Bocchino, novello e mediocre scrittore, ha accusato il premier di voler aprire, a Lampedusa, un “casino”, senza l’accento sulla o. E ha inveito contro la sottosegretaria alla Giustizia, Casellati. E, giovedì, Fini ha impedito che alla Camera esercitassero il loro diritto di voto i ministri del governo, presieduto dall’odiato Cavaliere.
Che la permanenza di Fini sulla poltrona, che fu di Sandro Pertini e di Nilde Jotti, non sia più compatibile con la “first mission” del suo partitino, la distruzione del Cavaliere, non lo pensano soltanto i dirigenti del PDL. Ne sono convinti anche la “colomba” finiana, Adolfo Urso, ed eminenti politologi, già vicini a Gianfranco, come Alessandro Campi e Sofia Ventura, i quali hanno, vanamente, insistito, affinché Fini si occupasse unicamente di guidare il FLI.
Il gelo, con cui l’ex allievo di Almirante ha accolto le scuse di La Russa (“Ministro, Lei non ha offeso la mia persona, ma l’istituzione!”), conferma che Fini intende continuare a combattere la sua battaglia, in un ruolo inadatto al capo di una fazione, piccola ma agguerrita.
Auspichiamo che, con saggezza, Giorgio Napolitano, quanto prima, glielo faccia notare, convocandolo al Quirinale. Così facendo, l’attempato ed esperto ex dirigente del PCI, obbediente a Stalin, di Palmiro Togliatti, contribuirebbe ad allentare la tensione, che rischia di spingere gli attori del teatrino politico, protagonisti e comprimari, non di livello eccelso, sull’orlo del precipizio.
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lunedì 04 aprile 2011 ore 12:13
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LENIN
4.04.11 13:32 at 13:32
Ma ti pare che una cosa così solarmente evidente venga definitivamente risolta nell'unica maniera possibile da te stesso ben auspicata?
Altrimenti non saremmo nell'italietta fasciocattocomunista,…!
Ale
4.04.11 13:35 at 13:35
"Auspichiamo che, con saggezza, Giorgio Napolitano, quanto prima, glielo faccia notare, convocandolo al Quirinale. Così facendo, l’attempato ed esperto ex dirigente del PCI, obbediente a Stalin, di Palmiro Togliatti, contribuirebbe ad allentare la tensione, che rischia di spingere gli attori del teatrino politico, protagonisti e comprimari, non di livello eccelso, sull’orlo del precipizio."
Nel vano tentativo di mettere nel giusto ordine un inciso dentro l'altro, tipo matrioska, mi sono rassegnato all'idea che a lei le virgole le vendano un tanto al quintale.
Decisamente "Why Pietro Mancini is unfit to write about anything".
fabio
4.04.11 13:48 at 13:48
Ci sto. via Berlusconi e via Fini dalla Camera. Ma o entrambe o nulla.
balbo
4.04.11 13:57 at 13:57
>>Ma il punto centrale è che, ormai, i deputati della maggioranza – i quali, nel 2008, elessero Gianfranco alla Presidenza – non lo riconoscono come rappresentante, autorevole e imparziale, delle terza carica dello Stato, ma vedono in lui un arcigno avversario, gonfio di rancori nei confronti di Berlusconi e dei dirigenti del partito, che ha co-fondato, soprattutto quelli di provenienza aennina.
E aggiungere un bel chi se ne frega visto che alla prova dei fatti Fini ha agito in modo ineccepibile come Presidente della Camera? (anche contro i suoi interessi politici di partito)
Brutta faccenda l'odio viscerale e slegato dai fatti.
Protip: il Presidente della Camera non deve avere un rapporto di fiducia con il parlamento (a differenza dei ministri).
Riparo
4.04.11 15:06 at 15:06
"Ineccepibile"? Devo constatare che alcuni hanno difficoltà a comprendere il significato di alcuni vocaboli.
balbo
5.04.11 12:02 at 12:02
Dimmi che procedura ha disatteso. Quale regolamento. Quale pratica.
Le chiacchiere purtroppo per te stanno a zero.
ThankSilvio
4.04.11 14:40 at 14:40
La schizofrenia di Futuro e Libertà è ben riassunta nella vicenda di Latina…Bocchino assicura: "Mai accordi col Pd" ma Granata rilancia e sogna di appoggiare lo scrittore Pennacchi…
acronan
4.04.11 22:11 at 22:11
Strano non mi pare di aver visto su questo blog le copertine di "The Economist" tutte le volte (almeno 4) che si sono interessati al profilo di quella sottospecie di guappo di periferia che pro-tempore ricopre la carica di Presidente del Consiglio
Alex
5.04.11 14:27 at 14:27
http://4.bp.blogspot.com/-EWrroR6nJ00/TVjfZEb-vhI…
Alex
5.04.11 14:43 at 14:43
Mi sembra tanto una bufala… l'immagine di Fini sulla copertina dell'economist mi fa tanto fotomontaggio.
Provando a spulciare sul web e sul sito dell'economist non trovo niente a riguardo.
Non inventate storie. Un conto è guidare un paese (e copertine dell'economist su b. ce ne sono state: http://4.bp.blogspot.com/-EWrroR6nJ00/TVjfZEb-vhI… e un conto è guidare una camera del parlamento, e mi pare che a tale rivista non gliene freghi una beata mazza.
Riparo
5.04.11 16:49 at 16:49
Infatti Alex è un fotomontaggio, non credo che all'Economist si occupino di personaggi insignificanti.